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	<title>Parmalat Archives - InsideOver</title>
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	<title>Parmalat Archives - InsideOver</title>
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		<title>Italia e Francia allo scontro Ecco dove Macron può colpirci</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/italia-francia-scontro-macron.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2019 07:03:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Fincantieri]]></category>
		<category><![CDATA[Parmalat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702-1024x689.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Lo scontro fra il governo italiano  ed Emmanuel Macron ha raggiunto, ieri, un altro picco. Il richiamo dell&#8217;ambasciatore a Roma è stato uno dei segnali più chiari delle crescenti tensioni fra Italia e Francia. Da Parigi non sembra ci siano segnali di distensione. E anche se a Roma qualcuno cerca spiragli, sia in seno alla &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/italia-francia-scontro-macron.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1010" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702-300x202.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702-768x517.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/02/LAPRESSE_20190129182315_28313702-1024x689.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Lo scontro fra il <strong>governo italiano</strong>  ed <strong>Emmanuel Macron</strong> ha raggiunto, ieri, un altro picco. Il richiamo dell&#8217;ambasciatore a Roma è stato uno dei segnali più chiari delle crescenti tensioni fra Italia e Francia. Da Parigi non sembra ci siano segnali di distensione. E anche se a Roma qualcuno cerca spiragli, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/pronto-incontrare-macron-salvini-detta-condizioni-1641601.html">sia in seno alla maggioranza</a> che in sede diplomatica, ora molti attendono che l&#8217;Eliseo possa fare una nuova mossa per colpire l&#8217;Italia.</p>
<p>Parliamo di una nuova mossa, perché se è vero che il governo italiano ha aumentato il livello dello scontro (ed è chiaro che ci siano delle responsabilità anche di una parte del governo), è anche vero che <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/migranti-libia-ed-europa-guerra-infinita-macron-e-litalia-1632323.html">la Francia non ha mai cessato di colpire costantemente gli interessi italiani</a>. Lo ha fatto sul fronte dei migranti, sul rispetto dei confini nazionali, sulla Libia, sui cantieri di Saint-Nazaire andando a danneggiare Fincantieri, e lo ha fatto anche in sede europea, sia per quanto riguarda la battaglia sul deficit sia blindando <strong>l&#8217;asse franco-tedesco</strong> con il <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/trattato-francia-germania-aquisgrana/">Trattato di Aquisgrana</a>.</p>
<p>Non c&#8217;è un dossier in cui l&#8217;agenda italiana non sembri in totale divergenza con quella francese. Ed è proprio per questo che Macron sa esattamente dove poter <strong>colpire l&#8217;Italia</strong>. Ma non è solo lui a sapere i nostri punti deboli. È l&#8217;intero sistema industriale francese, unito a quello politico, ad avere una tale penetrazione nel tessuto economico e strategico italiano per cui sono veramente molte le armi su cui può fare affidamento Parigi.</p>
<p>Le minacce al nostro sistema industriale</p>
<p>Italia e Francia sono molto integrate fra loro. Ma negli ultimi anni, complice la crisi economica, sono le grandi industrie francesi ad avere preso piede in Italia. E salvo rari casi (ad esempio <strong>Luxottica</strong>), sono i grandi capitali francesi ad aver rafforzato la loro presenza in Italia, e non il contrario. Tanto che i numeri sono cristallini: i francesi controllano circa <strong>1900 imprese italiane</strong>, con 250mila dipendenti. E questo assegna Oltralpe una netta posizione di vantaggio già solo a livello industriale e commerciale.</p>
<p>Un esempio? <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/lactalis-francia-parmalat-italia/">Parmalat e Lactalis</a>. Con l&#8217;azienda francese ha già deciso di spostare il quartier generale di Collecchio in Francia, smantellando uno dei grandi centri tecnici dell&#8217;industria casearia italiana. Un esempio che dimostra quanto possa influire lo scontro fra governi anche sul tessuto italiano.</p>
<p>E sul fronte degli investimenti, Macron ha una serie di frecce pronte a essere scoccate dal suo arco. Ha già dimostrato di saperlo fare. Il caso più eclatante è quello dell&#8217;affare <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/francesi-italia-saint-nazaire-fincantieri/">Fincantieri-Stx per i cantieri di Saint-Nazaire</a>. Inutile negarlo: la mossa francese di adire la Commissione europea per presunta lesione della concorrenza è stato uno sgarbo eminentemente politico .Basti pensare che la possibile acquisizione dei cantieri atlantici non supera la soglia di fatturato minima per destare il sospetto dell&#8217;Antitrust europeo. Un mossa che non si può non definire subdola, ma che dimostra la possibilità di Parigi di bloccare un affare estremamente importante per la cantieristica italiana.</p>
<p>Altro settore a rischio, quello della telefonia. <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://rep.repubblica.it/pwa/generale/2019/01/22/news/lo_scontro_italia-francia_alitalia_e_fincantieri_le_prime_possibili_vittime-217229431/">Come spiegato da <em>Repubblica</em></a>,<em> </em> in particolare preoccupa la &#8220;controffensiva sferrata dal socio francese Vivendi per il controllo di <strong>Tim</strong>, che vedrà il momento clou nell&#8217;assemblea convocata per il 29 marzo. Vincent Bolloré, patron di <strong>Vivendi</strong>, che con il 23,9% è il primo azionista del gruppo italiano, pensa che cedere la rete Tim sia sbagliato. Il governo gialloverde, invece, la vorrebbe fuori dalla società telefonica&#8221;. Anche in questo caso, in un settore strategico ed estremamente delicato come quello delle reti telefoniche, la Francia ha un cavallo di Troia per colpire gli interessi italiani in caso di guerra diplomatica.</p>

<p>E per ultimo, c&#8217;è il caso <strong>Alitalia</strong>. Nella seconda metà di gennaio., tutto faceva credere che i negoziati per portare <strong>Air France-Klm</strong> nella cordata per salvare Alitalia si sarebbero conclusi con una fumata bianca. L&#8217;obiettivo era quello di farli entrare insieme a Ferrovie dello Stato per tutelare l&#8217;italia dal rischio di una nazionalizzazione completa del settore aeronautico che avrebbe fatto infuriare anche l&#8217;Unione europea. Il problema è che ora dovrebbe essere proprio Di Maio a trattare con i manager di Air France. E il vice premier italiano ha scelto una strada del tutto opposta a quella dell&#8217;attuale establishment francese.</p>
<p>Proprio per questi motivi, non va sottovalutata la lettera inviata dagli industriali francesi e italiani a Giuseppe Conte e Macron in cui si legge che &#8220;in queste ore di tensione politico-diplomatica crescente, <strong>Confindustria</strong> e <strong>Medef</strong> ritengono necessario lanciare un appello al dialogo costruttivo e al confronto nella consapevolezza che la sfida non è tra Paesi europei ma tra l&#8217;Europa e il mondo esterno. L&#8217;economia vuole unire ciò che la politica sta dividendo&#8221;. Un segnale chiarissimo di come l&#8217;industria sia contraria a questo scontro politico e strategico. E che fa capire l&#8217;ostilità di larga parte dei grandi capitali industriali nei confronti dell&#8217;attuale governo italiano. Anzi, fa capire perché è proprio da questa centrale di interessi che arrivano anche <a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://www.occhidellaguerra.it/alleati-macron-italia/">i migliori alleati di Macron in Italia</a>.</p>
<p>Le minacce alla nostra sicurezza</p>
<p>Ma non c&#8217;è &#8220;solo&#8221; l&#8217;economia a essere il campo di battaglia su cui Macron può colpire l&#8217;Italia. Anche sotto il profilo <strong>strategico</strong>, l&#8217;Italia ha due grossi problemi con cui deve fare i conti in caso di innalzamento dello scontro con la Francia. Ed è per questo che da Roma cercano sponde eccellenti in altri contesti, specialmente negli<strong> Stati Uniti</strong>. Questi due problemi sono la Libia e il Sahel.</p>

<p>Non è un mistero che la Francia abbia fatto di tutto per rimuovere la presenza italiana dalla <strong>Libia</strong>. Nicolas Sarkozy scatenò la guerra a <strong>Muhammar Gheddafi</strong> anche con il malcelato interesse di dare un colpo estremamente duro alla strategia italiana, che nel tempo era diventata il primo partner europeo per Tripoli. Dallo scoppio della guerra, Parigi ha cercato in qualsiasi modo di mettere i bastoni fra le ruote a Roma. Lo ha fatto prima puntando su <strong>Khalifa Haftar</strong>, poi provando a erodere la leadership di <strong>Eni</strong>. Ma non c&#8217;è riuscita, almeno fino ad ora, come confermato dalla Conferenza di Palermo. E in queste settimane, specialmente nel sud della Libia, <a href="http://www.occhidellaguerra.it/i-raid-di-haftar-scuotono-il-sud-della-libia/">potrebbe aver ricominciato</a> a tessera la sua trama con l&#8217;uomo forte della Cirenaica.</p>
<p>Stesso discorso per il <strong>Sahel</strong>, in particolare in <strong>Niger</strong>, dove il governo si sta impegnando per rendere definitivamente operativa e a ranghi completi la missione italiana.  Ma vale anche per il Ciad, dove l&#8217;Italia sta cercando di accapparrarsi alcune posizioni a discapito dello strapotere francese. Lì, dove passano le grandi rotte dei migranti e dove inizia &#8216;esodo verso il Mediterraneo, Macron non ha solo grandi interessi, ma anche ottimi legami politici. Ed è proprio lì che può scatenare le sue mosse. Non solo nel controllo dei flussi africani, ma anche in sede europea imponendo l&#8217;accoglienza e negando la solidarietà all&#8217;Italia.</p>
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		<title>La Francia colpisce duro l&#8217;Italia Lactalis smantella Parmalat</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/lactalis-francia-parmalat-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Jan 2019 06:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Parmalat]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Quella fra Italia e Francia è una guerra che può avere parecchie vittime. Per fortuna non è il rumore dei cannoni e degli aerei a caratterizzarla. Ma le armi possono essere estremamente pericolose per i rispettivi sistemi economici: specialmente perché i francesi hanno da tempo messo le mani sulle grandi industrie italiane. E Parigi ha &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/lactalis-francia-parmalat-italia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="1000" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/11/LAPRESSE_20181027213339_27635122-1024x683.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Quella fra <strong>Italia</strong> e <strong>Francia</strong> è una guerra che può avere parecchie vittime. Per fortuna non è il rumore dei cannoni e degli aerei a caratterizzarla. Ma le armi possono essere estremamente pericolose per i rispettivi sistemi economici: specialmente perché i francesi hanno da tempo messo le mani sulle grandi industrie italiane. E Parigi ha più di un rubinetto in mano per decidere le sorti delle aziende nazionali.</p>
<p>Così, mentre la disfida fra <strong>Emmanuel Macron</strong> e il governo italiano continua inesorabile e i toni si innalzano a livelli di scontro diplomatico, il primo colpo sembra averlo inflitto proprio Parigi. Non direttamente, certo, ma tramite uno dei suoi giganti economici: <strong>Lactalis</strong>. </p>
<p>La multinazionale del latte ha deciso di dare il via allo smantellamento di <strong>Parmalat</strong>, uno dei colossi dell&#8217;industria casearia italiana nel mondo. Prima, il gruppo francese che ne detiene il controllo ha deciso di abbandonare Piazza Affari, togliendo così Parmalat dai mercati azionari mondiali. Poi la scelta degli ultimi giorni: quella di riorganizzare l&#8217;intero gruppo caseario spostando definitivamente il quartier generale dell&#8217;azienda <strong>da Collecchio a Laval</strong>, la città da cui la famiglia Besnier gestisce il suo impero.</p>

<p>Come spiegato da <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2019-01-23/parmalat-l-addio-borsa-lactalis-adesso-smonta-gruppo-203632.shtml?uuid=AEitkdKH"><em>Il Sole 24 Ore</em></a>, &#8220;è la mossa finale della multinazionale del latte, che forse attende da otto anni questo passo definitivo: prendere in mano del tutto le redini di Parmalat che perderà così la sua formale indipendenza&#8221;. Come scrive il quotidiano economico-finanziario, &#8220;subito dopo le festività, la mattina del 9 gennaio, i circa mille dipendenti del gruppo italiano si sono trovati nella loro casella di posta elettronica una nota di servizio. In un tono asettico, si informa che in vista dell&#8217;imminente delisting di Parmalat, Lactalis vara una riorganizzazione mondiale&#8221;.</p>
<p>Questa <strong>riorganizzazione</strong> prevede la nascita di nove divisioni, tutte gestite da manager francesi e direttamente da Lactalis. La base di Collecchio sarà quindi totalmente privata della sua essenza di cervello del colosso che era italiano: sarà una semplice parte commerciale con degli impianti produttivi. Parmalat e Galbani saranno quindi a tutti gli effetti entità subalterne alle scelte della francese Lactalis e dei suoi manager. Una mossa del tutto legittima, senza alcun dubbio: Parmalat è francese e l&#8217;azienda che la controlla può fare ogni tipo di airone. Ma <strong>l&#8217;Italia perde un polo industriale</strong> di fondamentale importanza, che ricorda anche gli immenso errori commessi ai tempi della crisi dell&#8217;azienda di Calisto Tanzi, sia da parte della società che da tutto lo Stato italiano. E gli errori, alla fine, si pagano sempre.</p>
<p>Come in questo caso, in cui Parigi ha trovato forse il momento meno opportuno per i rapporti con Roma per mettere a segno un&#8217;azione lecita, prevedibile ma rivolta prettamente a colpire gli interessi del nostro Paese. La prima protesta è arrivata da parte dei <strong>sindacati</strong>: Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hano espresso &#8220;grande preoccupazione&#8221; per la possibile riorganizzazione di Parmalat che, se confermata, &#8220;mirerebbe a cancellare la corporate italiana e che potrebbe creare rischi per la tenuta occupazionale della stessa Parmalat, ma anche di <strong>Galbani</strong>, per le sinergie ipotizzabili tra i due grandi gruppi&#8221;.</p>

<p>Inoltre, continua la nota, &#8220;si mette in discussione lo stesso sistema produttivo delle due aziende: il profilo industriale che si prospetta non è compatibile con il mercato italiano, dove i brand locali, legati al territorio, e la filiera corta, hanno un forte valore commerciale&#8221;.</p>
<p>I rischi dunque ci sono. E li ha ribaditi anche il presidente della Copagri<strong> Franco Verrascina</strong>: &#8220;Chiediamo al Governo di contrastare con forza tale operazione e di attivarsi per stoppare una riorganizzazione che rappresenta un vero e proprio <strong>fallimento del sistema capitalistico italiano</strong>; il nostro Paese, infatti, dopo aver perso il marchio Parmalat, rischia ora seriamente di perdere anche la gestione di un&#8217;importante azienda, perpetrando un altro grave <strong>danno all&#8217;economia agricola e agroalimentare nazionale</strong>&#8220;.</p>
<p>Un danno che potrebbe riguardare direttamente anche il mercato del latte italiano. L&#8217;azienda già da tempo acquista una parte rilevante del latte utilizzato nei suoi impianti da Paesi dell&#8217;Unione europea. Dal sito della Parmalat si evince che già circa il 30% del <strong>latte impiegato è di provenienza estera</strong>. E molti temono che lo spostamento del quartier generale a Laval possa portare a un maggiore impiego di latte francese rispetto a quello delle stalle italiane. Questo è frutto anche di alcune decisioni di Macron. Come spiegato da <em>La Verità</em>, il presidente &#8220;ha promesso agli allevatori francesi che il latte sarà pagato tenendo conto dei costi di produzione. E se Lactalis è costretta a comprare latte francese non ci sarà più posto per quello italiano che già oggi viene pagato meno di 35 centesimi al litro che non compensano i costi di produzione&#8221;.</p>

<p>Per l&#8217;Italia si tratta di un primo round perso contro la Francia. E il rischio è che ora possa iniziare un vero e proprio scontro in cui <strong>Parigi ha un&#8217;arma</strong> creata nel corso di questi anni a casa di svendite del nostro settore industriale che hanno coinvolto soprattutto acquirenti francesi. Il sistema italiano è fortemente influenzato dalle decisioni d&#8217;Oltralpe. E la minaccia più grave è che Macron abbia con sé un pulsante da poter premere ogni volta che il governo italiano alza il tiro.</p>
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