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	<title>Eufrate Archives - InsideOver</title>
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	<title>Eufrate Archives - InsideOver</title>
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		<title>Turchia, Iraq e Siria, le Acque contese del Tigri ed Eufrate: la salute al centro del conflitto</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/turchia-iraq-e-siria-le-acque-contese-del-tigri-ed-eufrate-la-salute-al-centro-del-conflitto.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Oct 2025 09:39:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Eufrate]]></category>
		<category><![CDATA[Tigri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="406" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-96203036-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-96203036-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-96203036-612x612-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-96203036-612x612-1-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>In un’area già devastata da guerra e instabilità politica, la “geopolitica dell’acqua” si traduce in una crisi silenziosa di salute pubblica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/turchia-iraq-e-siria-le-acque-contese-del-tigri-ed-eufrate-la-salute-al-centro-del-conflitto.html">Turchia, Iraq e Siria, le Acque contese del Tigri ed Eufrate: la salute al centro del conflitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="406" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-96203036-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-96203036-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-96203036-612x612-1-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-96203036-612x612-1-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>Il 2025 rappresenta per l’<strong>Iraq</strong> uno dei momenti più critici per le riserve idriche dell’ultimo secolo. Secondo il Ministero delle Risorse Idriche iracheno, le riserve complessive sono precipitate a circa 10 miliardi di metri cubi, contro i circa 18 miliardi attesi, segnando il livello più basso in 80 anni. Questo deficit drammatico è il risultato di <strong>precipitazioni scarse</strong>, <strong>scioglimenti nevosi ridotti </strong>e <strong>tagli stringenti al flusso dai fiumi Tigri ed Eufrate</strong> a monte.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://vid.alarabiya.net/legacy/images/2012/02/07/40559_193192.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Shatt al-‘Arab</figcaption></figure>
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<p>Nella regione meridionale del Paese, le stazioni idriche hanno registrato portate ridotte anche del 27% rispetto all’anno precedente, complici restrizioni upstream e persistenti condizioni di siccità. In questo quadro, <strong>l’intrusione salina dallo Shatt al-‘Arab si è intensificata</strong>, portando concentrazioni di solidi disciolti totali fino a 40.000 unità nelle acque del fiume, valori incompatibili con uso agricolo o consumo diretto senza processi complessi di trattamento.</p>



<p>In <strong>Siria</strong>, il rapporto tra accordi e realtà è sempre più disallineato. Ankara, controllando oltre il 90% del flusso dell’Eufrate e una quota rilevante del Tigri, è accusata da Damasco di violare l’<strong>accordo del 1987 </strong>che prevede un rilascio minimo di 500 m³/s all’Eufrate al confine siriano. Nei fatti, in molte stagioni le portate sono cadute ben al di sotto di quella soglia, aggravando la siccità e la disponibilità idrica nella Siria orientale. Sul versante delle dighe, il <strong>progetto GAP </strong>continua ad espandersi. Il completamento del <strong>bacino Ilısu </strong>è ormai operativo, con una capacità di invaso stimata attorno a 10,4 miliardi di m³ e una potenza idroelettrica di circa 1.200 MW. La futura diga di Cizre – già in costruzione – aggiungerà ulteriori capacità di stoccaggio e irrigazione (circa 121.000 ettari previsti) che potrebbero erodere ancora di più le portate residue destinate all’Iraq.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.arabnews.com/sites/default/files/styles/n_670_395/public/2020/05/23/2116086-1756074449.jpg?itok=Kw3giKVg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Bacino Ilısu</figcaption></figure>
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<p>In sintesi, la scarsità idrica è amplificata da una struttura infrastrutturale assertiva a monte e da un clima sempre più severo. Le conseguenze per Siria e Iraq non sono solo contestazioni geopolitiche: diventano emergenze sanitarie e sociali.</p>



<p>Nei <strong>territori sotto controllo del SDF </strong>nella Siria nordorientale, la <strong>gestione del Tishrin Dam </strong>è diventata un epicentro simbolico del conflitto idrico-politico. Tra dicembre 2024 e l’inizio del 2025, i bombardamenti turchi hanno reso l’impianto inoperabile, privando circa 413.000 persone nelle <strong>zone di Manbij e Kobani </strong>di acqua potabile ed energia elettrica. A gennaio 2025 una serie di proteste civili contro le operazioni turche sul Tishrin Dam ha provocato 25 vittime e oltre 200 feriti, inclusi operatori sanitari e paramedici, con la distruzione di ambulanze. Questi attacchi mirati a infrastrutture idriche e ospedaliere hanno aggravato lo stress sanitario in aree già fragili.</p>



<p><strong>Bassora </strong>è ormai un caso paradigmatico della “<strong>crisi idrica sanitaria</strong>”. Nel 2025, l’intrusione salina è così avanzata che le specie acquatiche d’acqua dolce si riducono drasticamente: stime locali parlano della perdita di 26–30 specie ittiche nella regione. L’area ha già perso oltre 2.000 apiari, e la <strong>produzione di miele</strong> è precipitata da valori storici di 30 tonnellate annue a circa 6 tonnellate nel 2025. Nel 2018 almeno 118.000 persone furono ricoverate a Bassora per <strong>sintomi gastrointestinali dovuti a acque contaminate</strong>. Quel modello si ripete oggi su scala più ampia. Nel 2025 le <strong>stazioni di desalinizzazione</strong> come quella di Abul Khaseeb operano con capacità limitata: producono 72.000 m³/giorno di acqua trattata, coprendo solo la metà della domanda locale.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://img.oedigital.com/images/maritime/w800/cld/202509/the_water_crisis_in_iraq_has_affected_the_b_0.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Produzione miele a Bassora</figcaption></figure>
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<p>La scarsità idrica impatta direttamente la salute: <strong>l’uso forzato di acqua non adeguatamente trattata </strong>aumenta il rischio di diarree, epatiti, parassitosi e altre malattie idrotrasmesse. A ciò si aggiunge l’aumento del particolato (PM₂,₅) dovuto alla desertificazione: in estate, nel centro-sud dell’Iraq, i valori hanno raggiunto i 190 µg/m³, aggravando le patologie respiratorie.</p>



<p><strong>Il colpo all’agricoltura è violento</strong>. Nel Sud iracheno l’irrigazione è stata ridotta, costringendo molte aziende ad abbandonare i seminativi. In <strong>Dhi Qar </strong>migliaia di famiglie sono state sfollate dalla contrazione delle paludi mesopotamiche. Gli <strong>allevamenti di bufali</strong> hanno registrato perdite drastiche: alcuni allevatori sono passati da 120 capi a 50, a causa della scarsità di pascoli e acqua. In Siria, la crisi agricola si intreccia con la <strong>crisi umanitaria</strong>: nel 2025 oltre 14,5 milioni di persone risultano insicure dal punto di vista alimentare, 9,1 milioni in crisi acuta e 5,4 milioni a rischio di fame severa. Le rese cerealicole si sono ridotte del 40% rispetto all’anno precedente.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://cdn.964media.com/0b2cf028-8519-4be6-a5f4-c88bdccde100/large" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Dhi Qar</figcaption></figure>
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<p>L’acqua, quando scarseggia, diventa un vettore di rischio. Il calo di portata riduce la <strong>capacità diluitiva dei fiumi</strong>, permettendo concentrazione microbica e chimica. Le reti idriche in Siria e Iraq, spesso obsolete e con perdite diffuse, non riescono a garantire clorazione efficace; questo rende più probabili i <strong>focolai di colera</strong> e altre infezioni. Nel 2022 la Siria ha vissuto la riemersione del colera, che si è ripresentato in cluster anche nel 2023 e 2024, legati alla contaminazione dell’Eufrate. In Iraq nel 2024 si sono registrati oltre 1.200 casi confermati, con diversi decessi. La scarsità d’acqua spinge le comunità a ricorrere a <strong>pozzi superficiali </strong>e a <strong>fonti contaminate</strong>, aumentando la probabilità di trasmissione oro-fecale. Bambini e anziani sono i più vulnerabili, con ricoveri per disidratazione e diarrea acuta. L’igiene personale viene compromessa, con effetti anche su malattie cutanee e infettive.</p>



<p>La relazione asimmetrica fra Turchia (a monte) e Siria/Iraq (a valle) è ormai incontrovertibile. Nel 2025, Baghdad ha accusato Ankara di aver promesso flussi di 400 m³/s per i mesi estivi, ma di averne ricevuti solo circa 120 m³/s. Il <strong>sistema degli accordi bilaterali degli anni Ottanta</strong> non è sufficiente: mancano clausole di trasparenza e salvaguardie sanitarie. Le dighe turche sono presentate come strumenti di regolazione e prevenzione, ma per le comunità a valle ogni metro cubo trattenuto può significare carestia e malattie. Le vie possibili includono accordi vincolanti su flussi minimi destinati alla potabilizzazione, trasparenza sui dati in tempo reale, <strong>corridoi idrici umanitari</strong> in periodi critici, investimenti in reti resilienti e sorveglianza epidemiologica integrata.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://media.shafaq.com/media/arcella/1744211430832.jpg" alt=""/><figcaption class="wp-element-caption">Tishrin Dam</figcaption></figure>
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<p>Integrare i dati aggiornati al 2025 rafforza la tesi: non siamo di fronte a una semplice crisi idrica, ma a una crisi sanitaria strutturale che oscilla tra scarsità, conflitto e vulnerabilità. In Siria, gli attacchi alle infrastrutture idriche e le proteste attorno al Tishrin Dam mostrano come l’acqua sia diventata arma e obiettivo. In Iraq, la caduta delle riserve a livelli record, la salinizzazione crescente, la perdita di biodiversità e le epidemie idrotrasmesse illustrano il costo umano di un disegno idrico concentrato a monte.</p>



<p>Il 2025 non è un anno isolato: è l’anticipazione di futuri scenari in cui il clima peggiora e l’uso unilaterale delle acque diventa insostenibile per chi vive a valle. Se la salute non diventa un asse vincolante nei patti diplomatici e idrici della regione, la “geopolitica dell’acqua” continuerà a tradursi in una crisi silenziosa che riempie gli ospedali, desertifica i campi e costringe le famiglie a migrare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/turchia-iraq-e-siria-le-acque-contese-del-tigri-ed-eufrate-la-salute-al-centro-del-conflitto.html">Turchia, Iraq e Siria, le Acque contese del Tigri ed Eufrate: la salute al centro del conflitto</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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