C’è una casa automobilistica che forse ha scoperto come fare affari nell’era dei dazi e delle guerre commerciali incrociate tra Usa e Cina. Chevrolet, storico marchio automobilistico statunitense che appartiene ed è controllato da General Motors (Gm), produce ancora alcuni suoi veicoli in Cina. Da qui li esporta all’estero: non negli Stati Uniti, che hanno imposto dazi ingenti sui beni Made in China, ma in tanti altri Paesi dove la richiesta di auto low cost è in continua crescita.
In Messico, per esempio, la Chevrolet Aveo è in vendita a circa 17.000 dollari. Perché un prezzo così ridotto rispetto a tante altre utilitarie in commercio? Semplice: è stata costruita in Cina, dove manodopera e componenti a basso costo consentono alle aziende di sfornare auto più economiche.
Il paradosso più grande è che Gm non può proporre niente di simile ai clienti statunitensi a causa dei dazi sul Made in China. Ed è un bel problema, visto che negli Usa il prezzo medio di un’auto nuova ha toccato i 49.000 dollari rispetto ai 32.000 del Messico…

L’esempio di Chevrolet in Messico
Come ha spiegato Bloomberg, l’auto più economica di Gm negli Stati Uniti, la Chevy Trax, parte da circa 5.000 dollari in più di un’Aveo venduta in Messico: 22.000 dollari (abbiamo parlato qui di questo tema specifico). E questo, ovviamente, vale per una versione essenziale che in genere aumenta di svariate migliaia di dollari includendo optional popolari come i sedili riscaldati e l’accensione a distanza.
Ricordiamo che Washington ha promesso di proteggere le case automobilistiche nazionali dalle importazioni cinesi con dazi doganali, anche se le tariffe non hanno impedito a Gm, Ford Motor e Stellantis di esportare i propri mezzi Made in China in Messico e in altri mercati latinoamericani.
Secondo Inegi, l’Istituto nazionale di statistica messicano, circa il 65% delle auto piazzate da Gm in Messico nella prima metà dell’anno (60.942) proveniva dalla Cina. Nel computo totale del 2024 le importazioni di auto cinesi di tutti i marchi hanno rappresentato quasi un quinto delle vendite totali di auto nuove nel Paese; il numero definitivo potrebbe essere ancora più alto dato che numerosi brand cinesi come Byd e Geely non comunicano i propri dati a Inegi.

Punta ancora sulla Cina per mercati terzi
L’industria automobilistica cinese ha una capacità produttiva su scala superiore a quella dei concorrenti di altre regioni: questo le conferisce un vantaggio competitivo. Chi produce in Cina – dazi permettendo – può permettersi di vendere sui mercati occidentali a prezzi ridotti.
Ecco: Gm ha rilanciato il marchio Aveo in Messico qualche anno fa, rinnovando un veicolo realizzato in joint venture con i partner cinesi Shanghai Automotive Industry e Wuling Motors Holding. La casa automobilistica di Detroit ha intenzione di mantenere buoni rapporti con Pechino anche se questo, di fatto, significa affidarsi alle esportazioni.
Per anni, questo colosso statunitense ha importato in patria un modello Buick di produzione cinese chiamato Envision. Un numero limitato di altre auto di produzione cinese è ancora in vendita negli Usa, per lo più suv di lusso come la Lincoln Nautilus di Ford e la S90 di Volvo, ma negli ultimi anni la situazione si è dannatamente complicata. Da qui, e constatando l’eccellente domanda in Messico, l’idea di Gm di esportare in Paesi terzi le sue auto Made in China. Questo stratagemma continuerà a funzionare nel lungo periodo?
InsideOver sta seguendo da vicino l’ascesa delle auto elettriche cinesi e le grandi trasformazioni che stanno stravolgendo il settore globale dell’automotive. Per sostenere il nostro lavoro, abbonati!

Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

