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	<title>Zona economica esclusiva (ZEE) Archives - InsideOver</title>
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	<title>Zona economica esclusiva (ZEE) Archives - InsideOver</title>
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		<title>Nuova cooperazione tra Italia e Algeria (e passa anche per la Difesa)</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/nuova-cooperazione-tra-italia-e-algeria-e-passa-anche-per-la-difesa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Dec 2022 17:09:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Zona economica esclusiva (ZEE)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Varo covetta al Qatar (Fincantieri Uff. Stampa)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-2048x1413.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Italia e Algeria stanno stringendo ulteriormente i propri rapporti bilaterali a seguito di un incontro tra le alte gerarchie delle rispettive Forze Armate che si è tenuto nel nostro Paese tra la fine di novembre e l&#8217;inizio di dicembre, frutto dell&#8217;accordo di cooperazione nel settore della Difesa tra il governo della Repubblica Italiana e il &#8230; <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuova-cooperazione-tra-italia-e-algeria-e-passa-anche-per-la-difesa.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1325" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Varo covetta al Qatar (Fincantieri Uff. Stampa)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-300x207.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-1024x706.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-768x530.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-1536x1060.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2021/10/Varo-covetta-al-Qatar-Fincantieri-Uff.-Stampa-2048x1413.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Italia </strong>e <strong>Algeria </strong>stanno stringendo ulteriormente i propri <strong>rapporti bilaterali</strong> a seguito di un incontro tra le alte gerarchie delle rispettive Forze Armate che si è tenuto nel nostro Paese tra la fine di novembre e l&#8217;inizio di dicembre, frutto dell&#8217;accordo di cooperazione nel settore della Difesa tra il governo della Repubblica Italiana e il governo della Repubblica Democratica Popolare di Algeria, sottoscritto a Roma il 15 maggio 2003. </p>



<p>La notizia è passata un po&#8217; sotto traccia nella stampa nazionale, ma la <strong>Segreteria Generale della Difesa</strong> nei giorni scorsi ha diffuso <a href="https://www.difesa.it/SGD-DNA/InfoCom/News/Pagine/13ComitatoBilaterale.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un comunicato</a> in cui si sottolineano le linee guida di quello che potrebbe essere un nuovo partenariato industriale nel settore della Difesa. </p>



<p>Il <strong>13esimo Comitato Bilaterale Italia-Algeria</strong>, iniziato il 30 novembre a Palazzo “Guidoni”, sede di Segredifesa, e continuato il 1 dicembre con la visita al sito produttivo di Leonardo di Vergiate (Va), ha visto la presenza del generale <strong>Luciano Portolano</strong>, segretario generale della Difesa e a capo della Direzione Nazionale degli Armamenti, e dal generale <strong>Mohamed Salah Benbicha</strong>, segretario generale del ministero della Difesa algerino. </p>



<p>Durante l’incontro sono stati affrontati temi relativi alla cooperazione nel campo dei materiali e degli equipaggiamenti, con riferimento anche allo sviluppo dei rispettivi comparti industriali della Difesa. Segredifesa informa che “tutte le attività concordate nell’ambito dei precedenti bilaterali sono state completate grazie al continuo lavoro dei <em>working group</em> e alla collaborazione delle industrie italiane del settore, quali, ad esempio, <strong>Fincantieri</strong>, <strong>Leonardo</strong>, <strong>Mbda Italia</strong>, <strong>Elettronica </strong>e <strong>Rheinmetall Italia</strong>”.</p>



<p>L’importanza strategica del Paese nord africano quale partner sul <strong>Fianco Sud</strong> dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica, anche alla luce delle attuali dinamiche internazionali, sono state sottolineate dal generale Portolano, che ha anche ricordato le necessità determinate dalla crisi energetica e finanziaria, dai flussi migratori e dai cambiamenti climatici. Portolano ha ricordato il ruolo svolto dall’Algeria nell’area del Mediterraneo al fine di rafforzare la pace e la stabilità nella regione, e come Italia e Algeria siano legate da solidi rapporti di amicizia e da una importante collaborazione bilaterale in molti campi. La delegazione algerina ha rinnovato i sentimenti di stima e amicizia nei confronti dell’Italia, considerata come un importante partner di riferimento, dal punto di vista degli equipaggiamenti militari, sia per l’elevata affidabilità dei prodotti italiani e sia per la disponibilità delle industrie italiane ad avviare collaborazioni che prevedano la cooperazione mediante l’interscambio, il <strong>trasferimento di tecnologie</strong> e la formazione di equipaggi, di personale tecnico e delle maestranze in Algeria. Nel particolare, la delegazione algerina ha espresso un sentito ringraziamento e un forte apprezzamento nei confronti delle eccellenze dell’industria italiana del settore aerospazio, difesa e sicurezza, ora più conosciute in Algeria grazie alle attività di collaborazione in corso. </p>



<p>Quello che più conta è però la determinazione italiana verso un maggiore impegno e disponibilità a supportare l&#8217;Algeria nel processo di eventuali <strong>future acquisizioni</strong> di sistemi di produzione nazionale, mediante un&#8217;eventuale condivisione tecnologica e di <em>know-how</em> industriale. Particolare enfasi è stata posta sulla <em>joint venture</em> tra Leonardo ed <strong>Epic/Edia</strong> (<em>Établissement Public de Caractère Industriel et Commercial / Établissement de Developpemoent des Industries Aeronautiques</em>) presso il sito di Setif in Algeria. Al riguardo, il generale Portolano ha rimarcato l’opportunità di imprimere il massimo impulso all’attività, per far sì che diventi un importante punto di partenza per future collaborazioni industriali nel settore della produzione di elicotteri. </p>



<p>Particolare attenzione è stata posta sugli impegni assunti dalla parte algerina con la società Leonardo circa la finalizzazione degli accordi di base, tra i quali l’importante ordine dei primi 7 <strong>elicotteri AW-139</strong>. Entrambe le parti hanno fortemente auspicato di formalizzare questa parte entro il primo semestre del 2023. Il colloquio ha poi toccato il potenziale accordo di collaborazione tra <strong>Fincantieri </strong>e il cantiere algerino <strong>Ecrn </strong>(<em>Établissement de Costruction et de Reparation Navale</em>) di Mers el Kébir (Orano), finalizzato allo sviluppo di un potenziale programma congiunto di costruzione navale, che consentirebbe alla parte algerina l’acquisizione di know-how, tecnico e manageriale. </p>



<p>Dal punto di vista navale, la marina di Algeri opera già con costruzioni italiane come unità cacciamine e la Lpd Kalaat Béni Abbès, della classe “San Giorgio” migliorata, ma l&#8217;Algeria, da tempo, ha dimostrato particolare interesse a quanto si produce in <strong>Russia</strong>. Risulta, infatti, che nella flotta algerina siano in servizio <strong>sei sottomarini classe Kilo</strong> (in diverse varianti) oltre a <strong>tre corvette della classe Steregushchiy</strong>, che si accompagnano ad unità più vecchie risalenti all&#8217;Unione Sovietica. Inoltre Algeri schiera anche fregate e corvette di fabbricazione <strong>cinese</strong>. </p>



<p>Una flotta eterogenea comunque, in quanto sono presenti anche vascelli provenienti dai cantieri navali britannici e tedeschi (le fregate Meko), ma questa eterogeneità viene un po&#8217; a mancare nel resto delle Forze Armate: Algeri si affida a Mosca per la maggior parte della sua componente aerea che, per quanto riguarda l&#8217;ala fissa, schiera Mig-29Smt, Su-24Mk e Su-30Mka. Il governo algerino si è dimostrato particolarmente interessato alla nuova versione del cacciabombardiere <strong>Su-34</strong> e si vocifera che possa acquistare anche il <strong>Su-57</strong> di quinta generazione: recentemente, <a href="https://it.insideover.com/difesa/nuove-armi-russe-per-lalgeria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">a inizio novembre</a>, siamo venuti a sapere che Algeri ha piazzato il più grosso ordine per armamenti della sua storia con Mosca. Il problema, in questa fase storica, è rappresentato dalla <strong>tempistica di consegna</strong> stante le difficoltà dell&#8217;industria bellica russa che fatica a sostenere i ritmi imposti dalla guerra in Ucraina. </p>



<p>Tornando al bilaterale italo-algerino, la delegazione del Paese nordafricano ha dimostrato forte interesse nazionale per il <a href="https://helicopters.leonardo.com/en/products/aw249" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nuovo Elicottero da Esplorazione e Scorta (Nees) <strong>AW-249</strong></a>, prodotto da Leonardo, considerato un&#8217;evoluzione del ben noto AW-129 “Mangusta”. </p>



<p>Sebbene l&#8217;ultimo bilaterale sia stato effettuato lo <a href="https://www.difesa.it/SGD-DNA/InfoCom/News/Pagine/DodicesimabilateraleItaliaAlgeria.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scorso marzo ad Algeri</a>, quello di fine novembre può essere letto come l&#8217;onda lunga degli <strong>accordi energetici</strong> (e non solo) stipulati tra aprile e luglio: nei vari protocolli di cooperazione, a spiccare c&#8217;era quello riguardante i <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/non-solo-gas-strade-rinnovabili-ecco-15-accordi-italia-algeria-sottoscritti-draghi-AELRlGnB" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quattro miliardi di metri cubi di gas</a> in più per l’Italia. </p>



<p>Una diplomazia che passa quindi, in modo deciso, anche per il settore della Difesa, ma viene da chiedersi quanto davvero questo rinnovato partenariato possa giovare alla nostra sicurezza. Algeri vuole diventare una potenza regionale, e <strong><a href="https://it.insideover.com/politica/la-partita-a-scacchi-nel-mediterraneo-tra-italia-e-algeria.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">agisce con maggiore assertività</a></strong> per espandere la sua influenza e i suoi interessi nel Mediterraneo: nel 2018 Algeri decise, unilateralmente, di <a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-l-algeria-ha-provato-a-soffiarci-il-mare-il-problema-della-zee.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">allargare i confini della propria </a><strong><a href="https://it.insideover.com/politica/ecco-come-l-algeria-ha-provato-a-soffiarci-il-mare-il-problema-della-zee.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Zee</a> </strong>(Zona di Esclusività Economica) andando a lambire per 70 miglia le acque territoriali italiane a sud-ovest della Sardegna. Qualcosa che è stato possibile anche grazie al potenziamento della marina e all&#8217;acquisizione di nuovi velivoli. </p>



<p>Il contenzioso è ancora in atto ed è stato solamente “parato” con la legge nazionale del 2021 che ha istituito la nostra Zee, che però obbliga il nostro Paese a <strong>tutelare l’interesse marittimo nazionale</strong> e affrontare le pretese dei Paesi con cui confiniamo, costringendoci necessariamente a pensare di definire accordi di delimitazione definitivi. È quindi saggio fornire tecnologia navale a un Paese che un giorno non molto lontano potrebbe usarla per avanzare le sue rivendicazioni sui mari nei nostri confronti? Quasi certamente esisteranno altri tipi di accordi in merito che non sono stati divulgati, e che magari lo saranno in futuro, però occorre ricordare che il detto <em>pacta sunt servanda</em> vale solo fintanto che i rapporti di forza che li hanno generati persistono. Cosa succederebbe se, un domani, questi dovessero cambiare a nostro sfavore?</p>
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		<item>
		<title>Una ZEE per l&#8217;Italia: ecco cosa succede nel Mediterraneo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/legge-zee-italia-mediterraneo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lorenzo Vita]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 10:48:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Zona economica esclusiva (ZEE)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fregata italiana Viriginio Fasan La Presse" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 9 giugno il parlamento italiano ha approvato la legge per l&#8217;istituzione di una zona economica esclusiva (ZEE) su proposta della deputata M5S Iolanda di Stasio. Per l&#8217;Italia si tratta di un momento particolarmente importante, che non a caso ha visto un&#8217;ampia convergenza parlamentare da destra a sinistra. L&#8217;istituzione della zona economica esclusiva, infatti, è &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/legge-zee-italia-mediterraneo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="fregata italiana Viriginio Fasan La Presse" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2020/06/Fregata-italiana-Virginio-Fasan-La-Presse-1024x682.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il 9 giugno il parlamento italiano <a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/18/DDLPRES/0/1179399/index.html?part=ddlpres_ddlpres1-articolato_articolato1">ha approvato la legge</a> per l&#8217;istituzione di una <strong>zona economica esclusiva</strong> (ZEE) su proposta della deputata M5S Iolanda di Stasio. Per l&#8217;Italia si tratta di un momento particolarmente importante, che non a caso ha visto un&#8217;ampia convergenza parlamentare da destra a sinistra. L&#8217;istituzione della zona economica esclusiva, infatti, è diventata sempre più prioritaria per gli interessi nazionali nel momento in cui in tutto il <strong>Mediterraneo</strong> è iniziata una pericolosa partita per quella che può essere considerata una vera e propria &#8220;territorializzazione del mare&#8221;. Gli Stati tendono ormai in maniera sempre più accentuata a proporre le proprie ZEE sfruttando accordi con i paesi vicini o decidendo di propria spontanea volontà quale area inserire sotto il proprio controllo. E questo trend che caratterizza tutto il Mare Nostrum ha imposto anche all&#8217;Italia una velocizzazione sul punto. Soprattutto perché è un mare denso di rivalità storiche e interessato da fenomeni strategici di particolare rilevanza, non solo per quanto riguarda i settori economici che ricadono nella zona economica (dalla pesca agli idrocarburi), ma anche per i movimenti dei paesi coinvolti nella regione.</p>
<p>La legge parte dal presupposto che la via del dialogo sia quella da preferire in via prioritaria per la delimitazione della ZEE. Questo implica che da un punto di vista pratico non viene istituita una zona economica esclusiva generalizzata per tutte le acque che circondano l&#8217;Italia, ma via via zone particolari in base agli <strong>accordi</strong> siglati con il paese limitrofo. In caso di mancato accordo, l&#8217;impostazione della legge prevede una scelta dell&#8217;Italia che escluda la possibilità di inficiare il risultato finale: questo implica, nel caso specifico, la possibilità per l&#8217;Italia di istituire unilateralmente una ZEE al di qua della linea mediana che divide le acque italiane da quella dell&#8217;altro paese.</p>
<p>Di qui il problema delle trattative con i vari governi che circondano i mari italiani. Problemi non di poco conto, perché la partita sulla zone di esclusività rappresenta una sfida complessa che si inserisce nella più ampia battaglia legale che coinvolge tutto il Mediterraneo, in particolare quello orientale. Quindi accordarsi con il singolo Stato implica inevitabilmente un effetto sui rapporti con i governi limitrofi ma anche con altri esecutivi che in questo momento si stanno impegnando a riconoscere una propria area a discapito di un&#8217;altra.</p>
<p>L&#8217;ammiraglio <strong>Fabio Caffio</strong>, tra i massimi esperti di diritto del mare e coinvolto in particolare nella questione della ZEE, ha spiegato a <em>InsideOver</em> quali potrebbero essere i fronti più semplici e quelli invece più difficili sul futuro della zona economica esclusiva italiana. &#8220;Per quanto riguarda l&#8217;<strong>Adriatico</strong> &#8211; spiega Caffio &#8211; i problemi dovrebbero essere risolti in modo rapido. <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-zee-croazia-slovenia.html">Con la Croazia c&#8217;è già una trattativa</a> ben avviata, idem con la Slovenia. Per quanto riguarda l&#8217;Albania, vige un accordo sul fondale che potrebbe essere la premessa per un accordo sulla divisione delle rispettive ZEE. E con la Grecia, esattamente il 9 giugno del 2020 si è raggiunto già un accordo per far coincidere la futura zona economica esclusiva con la piattaforma continentale&#8221;. Anche con la Francia, specialmente dopo il famoso (o famigerato) <strong>accordo di Caen</strong>, la questione potrebbe essere risolta nel breve termine: esiste un precedente come quel patto che di fatto è già una sorta di delimitazione di quasi-ZEE.</p>
<p>I problemi arriverebbero invece <a href="https://it.insideover.com/politica/tra-croazia-ed-algeria-l-italia-alla-prova-dei-confini-della-zee.html">per quanto riguarda il Mediterraneo centrale e occidentale</a>, ovvero con <strong>Algeria</strong>, Tunisia, Malta e Libia. Questi paesi, per diverse esigenze e con strategie anche molto differenti tra loro, implicano per l&#8217;Italia uno sforzo nettamente maggiore. E giungere al tavolo delle trattative, in molti casi, sembra essere al momento difficile. Con l&#8217;Algeria, ad esempio, i negoziati su una composizione delle dispute sembrano essere ancora in alto mare. Pesa in particolare la mossa algerina di avere immaginato una propria ZEE che di fatto arriva davanti alle coste della Sardegna. Tra Algeri e Roma la questione è stata trattata diverse volte, ma con scarsi risultati. E l&#8217;Algeria rappresenta per l&#8217;Italia non solo un partner energetico fondamentale, ma anche un paese che di recente ha notevolmente aumentato le proprie capacità di azione in mare, anche sotto il profilo militare.</p>
<p>Discorso più semplice, ma non per questo di rapida soluzione, è quello tra Italia e <strong>Tunisia</strong>, con cui vigono accordi sulla piattaforma continentale del 1971 che oggi dovrebbero essere rivisti. Soprattutto perché in quell&#8217;occasione fu privilegiato un discorso di diritti di pesca italiani in un&#8217;area che la Tunisia riteneva propria, e che oggi non sembra avere lo stesso peso economico e strategico. In questo caso, spiega Caffio, potremmo comunque iniziare imponendo una ZEE &#8211; come prevedono la legge italiana e il diritto internazionale &#8211; che rispetti la linea mediana.</p>
<p>Con <strong>Malta</strong> il problema è soprattutto quello di comprendere quali siano i margini per una trattativa. In questa fase, La Valletta ha dimostrato di non avere particolare interesse a una politica di soluzione delle contese con i paesi limitrofi. E anche sul fronte europeo, Malta non ha manifestato predisposizione per una politica di conciliazione. L&#8217;isola si muove su binari di completa autonomia strategica e con forti legami con la Libia e la Turchia che vanno al di là anche delle visioni dell&#8217;<strong>Unione europea</strong>. E questa politica sottintende anche poca attenzione verso i diritti italiani. Un problema già visto con l&#8217;area SAR maltese e che sembra riprodursi anche con la ZEE. Arrivare a un accordo sarebbe importante, ma i precedenti non appaiono forieri di ottime notizie.</p>
<p>Discorso a parte è quello che, invece, va fatto per la <strong>Libia</strong>, e in cui rientra anche la partita maltese. Caffio ribadisce la necessità italiana di arrivare a un accordo con la il paese nordafricano &#8220;per essere l&#8217;Italia il vero Paese frontista della Libia in ottica ZEE&#8221;. Questo implica quindi un&#8217;azione il più possibile ampia e rapida che eviti che sia Malta lo Stato che condivide più massa d&#8217;acqua con Tripoli. Un tema anche di natura strategica, visto il coinvolgimento italiano nella grande questione libica. Il tema del mare è diventato centrale negli ultimi tempi con i problemi legati alla pesca, ma la vera questione è riuscire a diventare il vero primo partner Ue della Libia per quanto riguarda la delimitazione della ZEE. Soprattutto per la fuga in avanti turca dell&#8217;accordo che ha &#8220;rimosso&#8221; anche la presenza di Creta.</p>
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