Il settore automobilistico del Giappone è alle prese con una trasformazione epocale. Basta guardare ai principali campioni nazionali per capire cosa sta succedendo all’interno del Paese. Nissan cammina sull’orlo del baratro e ancora non è chiaro chi o che cosa potrà riportarla sulla retta via. Toyota e Honda cercano in tutti i modi di rispondere alla sfida lanciata dalle rivali cinesi per non perdere la corona ma la strada è in salita e le aspettative altissime. Mitsubishi e Subaru non sembrano invece avere pretese globali e presidiano la loro posizione.
E poi? Poi c’è Mazda, da molti quasi ignorata ma pronta a modernizzare il proprio brand per cercare il rilancio negli Stati Uniti e resistere ai dazi di Donald Trump. Certo, tutti i player nipponici delle quattro ruote trattengono il fiato in attesa di affrontare lo stress test più importante: le tariffe statunitensi, appunto. Vale in particolare per Mazda, le cui importazioni dal Giappone e da altri Paesi rappresentano circa l’80% del volume di vendite negli Usa. Qualora le politiche tariffarie di Washington dovessero rimanere in vigore per un anno, l’azienda di Fuchu rischia di subire un’emorragia di circa 300 miliardi di yen (2,09 miliardi di dollari) dai suoi utili annuali e persino di terminare l’anno fiscale corrente in rosso.

La strategia di Mazda alla prova dei dazi di Trump
Mazda ha chiuso il 2024 con ricavi pari a 30,76 miliardi di dollari e un utile netto di 1,32 miliardi, per un totale complessivo di 1,24 milioni di unità vendute (mercato principale? Nord America con il 38%, più del Giappone fermo al 20%) e un margine operativo di circa il 4%. La stampa specializzata nipponica ha scritto che il gruppo ha venduto 37.000 veicoli negli Usa ad aprile, con un aumento del 21% su base annua; a trainare le vendite, pare, è stata un’ondata di acquisti in vista di possibili aumenti dei prezzi.
Nell’ultimo decennio Mazda ha rilanciato il suo marchio negli Stati Uniti smettendo di proporre veicoli a prezzi scontati e affidandosi a concessionarie più esclusive. Questa strategia ha portato a un aumento delle vendite di circa il 40% (l’incremento più rapido delle vendite tra le case automobilistiche giapponesi) con oltre 420.000 unità piazzate nel 2024.
I segreti dell’exploit silenzioso? Uno stile Kodo (design elegante e sportivo), l’offerta di un’esperienza di guida raffinata e un posizionamento quasi premium pur restando un brand generalista.

Premium ma… generalista
Il marchio Mazda è riuscito a conquistare nuovi entusiasti fan statunitensi. Lo hanno certificato i dati del 2024 raccolti da S&P Global Mobility, che ha registrato per l’azienda un punteggio di fedeltà in aumento di 8 punti percentuali dal 2017 che ha toccato il livello record del 49%.
E questo, va ricordato, nonostante la scarsità di opzioni offerte dall’azienda per i veicoli prodotti negli Usa. “I clienti che preferiscono la linea di veicoli premium più costosa che Mazda ha lanciato negli ultimi anni tendono ad acquistarli anche a prezzi più alti”, ha sottolineato ancora S&P Global Mobility.
La fedeltà dei clienti nei confronti del marchio Mazda sarà tuttavia messa a dura prova quando la casa automobilistica sarà costretta presumibilmente ad aumentare i prezzi per attenuare l’impatto dei dazi sui suoi profitti.
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