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	<title>Adam Lucente Archives - InsideOver</title>
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	<title>Adam Lucente Archives - InsideOver</title>
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		<title>I raid turchi contro i curdi iracheni</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-guerra-della-turchia-contro-il-pkk-si-spinge-nel-cuore-delliraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jun 2019 12:44:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="624" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595-300x97.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595-768x249.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595-1024x333.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dere (Iraq) L’Iraq potrebbe presto diventare il campo di battaglia di un conflitto tra gli Usa e l’Iran, ma è la guerra della Turchia contro i militanti curdi del Nord che fa temere i locali per le loro vite. Farid Marxal abita con la sua famiglia in una fattoria a Dere, dove alleva pollame. Si &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-guerra-della-turchia-contro-il-pkk-si-spinge-nel-cuore-delliraq.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="624" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595-300x97.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595-768x249.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Salah-e1561811443595-1024x333.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Dere (Iraq)</strong> L’Iraq potrebbe presto diventare il campo di battaglia di un conflitto tra gli Usa e l’Iran, ma è la guerra della Turchia contro i militanti curdi del Nord che fa temere i locali per le loro vite.</p>
<p>Farid Marxal abita con la sua famiglia in una fattoria a Dere, dove alleva pollame. Si tratta di una piccola città ai piedi delle pittoresche montagne della regione autonoma del Kurdistan iracheno, vicino al confine con la Turchia. Migliaia di turisti visitano ogni anno la città collinare di Amedi e l’area circostante.</p>
<p>Marxal si trovava in casa il 13 di giugno, quando dei jet turchi hanno gettato una bomba a solo pochi metri dalla sua abitazione, uccidendo alcuni dei suoi polli e terrorizzando lui e la sua famiglia.</p>
<p>“Siamo così stanchi degli aerei da combattimento che volano sopra le nostre teste&#8221;, racconta Marxal a <em>InsideOver</em>. &#8220;Ogni cosa potrebbe venire distrutta in un secondo, come puoi vedere&#8221;.</p>
<p>I bombardamenti turchi prendono di mira il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) &#8211; un gruppo di militante curdo che chiede più autonomia per i curdi della Turchia &#8211; presente in quest’area. Prima i colpi restavano più circoscritti ai territori montuosi. Ma con la nuova offensiva turca, i combattimenti si stanno spingendo sempre più all’interno del territorio iracheno, e più vicino alle case della popolazione.</p>
<h2>“Lo affrontino sul loro territorio”</h2>
<p>Il Pkk ha combattuto il governo turco sin dagli anni Ottanta ed è considerato un gruppo terroristico da Ankara, nonché dagli Usa e dall’Ue. Il gruppo ha stabilito per lungo tempo la propria base sulle montagne del confine turco-iracheno e qui la Turchia bombarda regolarmente le sue posizioni.</p>
<p>La Turchia ha cominciato la Operation Claw contro il Pkk il 27 maggio, e ora sta utilizzando elicotteri e truppe di terra in aggiunta agli attacchi aerei. La Turchia afferma di aver ucciso più di 40 militanti del Pkk dall’inizio dell’operazione, stando a quanto riferiscono i media di Stato.</p>
<p>Il nord della regione curda vicino alla Turchia è a maggioranza curda, con una presenza di cristiani assiri. I residenti che non sono membri del Pkk dicono di essere stati ugualmente colpiti dagli scontri. Marxal si lamenta e ribadisce che non è giusto che il conflitto tra Turchia e Pkk colpisca anche lui e la sua famiglia.</p>
<p>“Sarebbe meglio se non lo portassero qui&#8221;, ha detto. &#8220;Se lo affrontassero sul loro territorio&#8221;</p>
<p>Non c’era nessun combattente del Pkk sulla sua proprietà quando la bomba è stata sganciata, secondo Marxal. “Siamo civili,” ha detto.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-212077" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Gas-station-1-1024x683-1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Gas-station-1-1024x683-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Gas-station-1-1024x683-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Gas-station-1-1024x683-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Gli attacchi aerei turchi si verificano regolarmente intorno alle montagne lungo il confine. Tuttavia, ora alcuni sono più vicini ai maggiori centri abitati.</p>
<p>Il 12 giugno, una bomba ha colpito una stazione di servizio a circa un chilometro da Amedi. Alcune bombe sono state sganciate anche sulla strada tra Amedi e la citta di Duhok, compresa quella che ha colpito la proprietà di Marxal.</p>
<p>Il bombardamento sulla stazione di servizio è avvenuto anche a poca distanza dall’ufficio locale del Partito Democratico Curdo (Kdp). Il Kdp è il partito al governo del Governo regionale curdo (Krg). Purtroppo, il giorno in cui <em>InsideOver</em> ha fatto visita agli uffici, il portavoce del partito non era disponibile per un commento.</p>
<p>La provincia di Duhok, dove si è verificato l’attacco, è una roccaforte del Kdp, le cui forze hanno combattuto il Pkk in passato. I capi del Kdp hanno anche biasimato il Pkk per aver coinvolto il territorio curdo iracheno nelle violenze.</p>
<h2>&#8220;Non abbiamo mai ricevuto un giusto trattamento&#8221;</h2>
<p>Il conflitto sta colpendo le persone di tutto il Paese, alcune delle quali hanno già vissuto l&#8217;ascesa dello Stato Islamico, l’invasione da parte degli USA, la guerra tra Iran e Iraq e altro ancora. Il figlio di Salah Amr Mahmoud, Amin, è stato ucciso quando è stato colpito da un proiettile nella sua fattoria il 4 giugno. I militari turchi non hanno commentato l’accaduto, ma amici e familiari dichiarano che le truppe turche hanno sparato al ragazzo mentre stava lavorando nella fattoria vicino al confine turco e alla città di Zakho.</p>
<p>“Non si tratta solo di mio figlio&#8221;, ha detto Mahmoud a<em> InsideOver</em> sulla pericolosità della situazione, “si tratta di qualsiasi persona si avvicini al confine.”</p>
<p>La famiglia di Mahmoud è scappata da Sinjar nel 2014, dopo il genocidio perpetrato dallo Stato Islamico ai danni della minoranza Yazida della città. Sono così giunti al campo di Chamishko, nella regione curda, dove gli Yazidi vivono accampati in una serie di tende. Mahmoud dice che la morte di suo figlio è stata solo l’ultima delle tragedie nella storia e degli Yazidi e della sua vita.</p>
<p>“Non abbiamo mai avuto i nostri diritti,” ha detto fuori dalla sua tenda. “Non abbiamo mai ricevuto un giusto trattamento.”</p>
<p>Mahmoud dice che il Krg, il governo iracheno e l’Onu dovrebbero fare qualcosa per impedire alla Turchia di uccidere i civili. Suo fratello Mirza sostiene che l’attacco si è verificato vicino a un avamposto dell&#8217;esercito iracheno, e che i militari avrebbero dovuto aiutare suo nipote.</p>
<p>“Non si sono preoccupati di aiutarci&#8221;, ha detto a<em> InsideOver</em>. “Lo stato Iracheno ne era a conoscenza e non ha fatto niente&#8221;.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-212079" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Farid-hole-1-1024x683-1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Farid-hole-1-1024x683-1.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Farid-hole-1-1024x683-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/06/Farid-hole-1-1024x683-1-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2>&#8220;Proteggere i confini&#8221;</h2>
<p>Sia il governo federale iracheno che il Krg si sono dichiarati contrari ai bombardamenti Turchi. Ma allo stesso tempo, il Krg gode di forti legami economici con la Turchia. Il Krg non ha un buon rapporto con il Pkk, ma se il Krg attaccasse il Pkk, rischierebbe forti ripercussioni pubbliche. A oggi l’Iraq non ha intrapreso, al di là delle parole, nessuna azione concreta per fermare gli interventi turchi.</p>
<p>L&#8217;utilizzo da parte del Pkk del territorio iracheno è una chiara minaccia alla sicurezza per la Turchia. Da quando i combattimenti con la Turchia sono ripresi, nel 2015, almeno 4.397 persone hanno perso la vita a causa del conflitto, secondo le statistiche dell’International Crisis Group aggiornate a maggio. Questo numero include 1.166 membri delle forze di sicurezza e 464 civili.</p>
<p>In Siria, il People’s Protection Units (Ypg), affiliato del Pkk, costituisce la maggioranza delle Forze Democratiche Siriane (Sdf), supportate dagli Usa, combattendo contro lo Stato Islamico. La Turchia ha minacciato intraprendere azioni contro di loro in Siria. Dal punto di vista della Turchia, due dei suoi vicini hanno una forte e praticamente incontrastata presenza del Pkk.</p>
<p>La maggior parte, ma non la totalità dei combattimenti si svoleno nel territorio del Krg. Ciononostante, alcuni politici iracheni hanno criticato la Turchia. Un impetuoso ecclesiastico sciita, Muqtada al-Sadr, ha definito le operazioni turche “terrorismo” in un tweet del 13 gIugno, dichiarando: “Chiediamo al governo di proteggere i confini a est, ovest, nord e sud.”</p>
<p>Non è chiaro se la Turchia riceverà o meno qualche tipo di rimostranza man mano che i combattimenti si addentrano sempre più nel Paese e continuano a coinvolgere le forze di terra. Il conflitto tra Turchia e Pkk ha già lasciato sulla popolazione ferite non solo fisiche.</p>
<p>Mahmoud ci dice che ha incaricato qualcun altro di badare alla sua fattoria dopo la morte del figlio. I residenti del campo Chamishko contano sugli aiuti finanziari per sopravvivere. Amin stava provando a migliorare la loro situazione quando è stato colpito e ucciso.</p>
<p>“Dipendiamo dai membri della nostra famiglia. Siamo poveri&#8221;, dice Mahmoud a proposito della loro fattoria. “Stavamo cercando di procurarci qualche entrata&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Dana Zangana ha contribuito alla traduzione di questo reportage</em></p>
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		<title>Gli Yazidi in Iraq temono il ritorno dell&#8217;Isis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Apr 2019 15:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1109" height="733" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/3-girls.JPG" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/3-girls.JPG 1109w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/3-girls-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/3-girls-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/3-girls-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1109px) 100vw, 1109px" /></p>
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		<title>L&#8217;Isis può ancora risorgere:  ecco cosa rischia davvero l&#8217;Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/terrorismo/lisis-puo-ancora-risorgere-cosa-rischia-davvero-liraq.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 21:11:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
		<category><![CDATA[Kurdistan iracheno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="360" height="240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Image00009-1-360x240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Image00009-1-360x240.jpg 360w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Image00009-1-360x240-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="360" height="240" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Image00009-1-360x240.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Image00009-1-360x240.jpg 360w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/01/Image00009-1-360x240-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 360px) 100vw, 360px" /></p><p><strong>(Monte Qara Chokh, Iraq)</strong>  Il tenente Colonnello Zaid Rekani, di Duhok, serve nella quattordicesima Brigata dei Peshmerga sul Monte Qara Chokh, vicino alla città di Makhmour, dove l’Isis mantiene ancora la propria presenza, nonostante sia trascorso un anno da quando l’Iraq ha dichiarato la propria vittoria sul gruppo terroristico. Sebbene sia un soldato delle forze armate ufficiali della regione autonoma del <strong>Kurdistan</strong>, la striscia rossa sulla sua uniforme indica che si è addestrato a Baghdad con l’esercito iracheno. L’esercito dell’Iraq è stanziato su un altro lato della montagna e l’anno scorso, in seguito al referendum curdo per l’indipendenza, ha nuovamente strappato il controllo di Makhmour ai Peshmerga dopo violenti scontri. Rekani, tuttavia, ha ancora dei legami con l’esercito iracheno tanto che l’anno scorso ha parlato con i suoi amici delle forze armate irachene a Makhmour, proprio mentre questi erano intenti a combattere lui e gli altri soldati Peshmerga.</p>
<p><a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/isis-looms-large-iraqs-disputed-territories/" target="_blank">ENGLISH VERSION</a></p>
<p>“Li ho chiamati nel bel mezzo della battaglia e gli ho detto ‘fate attenzione, fratelli’” ci ha raccontato in un piccolo ufficio della base. “E loro hanno chiamato me e mi hanno detto ‘anche tu’”.</p>
<p>I rapporti tra le forze curde e irachene sono migliorati a un anno dalla violenza post-referendum, ma l’Isis sfrutta ancora le tensioni nei territori contesi dell’Iraq per mantenere la propria presenza nel Paese.</p>
<p>Le basi Peshmerga presenti sulle montagne si trovano su terreni scoscesi e sono delimitati da sacchi di sabbia e vedette. Molti soldati hanno degli AK-47, armi di epoca sovietica spesso in uso fra i Peshmerga. Ci sono anche pickup della Toyota e bandiere curde. Il 22 dicembre, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.alsharqiya.com/news/%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%AF%D9%81%D8%B9%D9%8A%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%A3%D9%85%D8%B1%D9%8A%D9%83%D9%8A%D8%A9-%D8%AA%D9%82%D8%B5%D9%81-%D9%85%D9%88%D9%82%D8%B9%D8%A7-%D9%84%D8%AF%D8%A7%D8%B9%D8%B4/" target="_blank">i jet americani hanno bombardato i bersagli dell&#8217;Isis sulle montagne</a>, stando ai media locali. I soldati Peshmerga che si trovavano là dicono che un numero imprecisato di membri dell’Isis si nasconde in grotte sulle montagne fra la posizione del loro esercito e quella dell’esercito iracheno.</p>
<p>La questione delle attività dell’Isis nei territori contesi come Makhmour risale al referendum curdo per l’indipendenza del settembre 2017. In tale occasione, gli abitanti della regione del Kurdistan iracheno hanno votato in maggioranza per l’indipendenza, il che ha acceso il conflitto curdo-iracheno dell’ottobre 2017. In quel periodo, l’esercito iracheno e le Unità di Mobilitazione Popolare (Pmu) pro governative hanno strappato ai Peshmerga Makhmour, Kirkuk, Sinjar e altri territori contesi nel corso di diverse battaglie. Le forze curde controllavano queste aree dal 2014, quando l’Isis si era esteso nell’Iraq settentrionale e i Peshmerga lo avevano sconfitto su terreni di scontro come quello di Kirkuk. Molti curdi avevano paura di queste perdite, soprattutto di quella di Kirkuk, mentre gli iracheni festeggiavano la vittoria.</p>
<p>In qualche modo le cose vanno meglio ora fra Baghdad e il Governo Regionale del Kurdistan (KRG). Il presidente del Kurdistan iracheno Barham Salih ha fatto grandi sforzi per raggiungere le varie comunità dell’Iraq da quando è entrato in carica a ottobre. In un<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/BarhamSalih/status/1077611641724944385" target="_blank"> discorso tenuto in una chiesa di Baghdad il giorno di Natale</a>, ha invitato gli abitanti del Medio Oriente a rifiutare l’estremismo. Lo stesso mese, il leader del Partito Democratico Curdo (KDP), nonché principale mente dietro al referendum sull’indipendenza,<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.kurdistan24.net/en/news/f76df123-f083-4149-a9c1-389d4ed0272a" target="_blank"> Masoud Barzani, ha fatto visita al nuovo Primo Ministro iracheno Adil Abdul-Mahdi a Baghdad</a>, e lo ha chiamato “amico” dei Curdi.</p>
<p>Sulle montagne gli ufficiali Peshmerga dicono che la comunicazione e le operazioni congiunte con l’esercito iracheno sono diminuite dopo la violenza post referendum, anche se ora le cose stanno migliorando.</p>
<p>“Dopo che i Peshmerga e l’Iraq si sono combattuti fra loro, non era rimasto più alcun sentimento di fratellanza” ha detto il colonnello Srud Barzanji. “Ma forse ora le relazioni fra Curdi e Iracheni stanno migliorando. Forse in futuro torneremo a cooperare.”</p>
<p>Intanto, l’Isis è ben lontano dall’essere sconfitto in Iraq e la sua presenza è particolarmente forte nei territori che restano oggetto di disputa fra Baghdad e il KRG, così come a Mosul. Uno studio prodotto a novembre dal Center for Strategic and International Studies ha rivelato che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.csis.org/analysis/islamic-state-and-persistent-threat-extremism-iraq" target="_blank">gli attacchi dell&#8217;Isis sono più che raddoppiati nella provincia di Kirkuk dal 2017 al 2018</a>. Il gruppo di ricerca ha inoltre mostrato che l’Isis è stato notevolmente agevolato dallo stato della sicurezza nei territori contesi dell’Iraq, indebolita a seguito della ripresa del controllo da parte delle forze federali irachene.</p>
<p>“L’assenza di una presenza militare ufficiale nelle aree non controllate e nei territori contesi delle province di Kirkuk e Salah ad-Dine ha permesso ai militanti dello Stati islamico di agire liberamente,” afferma lo studio. “Questo è in parte dovuto al vuoto lasciato nella sicurezza dal ritiro forzato dei Peshmerga curdi da tali aree in seguito al referendum.”</p>
<p>Vicino alla contesa Makhmour, i soldati Peshmerga raccontano che la città era più sicura in mano ai Curdi perché questi conoscevano meglio il territorio. Il generale della base di Qara Chokh dice che i Peshmerga hanno ancora una maggiore familiarità con la popolazione locale rispetto alla loro controparte irachena.</p>

<p>“Siamo stati nel quartiere per anni e la gente di Makhmour ci conosce,” ha detto Sherzad Ramazan. “La polizia federale è totalmente nuova del posto. Non sanno distinguere fra i locali e i membri dell’Isis”</p>
<p>Tuttavia, le forze irachene stanno affrontando l’Isis con molta più efficacia rispetto al 2014, quando il gruppo controllava grandi città come Mosul, Ramadi e Fallujah. L’Isis ora è relegato in zone remote del Paese, stando a quanto riportato dal portavoce del Ministero della Difesa iracheno.</p>
<p>“Non c’è una forte presenza,” ha detto il Generale di Brigata Yahya Rasul. “Alcuni elementi tentano di sopravvivere nel deserto e nelle aree di montagna.”</p>
<p>Altri recenti attacchi sono stati effettuati da gruppi sconosciuti. Fra questi ci sono stati anche alcuni attacchi a Mosul che non è un zona contesa, ma che ultimamente ha assistito ad alcuni gravi episodi.<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.thenational.ae/world/mena/car-bomb-kills-six-and-wounds-30-near-iraq-s-mosul-1.783437" target="_blank"> Gli ufficiali iracheni attribuiscono l&#8217;attacco dell&#8217;autobomba che a ottobre a Mosul ha ucciso sei persone all&#8217;Isis</a>, ma il gruppo non ha mai rivendicato l’attacco. Spesso, i media iracheni si riferiscono ai gruppi armati dei territori contesi e vicino a Mosul definendoli “<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.alghadpress.com/news/%D8%A3%D8%AE%D8%A8%D8%A7%D8%B1-%D8%A7%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82/145179/%D8%A7%D9%84%D8%A7%D8%B9%D9%84%D8%A7%D9%85-%D8%A7%D9%84%D8%A3%D9%85%D9%86%D9%8A-%D9%85%D9%83%D8%A7%D9%81%D8%AD%D8%A9-%D8%A7%D9%84%D8%A5%D8%B1%D9%87%D8%A7%D8%A8-%D9%8A%D9%81%D8%AA%D8%B4-%D8%B9%D9%86-%D8%B9%D9%86%D8%A7%D8%B5%D8%B1-%D8%A5%D8%B1%D9%87%D8%A7%D8%A8%D9%8A" target="_blank">terroristi</a>,” o “<a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.shafaaq.com/ar/Ar_NewsReader/c61c6fc8-0fff-4a68-879c-e223e9a10a51" target="_blank">militanti</a>,”senza tuttavia nominare esplicitamente l’Isis. C’è anche un altro gruppo di insorgenti conosciuto col nome di <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.rudaw.net/NewsDetails.aspx?pageid=415264" target="_blank">Bandiere Bianche</a>, attivo nei territori contesi dell’Iraq.</p>
<p>Al momento esiste un coordinamento tra le forze irachene e curde contro l’Isis. L’esercito iracheno e i Peshmerga hanno condotto <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.kurdistan24.net/en/news/f7d1c52c-3811-47fb-8f55-7dc9139bc8d2" target="_blank">un’operazione congiunta contro l’Isis sulle montagne di Qara Chokh a luglio</a>, col sostegno aereo della coalizione anti ISIS a guida statunitense. Questa era l’operazione congiunta più recente nell’area di Makhmour, secondo Barzanji. La coalizione, formalmente conosciuta come <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://twitter.com/oirspox/status/1020192534830739456?lang=en" target="_blank">Operation Inherent Resolve</a>, supporta il lavoro congiunto dell’esercito iracheno e dei Peshmerga.</p>
<p>“Il loro sacrificio condiviso e il focus sulla missione #defeatDaesh sarà il punto di partenza per ottenere l’unità nazionale,” ha twittato a luglio un portavoce della coalizione.</p>
<p>La cooperazione non si limita però a quella fra l’esercito curdo e iracheno. Diversi gruppi dell’Iraq, inclusi l’esercito, la polizia federale e il Pmu, lavorano insieme allo stesso modo.</p>
<p>A Makhmour, gli ordini dei Peshmerga provengono dal Ministero Peshmerga. Se rilevano movimenti dell’Isis, informano la coalizione internazionale, non il vicino esercito iracheno e la coalizione coordina le risposte. Il generale di Qara Chokh dice che infatti non c’è più stata una comunicazione diretta e ufficiale con le controparti irachene locali dopo il conflitto curdo-iracheno dello scorso anno.</p>
<p>“Dopo il 16 ottobre, non c’è più quel tipo di dialogo con l’Iraq,” dice Ramazan. Se Peshmerga ed esercito iracheno organizzassero insieme gli attacchi contro l’Isis vicino Makhmour, anziché passare per i rispettivi governi e coalizioni, le azioni potrebbero essere più veloci, secondo Rekani.</p>
<p>“I Peshmerga conoscono gli abitanti di Makhmour, e sanno riconoscere quelli che sono membri dell’Isis” spiega. “Se avessimo una coordinazione diretta, potremmo agire più rapidamente.”</p>
<p>L’assenza di un tale tipo di comunicazione non sta tuttavia guastando i rapporti curdo-iracheni in quest’area, stando a quanto dice Rekani</p>
<p>“Non c’è un quartier generale che gestisce le operazioni qui,” ha detto. “Ma noi (gli iracheni e i soldati curdi) ci vediamo come amici”</p>

<p>Barzanji dice che l’Isis beneficia dei contrasti percepiti tra la regione curda e il resto dell’Iraq, e che lui vorrebbe una più stretta collaborazione con i suoi alleati iracheni, nonostante i passati conflitti.</p>
<p>“Ora l’Isis trae vantaggio dalla percezione che l’esercito iracheno e i Peshmerga siano in contrasto,” ha detto. “Se la nostra alleanza fosse più forte, potremmo sconfiggerlo definitivamente.”</p>
<p>Avere diversi gruppi che combattono l’Isis in Iraq complica le cose, secondo altri. David M. Witty, un ex colonnello dell’esercito degli Stati Uniti che ha prestato consulenza al Counter Terrorism Service iracheno, sostiene che le forze del Paese manchino di un’unità di comando. Esiste un principio in guerra secondo il quale tutte le forze armate devono essere riunite sotto l’autorità di un corpo organizzativo centralizzato. Secondo Witty tale questione è particolarmente sentita nella provincia di <strong>Ninive</strong>, dove si trova <strong>Mosul</strong>.</p>
<p>“La provincia di Ninive è un buon esempio, ci sono molti commandi diversi, e nessuno sembra avere un’autorità globale,” ha raccontato.</p>
<p>In Ninive e in tutto l’Iraq, l’esercito iracheno, i PMU, i Peshmerga, la polizia federale, il Counter Terrorism Service e altre forze ancora combattono tutti contro l’Isis. Esiste un Commando Operativo in Ninive, ma Witty spiega che è comunque difficile coordinarsi per i vari gruppi presenti in quell’area.</p>
<p>“Per far sì che le varie forze di sicurezza seguano il corso delle azioni, sembra quasi che ci sia da fare un’opera di costruzione del consenso,” ha detto Witty.</p>
<p>Altri dicono che la presenza di diverse forze armate dell’Iraq non costituisce un ostacolo per la lotta all’Isis. Il portavoce del Commando Operativo di Ninive sostiene che le varie forze della provincia hanno ciascuna un diverso ruolo, e non è necessario che tutte siano coinvolte in ogni singola azione.</p>
<p>“Non è difficile. C’è un buon coordinamento fra la polizia, i Pmu e l’esercito,” dice il Generale di Brigata Firas Bashar riguardo al lavorare con diversi gruppi. “In un’operazione militare, a volte c’è solo una forza in campo, chiunque abbia la responsabilità.”</p>
<p>La coalizione a guida statunitense sembra voler restare in Iraq per ora. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.foxnews.com/politics/trump-visiting-troops-in-iraq-defends-syria-pullout-plan" target="_blank">Il presidente Usa Donald Trump ha fatto visita ai soldati americani di una base irachena a dicembre</a>, e in quell’occasione ha difeso la sua decisione di ritirare le forze del Paese dalla confinante Siria. Al momento non è in programma che gli Usa lascino l’Iraq, ma<a href="https://www.al-monitor.com/pulse/originals/2018/12/iraq-us-trump-ain-asad-anbar.html" target="_blank"> alcuni politici iracheni lo hanno invece richiesto</a>, soprattutto dopo la visita di Trump. Il presidente non ha incontrato il Primo Ministro iracheno durante il suo viaggio, non essendo riusciti a trovare un accordo su dove tenere l’incontro: se alla base militare statunitense o a Baghdad.</p>
<p>Ci sono molte teorie cospiratorie in Iraq e nel Medio Oriente sul ruolo dell’Occidente e degli Stati Uniti nella sconfitta dell’ISIS, e alcuni sostengono che gli USA non stiano realmente combattendo il gruppo. Ma alcuni soldati qui dicono che la coalizione internazionale li sta effettivamente aiutando.</p>
<p>“E’ positivo. Quando abbiamo delle operazioni militari ci serve supporto aereo,” dice Bashar riferendosi alla coalizione, che conduce bombardamenti aerei sull’Isis.</p>
<p>L’Iraq si trova attualmente coinvolto in tumulti politici riguardanti l’assegnazione di diverse posizioni del gabinetto. La Turchia continua a bombardare le posizioni del Partito curdo dei lavoratori presenti nel Paese, nonostante le opposizioni dell’Iraq. L’articolo 140, che individua nei referendum il mezzo per risolvere la situazione dei territori contesi dell’Iraq, non è stato implementato. Allo stesso tempo, però, il Paese è molto più sicuro di quanto non lo fosse quando l’Isis aveva raggiunto il suo picco massimo di potere.</p>

<p>Diyari Salih, un attivo commentatore dei media iracheni, sostiene che finché i territori contesi non avranno ottenuto una comune unità, l’Isis continuerà a sfruttarne le divisioni.</p>
<p>“Daesh sta cogliendo un’opportunità in Kirkuk e nelle altre regioni&#8221;, ha detto usando l’acronimo arabo del gruppo. “Stanno puntando sul crollo della fiducia sociale in queste regioni.”</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/terrorismo/lisis-puo-ancora-risorgere-cosa-rischia-davvero-liraq.html">L&#8217;Isis può ancora risorgere:  ecco cosa rischia davvero l&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Iraq, i timori degli yazidi  e il ritorno del Califfato</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/yazidi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Nov 2018 13:16:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Isis (Stato islamico)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1-1024x658.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>(Zakho, Iraq)  Abiti bianchi e una lunga barba canuta, un anziano conosciuto come Shamo conserva le foto dei suoi cari rapiti dall&#8217;Isis nella sua tenda nel campo di Chamishko. I migliaia di Yazidi che risiedono qui, appartenenti a una minoranza religiosa di lingua curda dell&#8217;Iraq, sono arrivati in questo campo vicino alla città di Zakho, nella &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/yazidi.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1234" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1-300x193.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1-768x494.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LP_8321477-1-1024x658.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>(Zakho, Iraq)</strong>  Abiti bianchi e una lunga barba canuta, un anziano conosciuto come Shamo conserva le foto dei suoi cari rapiti dall&#8217;Isis nella sua tenda nel campo di Chamishko.</p>
<p>I migliaia di Yazidi che risiedono qui, appartenenti a una minoranza religiosa di lingua curda dell&#8217;Iraq, sono arrivati in questo campo vicino alla città di Zakho, nella regione del Kurdistan, nel 2014, dopo che l&#8217;Isis ha invaso <strong>Sinjar</strong>, la loro città. Il gruppo terroristico ha ucciso diverse migliaia di Yazidi durante l&#8217;attacco e, nonostante Sinjar sia stata liberata dalle forze curde Peshmerga nel 2015, solo pochissimi Yazidi hanno fatto ritorno in città. Shamo si lamenta, infatti, dell&#8217;assenza di progressi tanto nel riportare a casa gli Yazidi rapiti che nel rendere Sinjar un posto sicuro in cui fare ritorno.</p>
<p>“Una soluzione per quanti sono stati rapiti dall&#8217;Isis. Questa è la nostra prima richiesta”, ha detto, tenendo in mano le fotografie delle persone scomparse di fronte a lui. “Inoltre, abbiamo bisogno di <strong>protezione internazionale</strong> in questo genocidio”.</p>
<p>Molti dei residenti di Chamishko preferiscono vivere nelle tende del campo poiché temono che Sinjar non sia ancora al sicuro da un&#8217;eventuale recrudescenza dell&#8217;Isis.</p>
<p>Lo Stato islamico si è espanso nell&#8217;Iraq settentrionale nel 2014, prendendo Sinjar, Mosul, parte della Piana di Ninive, e altre aree ancora. Sostenute dal supporto aereo della coalizione internazionale a guida statunitense, la milizia irachena, le Unità di Mobilitazione Popolare pro-governative (Pmu), i militari del Kurdistan iracheno, i Peshmerga, e altri gruppi hanno riconquistato tutti i territori occupati dall&#8217;Isis entro la fine del 2017. Tuttavia le notizie riferiscono che l&#8217;<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.shafaaq.com/ar/Ar_NewsReader/7539dc5b-d768-4aeb-b12c-e81412c1f605" target="_blank" rel="noopener">Isis</a> sta ancora <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.thenational.ae/world/mena/car-bomb-kills-six-and-wounds-30-near-iraq-s-mosul-1.783437" target="_blank" rel="noopener">portando avanti degli attacchi nell&#8217;Iraq del Nord</a>. Le bandiere nere hanno preso di mira in particolar modo gli Yazidi, uccidendoli e riducendoli in schiavitù a causa delle loro pratiche religiose non islamiche.</p>
<p>Ad oggi,<a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.brha-duhok.org/brha_du/category/brha-du-camps/chamishko-%DA%86%DB%95%D9%85-%D9%85%D8%B4%DA%A9%D9%88" target="_blank" rel="noopener"> ci sono più di 5mila famiglie nel campo di Chamishko</a>, stando a quanto riferisce la Commissione per le operazioni umanitarie e di soccorso della provincia di Duhok. I residenti vivono in una serie di tende blu e bianche dotate di tubature ed elettricità, anche se i blackout, a volte della durata di diverse ore, sono all&#8217;ordine del giorno, qui come in altre parti del Paese. Le tende sono alte circa due metri, coperte da incerate e rinforzate sui fianchi con materiali duri.</p>
<p>Molte delle persone che vivono a Chamishko temono che Sinjar, anni dopo la sua liberazione, non sia ancora sicura. Usman Salih Murad è fuggito con la sua famiglia nel 2014, dormendo per le strade di Duhok per molti giorni prima di trovare infine un rifugio, quando fu costruito il campo di Chamishko. La presenza di presunti sostenitori dell&#8217;Isis attorno a Sinjar è una delle ragioni per cui la città rimane pericolosa, secondo lui.</p>
<p>“Le persone che hanno lavorato con l&#8217;Isis sono tornate”, ha detto dalla sua tenda. “E questo genera molta paura”.</p>
<p>Murad si riferisce al <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.kurdistan24.net/en/news/f2bc4181-24d9-47a3-89c4-3ac27a3f4ec2" target="_blank" rel="noopener">ritorno a Sinjar di famiglie arabe accusate di aver collaborato con l&#8217;Isis</a>. Lui non vuole vivere in mezzo a persone che potrebbero aver avuto parte alle note atrocità commesse dai terroristi nei confronti delle donne Yazide.</p>
<p>“Non gli rivolgeremo più la parola”, ha detto Murad. “Hanno preso le nostre ragazze e le hanno stuprate”.</p>
<p>Chamishko è protetto dalle forze di sicurezza curde, e anche la più vasta area di Zakho è sicura, essendo stata risparmiata dagli scontri avvenuti a Mosul, a sole due ore di distanza. Dall&#8217;altro lato, però, <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.rudaw.net/english/kurdistan/150820182" target="_blank" rel="noopener">in agosto la Turchia ha lanciato un attacco aereo su Sinjar, per colpire il leader del Partito dei lavoratori curdi (Pkk)</a>. L&#8217;attacco era solo uno dei molti della campagna condotta dalla Turchia contro il Pkk, che si è a lungo opposto allo stato turco nella sua area operativa nell&#8217;Iraq settentrionale.</p>
<p>Ma i problemi di sicurezza vanno oltre i presunti sostenitori dell&#8217;Isis presenti nella zona, o il conflitto con la Turchia. Ci sono troppi gruppi che si contendono il potere a Sinjar, secondo Said Saydu Khaydar.</p>
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<p>“Il motivo è la sicurezza”, dice quando gli si chiede perché le persone siano riluttanti a far ritorno a casa. “Basta camminare per un piccolo tratto per vedere bandiere bianche, gialle e nere sorgere sulle macerie delle case distrutte”</p>
<p>I gruppi Yazidi fedeli ai Peshmerga della regione curda e ai Pmu dell&#8217;Iraq sono presenti sia dentro che nell&#8217;area intorno a Sinjar, andando ad aggiungersi all&#8217;esercito iracheno e al Pkk, considerato come un gruppo terroristico dal governo turco. Sinjar è contesa dal governo federale iracheno e dalla regione del Kurdistan, e tra questi due è il primo ad aver riconquistato la città nell&#8217;ottobre 2017, in seguito al referendum per l&#8217;indipendenza del Kurdistan.</p>
<p>La gente di Sinjar non può non vedere poi anche problemi economici e infrastrutturali. Khaydar, che ha visitato Sinjar a ottobre, dice che la città manca dei beni di prima necessità.</p>
<p>“Non ci sono ospedali, le strade sono distrutte,” racconta. “Non ci sono servizi”. Murad e Khaydar non sono i soli a pensarla così. A maggio 2018 un <a href="https://www.unocha.org/story/iraq-floods-leave-hundreds-families-strained-sinjar-mountain" target="_blank" rel="noopener">report</a> dell&#8217;Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento delle operazioni umanitarie (Ocha) indicava la scarsa sicurezza, la mancanza di opportunità economiche e le abitazioni distrutte come ragioni per le quali i gruppi Yazidi non possono fare ritorno a Sinjar.</p>
<p>Shamo vuole tornare a casa nonostante tutto quello che è successo, ma dice che per ora può solo aspettare e sperare. Se Sinjar non riuscirà a ottenere la protezione internazionale delle potenze straniere, allora proverà a lasciare l&#8217;Iraq.</p>
<p>“Se non possiamo avere protezione,” dice Shamo, “allora che si aprano le porte dell&#8217;immigrazione, per permetterci di andarcene da questo Paese&#8221;.</p>
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