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	<title>golpe Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 16 Jan 2026 06:14:00 +0000</lastBuildDate>
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	<title>golpe Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Il manuale invisibile del potere: l&#8217;attualità della teoria del colpo di Stato di Edward Luttwak</title>
		<link>https://it.insideover.com/spionaggio/il-manuale-invisibile-del-potere-lattualita-della-teoria-del-colpo-di-stato-di-edward-luttwak.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Jan 2026 06:13:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Maduro" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Il potere non è un fatto morale né ideologico. È una struttura tecnica. Funziona finché i suoi ingranaggi restano sincronizzati. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/il-manuale-invisibile-del-potere-lattualita-della-teoria-del-colpo-di-stato-di-edward-luttwak.html">Il manuale invisibile del potere: l&#8217;attualità della teoria del colpo di Stato di Edward Luttwak</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Maduro" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/maduro-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>C’è un motivo se <strong><em>Strategia del colpo di Stato </em>di Edward Luttwak</strong> continua a essere citato più di mezzo secolo dopo la sua pubblicazione. Non perché insegni a rovesciare governi, ma perché spiega una verità scomoda: il potere non è un fatto morale né ideologico. È una struttura tecnica. Funziona finché i suoi ingranaggi restano sincronizzati. Crolla quando smettono di esserlo.</p>



<p>Luttwak scrive in piena Guerra Fredda, ma il suo sguardo è sorprendentemente attuale. <strong>Per lui un regime non cade quando perde consenso, bensì quando perde protezione. </strong>La popolazione conta poco, se non come sfondo. A decidere sono sempre pochi: chi controlla le armi, le comunicazioni, gli snodi logistici, e soprattutto chi garantisce la sicurezza fisica del vertice. Se quel cerchio si incrina, il sistema diventa vulnerabile, anche se all’esterno appare solido.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Venezuela, laboratorio permanente</h2>



<p>Il Venezuela è diventato, suo malgrado, un caso di scuola. <strong>Nel 2002 il tentativo di rovesciare Hugo Chávez sembrò per qualche ora confermare la tesi di Luttwak.</strong> Arresto del presidente, annuncio di un nuovo potere, occupazione dei media. Ma il cuore del meccanismo non fu colpito in modo definitivo. Chávez non venne isolato irreversibilmente e, soprattutto, l’apparato militare rimase diviso. La fedeltà, anche parziale, fu sufficiente a far crollare il golpe in meno di due giorni. <strong>Non fu la piazza a salvare Chávez, ma l’esercito.</strong></p>



<p>Nel 2019 accadde l’opposto. <strong>Juan Guaidó </strong>incarnò una sfida politica e diplomatica, non un colpo di Stato in senso luttwakiano. Nessun controllo dei nodi strategici, nessuna clandestinità, nessuna rottura della catena di comando. Fu una pressione esterna travestita da sollevazione interna. Il regime di <strong>Nicolás Maduro</strong> resistette perché il suo apparato di sicurezza, pur corroso, funzionava ancora.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando la protezione si dissolve</h2>



<p>La svolta arriva tra fine 2025 e inizio 2026. Non tanto per l’intervento statunitense in sé, quanto per le condizioni che lo rendono possibile. Qui Luttwak torna centrale. Da anni insiste su un punto spesso ignorato: <strong>la lealtà non è ideologica, è materiale. </strong>Quando la crisi economica diventa strutturale, quando stipendi, privilegi e catene di comando si sfaldano, anche i regimi più repressivi diventano porosi.</p>



<p>Il sistema venezuelano era arrivato a quel punto. Le forze armate e di sicurezza, pilastro del potere chavista, erano stremate, impoverite, attraversate da micro-fratture. In termini luttwakiani, il “dispositivo di protezione del leader” non era più impermeabile. <strong>L’operazione statunitense non ha creato quella vulnerabilità: l’ha sfruttata. </strong>Non un colpo di Stato classico, dunque, ma la dimostrazione che un potere già indebolito dall’interno può essere rimosso rapidamente dall’esterno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La lezione che inquieta</h2>



<p>La vera lezione di Luttwak non riguarda il Venezuela in quanto tale, ma il funzionamento dei regimi contemporanei. Un potere può sopravvivere a sanzioni, isolamento, proteste e condanne morali. Ma d<strong>ifficilmente sopravvive alla perdita di fedeltà dei suoi apparati armati. </strong>Quando il cerchio si apre, la sovranità diventa un concetto fragile.</p>



<p>Per questo il caso Maduro inquieta molte capitali. Non perché rappresenti un precedente giuridico, ma perché conferma una realtà brutale: nel mondo reale, gli Stati non cadono quando vengono delegittimati, ma quando diventano tecnicamente indifendibili. Ed è in quel momento, come scriveva Luttwak già nel 1968, che la storia accelera. Non fa rumore. Semplicemente, cambia padrone.</p>
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		<item>
		<title>Il golpe da operetta che ci ricorda quanto è importante la Bolivia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-golpe-da-operetta-che-ci-ricorda-quanto-e-importante-la-bolivia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2024 10:19:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<category><![CDATA[Litio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella tarda serata (italiana) di ieri, La Paz aveva cominciato ad agitarsi. Il presidente Luis Arce aveva, infatti, denunciato &#8220;mobilitazioni irregolari di alcune unità dell&#8217;Esercito&#8221;. Da lì, il sospetto di un plot molto comune in America Latina: un golpe militare con tutti i sacri crismi. La tensione si spande dalle Alpi alle Piramidi, fin quando &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/il-golpe-da-operetta-che-ci-ricorda-quanto-e-importante-la-bolivia.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/06/OVERCOME_20240627121836464_a327cbf6666edeb21259f300b70dee24-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella tarda serata (italiana) di ieri, <strong>La Paz </strong>aveva cominciato ad agitarsi. Il presidente <strong>Luis Arce</strong> aveva, infatti, denunciato &#8220;<em>mobilitazioni irregolari di alcune unità d</em>ell&#8217;Esercito&#8221;. Da lì, il sospetto di un <em>plot </em>molto comune in <strong>America Latina</strong>: un <em>golpe </em>militare con tutti i sacri crismi. La tensione si spande dalle Alpi alle Piramidi, fin quando la trama diventa chiara: l’ex comandante dell&#8217;Esercito boliviano, <strong>Juan Josè Zuniga</strong>, con un centinaio di soldati, fa irruzione nel palazzo del governo dove si trova riunito il presidente con l&#8217;intero gabinetto. Arce, dapprima lancia un appello alla popolazione, poi immediatamente nomina i nuovi vertici dell&#8217;esercito che richiamano all&#8217;ordine i soldati. Nel giro di poco, i militari sgomberano piazza Murillo, invasa da boliviani in festa. Zuniga, a capo del tentato golpe, viene arrestato. Ed è tutto già storia. Josè Wilson Sánchez Velásquez è il nuovo comandante generale dell&#8217;esercito, l&#8217;uomo che dovrebbe frenare gli &#8220;<em>appetiti incostituzionali</em>&#8220;.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">⚡️🇧🇴 BREAKING:<br><br>A failed coup attempt in Bolivia by US-backed General Juan José Zúñiga.  <br><br>Bolivia, a dramatic coup attempt aimed at President Luis Arce was stopped in its tracks. <br><br> Armored vehicles smashed into the government palace, yet Arce stood strong, swiftly replacing the… <a href="https://t.co/ttDuIyTY3f">pic.twitter.com/ttDuIyTY3f</a></p>&mdash; Megatron (@Megatron_ron) <a href="https://twitter.com/Megatron_ron/status/1806146613590528242?ref_src=twsrc%5Etfw">June 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Un colpo di certo non da maestro, alquanto raffazzonato, a tratti rocambolesco e impacciato: Zuniga, infatti, non ha resistito oltre le tre ore nella sua epica impresa, per poi farsi condurre in arresto, scortato in un blindato. Un&#8217;uscita ingloriosa durante la quale avrebbe dichiarato che il mandante fosse proprio Arce, desideroso di pompare la propria popolarità. Beh, non sarebbe di certo il primo.</p>



<p>Ma chi è Zuniga, il pavido generale del <em>golpe</em> delle tre ore? «<strong>Il generale del popolo</strong>», come viene definito dai media locali, è noto per la sua vicinanza al settore minerario e sindacale. In passato, tuttavia, è stato accusato di aver distratto <strong>400.000 euro di fondi pubblici </strong>quando comandava un reggimento di fanteria. Nominato capo dell&#8217;esercito dallo stesso Arce due anni fa, il generale venne accusato qualche mese dopo da Evo Morales di essere il leader di una conventicola all’interno dell’esercito &#8211; i “<em><strong>Pachajchos</strong></em>” – rei di una «persecuzione permanente» a danno di leader politici.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">When the President of Bolivia asked the country to mobilize against the coup, the people answered the call<a href="https://t.co/J1X9aqoiwp">pic.twitter.com/J1X9aqoiwp</a></p>&mdash; COMBATE |🇵🇷 (@upholdreality) <a href="https://twitter.com/upholdreality/status/1806144307298181450?ref_src=twsrc%5Etfw">June 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Già alle prime battute del golpe mutilato, questa notte, era chiaro come dall&#8217;Europa all&#8217;America latina, passando per Mosca, nessuna potenza plaudeva al colpo di Stato in Bolivia, e di certo non per riverenza politica verso Arce. Per comprendere questo atteggiamento, occorre guardare a ciò che rappresenta <strong>la Bolivia di oggi</strong>. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="es" dir="ltr">❗️El Ministerio del Interior de Bolivia presentó ante los medios de comunicación al general Juan José Zúñiga, detenido tras el intento de golpe de Estado <a href="https://t.co/lijR2dEgK2">pic.twitter.com/lijR2dEgK2</a></p>&mdash; El Necio (@ElNecio_Cuba) <a href="https://twitter.com/ElNecio_Cuba/status/1806150878082080991?ref_src=twsrc%5Etfw">June 27, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Assieme ad <strong>Argentina</strong> e <strong>Cile</strong>, la Bolivia costituisce il &#8220;<strong><a href="https://it.insideover.com/energia/in-america-latina-e-guerra-mondiale-per-il-litio.html">triangolo del litio</a></strong>&#8220;, l’oro dei nostri tempi, che detiene oltre il 56% di tutto il litio mondiale. Fra le tre, La Paz è la fonte principale delle riserve di litio del globo – quasi il 24% delle riserve mondiali. Ed è attorno a questa terra rara che la politica domestica ed estera della Bolivia si torce e si contorce almeno fin dal 2019, con una serie di tumulti che esplosero nella destituzione di Morales e nell’entrata in carica di Jeanine Áñez, dopo che il presidente boliviano aveva messo i bastoni fra le ruote alle grandi <em>corporation </em>occidentali e americane, cancellando un accordo con la tedesca ACISA per lo sfruttamento del litio in quel di <strong>Potosí</strong>.</p>



<p><br>Poi, poco meno di un anno fa, poi, l’ambasciata boliviana a Mosca aveva pubblicato una nota ufficiale nella quale esprimeva il desiderio del Paese sudamericano di aderire al <strong>gruppo BRICS</strong>. Una mazzata nel bel mezzo del “cortile di casa” americano. Non solo, ma una pessima notizia per qualsiasi Paese con mire eventuali su una delle più grandi miniere a cielo aperto del mondo. Ergo, chi mette le mani sulla Bolivia ha la possibilità di intestarsi <strong>una catena di approvvigionamento</strong> potente nonché la <strong>transizione energetica</strong> che di <strong>terre rare</strong> si nutre.</p>



<p>Su questa ricchezza immensa, si sono allungate le spire del Dragone, affamato di litio, che qui ha stretto importanti accordi. Ma Pechino ha trovato soprattutto un Paese che sta affrontando una <strong>crisi economica e finanziaria</strong> fra le peggiori del suo passato recente. La crescita del PIL è ai minimi degli ultimi vent&#8217;anni, l&#8217;inflazione galoppa come la disoccupazione, la recessione economica si aggrava sempre più. La Banca centrale è a corto di valuta estera, soprattutto dollari, fondamentali per la stabilità finanziaria e la calmierazione della volatilità sul mercato. I ripetuti scandali nel settore energetico non facilitano le riforme economiche tanto necessarie. Da questo punto di vista, la Bolivia sembra perfettamente calata nel ruolo di traballante potenza periferica che è finita per diventare fondamentale nella partita tra Occidente, Russia e Cina. A questo si aggiunge il fatto che Pechino domina ormai il mercato sudamericano di <strong>pannelli solari</strong>, <strong>batterie</strong> e <strong>veicoli elettrici</strong>, con ovvie conseguenze politiche. Da Washington, un preoccupato<a href="https://it.insideover.com/video/chi-e-joe-biden-il-presidente-piu-anziano-della-storia-degli-usa"> <strong>Joe Biden</strong></a>, in campagna elettorale, osserva con grandissima inquietudine.</p>
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		<title>Tentato Golpe a Kinshasa, un altro pezzo d&#8217;Africa nel caos</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/tentato-golpe-a-kinshasa-un-altro-pezzo-dafrica-nel-caos.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Manuele Avilloni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 May 2024 16:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=422132</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1439" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520190843878_907b67fe6f0b61ff08697da45773a5c9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520190843878_907b67fe6f0b61ff08697da45773a5c9.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520190843878_907b67fe6f0b61ff08697da45773a5c9-600x450.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520190843878_907b67fe6f0b61ff08697da45773a5c9-300x225.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520190843878_907b67fe6f0b61ff08697da45773a5c9-1024x767.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520190843878_907b67fe6f0b61ff08697da45773a5c9-768x576.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240520190843878_907b67fe6f0b61ff08697da45773a5c9-1536x1151.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tentato golpe contro il Presidente Tshisekedi destabilizza ancor più la Repubblica democratica del Congo, già afflitta da gravi problemi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/tentato-golpe-a-kinshasa-un-altro-pezzo-dafrica-nel-caos.html">Tentato Golpe a Kinshasa, un altro pezzo d&#8217;Africa nel caos</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Ieri 19 maggio 2024 il quartiere “La Gombe” di Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), è stato teatro di un drammatico tentativo di golpe quando un gruppo di militari ribelli ha attaccato le guardie del Vice Primo Ministro <strong>Vital Kamerhe</strong>. Il politico della RDC è anche capo del dicastero dell’Economia nonché candidato alla presidenza dell’Assemblea nazionale. L&#8217;evento, che ha scosso la nazione e la comunità internazionale, si è concluso con l&#8217;arresto dei principali artefici del colpo di Stato e la riaffermazione del controllo da parte delle forze governative.</p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile"><figure class="wp-block-media-text__media"><video controls src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Video-2024-05-20-at-17.30.02-1.mp4"></video></figure><div class="wp-block-media-text__content">
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<h2 class="wp-block-heading"><strong>Gli eventi</strong></h2>



<p>Il tentativo di golpe è iniziato all&#8217;alba, quando unità ribelli, apparentemente guidate da ufficiali di medio rango scontenti, hanno preso d&#8217;assalto diverse postazioni chiave nella capitale. Tra gli obiettivi principali c&#8217;erano il Palazzo Presidenziale, la sede del Parlamento e alcune stazioni radiofoniche e televisive, nel tentativo di ottenere il controllo delle comunicazioni. Il portavoce del ministro, <strong>Michel Moto Muhima</strong>,  ha fatto sapere che “due agenti di polizia e uno degli aggressori sono morti durante l’attacco. Kamerhe e la sua famiglia sono sani e salvi”. Nel contempo alcuni uomini delle unità ribelli sarebbero riusciti a penetrare nel Palais de la Nation, situato nel nord di Kinshasa, dove hanno rimosso la bandiera e issato quella dello Zaire, storico nome del paese sotto la dittatura di <strong>Mobuto Sese Seko</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La Reazione delle Forze Governative</strong></h2>



<p>La risposta delle forze governative è stata rapida e decisa. Le unità lealiste, supportate dalle forze speciali e dalla Guardia Presidenziale, sono riuscite a respingere gli assalitori dopo alcune ore di scontri a fuoco. Fonti ufficiali riportano che il <strong>Presidente Tshisekedi</strong> è stato trasferito in un luogo sicuro subito dopo l&#8217;inizio degli scontri e ha seguito le operazioni di contrasto in costante contatto con i suoi comandanti militari. Stando a fonti del Ministero della Difesa&nbsp;il leader dei ribelli era il politico<strong> Christian Malanga</strong>, ex ufficiale e uomo d’affari congolese. Malanga è stato ucciso nel tentativo di entrare nel Palais de la Nation insieme agli altri ribelli. Da tempo viveva negli Stati Uniti e sosteneva il ritorno di un nuovo Zaire. Tra i suoi fedeli vi sarebbe <strong>Benjamin Zalman-Polun</strong>, nazionalità statunitense, che è stato arrestato insieme agli altri ribelli tra i quali il figlio dello stesso Malanga.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il Contesto del Golpe</strong></h2>



<p>Il tentativo di colpo di stato avviene in un momento di estrema tensione politica e sociale nella RDC. Nonostante i progressi economici e le riforme promesse dal governo del Presidente Tshisekedi, il paese continua a essere afflitto da una profonda instabilità politica, corruzione endemica e conflitti armati nelle regioni orientali. Molti degli scontenti appartengono alle forze armate i quali lamentano degli stipendi arretrati e la mancanza di risorse.</p>



<p>Il quadro di questo golpe si inserisce in un complesso scenario che riguarda tutta l’Africa. Nell’area del Sahel, Mali, Burkina Faso e Niger hanno cacciato le truppe francesi e hanno richiesto l’aiuto della Russia per controllare le insurrezioni jihadiste. A loro sembrerebbe voglia unirsi anche il Senegal almeno stando alle parole del Primo Ministro <strong>Ousmane Sonko</strong> il quale lo scorso giovedì ha sollevato la possibilità di chiudere le basi militari francesi nel paese.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Reazioni Internazionali</strong></h2>



<p>La comunità internazionale ha condannato unanimemente il tentativo di golpe. L&#8217;Unione Africana, attraverso un comunicato ufficiale, ha riaffermato il suo supporto al governo di Tshisekedi e ha esortato tutte le parti a risolvere le loro divergenze attraverso il dialogo. Le Nazioni Unite e l&#8217;Unione Europea hanno espresso preoccupazione per la situazione, chiedendo un ritorno rapido alla normalità e il rispetto dello stato di diritto.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Quali conseguenze?</strong></h2>



<p>Sebbene il governo abbia ristabilito il controllo, il tentativo di golpe evidenzia le fragilità strutturali della RDC. La sicurezza interna rimane un problema critico, e il governo dovrà affrontare le cause profonde del malcontento per evitare futuri tentativi di destabilizzazione. Le prossime settimane saranno cruciali per determinare se Tshisekedi riuscirà a consolidare il suo potere e a intraprendere le riforme necessarie per stabilizzare il paese.</p>



<p>Il tentativo di golpe a Kinshasa è un chiaro segnale delle tensioni latenti che minacciano la stabilità della Repubblica Democratica del Congo. La risoluzione pacifica e il rafforzamento delle istituzioni democratiche sono fondamentali per garantire un futuro di pace e prosperità per la nazione. Nel frattempo il mondo osserva con attenzione e si chiede se dietro i ribelli ci sia un mandante.</p>
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		<title>Ciad, caos nella capitale: scoppia la violenza a pochi mesi dalle presidenziali</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/ciad-caos-nella-capitale-scoppia-la-violenza-a-pochi-mesi-dalle-presidenziali.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 19:16:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[golpe]]></category>
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<p>La capitale del Ciad, N&#8217;Djamena, è da oggi oggetto di violentissimi scontri dopo che la notte scorsa esponenti del Partito socialista senza frontiere (Psf) guidato dall&#8217;oppositore Yaya Dillo sono stati accusati dalla giunta militare del presidente della transizione Mahamat Deby di aver assaltato la sede dei servizi segreti. Negli scontri lo stesso Dillo, secondo fonti ancora &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/ciad-caos-nella-capitale-scoppia-la-violenza-a-pochi-mesi-dalle-presidenziali.html">[...]</a></p>
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<p>La capitale del <strong>Ciad, N&#8217;Djamena</strong>, è da oggi oggetto di violentissimi scontri dopo che la notte scorsa esponenti del Partito socialista senza frontiere (Psf) guidato dall&#8217;oppositore Yaya Dillo sono stati accusati dalla giunta militare del presidente della transizione <strong>Mahamat Deby</strong> di aver assaltato la sede dei servizi segreti. Negli scontri lo stesso Dillo, secondo fonti ancora da confermare, <a href="https://twitter.com/TchadOne/status/1762907383934619885/history">sarebbe stato ucciso.</a></p>



<p>N&#8217;Djamena, secondo quanto riporta il canale <em>TchadOne</em> sul suo profilo Twitter, è epicentro di violenti scontri. &#8220;Le sedi del Psf sono state tutte bombardate con armi pesanti. Diverse dozzine di persone sono rimaste uccise&#8221;, scrive la testata. Le notizie da N&#8217;Djamena giungono confuse.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="fr" dir="ltr"><a href="https://twitter.com/hashtag/Tchad?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw">#Tchad</a> Alerte 🚨 Le domicile du Général Saleh Deby encerclé par l’armée <br><br>Membre du Parti de Yaya Dillo et oncle du chef de la junte, le Général Saleh Deby vient de voir de dizaines de militaires prendre d’assaut son domicile. Les bureaux du Parti Socialiste sans Frontières (… <a href="https://t.co/nWLfzPMfaU">pic.twitter.com/nWLfzPMfaU</a></p>&mdash; Tchad One (@TchadOne) <a href="https://twitter.com/TchadOne/status/1762892358197117383?ref_src=twsrc%5Etfw">February 28, 2024</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p>Ma la situazione resta intricata e confusa. Nei video si vedono sia <strong>colonne militari presidiare N&#8217;Djamena</strong> che forze armate in assetto da combattimento marciare sul palazzo presidenziale, <a href="https://twitter.com/TchadOne/status/1762863222909010209">tanto che <em>TchadOne</em> si chiede: &#8220;Deby è ancora presidente?&#8221;</a>. Non c&#8217;è certezza che Dillo sia vivo. Non si sa chi comandi a N&#8217;Djamena. C&#8217;è la certezza di un tutti contro tutti da pre-guerra civile. Nella &#8220;nebbia di guerra&#8221; <strong>sembrano essere solo gli scontri l&#8217;unica certezza</strong> e anche l&#8217;attacco alle sedi dell&#8217;Agenzia nazionale per la sicurezza dello Stato, l&#8217;intelligence locale, non risulta confermato da fonti aperte.</p>



<p>Quel che è certo è il clima di tensione pesantissima in un Paese che dovrebbe conoscere, nei prossimi mesi, <a href="https://twitter.com/TchadOne/status/1762850103084159167" target="_blank" rel="noreferrer noopener">le prime elezioni dopo</a> la morte di <strong>Idriss Deby</strong>, il <strong>leader della giunta militare</strong> deceduto nel 2021 mentre comandava le truppe in uno scontro a fuoco con un gruppo di ribelli legato al Front pour l&#8217;alternance et la concorde au Tchad (Fact), operativo nel Nord del Paese, a cui è succeduto il figlio Mahamat. Dillo, nipote di Deby, <strong>contestava la presa di potere da tempo</strong>. </p>



<p>Dillo aveva negli scorsi anni lasciato la lotta armata lanciata nel 2005 contro Deby padre, quando a trent&#8217;anni fondò la<strong> Piattaforma per il Cambiamento, l&#8217;Unità e la Democrazia</strong> formata da disertori dell&#8217;esercito di quello che era diventato il &#8220;gendarme d&#8217;Africa&#8221;. Il 28 febbraio 2021, le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nella casa di Yaya Dillo a N&#8217;Djamena ,uccidendo cinque dei suoi parenti, tra cui sua madre e suo figlio, nel tentativo di arrestarlo. Ad ora lo scenario più concreto su quanto sta succedendo in Ciad è quello della <a href="https://www.vita.it/ciad-in-dieci-mesi-accolti-550mila-profughi-dal-sudanciad-in-dieci-mesi-accolti-550mila-profughi-dal-sudan/"><strong>caccia all&#8217;uomo contro i fedelissimi del Psf</strong>. </a>Ma bisognerà capire nelle prossime ore le evoluzioni e gli sviluppi per comprendere in che direzione si sta recando un turbolento Paese africano, che sembrava relativamente stabile in confronto al resto del Sahel oggetto di golpe e guerre civili negli ultimi anni. E le immagini raccolte da <em>TchadOne</em> non sembrano far presagire nulla di buono.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/ciad-caos-nella-capitale-scoppia-la-violenza-a-pochi-mesi-dalle-presidenziali.html">Ciad, caos nella capitale: scoppia la violenza a pochi mesi dalle presidenziali</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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