<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Alberto Negri Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/autore/alberto-negri/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/autore/alberto-negri</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 20 Dec 2024 14:21:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Alberto Negri Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/autore/alberto-negri</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Dittatori e jihadisti alla prova della nostra ipocrisia</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/dittatori-e-i-jihadisti-alla-prova-della-nostra-ipocrisia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Lesevre]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 14:19:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Siria]]></category>
		<category><![CDATA[Hayat Tahrir al-Sham]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=449953</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-768x422.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Si stava meglio quando si stava peggio, con i dittatori? Ovviamente no, ma bisogna intendersi sul meglio e il peggio. Più di vent’anni dopo la caduta di Saddam Hussein, il parlamento iracheno, dominato da uomini e partiti sciiti ispirati alla religione e al conservatorismo patriarcale, vuole rimettere le questioni familiari ai tribunali religiosi che potrebbero &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/dittatori-e-i-jihadisti-alla-prova-della-nostra-ipocrisia.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dittatori-e-i-jihadisti-alla-prova-della-nostra-ipocrisia.html">Dittatori e jihadisti alla prova della nostra ipocrisia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="659" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-600x330.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-1024x562.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/12/Jolani-768x422.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p><strong>Si stava meglio quando si stava peggio, </strong>con i dittatori? Ovviamente no, ma bisogna intendersi sul meglio e il peggio. Più di vent’anni dopo la caduta di <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/guerra/la-storia-di-saddam-hussein.html">Saddam Hussein,</a></strong> il parlamento iracheno, dominato da uomini e partiti sciiti ispirati alla religione e al conservatorismo patriarcale, vuole rimettere le questioni familiari ai tribunali religiosi che potrebbero costringere bambine di appena 9 anni a sposarsi. C’è un barlume di speranza: già due volte in passato proteste importanti hanno bloccato lo smantellamento delle tutele per le donne e le ragazze irachene.</p>



<p>Allo stesso tempo nel confinante Iran i timori delle proteste femminili, sempre presenti, hanno indotto<strong> il governo del presidente Pezeshkian</strong> a sospendere l’approvazione di una legge che prevede pene più dure per le donne che non indossano l’hijab. Una buona notizia, ma solo per il momento, dettata probabilmente dall’attuale debolezza della repubblica islamica che ha visto liquefarsi l’asse della resistenza in Siria e Libano.</p>



<p>Dalla Siria, caduto il dittatore <strong><a href="https://it.insideover.com/schede/politica/chi-e-bashar-al-assad.html">Bashar Assad</a></strong>, non arrivano buone notizie nonostante si cerchi di presentare <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/abu-al-jolani-il-jihadista-dalle-mille-vite-che-mira-a-guidare-la-siria.html">Al Jolani</a> </strong>come un “islamista moderato”. Gli inviati occidentali ma anche i residui giornalisti siriani che sono andati a Idlib, governata in questi anni dall’HTS, ci descrivono una città dove le donne vanno in giro per strada con il volto completamente coperto come si usa in Afghanistan o come le costringeva a fare il Califfato nelle aree controllate dall’Isis in Siria e in Iraq. Non c’è un vera e propria polizia della morale come in Iran per rafforzare l’obbligo dell’hijab, ma se una donna si azzarda ad andare in giro a capo e volto scoperto subisce immediate angherie.</p>



<p>Le istituzioni di Idlib, prima governata dal braccio destro di Jolani Muhammad al Bashir, ora nominato primo ministro della transizione, non lasciano scampo. A Idlib, il governo di Salvezza nazionale ha una struttura piuttosto ramificata: è formato da un <strong>Consiglio della Shura (Consiglio consultivo) che rappresenta i vari segmenti della popolazione della regione,</strong> e che elegge il primo ministro. I membri del consiglio sono tutti preselezionati dall’ HTS e le donne non possono votare né avere posizioni nell’amministrazione: non ha dunque alcun elemento democratico.</p>



<p>A Damasco alcuni gruppi sono già scesi in piazza per protestare e chiedere di mantenere lo stato laico, una conquista che nel mondo arabo in realtà non è mai stata pienamente acquisita e accettata. In Siria nel 1973 l’alauita Hafez Assad, esponente di una minoranza ritenuta di miscredenti, varò una costituzione dove, a differenza delle precedenti, non si affermava che l’Islam era religione di stato. Un’omissione voluta che fece esplodere la protesta della maggioranza sunnita. E allora anche l’autocrate Assad fu costretto a fare un passo indietro con un emendamento in cui si affermava che il presidente doveva essere un musulmano.</p>



<p>Ma veniamo al punto: Al Jolani è davvero cambiato? E’ legittimo avere qualche dubbio su un uomo che è stato membro dell’Isis, in buoni rapporti con il suo fondatore <strong>Al Baghdadi,</strong> e poi un capo anche di Al Qaida, con la quale poi ha tagliato i ponti. Ma non lo ha fatto per un dissidio ideologico o religioso, la decisione è stata soprattutto politica dovuta al fatto che Al Qaida e l’Isis avevano fallito la loro presa del potere. Il suo è stato un cambiamento tattico dettato dalla necessità di evitare lo scontro con l’Occidente e le potenze regionali: il suo sponsor Erdogan _ che per altro da anni sostiene i jihadisti in Siria e altrove _ gli ha suggerito che una islamizzazione brutale è un cattivo affare.</p>



<p>Oggi Jolani governa dando l’impressione di essere un “islamista moderato” perché ha bisogno di consenso: da Bashar Assad ha ereditato una ex Siria, una scatola vuota, un Paese senza soldi e con forze armate ridotte a un moncherino dai bombardamenti di Israele che dal Golan occupato lo tiene sotto tiro. Non gli conviene neppure tentare di nascondersi: come ha dimostrato l’ultima guerra è già un bersaglio. Per questo incontra tranquillamente delegazioni americane, occidentali e dell’Onu: deve portare a casa aiuti finanziari e concreti, ma soprattutto farsi togliere le sanzioni Usa, uscendo al più presto dalla black list del terrorismo, altrimenti non può aprire neppure un conto in banca. Deve essere credibile, quindi moderato per forza. Ma non troppo.</p>



<p>Il punto interessante è questo, <strong>come scrive il libanese Anthony Samrani sull’Orient-Le Jour: cos’è oggi il radicalismo in Medio Oriente? Con</strong> quali criteri dovremmo classificarlo? La repressione del dissenso, il divieto dell’alcol, le libertà negate alle donne e alle minoranze?</p>



<p>L’Arabia Saudita è un paese fondamentalista, che ha il record delle condanne a morte, ma siccome non è una minaccia all’ordine internazionale è un Paese amico dell’occidente. A parte che la monarchia wahabita paga tutti gli occidentali, tra un pò se entra nel Patto di Abramo con Israele diventerà intoccabile. <strong>L’Iran, invece, è una potenza fondamentalista repressiva</strong> che non vuole cedere a Israele e all’Occidente: rimane in lista nera. L’Iraq e la Siria, teoricamente dominati per decenni da un partito laico, il partito Bath, sono stati modelli di brutalità e di strumentalizzazione delle divisioni etniche e settarie. Ma in Iraq e in Siria sono presenti le truppe Usa, al Jolani è sponsorizzato da un Paese Nato come la Turchia quindi la repressione dei diritti viene tollerata.</p>



<p>L’islamismo -scrive Samrani &#8211; è un cancro per le società arabe ma il panarabismo e il baathismo hanno fatto almeno altrettanto male in Medio Oriente. Non bisogna insistere che l’islamismo fa più paura delle dittature solo perché indossa le vesti dell’Islam. Può essere: le fosse comuni siriane ci raccontano tutto l’orrore e la brutalità di un regime. Ma quello che colpisce di più è la rapidità con cui ci adattiamo noi, qui in occidente, ai nuovi regimi perché &#8211; fallita miseramente, l’esportazione della democrazia &#8211; siamo assai veloci nel sacrificare i diritti degli altri a un nuovo ordine sia pure di stampo jihadista. Basta che stia al gioco del “nostro ordine”, con il marchio americano, israeliano e della Nato.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/dittatori-e-i-jihadisti-alla-prova-della-nostra-ipocrisia.html">Dittatori e jihadisti alla prova della nostra ipocrisia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Caso Equalize: spioni nostrani e 007 di Israele, tra favori privati e contratti pubblici</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 05:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=443418</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Equalize" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella vicenda delle intercettazioni illegali spunta una Israel Connection fatta di contratti pubblici sul gas e cybersecurity.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html">Caso Equalize: spioni nostrani e 007 di Israele, tra favori privati e contratti pubblici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Equalize" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è una sorta di Israel Connection in questa vicenda dei dossier illegali che collega la società Equalize al cuore delle nostre istituzioni. È quasi lampante nell’immagine che coglie l’ex super poliziotto <strong>Carmine Gallo</strong> mentre maneggia con naturalezza gli scatoloni con i dati dei dossier per infilarli nel baule della sua auto, come se fosse nel parcheggio di un centro commerciale. Sereno, con un senso di invidiabile impunità.</p>



<p>Ed ecco la prima parte della Israel Connection. L’8 febbraio 2023  &#8211; le date sono importanti &#8211; i carabinieri fotografano “due israeliani non identificati” nella sede di Equalize: “Sono disposti &#8211; dice l’intercettato, l’amministratore della Equalize, Carmine Gallo, parlando di loro come di 007 &#8211; a un “do ut des” di informazioni&#8221;. Per esempio, aggiunge un altro intercettato, l’informatico di Equalize, <strong>Samuele Calamucci</strong>, “ci stanno fornendo materiale di sicuro interesse per Eni spa e per <strong>Stefano Speroni</strong>” (dal 2020 capo degli Affari legali del colosso energetico) sul “traffico illecito di gas iraniano con le aziende d’Italia”.</p>



<p>Il traffico di gas ma anche di petrolio iraniano &#8211; l’Iran è sotto sanzioni &#8211; è un dossier su cui i servizi italiani indagano da anni. Per altro questo è un po’ il segreto di Pulcinella perché il gas iraniano e quello russo arrivano anche in Paesi come l’Azerbaijan, alleato di Israele, che lo immette nella pipeline verso l’Europa. Ma facciamo finta di nulla, così come ignoriamo che l’Italia importa ancora dalla Russia, legalmente, il 14% del suo gas.</p>



<p>Del resto che gli 007 israeliani possano essere interessati a fare qualche favore all’Eni avrebbe un sua logica stringente. Il 29 ottobre scorso, già in piena guerra dopo il massacro del 7 ottobre, il ministro dell’Energia israeliano ha annunciato la firma di una convenzione con cui Eni e altre società internazionali e israeliane hanno ottenuto la licenza per sfruttare il giacimento di gas offshore di fronte a Gaza, all’interno della zona marittima G al 62% palestinese. Una vicenda imbarazzante emersa soltanto dopo che alcuni gruppi palestinesi per i diritti umani avevano dato mandato allo studio legale <strong>Foley Hoag</strong> di Boston di comunicare all’Eni e alle altre società coinvolte una diffida dall’intraprendere attività in queste acque. Evocando il rischio di complicità in crimini di guerra.</p>



<p>Per quanto riguarda il gas, Israele sfrutta i giacimenti offshore Leviathan e Tamar, il cui prodotto in parte è estratto nell’ambito di un programma con Cipro e la Grecia (ormai uno stretto alleato israeliano in funzione anti-turca): dal 2020 Tel Aviv è così diventata un esportatore di gas. <strong>Ma di lasciare ai palestinesi la loro quota legittima di gas non se ne parla neppure.</strong> Per gli agenti israeliani, quindi, fare uno scambio di dati sensibili con Equalize che possa favorire l’Eni in quel febbraio 2023 avrebbe una sua logica. Meno logico è che sia coinvolta un società privata italiana che lucra utilizzando anche dati pubblici e intercettazioni illegali.</p>



<p>Ed ecco la seconda parte della Israel Connection. Esattamente un mese dopo le intercettazioni dei carabinieri su Equalize, l’8 marzo del 2023, arriva a Roma il primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Si si firmano accordi economici &#8211; gas compreso ovviamente &#8211; ma anche l’appalto di una parte della cybersecurity italiana a Israele (che nel settore ha una quota del 40% del mercato internazionale). L’accordo passerebbe totalmente sotto silenzio se non fosse per le dimissioni del capo della nostra agenzia due giorni prima dell’arrivo di Netanyahu: evidentemente l’accordo  a qualcuno non piace e lega troppo l’Italia allo Stato ebraico. Del resto ci aveva provato, fallendo, anche Renzi, quando era premier, a disegnare la stessa intesa riuscita al governo Meloni.</p>



<p>I punti chiave sono due. <strong>Perché gli agenti israeliani si servono di una società privata come Equalize</strong> quando appare evidente che possono avere rapporti diretti con le società e le istituzioni italiane? La risposta potrebbe essere che bisogna “oliare” un po’ tutti i sistemi e i personaggi nel variegato panorama dell’intelligence italiana. A ognuno la sua fetta di torta.</p>



<p>Il secondo punto riguarda la nostra Agenzia di cybersicurezza: <strong>chi la controlla davvero?</strong> Ed è in grado di proteggere gli interessi del Paese? Ci risponde il ministro della Giustizia <strong>Carlo Nordio</strong> e il suo non è un parere tranquillizzante: “Credo che non siamo al sicuro e non lo saremo finché la legge e la tecnologia a disposizione non saranno riuscite ad allinearsi con la tecnologia a disposizione della criminalità. La tecnologia avanza più in fretta rispetto alla legge e i malintenzionati sono sempre un po’ più avanti”.</p>



<p>Certo <strong>bisogna capire con un certa urgenza chi sono i “malintenzionati”</strong> e i “criminali”. Mica possono fare tutto i carabinieri. Si legge, tra l’altro, sui media che un noto imprenditore sia stato truffato da esponenti di Equalize con un falso dossier sulle frequentazioni sospette della fidanzata (poi diventata moglie): “l’intelligence del bidet” di questi spioni era un po’ fake. Poi hanno vinto comunque l’amore e la passione. Quindi dormiamo i sonni tranquilli del lieto fine?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html">Caso Equalize: spioni nostrani e 007 di Israele, tra favori privati e contratti pubblici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 61/201 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-22 12:23:51 by W3 Total Cache
-->