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Gli americani vogliono copiare le armi russe? La Kalashnikov Group, dritta produttrice del leggendario fucile d’assalto AK-47, ha denunciato attraverso la stampa russa una violazione di diritti d’autore da parte degli Stati Uniti, che, secondo quanto diffuso da Mosca, starebbero cercando una via per copiare alcuni modelli di armi derivanti dal fucile d’assalto più diffuso sul pianeta.

“Non siamo sorpresi”, ha dichiarato un portavoce dell’azienda, anzi: “Questo evidenzia ancora una volta l’affidabilità e la qualità delle nostre armi”, riporta l’agenzia d’informazione russa Tass.

Mosca si è dichiarata non essere ancora a conoscenza dei “piani statunitensi” riguardo la produzione di armi che imitano quelle russe; ma sembrerebbe che qualcuno al Comando Operazioni Speciali americano, sia stato incaricato di mandare degli emissari ad “esplorare” la possibilità di “decodificare o riprogettare e produrre sul mercato” armi leggere simili a quelle sviluppate dalla Kalashnikov.

Il gruppo Kalashnikov, che oggi produce un’ampia gamma di sistemi d’arma e possiede una divisione per lo sviluppo di tecnologie avanzate, detiene il brevetto per la produzione del famigerato fucile d’assalto Avtomat Kalašnikova 1947 : arma a fuoco selettivo inventata da Mikhail Kalashnikov in Unione Sovietica nel 1947, e prodotto in più di 100 milioni di esemplari (un quinto sul totale delle armi da fuoco presenti nel mondo). L’Ak-47, dotato del tipico caricatore a “banana” ha una porta utile di 400 metri, è estremamente maneggevole e resistente: rendono una delle armi più affidabili del mondo.

“Non sappiamo nulla di questi piani americani”, hanno dichiarato alla Kalashnikov, ma qualcuno dal Cremlino deve avere acceso un campanello d’allarme, dato che l’iter condotto dagli americani non avrebbe seguito la via standard. Gli emissari statunitensi, di fatto, avrebbero dovuto passare per la Rosoboronexport – azienda che si occupa dell’esportazione di armi dello Stato russo e di appalti per la loro fabbricazione – e non esplorando vie attraverso la Rostec, che controlla anche la Kalashnikov Group, ma non si occupa direttamente di esportazioni.

A muovere l’interesse degli americani potrebbero essere state le ultime versione derivanti dal brevetto Ak, sulle quali spicca l’ultimo fucile d’assalto che farà presto il suo ingresso nelle forze armate russe: l’Ak-12 , capace di sparare cartucce Nato da 7.62x51mm. Del resto è vero che a Washington stanno cercando un sostituto per il fucile d’assalto M4 Colt (derivato dall’M16 entrato in produzione dal 1994), che oggi rappresenta l’arma di fanteria di base di tutte le forze armate americane: comprese tutte le forze speciali del Socom che integrano la carabina di diversi optional e pacchetti per il miglioramento o l’uso in condizioni “speciali”.

“Se vogliono svolgere legalmente questa operazione, gli americani dovranno rivolgersi a chi si occupa di esportare le armi dello Stato russo, e discuterne con noi termini”; se ciò non avvenisse, ed entrassero in produzione della armi similari “ciò equivarrebbe alla copia illegale e quindi alla violazione del copyright” ha dichiarato la Rostec. Una trovata di marketing, o la possibilità che presto tutto il mondo spari con il brevetto di Mikhail Kalashnikov?