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	<title>Sloviansk Archives - InsideOver</title>
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	<title>Sloviansk Archives - InsideOver</title>
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		<title>Le capitali dell&#8217;irredentismo nel Donbass</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-capitali-dellirredentismo-nel-donbass.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Daniele Dell'Orco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2022 17:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Donbass]]></category>
		<category><![CDATA[Sloviansk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-2048x1350.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dopo aver conquistato Lysychansk, prosegue l&#8217;avanzata dei russo-separatisti verso Sloviansk e Kramatorsk, sbarrate al momento dalla feroce battaglia in corso a Bakhmut. La lotta per l&#8217;ultima porzione del Donbass ancora sotto il controllo dell&#8217;Uctaina sta entrando nelle sue fasi finali. Sloviansk, Kramatorsk e Bakhmut hanno tutte e tre significati sia strategici che simbolici. Sloviansk Fino &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-capitali-dellirredentismo-nel-donbass.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-scaled.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-1536x1013.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2022/07/ilgiornale2_20220717180246999_a8ceeb0e8e0bd90381d612adcb0a6f7b-2048x1350.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Dopo aver conquistato Lysychansk, prosegue l&#8217;avanzata dei russo-separatisti verso Sloviansk e Kramatorsk, sbarrate al momento dalla feroce battaglia in corso a <strong>Bakhmut</strong>. La lotta per l&#8217;ultima porzione del Donbass ancora sotto il controllo dell&#8217;Uctaina sta entrando nelle sue fasi finali. Sloviansk, Kramatorsk e Bakhmut hanno tutte e tre significati <strong>sia strategici che simbolici</strong>.</p>
<h2>Sloviansk</h2>
<p>Fino a pochi anni fa, <strong>Sloviansk</strong> era a malapena conosciuta al di fuori del Donbass. Il destino di questa città di appena 100mila abitanti che non faceva quasi mai notizia è cambiato drasticamente nel 2014, quando i separatisti locali che si rifiutavano di riconoscere la legittimità del nuovo governo di Kiev presero il controllo della città sulla spinta del sentimento filorusso locale e con l&#8217;aiuto delle agenzie di intelligence russe.</p>
<p>Mosca negò qualsiasi coinvolgimento e anzi uno dei principali leader separatisti, l&#8217;ex colonnello dell&#8217;esercito russo <strong>Igor Strelkov</strong>, <a href="https://it.insideover.com/guerra/igor-strelkov-chi-e-luomo-che-ora-putin-teme.html">lamentò</a> il mancato supporto del Cremlino che, disse, &#8220;se ci avesse dato accesso alle risorse di cui avevamo davvero bisogno il Donbass avrebbe seguito l&#8217;esempio della Crimea&#8221;. Nella sua mente, Sloviansk, che era la prima testa di ponte filorussa della regione, sarebbe dovuta essere l&#8217;hub di smistamento di armi, uomini e mezzi di tutta la regione di <strong>Donetsk</strong>.</p>
<p>In diverse interviste rilasciate dopo la presa di potere, Strelkov ha dichiarato che lui e i suoi uomini provenivano dalla Crimea, presero Sloviansk col benestare del sindaco della città e lo stesso Strelkov si autoproclamò <strong>ministro della Difesa</strong> della neonata Repubblica Popolare di Donetsk. L&#8217;esercito e le agenzie di intelligence ucraine cercarono immediatamente di riconquistare la città. I combattimenti scoppiarono ad aprile del 2014 e possono essere considerati l&#8217;inizio della <strong>guerra del Donbass</strong>.</p>
<p>Gli sforzi dell&#8217;Ucraina furono ingenti. Kiev perse soldati e attrezzature pesanti, compresi gli elicotteri. Entrambe le parti combatterono aspramente per controllare una torre televisiva sul monte <strong>Karachun</strong>, dove i separatisti filorussi avevano attivato i canali russi e spento le trasmissioni ucraine. L&#8217;Ucraina riuscì a riprendere la città nel luglio 2014 e Strelkov e i suoi circa mille uomini ripiegarono verso Donetsk.</p>
<p>Ma perché Sloviansk? La risposta è sia di natura etnico-politica (all&#8217;epoca il sentimento filorusso era particolarmente elevato) e sia di natura geografica. Sloviansk è lontana dalle principali città, ma abbastanza vicina <strong>all&#8217;autostrada M03</strong>, strategicamente importante, che collega Kiev a Kharkiv e prosegue fino al confine russo vicino a Rostov sul Don. Per questo oggi è ancora strategicamente cruciale.</p>
<h2>Kramatorsk</h2>
<p>Anche la vicina <strong>Kramatorsk</strong> subì una sorte simile. Venne conquistata dai separatisti nella primavera del 2014 ed è stata riconquistata dall&#8217;Ucraina dopo circa tre mesi. I combattimenti si sono concentrati intorno all&#8217;<strong>aeroporto militare</strong>, fondamentale e destinato a tornare di attualità nelle prossime settimane, che l&#8217;Ucraina era riuscita a tenere per tutto il tempo.</p>
<p>Nell&#8217;autunno 2015, Kramatorsk è diventata il centro amministrativo di Donetsk. I dipartimenti governativi sono stati spostati dalla città di Donetsk, controllata dai separatisti, proprio a Kramatorsk. Le forze ucraine del Donbass in sostanza hanno fondato lì<strong> il loro quartier generale</strong>.</p>
<p>Kramatorsk è considerato uno dei più importanti centri industriali dell&#8217;Ucraina orientale. Il <em>Novokramatorsk Machine Building Plant</em>, o NKMZ, è uno dei più grandi impianti della regione e produce principalmente attrezzature per l&#8217;industria mineraria. Fino al 2014, la Russia era il suo principale cliente. Dal 24 febbraio del 2022 la produzione è cessata.</p>
<p>Alcune settimane dopo, ad aprile, Kramatorsk è tornata tristemente d&#8217;attualità quando un missile <strong>Tochka-U</strong> ha colpito la sua principale stazione ferroviaria sollevando accuse reciproche tra Mosca e Kiev e scatenando sul web montagne di disinformazione. Morirono oltre 50 persone, la maggior parte delle quali erano rifugiati, compresi i bambini, che speravano di fuggire.</p>
<h2>Bakhmut</h2>
<p><strong>Bakhmut</strong>, la terza città chiave della regione, è situata lungo un&#8217;autostrada che conduce a Lysychansk. Questa strada è considerata un percorso essenziale per il rifornimento delle truppe ucraine. Qui sono state combattute pesanti battaglie nel 2014 e nel 2015.</p>
<p>Durante l&#8217;epoca sovietica e fino al 2016, Bakhmut era conosciuta come <strong>Artemovsk</strong>. Il suo vecchio nome, Bakhmut, è stato ripristinato come parte di uno sforzo regionale per superare l&#8217;era comunista sovietica. Anch&#8217;essa è stata brevemente conquistata dai separatisti filorussi nel 2014, ma l&#8217;Ucraina ne ha rapidamente ripreso il controllo.</p>
<p>Bakhmut, che ha una popolazione di circa 70mola abitanti, è la più piccola delle tre città sotto assedio. Tuttavia, ricopre <strong>un ruolo chiave</strong> nell&#8217;economia ucraina. Due aziende locali sono particolarmente importanti: <em>Artwinery</em> è uno dei maggiori produttori di vini spumanti dell&#8217;Europa orientale e <em>Artemsii</em> è un noto produttore di sale da cucina. La sua produzione rappresenta circa il 90% del consumo di sale in Ucraina. La distribuzione del condimento nel Paese è diventata impossibile dopo l&#8217;invasione della Russia a febbraio. Il <strong>costo del sale</strong> è quindi salito alle stelle in tutta l&#8217;Ucraina che è costretta a importarlo dall&#8217;estero.</p>
<p>A Bakhmut si sta combattendo una delle più feroci battaglie delle ultime settimane. La strategia di stampo sovietico di circondare le città e costringere i nemici ai ripiegamenti che ha dato dividendi nella Repubblica di Lugansk potrebbe essere ripetuta anche qui. Se cade Bakhmut, i russi non faranno altro che chiudere villaggi lungo la linea di contatto come <strong>Siversk</strong> e <strong>Soledar</strong> in una sacca e costringere gli ucraini a riformare nuove linee nei pressi di Sloviansk e Kramatorsk. Due capitali dell&#8217;irredentismo del Donbass.</p>
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		<title>Donbass, il Carso del XXI secolo</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-guerra-congelata-del-donbass/donbass-carso-del-xxi-secolo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2017 08:45:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758-1024x769.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La guerra civile del Donbass è un conflitto congelato da ormai due anni e mezzo. Dopo le grandi battaglie del 2014-2015 &#8211; che hanno permesso ai separatisti filorussi, dopo aver perso il caposaldo di Sloviansk, di conquistare le cittadine di Ilovaisk e Debaltsevo e issare la bandiera dell&#8217;autoproclamata repubblica popolare sulle rovine dell&#8217;aeroporto di Donetsk &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-guerra-congelata-del-donbass/donbass-carso-del-xxi-secolo.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1441" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758-768x577.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/08/2440758-1024x769.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>La guerra civile del Donbass è un conflitto congelato da ormai due anni e mezzo. Dopo le grandi battaglie del 2014-2015 &#8211; che hanno permesso ai separatisti filorussi, dopo aver perso il caposaldo di Sloviansk, di conquistare le cittadine di Ilovaisk e Debaltsevo e issare la bandiera dell&#8217;autoproclamata repubblica popolare sulle rovine dell&#8217;aeroporto di Donetsk &#8211; il fronte si è rapidamente stabilizzato. Sono ormai lontani i giorni in cui il comandante Givi, ucciso nel febbraio scorso, incitava le truppe pro-moscovite ad avanzare verso Kiev.</p>
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<h2>Come il Carso</h2>
<p>Gli accordi di pace di Minsk, siglati per la prima volta nel settembre 2014, non sono mai riusciti a bloccare i combattimenti, ma hanno avuto come diretta conseguenza, se non altro, la cessazione dei grandi scontri campali. Il fronte del Donbass, oggi, ricorda le vecchie fotografie del Carso durante la Prima Guerra Mondiale. I due contendenti si sono asserragliati nelle trincee, hanno innalzato muri di filo spinato e traforato la campagna con un complicato intrico di camminamenti, bunker e cunicoli. Presso il villaggio di Luhans&#8217;ke, una decina di chilometri a sudovest dal centro di Donetsk, i separatisti hanno allestito una vera e propria cittadella fortificata.</p>
<h2>La tregua non funziona</h2>
<p>In dodici mesi di lavoro, sono state scavate decine di gallerie sotterranee, con tanto di dormitori, cucine e rifugi anti-bombardamento. &#8220;Viviamo qui tutto l&#8217;anno, d&#8217;estate e d&#8217;inverno &#8211; spiega il comandante, un ex trattorista dai baffi bianchi -, possiamo resistere a qualsiasi genere di attacco. Il nemico lo sa molto bene, e infatti non si arrischia a farsi sotto&#8221;. Le giornate sono scandite da ritmi precisi: il rancio, i turni di vedetta, i pattugliamenti notturni nella terra di nessuno. Non si attacca, è vero, ma questo non significa che non ci siano pericoli. Una delle frasi più comuni, quando parli con i soldati, è la seguente: &#8220;Pirimiri nié rabote, <strong>la tregua non funziona</strong>&#8220;. Basta trascorrere mezz&#8217;ora da queste parti per assistere a qualche sparatoria. Di giorno la situazione è più tranquilla, ma col calar del sole, quando gli osservatori dell&#8217;Osce si allontanano dal fronte, il clima inizia a surriscaldarsi. Secondo quanto stabilito dagli accordi di Minsk, i cannoni di grosso calibro dovrebbero trovarsi a diversi chilometri di distanza dalla linea del fuoco.</p>
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<h2>Nuove strategie belliche</h2>
<p>Tutte le sere, tuttavia, il rombo delle grandi bocche da fuoco si avverte distintamente in ogni quartiere di Donetsk. Sono state inaugurate nuove strategie belliche: durante il giorno, piccole squadre di soldati scavano lunghi camminamenti nella terra di nessuno, cercando di assicurarsi una visuale più ampia sulle trincee nemiche. In fondo al tunnel viene poi posizionata una mitragliatrice, e con l&#8217;arrivo delle tenebre si apre il fuoco. L&#8217;ostacolo più grande, in questi casi, è rappresentato dalle mine, che sono state disseminate in abbondanza da entrambi i contendenti. &#8220;Tanti nostri compagni sono saltati per aria negli ultimi mesi &#8211; ci racconta un miliziano -. Se sei fortunato, vieni soccorso per tempo e la mina e piccola, te la cavi perdendo una gamba. Ma i più, purtroppo, ci lasciano la pelle&#8221;.</p>
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		<title>&#8220;Così abbiamo raccolto il corpo di Andrea Rocchelli&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-guerra-congelata-del-donbass/cosi-raccolto-corpo-andrea-rocchelli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 06 Aug 2017 11:11:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sloviansk]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/rocchelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>“In quei giorni ci fu un pesante bombardamento presso la collina di Karachun. Siamo stati informati che un reporter francese era rimasto ferito e si trovava all&#8217;ospedale.Due suoi colleghi avevano perso la vita: un italiano e un russo. L&#8217;indomani siamo andati sul posto, dopo esserci vestiti in abiti civili per evitare di essere colpiti dagli &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-guerra-congelata-del-donbass/cosi-raccolto-corpo-andrea-rocchelli.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/guerra/la-guerra-congelata-del-donbass/cosi-raccolto-corpo-andrea-rocchelli.html">&#8220;Così abbiamo raccolto il corpo di Andrea Rocchelli&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/07/rocchelli.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" /></p><p>“In quei giorni ci fu un pesante bombardamento presso la collina di Karachun. Siamo stati informati che un reporter francese era rimasto ferito e si trovava all&#8217;ospedale.Due suoi colleghi avevano perso la vita: un italiano e un russo. L&#8217;indomani siamo andati sul posto, dopo esserci vestiti in abiti civili per evitare di essere colpiti dagli sniper ucraini. È stato così che abbiamo recuperato i due cadaveri”.</p>
<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="Andrea Rocchelli, parlano i soldati che hanno trovato il cadavere" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/3cdNKa8QEH4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<p>È  quanto riferiscono due miliziani della repubblica separatista di Donetsk, il soldato Alexander Vladimirovich Rakityansky e il suo comandante “Zhora”. I due – stando al loro racconto – si trovavano di stanza a Sloviansk, nel Donbass centrale, proprio nelle ore in cui il fotografo Andrea Rocchelli e il suo interprete russo, Andrej Mironov, sono rimasti uccisi durante un intenso cannoneggiamento alle porte della città.</p>
<p>Era il pomeriggio del 24 maggio 2014, quando il fotografo francese William Roguelon, dopo essere scampato miracolosamente alla tragedia, si è presentato all’ospedale cittadino per dare l’allarme. Rocchelli, Mironov e Roguelon viaggiavano a bordo di un’automobile nei pressi dell’altura di Karachun, presidiata dall’esercito regolare di Kiev. Improvvisamente, la vettura è stata colpita da alcuni colpi di kalashnikov. Gli occupanti hanno cercato riparo nei campi. Mentre Roguelon e il driver (di cui non è mai stata accertata l’identità) sono riusciti in qualche modo ad allontanarsi, Rocchelli, Mironov si sono acquattati in un piccolo fossato, dove sono stati colpiti da un proiettile di mortaio.</p>
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<p>Si sarebbe trattato, secondo gli inquirenti della procura di Pavia, di un atto deliberato, uno dei cui presunti responsabili – l’italo-ucraino Vitaly Markiv, già soldato dell’esercito di Kiev – è stato arrestato proprio nelle scorse settimane. Ma cosa è successo nelle ore successive al fatto? Racconta il miliziano Alexander Vladimirovich Rakityansky: “Una prima ricognizione fu effettuata la sera stessa, ma non fu possibile individuare alcun corpo. L’indomani mattina, invece, riuscimmo finalmente a trovare i due cadaveri: giacevano nel fosso, martoriati dalle schegge. Per prima cosa, recuperammo i loro documenti d’identità, oltre alle fotocamere e alcuni altri effetti personali. Fotografammo ogni cosa, dopodiché tornammo sul posto per recuperare i due corpi. Eravamo in tre: io, il comandante “Zhora” e un terzo miliziano, il cui nome di battaglia è “Zelonyy”. Lasciammo la macchina in un luogo sicuro, facendo attenzione a non farci avvistare dai soldati ucraini.</p>
<p>L’italiano era steso in posizione fetale, con molte ferite su tutto il corpo. Caricammo i cadaveri nel baule dell’automobile, una piccola Niva a tre porte, e ci allontanammo rapidamente”. Le spoglie di Rocchelli sarebbero state rimpatriate il 28 maggio via Kiev, dopo aver attraversato, tra non poche difficoltà, le province dell’Ucraina orientale dove ancora infuriavano i combattimenti. Il comandante “Zhora”, che avevamo già incontrato sul fronte di Pisky nei primi mesi del 2015, aggiunge altri particolari: “C’erano bombardamenti continui, le campagne di Sloviansk erano letteralmente in fiamme. Ricordo bene quelle ore. I colpi che uccisero i due reporter erano bombe di mortaio da 82 millimetri. Ne sono praticamente certo, perché conosco bene quel tipo di proiettili. La visuale, dalla collina di Karachun, era pressoché perfetta: Rocchelli e Mironov si trovavano ai piedi dell’altura, proprio di fronte alle postazioni ucraine. E’ stato un vero e proprio tiro al bersaglio, come si fa al poligono”.</p>
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<p><em><strong>Riprese del fotografo <a style="color: #0000ff;" href="http://www.alfredobosco.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alfredo Bosco</a></strong></em></p>
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