Dere (Iraq) L’Iraq potrebbe presto diventare il campo di battaglia di un conflitto tra gli Usa e l’Iran, ma è la guerra della Turchia contro i militanti curdi del Nord che fa temere i locali per le loro vite.

Farid Marxal abita con la sua famiglia in una fattoria a Dere, dove alleva pollame. Si tratta di una piccola città ai piedi delle pittoresche montagne della regione autonoma del Kurdistan iracheno, vicino al confine con la Turchia. Migliaia di turisti visitano ogni anno la città collinare di Amedi e l’area circostante.

Marxal si trovava in casa il 13 di giugno, quando dei jet turchi hanno gettato una bomba a solo pochi metri dalla sua abitazione, uccidendo alcuni dei suoi polli e terrorizzando lui e la sua famiglia.

“Siamo così stanchi degli aerei da combattimento che volano sopra le nostre teste”, racconta Marxal a InsideOver. “Ogni cosa potrebbe venire distrutta in un secondo, come puoi vedere”.

I bombardamenti turchi prendono di mira il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (Pkk) – un gruppo di militante curdo che chiede più autonomia per i curdi della Turchia – presente in quest’area. Prima i colpi restavano più circoscritti ai territori montuosi. Ma con la nuova offensiva turca, i combattimenti si stanno spingendo sempre più all’interno del territorio iracheno, e più vicino alle case della popolazione.

“Lo affrontino sul loro territorio”

Il Pkk ha combattuto il governo turco sin dagli anni Ottanta ed è considerato un gruppo terroristico da Ankara, nonché dagli Usa e dall’Ue. Il gruppo ha stabilito per lungo tempo la propria base sulle montagne del confine turco-iracheno e qui la Turchia bombarda regolarmente le sue posizioni.

La Turchia ha cominciato la Operation Claw contro il Pkk il 27 maggio, e ora sta utilizzando elicotteri e truppe di terra in aggiunta agli attacchi aerei. La Turchia afferma di aver ucciso più di 40 militanti del Pkk dall’inizio dell’operazione, stando a quanto riferiscono i media di Stato.

Il nord della regione curda vicino alla Turchia è a maggioranza curda, con una presenza di cristiani assiri. I residenti che non sono membri del Pkk dicono di essere stati ugualmente colpiti dagli scontri. Marxal si lamenta e ribadisce che non è giusto che il conflitto tra Turchia e Pkk colpisca anche lui e la sua famiglia.

“Sarebbe meglio se non lo portassero qui”, ha detto. “Se lo affrontassero sul loro territorio”

Non c’era nessun combattente del Pkk sulla sua proprietà quando la bomba è stata sganciata, secondo Marxal. “Siamo civili,” ha detto.

Gli attacchi aerei turchi si verificano regolarmente intorno alle montagne lungo il confine. Tuttavia, ora alcuni sono più vicini ai maggiori centri abitati.

Il 12 giugno, una bomba ha colpito una stazione di servizio a circa un chilometro da Amedi. Alcune bombe sono state sganciate anche sulla strada tra Amedi e la citta di Duhok, compresa quella che ha colpito la proprietà di Marxal.

Il bombardamento sulla stazione di servizio è avvenuto anche a poca distanza dall’ufficio locale del Partito Democratico Curdo (Kdp). Il Kdp è il partito al governo del Governo regionale curdo (Krg). Purtroppo, il giorno in cui InsideOver ha fatto visita agli uffici, il portavoce del partito non era disponibile per un commento.

La provincia di Duhok, dove si è verificato l’attacco, è una roccaforte del Kdp, le cui forze hanno combattuto il Pkk in passato. I capi del Kdp hanno anche biasimato il Pkk per aver coinvolto il territorio curdo iracheno nelle violenze.

“Non abbiamo mai ricevuto un giusto trattamento”

Il conflitto sta colpendo le persone di tutto il Paese, alcune delle quali hanno già vissuto l’ascesa dello Stato Islamico, l’invasione da parte degli USA, la guerra tra Iran e Iraq e altro ancora. Il figlio di Salah Amr Mahmoud, Amin, è stato ucciso quando è stato colpito da un proiettile nella sua fattoria il 4 giugno. I militari turchi non hanno commentato l’accaduto, ma amici e familiari dichiarano che le truppe turche hanno sparato al ragazzo mentre stava lavorando nella fattoria vicino al confine turco e alla città di Zakho.

“Non si tratta solo di mio figlio”, ha detto Mahmoud a InsideOver sulla pericolosità della situazione, “si tratta di qualsiasi persona si avvicini al confine.”

La famiglia di Mahmoud è scappata da Sinjar nel 2014, dopo il genocidio perpetrato dallo Stato Islamico ai danni della minoranza Yazida della città. Sono così giunti al campo di Chamishko, nella regione curda, dove gli Yazidi vivono accampati in una serie di tende. Mahmoud dice che la morte di suo figlio è stata solo l’ultima delle tragedie nella storia e degli Yazidi e della sua vita.

“Non abbiamo mai avuto i nostri diritti,” ha detto fuori dalla sua tenda. “Non abbiamo mai ricevuto un giusto trattamento.”

Mahmoud dice che il Krg, il governo iracheno e l’Onu dovrebbero fare qualcosa per impedire alla Turchia di uccidere i civili. Suo fratello Mirza sostiene che l’attacco si è verificato vicino a un avamposto dell’esercito iracheno, e che i militari avrebbero dovuto aiutare suo nipote.

“Non si sono preoccupati di aiutarci”, ha detto a InsideOver. “Lo stato Iracheno ne era a conoscenza e non ha fatto niente”.

“Proteggere i confini”

Sia il governo federale iracheno che il Krg si sono dichiarati contrari ai bombardamenti Turchi. Ma allo stesso tempo, il Krg gode di forti legami economici con la Turchia. Il Krg non ha un buon rapporto con il Pkk, ma se il Krg attaccasse il Pkk, rischierebbe forti ripercussioni pubbliche. A oggi l’Iraq non ha intrapreso, al di là delle parole, nessuna azione concreta per fermare gli interventi turchi.

L’utilizzo da parte del Pkk del territorio iracheno è una chiara minaccia alla sicurezza per la Turchia. Da quando i combattimenti con la Turchia sono ripresi, nel 2015, almeno 4.397 persone hanno perso la vita a causa del conflitto, secondo le statistiche dell’International Crisis Group aggiornate a maggio. Questo numero include 1.166 membri delle forze di sicurezza e 464 civili.

In Siria, il People’s Protection Units (Ypg), affiliato del Pkk, costituisce la maggioranza delle Forze Democratiche Siriane (Sdf), supportate dagli Usa, combattendo contro lo Stato Islamico. La Turchia ha minacciato intraprendere azioni contro di loro in Siria. Dal punto di vista della Turchia, due dei suoi vicini hanno una forte e praticamente incontrastata presenza del Pkk.

La maggior parte, ma non la totalità dei combattimenti si svoleno nel territorio del Krg. Ciononostante, alcuni politici iracheni hanno criticato la Turchia. Un impetuoso ecclesiastico sciita, Muqtada al-Sadr, ha definito le operazioni turche “terrorismo” in un tweet del 13 gIugno, dichiarando: “Chiediamo al governo di proteggere i confini a est, ovest, nord e sud.”

Non è chiaro se la Turchia riceverà o meno qualche tipo di rimostranza man mano che i combattimenti si addentrano sempre più nel Paese e continuano a coinvolgere le forze di terra. Il conflitto tra Turchia e Pkk ha già lasciato sulla popolazione ferite non solo fisiche.

Mahmoud ci dice che ha incaricato qualcun altro di badare alla sua fattoria dopo la morte del figlio. I residenti del campo Chamishko contano sugli aiuti finanziari per sopravvivere. Amin stava provando a migliorare la loro situazione quando è stato colpito e ucciso.

“Dipendiamo dai membri della nostra famiglia. Siamo poveri”, dice Mahmoud a proposito della loro fattoria. “Stavamo cercando di procurarci qualche entrata”.

 

Dana Zangana ha contribuito alla traduzione di questo reportage