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	<title>ciclone tropicale Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il ciclone Idai, i cambiamenti climatici e il divario tra Nord e Sud</title>
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		<dc:creator><![CDATA[io-admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 15:04:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ciclone tropicale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ciclone tropicale&#160;Idai, che lo scorso 14 marzo si è abbattuto sulla città di Beira, in Mozambico e che ha portato forti&#160;piogge fino al 20 marzo, è stato uno dei più violenti mai registrati nell&#8217;emisfero sud. L&#8217;uragano ha devastato&#160;Mozambico, Zimbabwe e Malawi, e il bilancio è di centinaia, se non migliaia di vittime, con oltre &#8230; <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-ciclone-idai-i-cambiamenti-climatici-e-il-divario-tra-nord-e-sud.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/ambiente/il-ciclone-idai-i-cambiamenti-climatici-e-il-divario-tra-nord-e-sud.html">Il ciclone Idai, i cambiamenti climatici e il divario tra Nord e Sud</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/LP_9443889-1024x683.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p>Il ciclone tropicale&nbsp;<strong>Idai</strong>, che lo scorso 14 marzo si è abbattuto sulla città di Beira, in Mozambico e che ha portato forti&nbsp;piogge fino al 20 marzo, è stato uno dei più violenti mai registrati nell&#8217;emisfero sud. L&#8217;uragano ha devastato&nbsp;<strong>Mozambico</strong>, Zimbabwe e Malawi, e il bilancio è di centinaia, se non migliaia di vittime, con oltre 3 milioni di persone coinvolte. I&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.actionaid.org.uk/blog/news/2019/03/27/cyclone-idai-latest-facts-and-information" target="_blank" rel="noopener">venti forti e le alluvioni estese</a></span></span>&nbsp;hanno distrutto strade, ponti, dighe, case, scuole e strutture sanitarie, e hanno inoltre sommerso ampie zone di terreni agricoli. Il Presidente del Mozambico, Filipe Nyusi, teme&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.bbc.co.uk/news/world-africa-47609676" target="_blank" rel="noopener">un bilancio di 1000</a></span></span>&nbsp;vittime solo nel suo Paese. Il 90% di Beira, in Mozambico, una città che conta oltre 500mila abitanti, è stato distrutto dalle inondazioni.</p>
<p>Che relazione esiste tra il cambiamento climatico e il ciclone Idai?&nbsp;<strong>Mami Mizutori</strong>, Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio da Disastri,&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://reliefweb.int/report/mozambique/cyclone-idai-highlights-urgent-need-ensure-resilience-infrastructure-extreme" target="_blank" rel="noopener">ha affermato</a></span></span>&nbsp;che &#8220;il ciclone Idai è una chiara dimostrazione di come numerose città e paesi sotto il livello delle acque siano esposte e vulnerabili all&#8217;innalzamento del livello del mare, dal momento che l&#8217;impatto dei cambiamenti climatici continua a influire sui normali fenomeni atmosferici e a rendere estremi gli eventi meteorologici&#8221;.</p>
<p>Sebbene la relazione tra il ciclone Idai e i cambiamenti climatici rimane poco chiara, questi hanno senza dubbio contribuito alla devastazione provocata dall&#8217;uragano. Esistono&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://grist.org/article/cyclone-idai-lays-bare-the-fundamental-injustice-of-climate-change/" target="_blank" rel="noopener">tre ragioni</a></span></span>&nbsp;per cui è possibile affermare che i cambiamenti climatici abbiano aggravato gli effetti di Idai. In primo luogo, un&#8217;atmosfera più calda trattiene più vapore acqueo, e questo rende più intense le piogge: Idai ha infatti prodotto quasi la quantità di pioggia di un anno in soli pochi giorni, vale a dire&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.telegraph.co.uk/news/2019/03/22/cyclone-idai-climate-change-key-questions/" target="_blank" rel="noopener">oltre mezzo metro di acqua</a></span></span>&nbsp;in alcune parti della regione. In secondo luogo, negli ultimi anni l&#8217;area in questione è stata colpita da una terribile siccità, in linea con le previsioni climatiche relative a tutta la zona. La terra indurita non è riuscita ad assorbire rapidamente la quantità di acqua, e questo ha innalzato il&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.telegraph.co.uk/news/2019/03/22/cyclone-idai-climate-change-key-questions/" target="_blank" rel="noopener">rischio di inondazioni improvvise</a></span></span>. In terzo luogo, il livello del mare è di circa trenta centimetri più alto rispetto a un secolo fa, fattore che aggrava le conseguenze delle inondazioni costiere.</p>
<p>Le aree più povere del mondo subiscono già gli effetti dei&nbsp;<strong>cambiamenti climatici</strong>. Non si deve parlare del cambiamento climatico in un&#8217;ottica di ipotesi futura: è, infatti, già in atto e interessa, in modo del tutto sproporzionato, i Paesi meno responsabili di questo fenomeno. Solitamente, le zone più ricche del mondo si trovano&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://agupubs.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1029/2018GL078430" target="_blank" rel="noopener">lontane dai tropici</a></span></span>, mentre molte persone dei Paesi più poveri vivono vicino all&#8217;equatore: a giovare di un clima temperato, quindi, sono le zone più benestanti. Inoltre, a differenza dei Paesi a basso reddito, i Paesi più ricchi sono maggiormente preparati ad affrontare gli eventi climatici.</p>
<p>Eppure, i Paesi più ricchi non si stanno impegnando a sufficienza. Il Green Climate Fund, un programma lanciato dalle Nazioni Unite nel 2009 con l&#8217;obiettivo di raccogliere, entro il 2020, una parte significativa di un fondo di 100 miliardi di dollari all&#8217;anno per mettere in atto misure di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici nei Paesi poveri, fino ad adesso ha ricevuto soltanto&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.wsj.com/articles/cyclone-shows-climate-changes-deadly-impact-on-poor-urbanizing-nations-11553025619" target="_blank" rel="noopener">promesse per un valore di 10,3 miliardi di dollari</a></span></span>. Questa situazione è chiaramente ingiusta, soprattutto se si pensa che l&#8217;Africa è il Paese che meno contribuisce al riscaldamento globale sia in termini assoluti, sia in termini di pro capite. Paragonata ai principali inquinatori globali Cina, Stati Uniti e Unione Europea, che producono rispettivamente il 23%, 19%, e 13% delle emissioni globali,&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.brookings.edu/wp-content/uploads/2016/08/global_20160818_cop21_africa.pdf" target="_blank" rel="noopener">l&#8217;Africa è responsabile per il 3,8%</a></span></span>&nbsp;delle emissioni di gas serra a livello mondiale. Eppure, nonostante le basse emissioni, l&#8217;Africa è il continente più vulnerabile ai cambiamenti climatici.</p>
<p>L&#8217;area colpita sta affrontando il terribile periodo post-ciclone. Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp) ha assegnato al Mozambico il&nbsp;<strong>livello di emergenza 3</strong>, alla pari con le emergenze in Siria, Yemen e Sudan del Sud. Il colera, che di solito si diffonde attraverso le acque contaminate, sta diventando una fonte di grande preoccupazione. In Mozambico, sono stati riportati almeno&nbsp;<span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #0000ff;"><a style="color: #0000ff; text-decoration: underline;" href="https://www.aljazeera.com/news/2019/04/cyclone-idai-number-cholera-cases-surges-mozambique-190402162730499.html" target="_blank" rel="noopener">1428 casi di persone infettate</a></span></span>.</p>
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