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	<title>Doel Archives - InsideOver</title>
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		<title>Belgio, torna l&#8217;incubo nucleare:  incidente nella centrale a rischio</title>
		<link>https://it.insideover.com/ambiente/paura-in-belgio-un-incidente-nella-centrale-nucleare-a-rischio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 May 2018 14:57:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[centrali nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Doel]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-1024x696.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il tema della sicurezza delle centrali nucleari in Belgio torna al centro delle cronache dopo la notizia, diffusa nelle scorse settimane, di una perdita di liquido nel reattore 1 della centrale di Doel, al confine con i Paesi Bassi. Si tratta di una centrale la cui sicurezza è già stata messa in dubbio da diversi &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/paura-in-belgio-un-incidente-nella-centrale-nucleare-a-rischio.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/paura-in-belgio-un-incidente-nella-centrale-nucleare-a-rischio.html">Belgio, torna l&#8217;incubo nucleare:  incidente nella centrale a rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1304" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-1024x696.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il tema della sicurezza delle centrali nucleari in <strong>Belgio</strong> torna al centro delle cronache dopo la notizia, diffusa nelle scorse settimane, di una perdita di liquido nel reattore 1 della centrale di <strong>Doel</strong>, al confine con i Paesi Bassi. Si tratta di una centrale la cui sicurezza è già stata messa in dubbio da diversi autorevoli esperti, <a style="color: #0000ff;text-decoration: underline" href="http://www.occhidellaguerra.it/belgio-rischia-unaltra-fukushima" target="_blank">come dimostrato per tempo da<em> Gli Occhi della Guerra</em> </a>.</p>
<style>.embed-container{position:relative;padding-bottom:56.25%;height:0;overflow:hidden;max-width:100%}.embed-container iframe,.embed-container object,.embed-container embed{position:absolute;top:0;left:0;width:100%;height:100%}</style><div class="embed-container"><iframe src="https://www.youtube.com/embed/n7rH5mlY6yI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Lo scorso 23 aprile alle 6 del mattino nell&#8217;impianto nucleare che sorge sulle rive del fiume Schelda è stata registrata una perdita di acqua in corrispondenza della saldatura di un condotto in uno dei sistemi di raffreddamento del reattore. Si tratta di un meccanismo deputato al pompaggio di acqua addizionale in caso di emergenza. Il reattore è stato subito spento e lasciato raffreddare ma ci sono voluti diversi giorni prima di poter identificare il problema. L&#8217;Agenzia federale belga per il controllo dell’energia nucleare (Fanc, ndr) ha fatto sapere che sono fuoriusciti circa 6mila litri ma che il liquido non è giunto all&#8217;esterno della struttura e che nessuno è rimasto ferito. L&#8217;incidente è stato classificato con il grado più basso nella scala di pericolosità INES (International Nuclear Event Scale) ma il capo della Fanc Frank Hardeman<a href="http://www.brusselstimes.com/belgium/11276/knowing-the-exact-cause-of-the-doel-1-leak-may-take-months-federal-agency-say" target="_blank"> ha comunque parlato di un evento &#8220;eccezionale e anormale&#8221; </a>.</p>
<p>Per poter procedere alla sostituzione del pezzo danneggiato occorre svuotare il reattore del combustibile nucleare e potrebbero volerci dei mesi prima di conoscere la esatta causa della perdita. Ad ogni modo è sicuro che il reattore &#8211; che fa parte della più antica centrale nucleare belga, il cui spegnimento è previsto per il 2025 &#8211; rimarrà inattivo almeno fino al 1 ottobre.</p>
<p>La preoccupazione degli olandesi</p>
<p>L&#8217;incidente<a href="https://www.gva.be/cnt/dmf20180502_03492859/nederlandse-grensgemeente-trekt-aan-de-alarmbel-wij-zijn-bang-na-nieuw-doel-incident" target="_blank"> ha suscitato proteste e preoccupazioni </a>fra le popolazioni dei villaggi circostanti la centrale di Doel, soprattutto nei Paesi Bassi . Parlando con la testata belga <em>Gazet Van Antwerpen</em>, Eric De Regt, consigliere nella municipalità olandese di Roosendaal, a pochi chilometri da Doel, esprime tutta la propria preoccupazione: &#8220;Siamo abituati a ricevere rapporti regolari sui problemi tecnici a Doel ma finora ad ora non era mai successo nulla nella parte nucleare del reattore. La scorsa settimana invece questo è successo e la gente è spaventata, nonostante tutti i rapporti in cui ci è stato assicurato che la salute pubblica non è mai stata in pericolo&#8221;. De Regt ha inoltre anticipato che diversi amministratori locali dei Paesi Bassi si stanno muovendo in modo coordinato per mettere pressione alle autorità belghe affinché i reattori di Doel vengano spenti prima del termine previsto per il 2025.</p>
<figure id="attachment_49967" aria-describedby="caption-attachment-49967" style="width: 4724px" class="wp-caption alignnone"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" class="wp-image-49967 size-full" src="http://www.occhidellaguerra.it/wp-content/uploads/2018/05/doel.BW_.038.jpg" alt="Foto di Ivo Saglietti" width="4724" height="3188" /><figcaption id="caption-attachment-49967" class="wp-caption-text">Foto di Ivo Saglietti</figcaption></figure>
<p>Le proteste, però, non sono state registrate solamente nei Paesi Bassi: anche in Belgio. Alcuni deputati della sottocommissione per il Nucleare hanno criticato la Fanc, accusata di aver comunicato i problemi tecnici alla centrale solo in risposta alla pressione dei media, <a href="https://www.rtbf.be/info/belgique/detail_l-afcn-critiquee-pour-sa-communication-tardive-apres-la-fuite-a-doel-1?id=9913948" target="_blank">senza informare la cittadinanza con la dovuta tempestività </a>.</p>

<p>Una criticità simile, peraltro, era stata riscontrata nel corso di un incidente di gravità minima alle pompe di sicurezza del reattore 2 della centrale nucleare di Tihange, al confine con la Germania, avvenuto lo scorso 25 aprile e <a href="https://afcn.be/fr/actualites/evenement-classe-au-niveau-ines-1-tihange-2" target="_blank">comunicato sul sito della Fanc solamente il 7 del mese successivo</a>.</p>
<p>I problemi ai recipienti in pressione</p>
<p>Gli incidenti avvenuti a fine aprile a Doel e a Tihange, però, paiono ben poca cosa se confrontati con le criticità riscontrate da diversi esperti nei recipienti in pressione del reattore 3 alla centrale di Doel e del reattore 2 in quella di Tihange. Secondo professor Walter Bogaerts, docente di ingegneria dei materiali e di ingegneria nucleare nella prestigiosa università di Lovanio, questi reattori andrebbero chiusi immediatamente a causa del continuo aumentare, in numero e in dimensione, delle tante crepe nelle pareti d&#8217;acciaio dei recipienti presi in esame. Crepe che, nella visione di Bogaerts, sono spiegabili unicamente con il proseguimento delle attività dei reattori.</p>
<p>Per mesi tanto le autorità olandesi che quelle tedesche hanno avvertito le popolazioni delle zone al confine con il Belgio di tenersi pronte per un&#8217;eventuale incidente nucleari di proporzioni importanti, avviando programmi di prevenzione per contenere i danni collaterali e distribuendo gratuitamente pillole di iodio.</p>

<p>La situazione resta molto critica soprattutto per quanto riguarda la centrale di Doel, che come è noto sorge a brevissima distanza dal gigantesco porto di Anversa e dai suoi impianti chimici e petroliferi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/paura-in-belgio-un-incidente-nella-centrale-nucleare-a-rischio.html">Belgio, torna l&#8217;incubo nucleare:  incidente nella centrale a rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>L&#8217;Europa rischia un&#8217;altra Fukushima</title>
		<link>https://it.insideover.com/reportage/ambiente/belgio-contaminato/belgio-rischia-unaltra-fukushima.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2017 08:18:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Doel]]></category>
		<category><![CDATA[Nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Da Doel (Belgio). Cosa ha spinto il Comune di Aquisgrana, nella Germania occidentale, a distribuire gratuitamente pillole di iodio in tutta la regione? Da settembre le autorità della città tedesca hanno avviato un programma di prevenzione della durata di due mesi per contenere i danni collaterali “in caso di grave incidente nucleare”. Una mossa analoga &#8230; <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/belgio-contaminato/belgio-rischia-unaltra-fukushima.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/reportage/ambiente/belgio-contaminato/belgio-rischia-unaltra-fukushima.html">L&#8217;Europa rischia un&#8217;altra Fukushima</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="960" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi-300x150.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi-768x384.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel_apertura_occhi-1024x512.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><strong>Da Doel (Belgio).</strong></p>
<p>Cosa ha spinto il Comune di Aquisgrana, nella Germania occidentale, a distribuire gratuitamente pillole di iodio in tutta la regione? Da settembre le autorità della città tedesca hanno avviato un programma di prevenzione della durata di due mesi per contenere i danni collaterali “in caso di grave incidente nucleare”.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-202598 img-fluid" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.009-1-1024x820.jpg" alt="" width="1024" height="820" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.009-1-1024x820.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.009-1-300x240.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.009-1-768x615.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.009-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><br />
Una mossa analoga a quella dei Paesi Bassi, che nelle stesse settimane hanno iniziato a distribuire pillole di iodio – principale difesa per l’organismo e in particolare per la tiroide contro le radiazioni – a tre milioni di cittadini.<br />
A scatenare le preoccupazioni di tedeschi e olandesi le due centrali nucleari di Doel e Tihange, in territorio belga ma molto vicine ai confini. Due centrali nucleari risalenti agli anni Settanta che da qualche tempo destano più di una preoccupazione. Non è un caso, infatti, che la decisione di Aquisgrana e L’Aia segua di pochi mesi la pubblicazione di indagini e studi scientifici che gettano una luce inquietanti sulle condizioni di sicurezza dei due impianti belgi.</p>
<h2>Le denunce della comunità scientifica</h2>
<p>Da anni la comunità scientifica internazionale si interroga sulle ragioni della presenza di alcune crepe nelle pareti metalliche, spesse 20 centimetri, dei recipienti in pressione del reattore 3 alla centrale di Doel e del reattore 2 in quella di Tihange. Fra gli altri, uno studio di due professori della celebre università di Lovanio, René Boonen e Jan Peirs, ha messo in luce come le spiegazioni ufficiali fornite dall’Agenzia federale belga per il controllo dell’energia nucleare (Fanc d’ora in poi, ndr) per giustificare la crescita di queste crepe in numero e dimensione non siano sostenibili da un punto di vista scientifico.</p>
<blockquote><p>I recipienti dei reattori sono crepati: le fratture continuano a espandersi e rischiano di provocare una catastrofe naturale</p></blockquote>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-202599 img-fluid" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-1-1024x696.jpg" alt="" width="1024" height="696" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-1-1024x696.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-1-300x204.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-1-768x522.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.020-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Contattati da Gli Occhi della Guerra per ottenere spiegazioni, però, i due accademici si sono rifiutati di rispondere, trincerandosi dietro il silenzio stampa per “generare un clima di buona volontà”. Eppure il tema è cruciale, specialmente in un Paese in cui il nucleare garantisce ben il 60% dell’approvvigionamento energetico totale.<br />
Forse non è un caso che a fine settembre il rettore di Lovanio Luc Sels, dalle colonne dell’importante quotidiano Standaard, avesse lanciato un appello agli accademici perché “smettano di fare grandi dichiarazioni” attraverso la stampa.</p>
<p>Il riferimento, con ogni probabilità, è ad interventi come quello – pubblicato pochi giorni prima sullo stesso giornale – con cui il professor Walter Bogaerts, docente di ingegneria dei materiali e di ingegneria nucleare nel medesimo ateneo, chiedeva la chiusura immediata dei due reattori in questione basandosi, fra l’altro, proprio sulle ricerche di Boonen e Peirs.</p>
<p>A differenza dei giovani colleghi, però, Bogaerts non rifiuta di farsi intervistare. E anzi ribadisce, argomentandole ulteriormente, le proprie tesi.</p>
<h2>Le crepe</h2>
<p>Le crepe all’interno dei recipienti in pressione vennero notate per la prima volta nel 2012 ma dopo alcune ispezioni ai reattori fu concessa l’autorizzazione per continuare l’attività.<br />
Da subito vennero identificate come hydrogen flakes, fratture nel materiale metallico naturalmente dovute a processi chimici di trasformazione dell’idrogeno. “La dimensione normale delle hydrogen flakes è quella di un’unghia, mezzo centimetro per un centimetro – spiega il professor Bogaerts – Ma nel 2012 ne furono trovate alcune grandi anche quattro centimetri. E nuove ispezioni effettuate nel 2014 iniziarono a rilevare una crescita di queste fratture, sia in numero che in dimensione.”</p>
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<p>In effetti il secondo round di ispezioni fece registrare la bellezza di 13047 crepe a Doel e 3149 a Tihange: un aumento a doppia cifra, in percentuale, rispetto a due anni prima. Non solo. Le crepe più grandi – che per fortuna corrono parallele e non perpendicolarmente alle pareti – nel 2014 non erano più di quattro centimetri ma addirittura di nove.<br />
Dopo ulteriori esami svolti nell’ultimo anno, la Fanc ha annunciato sul proprio sito ufficiale che “non vi erano evoluzioni” nella situazione delle hydrogen flakes. “Grazie all’intervento di Greenpeace Belgium, però – spiega Bogaerts – la Fanc ha dovuto pubblicare un rapporto commissionato all’agenzia francese Areva secondo cui anche rispetto al 2014 sono state trovate nuove fatture e che altre si sono ingrandite.”</p>
<p>Secondo Bogaerts – che in questo contesta la versione ufficiale fornita dalle autorità belghe, che a più riprese hanno sostenuto che si trattasse di crepe già esistenti e non rilevate nelle precedenti ispezioni – un tale aumento può essere spiegato “solo con una crescita delle crepe durante le operazioni”. Una teoria resa ancora più inquietante dal fatto che, dopo ogni ispezione, i reattori hanno sempre ottenuto l’autorizzazione a lavorare.</p>
<p><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-202600 img-fluid" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.019-1-1024x693.jpg" alt="" width="1024" height="693" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.019-1-1024x693.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.019-1-300x203.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.019-1-768x520.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/12/doel.BW_.019-1.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Contattata dagli Occhi della Guerra, la Fanc non ha fornito alcuna risposta e alcun chiarimento. Eppure si tratta di una questione assai delicata, giacché se le crepe dovessero collegarsi in modo massiccio si potrebbe verificarsi una fuoriuscita del materiale contenuto all’interno del reattore, con conseguenze inimmaginabili. La centrale di Doel, in particolare, sorge alla periferia della città di Anversa, al centro di un’area metropolitana che conta centinaia di migliaia di abitanti.<br />
A pochi chilometri dai reattori, come non bastasse, si estende l’enorme porto della città fiamminga, con raffinerie ed industrie petrolchimiche fra le maggiori d’Europa concentrate attorno alla centrale.<br />
Centrale che, secondo i gruppi ecologisti e secondo una percentuale crescente di scienziati, rappresenta una vera e propria pentola bomba a orologeria nel cuore dell’Europa. Che preoccupa olandesi e tedeschi ma anche un numero sempre maggiore di belgi.</p>
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