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	<title>kalashnikov Archives - InsideOver</title>
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	<title>kalashnikov Archives - InsideOver</title>
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		<title>Guerra di copyright tra Russia e Usa: ora gli americani copiano l&#8217;Ak-47?</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/guerra-copyright-russia-usa-gli-americani-copiano-lak-47.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[eldoleo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Oct 2018 10:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Forze speciali americane]]></category>
		<category><![CDATA[kalashnikov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1400" height="940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730-1024x688.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p>
<p>Gli americani vogliono copiare le armi russe? La Kalashnikov Group, dritta produttrice del leggendario fucile d&#8217;assalto AK-47, ha denunciato attraverso la stampa russa una violazione di diritti d&#8217;autore da parte degli Stati Uniti, che, secondo quanto diffuso da Mosca, starebbero cercando una via per copiare alcuni modelli di armi derivanti dal fucile d&#8217;assalto più diffuso sul &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-copyright-russia-usa-gli-americani-copiano-lak-47.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/guerra-copyright-russia-usa-gli-americani-copiano-lak-47.html">Guerra di copyright tra Russia e Usa: ora gli americani copiano l&#8217;Ak-47?</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1400" height="940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730.jpg 1400w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730-300x201.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730-768x516.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2018/10/LP_1367730-1024x688.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1400px) 100vw, 1400px" /></p><p>Gli americani vogliono copiare le armi russe? La Kalashnikov Group, dritta produttrice del leggendario fucile d&#8217;assalto<strong> AK-47</strong>, ha denunciato attraverso la stampa russa una <strong>violazione di diritti d&#8217;autore</strong> da parte degli Stati Uniti, che, secondo quanto diffuso da Mosca, starebbero cercando una via per copiare alcuni modelli di armi derivanti dal fucile d&#8217;assalto più diffuso sul pianeta.</p>
<p>&#8220;Non siamo sorpresi&#8221;, ha dichiarato un portavoce dell&#8217;azienda, anzi: &#8220;Questo evidenzia ancora una volta l&#8217;affidabilità e la qualità delle nostre armi&#8221;, riporta l&#8217;agenzia d&#8217;informazione russa <em><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://tass.com/defense/1025340">Tass</a></em>.</p>

<p>Mosca si è dichiarata non essere ancora a conoscenza dei &#8220;piani statunitensi&#8221; riguardo la produzione di armi che imitano quelle russe; ma sembrerebbe che qualcuno al <strong>Comando Operazioni Speciali americano</strong>, sia stato incaricato di mandare degli emissari ad &#8220;esplorare&#8221; la possibilità di &#8220;decodificare o riprogettare e produrre sul mercato&#8221; armi leggere simili a quelle sviluppate dalla Kalashnikov.</p>
<p>Il gruppo Kalashnikov, che oggi produce un&#8217;ampia gamma di sistemi d&#8217;arma e possiede una divisione per lo sviluppo di tecnologie avanzate, detiene il brevetto per la produzione del famigerato fucile d&#8217;assalto <strong>Avtomat Kalašnikova 1947</strong> : arma a fuoco selettivo inventata da Mikhail Kalashnikov in Unione Sovietica nel 1947, e prodotto in più di 100 milioni di esemplari (un quinto sul totale delle armi da fuoco presenti nel mondo). L&#8217;Ak-47, dotato del tipico caricatore a &#8220;banana&#8221; ha una porta utile di 400 metri, è estremamente maneggevole e resistente: rendono una delle armi più affidabili del mondo.</p>

<p>&#8220;Non sappiamo nulla di questi piani americani&#8221;, hanno dichiarato alla Kalashnikov, ma qualcuno dal Cremlino deve avere acceso un campanello d&#8217;allarme, dato che l&#8217;iter condotto dagli americani non avrebbe seguito la via standard. Gli emissari statunitensi, di fatto, avrebbero dovuto passare per la Rosoboronexport &#8211; azienda che si occupa dell&#8217;esportazione di armi dello Stato russo e di appalti per la loro fabbricazione &#8211; e non esplorando vie attraverso la Rostec, che controlla anche la Kalashnikov Group, ma non si occupa direttamente di esportazioni.</p>
<p>A muovere l&#8217;interesse degli americani potrebbero essere state le ultime versione derivanti dal brevetto Ak, sulle quali spicca l&#8217;ultimo fucile d&#8217;assalto che farà presto il suo ingresso nelle forze armate russe: l&#8217;<strong><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="http://tass.com/defense/1017934">Ak-12</a></strong> , capace di sparare <strong>cartucce Nato</strong> da 7.62x51mm. Del resto è vero che a Washington stanno cercando un sostituto per il fucile d&#8217;assalto <a href="https://nationalinterest.org/blog/buzz/army-needs-new-rifle-m4-carbine-refuses-die-30257">M4 Colt</a> (derivato dall&#8217;M16 entrato in produzione dal 1994), che oggi rappresenta l&#8217;arma di fanteria di base di tutte le forze armate americane: comprese tutte le forze speciali del Socom che integrano la carabina di diversi optional e pacchetti per il miglioramento o l&#8217;uso in condizioni &#8220;speciali&#8221;.</p>

<p>&#8220;Se vogliono <strong>svolgere legalmente questa operazione</strong>, gli americani dovranno rivolgersi a chi si occupa di esportare le armi dello Stato russo, e discuterne con noi termini&#8221;; se ciò non avvenisse, ed entrassero in produzione della armi similari &#8220;ciò equivarrebbe alla copia illegale e quindi alla violazione del copyright&#8221; ha dichiarato la Rostec. Una trovata di marketing, o la possibilità che presto tutto il mondo spari con il brevetto di Mikhail Kalashnikov?</p>
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		<title>Quella fabbrica russa di kalashnikov che irrita l&#8217;opposizione in Venezuela</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/quella-fabbrica-russa-kalashnikov-irrita-lopposizione-venezuela.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Dec 2017 16:47:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[kalashnikov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1720" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062.jpeg 1720w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062-768x518.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062-1024x691.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 1720px) 100vw, 1720px" /></p>
<p>Ai primi di ottobre del 2017, il presidente venezuelano Nicolas Maduro atterrava a Mosca in un viaggio che aveva inevitabilmente dei forti connotati internazionali più che bilaterali. L’asse che nel tempo si è venuto costruendo fra Il Venezuela e la Federazione russa, collega non solo il gigante eurasiatico allo Stato sudamericano, ma consolida una sfera &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/quella-fabbrica-russa-kalashnikov-irrita-lopposizione-venezuela.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1720" height="1160" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062.jpeg 1720w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062-300x202.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062-768x518.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/Russian_RPKs_DM-SD-04-07062-1024x691.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1720px) 100vw, 1720px" /></p><p>Ai primi di ottobre del 2017, il presidente venezuelano Nicolas Maduro atterrava a Mosca in un viaggio che aveva inevitabilmente dei forti connotati internazionali più che bilaterali. L’asse che nel tempo si è venuto costruendo fra Il Venezuela e la Federazione russa, collega non solo il gigante eurasiatico allo Stato sudamericano, ma consolida una sfera d’influenza russa che s’incunea profondamente nella politica statunitense nel continente americano. Con Cuba, Nicaragua e Venezuela, e con l’avvicinamento con la Bolivia, la Russia è riuscita a crearsi un proprio spazio di manovra in America Latina, andando a sfidare la potenza Usa che considera tutte le Americhe di sua stretta competenza. Tra Maduro e Putin, ma è meglio dire, fra il Venezuela e la Russia – perché altrimenti si rischia un’eccessiva personalizzazione di scelte che invece sono strategiche – è nato nel tempo un percorso di collaborazione molto ampio, che include il settore energetico, in particolare il petrolio, il mondo finanziario con la volontà russa di ridurre il debito venezuelano nei suoi confronti e, infine, sul piano militare.</p>

<p>Il fronte militare è particolarmente importante nei rapporti fra Mosca e Caracas. E non riguarda soltanto la cooperazione in termini logistici, come l’accordo per l’autorizzazione alla flotta russa di fermarsi nei porti venezuelani, né soltanto riguardo alla vendita di armi e mezzi aerei. Putin e Maduro sembrano, infatti, aver raggiunto anche un accordo, nell’ambito della ristrutturazione del debito venezuelano con la Russia, per la costruzione di una fabbrica di kalashnikov. A riferirlo, <a href="http://www.abc.es/internacional/abci-rusia-espera-abrir-venezuela-fabrica-kalashnikov-2018-201711300332_noticia.html">come riporta il quotidiano spagnolo <em>Abc</em></a>, è stato il vicepresidente venezuelano dell’Area Economica, Wilmar Castro Soteldo, dopo l&#8217;incontro della commissione intergovernativa russo-venezuelana. &#8220;Uno dei progetti principali tra i nostri paesi è la costruzione di una fabbrica per produrre il famoso fucile Kalashnikov. Speriamo che l&#8217;impianto inizi a funzionare l&#8217;anno prossimo &#8220;, questo l’annuncio del funzionario di Caracas a margine del vertice di Sochi fra i gruppi di lavoro dei due Stati. Il progetto non è una novità nei rapporti russo-venezuelani, anzi, è la ripresa di un progetto che era nato nel 2006 dall’accordo fra Vladimir Putin e Hugo Chávez come parte di un accordo di vendita di armi, di 24 caccia russi e di 53 elicotteri. Oltre alle cessioni di armi e di mezzi, era prevista anche l&#8217;apertura di un impianto per la fabbricazione di fucili Kalashnikov e di munizioni – prima assoluta in America latina &#8211; il cui costo, allora si attestava intorno ai 200 milioni di dollari.</p>
<p>L&#8217;impianto doveva essere costruito a Maracay (stato di Aragua), ma la sua apertura fu rinviata a data da destinarsi per diversi motivi. Fra questi, i due principali motivi che costrinsero a sospendere i lavori – già iniziati – furono: la crisi economica del Venezuela causata in quel particolare momento dalla caduta dei prezzi del petrolio; la corruzione scoperta in una delle società che collaboravano nell’appalto, la russa Rosoboronexport. Proprio a febbraio di quest&#8217;anno, l&#8217;ex senatore Sergey Popelniujov è stato condannato a sette anni di carcere per appropriazione indebita, per una cifra supera addirittura il miliardo di rubli (17,4 milioni di dollari). Motivi giudiziari ed economici che hanno impedito fino ad oggi l’inizio dei lavori e il pagamento degli stipendi dei dipendenti. E che sembrano essere superati almeno parzialmente dall’accordo raggiunto fra Putin e Maduro dopo la visita di ottobre del leader venezuelano in Russia. Un accordo che però non piace a tutti i venezuelani. L’opposizione è, infatti, sul piede di guerra, soprattutto per la concomitanza di questo contratto con la peggiore crisi umanitaria della storia del Venezuela. &#8220;È assurdo e irresponsabile investire in armi. La grave crisi che affligge il nostro paese richiede di destinare tutte le risorse alla produzione di cibo e medicine &#8220;, questa la frase dell&#8217;ex procuratore generale venezuelano Luisa Ortega, esiliata in Colombia, sul suo account Twitter. Concetto espresso anche dal vice dell&#8217;Assemblea nazionale Henry Ramos Allup: &#8220;Maduro preferisce investire denaro pubblico nella fabbricazione di armi per continuare a combattere guerre immaginarie prima di restituire il diritto alla salute nel paese&#8221;.</p>

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		<title>Ecco le nuove armi del Cremlino:  dai cyborg ai kalashnikov 2.0</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/le-nuove-armi-del-cremlino-kalashnikov-intelligenza-artificiale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 08:22:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Armi]]></category>
		<category><![CDATA[kalashnikov]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010-1024x582.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Il Cremlino è pronto a schierare in battaglia i nuovi robot-tank dopo aver testato la loro superiorità tattica rispetto alle piattaforme convenzionali dotate di equipaggio. Nelle recenti esercitazioni condotte al training center di Alabino (Mosca), i mezzi d’assalto governati in remoto come il ‘Nerehta’ sono stati giudicati altamente ‘performanti’ dal colonnello Oleg Pomazuev, che dirige &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-nuove-armi-del-cremlino-kalashnikov-intelligenza-artificiale.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="852" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010-300x170.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010-768x436.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/11/LAPRESSE_20170920164033_24361010-1024x582.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Il Cremlino è pronto a schierare in battaglia i nuovi robot-tank dopo aver testato la loro superiorità tattica rispetto alle piattaforme convenzionali dotate di equipaggio. Nelle recenti esercitazioni condotte al training center di Alabino (Mosca), i mezzi d’assalto governati in remoto come il ‘Nerehta’ sono stati giudicati altamente ‘performanti’ dal colonnello Oleg Pomazuev, che dirige il GUNID &#8211; dipartimento per innovazione e ricerca del ministero della Difesa russo &#8211; ; ma non sono gli unici UGV &#8211; <em>unmanned ground vehicle</em> &#8211; sviluppati per il programma di ammodernamento che le forze armate russe hanno in serbo. Secondo gli analisti occidentali infatti i russi starebbero sviluppando già di diversi anni una vasta gamma di UGV: dai mezzi assalto paragonabili a quelli che gli Stati Uniti stanno testando per i loro Marines, ai robot per compiti di sminamento o per missioni anti-IED. Oltre al Neretha infatti la Piattaforma-M &#8211; un mezzo cingolato di ridotte dimensioni con una torretta brandeggiabile telecomandata capace di sparare granate e munizioni 7,62 mm &#8211; ha fatto il suo debutto sul fango della Bielorussia, durante l’esercitazione Zapad-2017.</p>

<p style="text-align: left">I robot cingolati <strong>Nerehta</strong> &#8211; delle dimensioni di un blindato medio &#8211; sono configurati per montare una mitragliatrice da 12,7 mm o 7,62 mm o un lanciagranate AG-30M, dimostrando di superare ampiamente le prestazioni di mezzi in servizio nelle forze armate russe come i longevi veicoli da ricognizione BRDM o i già rodati GAZ Tigr; garantendo la stessa autonomia e potenza di fuoco ma evitando il rischio di perdite umane. La<strong> Piattaforma-M</strong> invece sembrerebbe il perfetto omologo del <a href="http://www.occhidellaguerra.it/le-nuovi-tecniche-dei-marines-usa-conquistare-le-spiagge-coi-robot/">MUTT (Multi-Utility Tactical Transport) progettato per l’USMC</a>: un drone cingolato di piccole dimensioni, completamente autonomo, da mandare in avanscoperta come apripista. Oltre che nell&#8217;esercitazione Zapad, la Piattafoma-M e stata lasciata &#8216;girovagare&#8217; durante una passeggiata propagandistica nelle strade di Sebastiopoli, in Crimea. Lì ha esibito il suo armamento standard, composto da 4 tubi lanciagranate <strong>RPG-18</strong> e un fucile d&#8217;assalto Kalashnikov <strong>PKM</strong>. Intanto nuovi armamenti con intelligenza artificiali vengono testati per diventare le future dotazione dei mezzi UVG e limitare ulteriormente il ruolo degli operatori che li conducono in remoto.</p>
<p>Kalashnikov dotati di AI e cyborg armati</p>
<p>La fabbrica d&#8217;armamenti più famosa del mondo &#8211; produttrice del più noto e diffuso fucile d’assalto del pianeta l’AK-47; ideato da Mikhail Kalashnikov in Unione Sovietica nel 1947 e prodotto in più di 100 milioni di esemplari fino a raggiungere un quinto sul totale delle armi da fuoco presenti nel mondo &#8211; sta sviluppando un nuovo armamento sperimentale dotato di <strong>Artificial Intellegence</strong>. In grado di identificare &#8216;autonomamente&#8217; il suo bersaglio e fare fuoco, questo &#8220;modulo di combattimento&#8221; all&#8217;avanguardia prodotto da Kalashnikov consisterebbe in una fucile d&#8217;assalto collegato ad una consolle che attraverso dei puntatori ottici elabora costantemente i dati delle immagini catturare &#8220;per identificare, selezionare obiettivi e prendere decisioni autonomamente sul come e quando aprire il fuoco&#8221;. A renderlo noto alle agenzie d&#8217;informazione russa è stata Sofiya Ivanovasta, portavoce di Kalashnikov JSC, ma la prospettiva di un fucile d&#8217;assalto &#8216;autonomo&#8217; ha riscosso un certo timore.Se un simile armamento venisse montando sulle Piattaforme-M si svilupperebbe infatti un drone-killer capace di esprimere valutazioni autonome sul campo di battaglia e scegliendo da solo il proprio nemico. Questa prospettiva, oltre che letale, potrebbe addirittura essere considerata inquietante se considerato che il programma spaziale russo Roscosmos sta testando per le sue future missioni spaziali il <strong>cyborg umanoide</strong> &#8211; FEDOR &#8211; ; che si è già dimostrato capace di centrare bersagli con una semplice coppia di pistole automatiche Glock. Sviluppato dal Ministero per le Emergenze (МЧС России) il robot venne etichettato come &#8216;Terminator&#8217; russo, ma il governo tenne a specificare che non sarebbe stato impiegato in campo militare. Adesso che ci sono le tecnologie, bisogna solo sperare che esse non vengano combinate.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/le-nuove-armi-del-cremlino-kalashnikov-intelligenza-artificiale.html">Ecco le nuove armi del Cremlino:  dai cyborg ai kalashnikov 2.0</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>&#8220;Kalashnikov per non farci sterminare&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/religioni/imbracciamo-i-kalashnikov-per-non-lasciarci-sterminare.html</link>
		
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		<pubDate>Fri, 28 Nov 2014 12:02:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cristiani]]></category>
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<p>Bakufa (Iraq) &#8211; Il volontario con il rosario al collo bacia la croce sul portone metallico, prima di entrare nel piccolo cimitero della chiesa di San Giorgio. Tre cristiani in armi presidiano il viottolo con alle spalle il campanile. Yousef Toma, il tarchiato e occhialuto comandante di 58 anni, è un veterano delle infernali paludi di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/religioni/imbracciamo-i-kalashnikov-per-non-lasciarci-sterminare.html">[...]</a></p>
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<p>«Vogliamo dimostrare al mondo che in Iraq combattiamo in nome della nostra civiltà millenaria &#8211; annuncia il comandante Toma -. Siamo stati vessati per secoli e abbiamo subito genocidi come quello degli armeni. Non permetteremo che si ripetano». L&#8217;11 agosto, quattro giorni dopo la tremenda avanzata dello Stato Islamico in Iraq, è nata la milizia cristiana Dwekh Nawsha, che significa letteralmente «sacrifichiamo noi stessi». Una costola armata del Partito patriottico assiro con un centinaio di uomini, secondo il comandante. Pochi e senza armi pesanti, ma decisi «a morire per liberare i villaggi cristiani occupati» dal Califfato nella piana di Ninive.Nella chiesa di San Giorgio hanno salvato crocifissi e antichi volumi del vecchio e nuovo testamento scritti a mano, che i seguaci della guerra santa avevano gettato nella polvere.</p>
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<p>Altri tre movimenti politici stanno stringendo un patto per formare un «esercito» cristiano composto da 700 uomini. A dare man forte dovrebbero arrivare, autorità curde permettendo, 150 veterani cristiani della guerra in Siria. Le armi sono pronte a venir inviate da Samir Geagea delle Forze libanesi. Ad Al Qosh, roccaforte cristiana del Kurdistan, opera un altro gruppo armato di volontari assiri. «Il kalashnikov è l&#8217;unico vero amico, dopo che le forze irachene si sono dissolte ed i curdi spariti in una notte davanti alle truppe del Califfo», sostiene l&#8217;ex insegnante Athra Mansoor Kado. La «forza di protezione» cristiana conterebbe su migliaia di potenziali reclute, comprese decine di volontari pronti a partire dall&#8217;Europa e dagli Usa «ma non abbiamo abbastanza armi e munizioni» ammette il giovane comandante.La missione è proteggere le famiglie cristiane di Al Qosh ed organizzare l&#8217;evacuazione se arrivassero le truppe jihadiste. La sede della milizia del Movimento democratico assiro, con due parlamentari a Bagdad, è una specie di fortino con il grande simbolo assiro sulla facciata. Sul tetto, una casamatta per le sentinelle domina le vie di accesso alla città. Il problema è che ogni volontario ha un fucile mitragliatore, 120 proiettili e niente altro. Le mimetiche, i giubbotti antischegge e le giberne sono spesso comprati con collette realizzate all&#8217;estero.«Sappiamo che arriverà in Kurdistan un gruppo di militari italiani &#8211; sottolinea il comandante assiro -. Non chiediamo di combattere per noi, ma di aiutarci a farlo con armi e addestramento. In fondo siamo cristiani come voi».</p>

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