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	<title>Missile balistico a raggio intermedio Archives - InsideOver</title>
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	<title>Missile balistico a raggio intermedio Archives - InsideOver</title>
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		<title>Corea del Sud: entro fine anno schierato il primo IRBM</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/corea-del-sud-entro-fine-anno-schierato-il-primo-irbm.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Oct 2025 04:48:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[Missile balistico a raggio intermedio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="750" height="430" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/20251020_142320-750x430-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/20251020_142320-750x430-1.jpg 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/20251020_142320-750x430-1-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/20251020_142320-750x430-1-600x344.jpg 600w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>La Corea del Sud avrà il suo primo missile balistico a raggio intermedio in servizio entro la fine dell'anno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/corea-del-sud-entro-fine-anno-schierato-il-primo-irbm.html">Corea del Sud: entro fine anno schierato il primo IRBM</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="750" height="430" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/20251020_142320-750x430-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/20251020_142320-750x430-1.jpg 750w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/20251020_142320-750x430-1-300x172.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/20251020_142320-750x430-1-600x344.jpg 600w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>La <strong>Corea del Su</strong>d inizierà a schierare il suo primo missile balistico convenzionale pesante, lo “<strong>Hyunmoo-5</strong>”, alla fine del 2025, avendo già avviato la produzione di massa, ha dichiarato a <em><a href="https://en.yna.co.kr/view/AEN20251016007900315?section=national/defense">Yonhap News</a></em> il ministro della Difesa sudcoreano <strong>Ahn Gyu-back.</strong> Il missile è attualmente nella fase finale di integrazione all&#8217;interno delle forze armate della Repubblica di Corea, e rappresenta il primo <strong>IRBM</strong> (<em>Intermediate Range Ballistic Missile</em>) sudcoreano dotato di testata non nucleare. </p>



<p>Lo “Hyunmoo-5” è stato sviluppato in assoluta segretezza dall&#8217;Agenzia per lo Sviluppo della Difesa nazionale in collaborazione con <strong>Hanwha Aerospace</strong>, sfruttando decenni di esperienze tecnologiche acquisite dai precedenti programmi missilistici “Hyunmoo-2” e “Hyunmoo-4”. </p>



<p>Il nuovo vettore è stato presentato al pubblico a ottobre del 2024, durante una parata militare, e ha mostrato un veicolo TEL (<em>Transporter Erector Launcher</em>) ad elevata mobilità fuoristrada dotato di 9 assi. Il missile è a combustibile solido, e avrebbe un peso al lancio di circa 36 tonnellate, e con una <strong>testata di circa 8 tonnellate</strong> – alcuni analisti suggeriscono possa arrivare fino a 9 tonnellate – avrebbe una gittata nel campo degli MRBM (<em>Medium Range Ballistic Missile</em>) pari a 3.500 chilometri, ma con una testata di una tonnellata essa salirebbe sino a quasi 5.000 chilometri, rientrando nella categoria IRBM e facendone di fatto <strong>un&#8217;arma strategica</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Potente come un ordigno nucleare tattico</h2>



<p>La peculiarità dello “Hyumnoo-5” sarebbe la dotazione di un enorme penetratore ad alto esplosivo in grado di distruggere strutture rinforzate sotterranee a profondità sino a 100 metri, come i bunker di comando e i silos missilistici della Corea del Nord. Il lancio del missile dal contenitore (<em>canister</em>) del TEL è a freddo, consentendone una rapida ricarica e spostamento del veicolo, e secondo quanto riferito dai sudcoreani la testata raggiungerebbe nella fase terminale la velocità di <strong>Mach 10</strong>, accumulando quindi sufficiente energia cinetica da sprigionare, al momento dell&#8217;impatto, la potenza di un piccolo ordigno nucleare tattico. Il sistema di guida del missile integra navigazione inerziale avanzata e correzione assistita da satellite, <strong>garantendo una precisione inferiore ai 10 metri</strong> anche in ambienti privi di segnale GPS.</p>



<p>Le caratteristiche del vettore (gittata, mobilità, potenza distruttiva) ne fanno un sistema pensato per avere una capacità di <strong>attacco di sorpresa </strong>su sedi C3 e di <strong>attacco di ritorsione</strong>, e a tal fine funzionari sudcoreani affermano che circa 200 unità sono attualmente in produzione di serie, prevedendo un&#8217;accelerazione durante il 2026 in modo da avere un arsenale di questi missili che offra una deterrenza credibile. La gittata dello “Hyunmoo-5” mette sotto tiro tutte le strutture strategiche nordcoreane e di spingersi molto oltre nel continente asiatico, arrivando a mettere sotto tiro la gran parte del territorio della <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong> e della <strong>Russia</strong> in caso di utilizzo con testata “leggera”. </p>



<p>Il nuovo missile rappresenta il terzo pilastro dell&#8217;architettura strategica della Corea del Sud che prende il nome di <strong>Korea Massive Punishment and Retaliation (KMPR)</strong>. Questa è pensata per neutralizzare il sistema di comando e leadership della Corea del Nord in seguito a qualsiasi attacco nucleare o convenzionale su larga scala, integrando il concetto di Kill Chain preventiva e la rete di difesa missilistica KAMD. In pratica, lo “Hyunmoo-5” fornisce alla difesa sudcoreana un <em>bunker-buster</em> convenzionale rapido in grado di far crollare gallerie di lancio sotterranee, nodi C3 rinforzati e tunnel di stoccaggio senza ricorrere a opzioni nucleari, colmando il divario di credibilità nella capacità di rappresaglia convenzionale. </p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi di un&#8217;escalation</h2>



<p>La tempistica dell&#8217;annuncio del dispiegamento del nuovo missile sottolinea il contesto strategico critico: quanto rilasciato da Seul segue una parata a Pyongyang in cui è stato presentato il nuovo missile balistico intercontinentale “Hwasong-20” e si colloca <strong>in un momento di preoccupazione per l&#8217;assistenza tecnica russa alla Corea del Nord</strong>, che riguarderebbe capacità nucleari e missilistiche. Seul ha simultaneamente inaugurato un comando strategico per riunire sotto lo stesso tetto operazioni di attacco, difesa missilistica, cyber e operazioni speciali. Le spese per la Difesa sudcoreane stanno salendo verso l&#8217;obiettivo del 3,5% del PIL (a fronte, ad esempio di quelle nipponiche ancora sotto il 2%). In tale contesto, dal punto di vista sudcoreano, il vettore benché convenzionale non è ridondante, ma necessario per offrire <strong>capacità di deterrenza</strong>, e la sua produzione in massa offrirà credibilità alla stessa.</p>



<p>Nel contesto di sicurezza regionale, l&#8217;arma, benché non nucleare, causerà l&#8217;<strong>aumento dell&#8217;instabilità</strong> in un momento in cui la RPC sta diventando sempre più aggressiva nel suo intorno geografico (Taiwan e Mar Cinese Meridionale) e affronta la militarizzazione del suo vicinato – determinata proprio dall&#8217;aggressività delle sue azioni – con toni maggiormente intimidatori. La possibilità di utilizzare un&#8217;arma del genere in un attacco di sorpresa, a discapito della dottrina di impiego sudcoreana che prevede solo la rappresaglia, e l&#8217;efficacia di tale arma, potrebbe facilmente spostare ulteriormente l&#8217;ago della bilancia verso l&#8217;escalation costringendo Pechino ad accelerare i tempi dell&#8217;ingrandimento del suo arsenale missilistico e nucleare.<br><br><br><br></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Al via la corsa al nuovo intercettore balistico americano</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/al-via-la-corsa-al-nuovo-intercettore-balistico-americano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Massardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2020 09:09:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Missile balistico a raggio intermedio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="835" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missile Stati Uniti" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527-768x334.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527-1024x445.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nell&#8217;ottica di non perdere terreno rispetto agli ammodernamenti in campo militare che hanno interessato la Russia negli ultimi anni, gli Stati Uniti starebbero lavorando ad un nuovo disegno difensivo contro possibili attacchi missilistici provenienti dal Pacifico. A renderlo noto è l&#8217;autorità americana dell&#8217;American Defence Agency, che come riportato dall&#8217;agenzia di stampa Sputnik hanno aperto lo scorso &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-via-la-corsa-al-nuovo-intercettore-balistico-americano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/al-via-la-corsa-al-nuovo-intercettore-balistico-americano.html">Al via la corsa al nuovo intercettore balistico americano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="835" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Missile Stati Uniti" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527-300x131.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527-768x334.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/12/Missile-Usa-La-Presse-e1576514258527-1024x445.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Nell&#8217;ottica di non perdere terreno rispetto agli ammodernamenti in campo militare che hanno interessato la Russia negli ultimi anni, gli Stati Uniti starebbero lavorando ad un nuovo disegno difensivo contro possibili <strong>attacchi missilistici</strong> provenienti dal Pacifico. A renderlo noto è l&#8217;autorità americana dell&#8217;American Defence Agency, che come riportato dall&#8217;agenzia di stampa <a href="https://it.sputniknews.com/difesa/202004259011164-stati-uniti-lanciano-ufficialmente-programma-per-nuovo-intercettore-missilistico----foto/"><em>Sputnik </em></a>hanno aperto lo scorso 24 aprile il bando per l&#8217;appalto del progetto legato al l&#8217;<strong>intercettore balistico a medio raggio</strong> (NGI). Tale strumentazione verrebbe messa a punto con lo scopo di sostituire l&#8217;attuale Exoatmospheric Kill Vehicle (GBI) dopo che il precedente progetto di sostituzione era stato annullato lo scorso agosto dal ministro della difesa statunitense Michael Griffin.</p>
<h2>La scommessa americana</h2>
<p>È una corsa a due quella per l&#8217;aggiudicazione del progetto, va ad aggiungersi alle già attuali 44 postazioni di tiro sotterranee dalle quali vengono lanciati a distanza i dispositivi anti-balistici ed avrà lo scopo di potenziare l&#8217;intero apparato difensivo americano. Con l&#8217;ausilio del <strong>controllo a distanza</strong> direttamente dalla terraferma americana, i missili potranno essere controllati dalla difesa americana: in un progetto che &#8211; per stessa voce del dipartimento della difesa &#8211; porterà la tecnologia militare americana ad un livello mai raggiunto prima.</p>
<p>Dopo anni nei quali le attenzioni degli Stati Uniti sono state rivolte all&#8217;<strong>ammodernamento</strong> dei sistemi d&#8217;offesa, adesso lo sguardo di Washington si è concentrato anche sull&#8217;aspetto riguardante la difesa del territorio &#8211; soprattutto a causa dei grandi passi in avanti fatti dalla Russia ed in modo minore dalla Cina. Ed in questo scenario, sarà interessante prendere visione delle innovazioni che gli Stati Uniti si riveleranno essere in grado di mettere in campo.</p>
<h2>La guerra a distanza continua</h2>
<p>Lo <strong>scontro a distanza</strong> relativo al potenziamento delle tecnologie militari che sta avvenendo tra Stati Uniti, Russia e Cina &#8211; ed in modo minore Corea del Nord ed Iran &#8211; sta portando la tecnologia militare a dei livelli che sino a pochi anni fa non sarebbero nemmeno stati immaginati. In particolar modo, l&#8217;attenzione è stata rivolta soprattutto ai relativi programmi balistici &#8211; ed anti-missilistici &#8211; forgiando l&#8217;immagine anche di quello che, nella peggiore delle ipotesi, potrebbe essere la <strong>guerra</strong> del terzo millennio: completamente a distanza e più velocemente del suono provocato dalla deflagrazione dei dispositivi.</p>
<h2>Gli Usa devono recuperare terreno</h2>
<p>Questo nuovo progetto messo in campo dagli Stati Uniti evidenzia però molto chiaramente il complesso di <strong>inferiorità</strong> che attualmente stanno vivendo gli americani nei confronti di Mosca, la quale negli ultimi anni è stata in grado di mettere in campo anche armamenti sino a 10 volte più veloci di quelli statunitensi. Il fallimento del progetti abortito lo scorso 14 agosto dal ministero della difesa americano, infatti, era già stato un chiaro segnale dell&#8217;inferiorità dei progetti, verosimilmente già obsoleti una volta attuati se confrontati ai margini di miglioramento di Moca. Ed è in questo scenario, dunque, che va letto il tentativo americano di riprendere terreno, col timore che un&#8217;ennesimo tentennamento potrebbe allungare ulteriormente lo <strong>scarto</strong> attualmente patito.</p>
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