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	<title>Unione Sudamericana Archives - InsideOver</title>
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		<title>Unione sudamericana, futuro possibile?</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/unione-sudamericana-futuro-possibile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 07:39:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Sudamericana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1059" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618-768x423.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618-1024x565.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1059" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618-300x165.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618-768x423.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/11/LP_4618760-e1572853177618-1024x565.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Era l&#8217;ormai lontano 2008 quando i Paesi sudamericani firmarono il <strong>Trattato di Brasilia</strong>. Un orizzonte che sarebbe stato utile a costituire un&#8217;entità unica a livello internazionale per accrescere il peso decisionale dei singoli Stati. Un&#8217;idea che si è arrestata presto, con un sistema entrato in crisi già nel 2017 per la forte opposizione di <strong>Nicolas Maduro</strong> all&#8217;elezione alla carica di Segretario generale di <strong>José Octavio Bordon</strong>, culminando con l&#8217;autosospensione nell&#8217;aprile 2018 di 7 Paesi dall&#8217;accordo, tra i quali Colombia, Brasile ed Argentina. Esattamente come fu per la Società delle Nazioni nel mondo occidentale dopo la fine della Prima Guerra Mondiale, il primo tentativo è stato fallimentare.</p>
<p>Le motivazioni si possono riscontrare nelle modalità in cui questa associazione è stata formata. Essa infatti non è nata da spinte identitarie comuni della popolazione del continente, bensì da una serie di decisioni prese dalle alte cariche degli Stati.</p>
<p>Bisogna ricordare infatti che la <strong>storia coloniale</strong> dei singoli Paesi del Sud America e la gestione politica post-colonialista si sono svolte in modo assai differente. Anche in epoca recente i conflitti non sono mancati, basti pensare alla <strong>guerra Ecuador-Perù del 1995</strong>, appena tredici anni prima della firma del trattato di Brasilia. Anche l&#8217;Unione Europea, nella sua prima embrionale formazione, nacque da un periodo post-bellico, nel quale però le ideologie ed i ceti dirigenti erano stati completamente capovolti e nel quale la paura di incorrere in nuove guerre, militari o commerciali, incoraggiò la decisione di perseguire una strada comune. La paura, infatti, insieme allo slancio di fratellanza in quanto portatori della stessa storia e della stessa cultura, è la base fondante della nascita di una <strong>cooperazione internazionale</strong>. Il tutto insieme agli obiettivi comuni delle agende nazionali.</p>
<p>Questa paura, però, nei popoli del Sud America ancora non è insita. Le persone che si sono riversate in strada nel <strong>Cile</strong> per protestare contro gli aumenti promessi dal Governo non ne hanno, come gli oppositori di Maduro in Venezuela e le <strong>Farc colombiane</strong>. Nessuno di loro teme la possibilità di una guerra tra le nazioni, perché essa vive all&#8217;interno del proprio stesso stato e collaborazione internazionale non sarà in grado di risolvere il problema. Nei Paesi come il Venezuela che non godono di una nota fama democratica<strong> i cittadini non credono</strong> nella possibile esistenza di una entità democratica sovranazionale, poiché la immagineranno corrotta come quella del proprio Stato di appartenenza.</p>
<p>Se l&#8217;America Latina si rivelerà in grado di scalzare i vecchi metodi governativi e riuscirà a dotarsi di apparati democratici trasparenti e realmente funzionanti, in futuro forse ciò sarà <strong>possibile</strong>. L&#8217;esempio del Cile, con il popolo che si riversa nelle strade costringendo il Governo a mettere in campo i carri armati, con delle scene che riportano alla memoria il generale Augusto Pinochet, evidenzia come l&#8217;attuale gestione democratica stai arrivando al collasso, per farne forse nascere una sua <strong>versione 2.0</strong>, riformata e più contemporanea. Forse un giorno simile a quella Europea, forse un giorno capace di creare una<strong> Unione sudamericana</strong>.</p>
<p>Non bisogna sottovalutare infatti un aspetto molto importante. L&#8217;economia sudamericana non viaggia in floride acque, anche e soprattutto per questioni legate alle valute ed alla <strong>poca fiducia internazionale</strong> di cui godono. Da un punto di vista produttivo è tuttavia il fiore all&#8217;occhiello dell&#8217;economia internazionale, soprattutto per quanto riguarda le coltivazioni. Una possibile Unione Sudamericana, come l&#8217;introduzione di una valuta unica per la regione, sarebbe in grado di risolvere il problema giocando al contrario rispetto all&#8217;Euro nel vecchio continente: se in Europa infatti la moneta unica serviva a <strong>garantire stabilità</strong>, con un occhio di riguardo alle importazioni, in America Latina sarebbe incentrato sulle esportazioni, garantendo <strong>una crescita più omogenea</strong>. In questa logica, un tendere ad una unione internazionale dei 12 Paesi del America Meridionale (estendibile a quelli del Centro America) appare naturale, volta a garantire la <strong>stabilità</strong> anche democratica della regione. In una condizione però in cui la realtà non è totalmente democratica e la fiducia in questa entità non è di conseguenza garantita nella popolazione, il pilastro fondante viene naturalmente a mancare.</p>
<p>Tuttavia, gli avvenimenti odierni sono delle <strong>ottime basi di partenza</strong>. Gli sviluppi dei prossimi mesi saranno in grado di mostrare quanto tempo ancora però si dovrà attendere la riuscita del progetto. Con buona approssimazione questo periodo storico che l&#8217;America Latina sta attraversando sarà la base per il futuro del continente, forse per lanciarlo finalmente alla ribalta nelle logiche di potere internazionali.</p>
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