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	<title>Privacy Archives - InsideOver</title>
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	<title>Privacy Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 04:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1536x1016.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Governo dimissionario laburista ha deciso di proibire i social a chi ha meno di 16 anni ma c'è chi punta il dito contro la misura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/anche-londra-vieta-i-social-agli-under-16-tra-tutela-dei-minori-e-riduzione-della-liberta.html">Anche Londra vieta i social agli under 16, tra tutela dei minori e riduzione della libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1270" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-600x397.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1024x677.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103105754823_be8109ffbaf05f9822134cfdfbbf9325-1536x1016.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>Keir Starmer</strong>, prima di traslocare da Downing Street in quanto <a href="https://it.insideover.com/politica/starmer-si-dimette-dopo-due-anni-di-impopolarita-burnham-pronto-a-raccogliere-il-testimone.html">premier dimissionario</a>, ha fatto un annuncio che in patria e non solo ha suscitato un certo clamore: <strong>il divieto di accesso ai&nbsp; social media per i minori di 16 anni</strong>. Il Regno Unito si accoda, dunque, all’Australia e ad altri Paesi che hanno già attuato o hanno in programma di applicare una misura finalizzata a tutelare i più piccoli dai rischi (cyberbullismo, contenuti per adulti, dipendenza da social) che si annidano nei meandri della rete digitale.&nbsp;</p>



<p>La decisione del Governo di Sua Maestà è tornata a polarizzare l’opinione pubblica tra chi propugna l’iniziativa in quanto volta a preservare la <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">salute mentale dei ragazzini </a>e a non renderli dipendenti dalla “<strong>dittatura dell’algoritmo</strong>” sin da giovanissimi, mentre altri ci vedono un provvedimento draconiano che rischia di comprimere spazi di libertà, considerando che le piattaforme web sono ormai un importante spazio di contaminazione delle idee tramite cui si forgia la propria coscienza di cittadini.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I paletti piantati da Londra</h2>



<p>Stando alla tabella di marcia illustrata dalla ministra per la Scienza, l’Innovazione e la Tecnologia <strong>Liz Kendall,</strong> l’iniziativa dovrebbe diventare legge entro la fine del 2026 e dall’inizio del 2027, chiunque voglia accedere alle piattaforme social e fruire dei contenuti dovrebbe sottoporsi alla verifica dell’età. A far sì che tutto questo sia effettivamente applicato e non rimanga lettera morta, l’<strong>Ofcom</strong> &#8211; Autorità britannica di regolamentazione delle comunicazioni &#8211; vigilerà sul rispetto dei nuovi requisiti e potrà infliggere ai colossi del web delle multe fino al 10% del loro fatturato che, data la consistenza, comporterebbe l’esborso di diversi miliardi. Nei casi di grave inadempienza, <strong>Ofcom potrà denunciare le Big Tech e pretendere la sospensione temporanea dei serviz</strong>i. </p>



<p>A finire nel mirino del provvedimento sono i social più in voga tra i giovani come Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube, Facebook e X, mentre WhatsApp dovrebbe essere risparmiato in quanto consolidatosi come mezzo imprescindibile per le comunicazioni con chicchessia.</p>



<p>In che modo però sarà possibile verificare l’età degli utenti del web? Il Governo britannico ha lasciato delle maglie più larghe per dare la possibilità alle piattaforme di individuare gli strumenti più consoni di “<em>age assurance</em>”. Probabilmente, un dispositivo che sarà adoperato sono <strong>le fotocamere digitali per la stima dell’età facciale</strong> in grado di scansionare il volto e fare un calcolo dell’età anagrafica. Altri strumenti possono essere anche i documenti digitali o le carte di credito.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il dibattito nel mondo&nbsp;</h2>



<p>La strada imboccata dal Regno Unito sembra essere piuttosto affollata visti gli sforzi che a ogni latitudine si stanno compiendo per limitare l’accesso dei più giovani ai social.&nbsp;</p>



<p>Il pioniere è stata l’<a href="https://it.insideover.com/societa/laustralia-vieta-i-social-agli-under16-e-sui-social-si-apre-il-dibattito.html">Australia </a>che nel novembre 2024 ha approvato l’<em>Online Safety Amendment </em>in forza del quale si può imporre una sanzione di 49,5 milioni di dollari australiani alle piattaforme che non garantiscono l’applicazione dei presidi di controllo. Un percorso simile è stato intrapreso da altre nazioni come Malesia e Indonesia e anche il <strong>Vecchio Continente non vuole sottrarsi a un dibattito che ha assunto dimensioni a tutti gli effetti globali</strong>. </p>



<p>Nell’Europa latina, Francia e Spagna stanno mettendo a punto delle misure analoghe che vietino l’utilizzo dei social a chi ha meno di 15 anni, mentre in Portogallo è al vaglio del Parlamento una proposta legislativa che vuole mettere completamente al bando le piattaforme per i ragazzini sotto i 13 anni mentre dai 13 ai 16 sarebbe necessario il consenso dei genitori. Nell’Europa scandinava, per la precisione in Danimarca, è balenata la stessa idea dopo che la premier <strong>Mette Frederiksen</strong> <a href="https://www.corriere.it/tecnologia/25_ottobre_08/la-danimarca-vietera-i-social-ai-minori-di-15-anni-le-piattaforme-hanno-rubato-l-infanzia-ai-nostri-figli-54e7c2eb-a43b-4709-9f32-973f26445xlk.shtml">ha dichiarato</a> che “mai prima d’ora ci sono stati così tanti bambini e giovani che soffrono di ansia e depressione”, “gli smartphone e i social hanno <strong>r</strong>ubato l’infanzia dei nostri figli”. </p>



<p>La questione ormai è arrivata da qualche tempo anche nel Bel Paese. Il Decreto Caivano, approvato nel 2023, ha introdotto <strong>l’obbligo per le piattaforme distributive di contenuti pornografici di verificare la maggiore età degli utenti </strong>tramite strumenti come SPID e carta d’identità elettronica.&nbsp; Una proposta di legge simile a quella adottata in Australia e nei vicini Paesi europei è stata depositata in Parlamento su iniziativa della deputata Marianna Madia (Italia Viva) e della senatrice Lavinia Mennuni (Fratelli d’Italia), mediante cui si mira a proibire l’utilizzo dei social a chi è sotto i 15 anni, salvo consenso dei genitori.&nbsp;</p>



<h2 class="wp-block-heading">I pro e i contro</h2>



<p>Da qualche tempo, ormai, l’accesso alle piattaforme social da parte degli adolescenti suscita diversi punti di vista non sempre concilianti. C’è chi sostiene che i divieti siano non proprio una panacea ma più un toccasana per i tanti mali vissuti dai giovani di oggi come ansia, depressione, scarsa autostima, riconducibili a una fruizione illimitata dei contenuti social, come dimostrato da alcuni <a href="https://www.airc.it/cancro/informazioni-tumori/non-solo-cancro/salute-mentale/social-ansia-e-depressione-quale-rapporto">studi scientifici</a>. Diversamente, altri ritengono che la misura faccia acqua dal momento che, come ha dimostrato l’esperienza australiana, i ragazzi sono in grado di aggirare i divieti installando una VPN o creando account con dati di loro conoscenti adulti. In più, <strong>l’utilizzo di sistemi di “<em>age assurance</em>&#8221; porrebbe un serio problema di privacy riguardo alla raccolta di dati biometrici</strong>.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>La riflessione che sarebbe doveroso fare è il rapporto che vogliamo costruire tra le giovani generazioni e le nuove tecnologie. Le piattaforme social sono divenute, al giorno d’oggi, delle <strong>agorà dove il confronto e lo scambio di opinioni è molto più frequente che negli spazi fisici, sulla carta stampata o in televisione</strong>. Tuttalpiù, tutti noi ricorriamo alle informazioni che corrono in rete per farci un’idea sui temi più disparati (dai consigli per una ricetta culinaria fino all’interpretazione degli scenari geopolitici) perché non ci accontentiamo più di abbeverarci a un’unica fonte ma vogliamo saperne a tutto campo, e sempre più gente è convinta che i social consentano questo. Porre dei limiti alla visione di determinati contenuti o all’accesso a determinati canali è senz’altro sensato per tutelare chi non ha la <em>forma mentis</em> capace di elaborare determinati stimoli e concetti, ma può non essere sufficiente se non educhiamo i più piccoli a rapportarsi in modo sano con il web. I modi per aggirare i divieti purtroppo esistono e se ai ragazzi non sono dati gli strumenti per maneggiare una realtà dalla quale si è cercato di proteggerli ma in cui tutti siamo immersi, le conseguenze rischiano di essere nefaste.</p>



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			</item>
		<item>
		<title>Chat Control: con la scusa della pedofilia, l&#8217;Ue si prepara a spiare la corrispondenza di tutti</title>
		<link>https://it.insideover.com/media-e-potere/chat-control-con-la-scusa-della-pedofilia-lue-si-prepara-a-spiare-la-corrispondenza-di-tutti.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Oct 2025 09:19:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[Chat Control]]></category>
		<category><![CDATA[Privacy]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="963" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-1536x770.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-600x301.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La proposta legislativa "Chat Control" al vaglio del Consiglio dell'Unione europea rischia di compromettere la privacy digitale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chat-control-con-la-scusa-della-pedofilia-lue-si-prepara-a-spiare-la-corrispondenza-di-tutti.html">Chat Control: con la scusa della pedofilia, l&#8217;Ue si prepara a spiare la corrispondenza di tutti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="963" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-1024x514.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-768x385.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-1536x770.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/OVERCOME_20251007102216968_a27a13ccb0e420094bf2a4d159c06144-e1759825463327-600x301.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il prossimo 14 ottobre rappresenta una data cruciale per il <strong>futuro della privacy in Europa</strong>. Quel giorno, il Consiglio dell’Unione Europea <a href="https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-10-2025-003250_EN.html">voterà la proposta di regolamento Csar (<em>Child Sexual Abuse Regulation</em>)</a>, ribattezzata dai suoi critici &#8220;Chat Control&#8221;. La proposta legislativa, infatti, rappresenta un pericolo senza precedenti per la <strong>privacy digitale</strong> e la sicurezza delle comunicazioni. <a href="https://www.eff.org/deeplinks/2025/09/chat-control-back-menu-eu-it-still-must-be-stopped-0#:~:text=Chat%20Control%20is%20a%20dangerous,side%20scanning%2C%20which%20scans%20for">Come osserva l&#8217;Electronic Frontier Foundation (EFF)</a>, organizzazione no-profit fondata nel 1990 negli Stati Uniti con l&#8217;obiettivo di difendere i diritti digitali, la libertà di espressione e la privacy online, una delle tante realtà che si oppone a quest&#8217;iniziativa, Chat Control obbligherebbe i fornitori di servizi, inclusi quelli che utilizzano la crittografia end-to-end, a scansionare tutte le comunicazioni e i file sui dispositivi degli utenti per individuare &#8220;materiale abusivo&#8221; attraverso una tecnica chiamata <em>client-side scanning</em>. Ma come spesso accade, <em>la strada dell&#8217;inferno è lastricata di buone intenzioni</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La minaccia della sorveglianza di massa</h2>



<p>Secondo l’EFF, il <em>client-side scanning</em> compromette la <em>crittografia end-to-end</em>, che garantisce la sicurezza delle comunicazioni su piattaforme <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/five-eyes-lalleanza-per-lintelligence-messa-alla-prova-da-trump-e-dal-caso-signal.html">come Signal</a> e WhatsApp. La Presidenza danese dell&#8217;Ue ha sostenuto che questa scansione non violi la crittografia, ma non è affatto così: se il governo ha accesso a uno dei “termini” di una comunicazione criptata, <strong>quella comunicazione non è più sicura</strong>. Un approccio di questo tipo mina dunque le promesse di privacy offerte da <strong>strumenti di messaggistica sicuri</strong>, distruggendo il diritto a spazi privati digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Giornalismo a rischio</h2>



<p><strong>Chat Control imporrebbe un monitoraggio generalizzato</strong> di tutte le comunicazioni e i file, anche su dispositivi personali, senza distinzioni tra cittadini comuni e sospetti. Come sottolineato dall’EFF, questa <strong>sorveglianza di massa</strong> viola il diritto fondamentale alla privacy, trasformando telefoni e laptop in &#8220;cimici nelle nostre tasche&#8221; al servizio dei governi, sia nazionali che stranieri. La proposta mette a <strong>rischio categorie particolarmente vulnerabili</strong>, come giornalisti, whistleblower, attivisti, avvocati e difensori dei diritti umani. Categorie che, naturalmente, dipendono dalla crittografia per <strong>proteggere le loro comunicazioni da persecuzioni o abusi</strong>. L&#8217;inevitabile indebolimento della crittografia espone queste persone a gravi pericoli, compromettendo la loro capacità di operare in sicurezza.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Signal: &#8220;Chat Control è una minaccia esistenziale&#8221; </h2>



<p>Secondo <strong>Meredith Whittaker</strong>, <a href="http://chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://signal.org/blog/pdfs/germany-chat-control.pdf">presidente della Signal Foundation</a>, Chat Control <strong>rappresenta una grave minaccia per il diritto alla privacy</strong>, poiché l’obbligo di scansionare lato client ogni messaggio, foto e video presente sui dispositivi personali dei cittadini.  Tale approccio, secondo Signal, mina &#8220;il principio stesso della <em>crittografia end-to-end</em>&#8220;, compromettendo &#8220;la sicurezza delle comunicazioni private e aprendo la porta a vulnerabilità che potrebbero essere sfruttate da hacker, governi ostili o altre entità malintenzionate&#8221;. </p>



<p>Tale sistema, spiega Whittaker, che prevede l’analisi dei contenuti tramite database imposti dal governo o modelli di intelligenza artificiale, &#8220;non solo mette a rischio la sicurezza nazionale&#8221;, ma rappresenta anche una &#8220;<strong>violazione fondamentale della privacy individuale</strong>&#8220;, esponendo comunicazioni sensibili di funzionari governativi, militari, giornalisti investigativi e attivisti. Signal, la più grande piattaforma di comunicazione privata al mondo, considera questa proposta una &#8220;minaccia esistenziale&#8221; per la sua missione di garantire comunicazioni sicure. Meredith Whittaker ha dichiarato con fermezza: &#8220;Se ci trovassimo di fronte alla scelta tra integrare un sistema di sorveglianza in Signal o abbandonare il mercato, sceglieremmo di lasciare il mercato&#8221;. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Una misura inefficace</h2>



<p>Oltre ai rischi per la privacy menzionati sin qui, Chat Control rischia inoltre di <strong>rivelarsi inefficace per ciò che si propone di combattere a causa di gravi limiti tecnici</strong>, come sottolineato da Carmela Troncoso, direttrice scientifica del <em>Max Planck Institute for Security and Privacy</em>, <a href="https://www.wired.it/article/chat-control-grido-allarme-attivisti-privacy/">citata da <em>Wired</em></a>. Il sistema, infatti, si basa sull&#8217;hashing per identificare contenuti pedopornografici già noti, una tecnica che può essere facilmente aggirata alterando anche minimamente un file (ad esempio ritagliando o ruotando un&#8217;immagine), poiché questa modifica ne cambia l'&#8221;impronta digitale&#8221; digitale (hash). Ciò costringe a una scelta: <strong>non rilevare i contenuti modificati o segnalare anche le corrispondenze parziali</strong>. Troncoso avverte che quest&#8217;ultima opzione &#8220;apre la strada alla possibilità che migliaia di persone vengano segnalate per errore&#8221;, minando l&#8217;affidabilità dell&#8217;intero sistema. A fronte di tutto questo, ne vale davvero la pena o forse è meglio fermare una proposta che rischia di fare più danni che altro? </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/chat-control-con-la-scusa-della-pedofilia-lue-si-prepara-a-spiare-la-corrispondenza-di-tutti.html">Chat Control: con la scusa della pedofilia, l&#8217;Ue si prepara a spiare la corrispondenza di tutti</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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