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	<title>Chikungunya Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 27 Jan 2026 18:56:12 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Chikungunya Archives - InsideOver</title>
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		<title>Cicloni, canicola e nuovi virus: la doppia crisi climatico-salute</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/cicloni-canicola-e-nuovi-virus-la-doppia-crisi-climatico-salute.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Salvatore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2025 13:56:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[Chikungunya]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1635933370-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1635933370-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1635933370-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1635933370-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="612" height="408" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1635933370-612x612-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1635933370-612x612-1.jpg 612w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1635933370-612x612-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/09/istockphoto-1635933370-612x612-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 612px) 100vw, 612px" /></p>
<p>L’<strong>estate del 2025</strong> ha messo l’<strong>Europa </strong>davanti a una realtà che da tempo la comunità scientifica paventa: il <strong>cambiamento climatico</strong> non è soltanto un fenomeno ambientale, ma un moltiplicatore di rischi sanitari capace di trasformare il funzionamento delle società. Le ondate di calore, sempre più frequenti e intense, hanno coinciso con la diffusione di <strong>nuove malattie infettive</strong> e con l’aumento di eventi meteorologici estremi come tempeste e alluvioni. È un mosaico di emergenze che, intrecciandosi, segnalano l’arrivo di una nuova fase storica in cui salute e clima non possono più essere trattati separatamente.</p>



<p><a href="https://climate.copernicus.eu/copernicus-third-warmest-june-globally-heatwaves-europe-amid-temperature-extremes-across-both">Secondo il programma Copernicus</a>, <strong>giugno 2025</strong> è stato il mese più caldo mai registrato nell’Europa occidentale, con anomalie termiche fino a +3 °C rispetto alla media 1991-2020. In Spagna, l’AEMET ha certificato un’estate record con 24,2 °C di media e picchi fino a 45,8 °C a Córdoba e Siviglia. In Italia, il Ministero della Salute ha diramato bollini rossi per rischio sanitario in 23 città contemporaneamente, un numero mai visto prima, mentre nel Sud la colonnina ha superato i 42 °C a Taranto e Catania. In Francia, Parigi ha vissuto dieci giorni consecutivi sopra i 37 °C, causando un’impennata nei ricoveri per colpi di calore e scompensi cardiaci. <strong>La conseguenza sanitaria è stata pesante</strong>: uno studio condotto dal consorzio europeo MCC (Multi-Country Multi-City) e pubblicato su Nature Communications ha stimato circa 16.500 decessi in eccesso in 854 città del continente, con due morti su tre attribuibili al riscaldamento di origine antropica. È un bilancio che si aggiunge al dato già allarmante del 2024, quando l’ISGlobal aveva quantificato oltre 62.700 morti da caldo in Europa, mostrando come la curva della mortalità non accenni a calare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://climate.copernicus.eu/sites/default/files/styles/image_dropdown/public/2025-07/C3S_PR_202506_Fig1_surface_temperature_anomaly_europe.png.jpg?itok=v79q0iJG" alt=""/></figure>



<p>Le ripercussioni non si sono fermate ai numeri della mortalità. <strong>Gli ospedali hanno affrontato una pressione straordinaria</strong>. A Milano il Policlinico ha registrato un aumento del 25% degli accessi al pronto soccorso per patologie legate al caldo rispetto all’anno precedente. In Germania, il Charité di Berlino ha dovuto ampliare i reparti di emergenza con tende climatizzate per ospitare pazienti con colpi di calore. A Madrid, il 15 luglio, i servizi di emergenza hanno risposto a oltre 300 chiamate legate a disidratazioni gravi e svenimenti in un’unica giornata. I costi indiretti sono stati altrettanto significativi: secondo un rapporto WHO-WMO del 2025, le ore perse di lavoro in Europa meridionale a causa del caldo estremo hanno raggiunto il 5% della produttività totale nei settori agricolo ed edilizio, con rischi crescenti di incidenti e malattie professionali.</p>



<p>Quando le temperature hanno finalmente iniziato a calare, altre minacce hanno preso forma. I temporali violenti che hanno attraversato Italia, Slovenia e Croazia a fine luglio hanno provocato <strong>alluvioni lampo</strong> che hanno ucciso almeno 25 persone e sfollato migliaia di residenti. A Verona, una pioggia torrenziale di appena due ore ha trasformato le strade in fiumi, bloccando gli accessi all’ospedale di Borgo Trento e costringendo a dirottare i pazienti verso altre strutture. In Toscana, le frane seguite a precipitazioni intense hanno isolato intere comunità montane, interrompendo l’erogazione di farmaci e servizi di dialisi. Nel Mediterraneo, la <strong><a href="https://www.mercator-ocean.eu/bulletin/mid-year-highlights-2025-mediterranean-sea/">temperatura del mare</a> </strong>ha raggiunto valori mai registrati prima – fino a 30 °C nel Mar Ionio – alimentando il rischio di cicloni mediterranei, i cosiddetti <em><strong>medicanes</strong></em>. Uno studio apparso su Scientific Reports ha segnalato che questi cicloni, pur non aumentando in frequenza, stanno diventando più intensi e distruttivi, con effetti sanitari indiretti che includono traumi, contaminazioni idriche e interruzione dei sistemi di cura.</p>



<p>Parallelamente, un’altra crisi si stava sviluppando silenziosamente. A giugno 2025 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un aggiornamento epidemiologico sulla <em><strong><a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/zanzare-ma-anche-pesci-e-droni-contro-zanzare-la-cina-contro-lepidemia-di-febbre-chikungunya.html">chikungunya</a></strong></em>, avvertendo che la malattia si sta diffondendo a nuove regioni a causa del cambiamento climatico e della globalizzazione. A luglio l’OMS ha diffuso linee guida cliniche aggiornate per arbovirosi come dengue, Zika e febbre gialla, sottolineando la necessità di rafforzare i sistemi sanitari. L’ECDC ha parlato apertamente di “new normal” per l’Europa, dove i casi di West Nile hanno toccato un nuovo record e la chikungunya è comparsa con focolai autoctoni in Italia e Francia. In Emilia-Romagna sono stati confermati 27 casi di trasmissione locale tra agosto e settembre, i primi numeri così alti dalla <a href="https://www.epicentro.iss.it/chikungunya/Italia2017">grande epidemia di Anzio del 2017</a>. In Provenza, le autorità francesi hanno notificato 11 casi autoctoni, legati alla presenza sempre più stabile della zanzara tigre. Le mappe aggiornate di luglio mostrano come <em><strong>Aedes albopictus </strong></em>abbia ormai colonizzato vaste aree della Germania meridionale, del Benelux e parte del Regno Unito, un’espansione resa possibile da inverni più miti e estati più lunghe.</p>



<p>Le dinamiche osservate quest’anno illustrano perfettamente come il clima funzioni da amplificatore dei rischi sanitari. Le ondate di calore aumentano direttamente la mortalità, ma anche indirettamente: <strong>l’aria stagnante intensifica l’inquinamento da ozono e particolato fine</strong>, aggravando malattie respiratorie e cardiovascolari. Le piogge torrenziali portano <strong>contaminazioni idriche</strong> e interruzioni dei servizi, aprendo la porta a <strong>infezioni gastrointestinali</strong>. L’acqua accumulata in contenitori e tombini dopo i temporali crea habitat perfetti per le zanzare, che trovano stagioni di trasmissione prolungate. E tutto ciò colpisce in modo diseguale: nelle grandi città, le cosiddette “<strong>isole di calore urbano</strong>” aumentano la temperatura di 5-7 gradi rispetto alle zone periferiche, concentrando i rischi nei quartieri più densi e vulnerabili.</p>


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<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://img.edilportale.com/News/j_83688_03.jpg" alt=""/></figure>
</div>


<p>Questa diseguaglianza interna riflette quella globale. Nei paesi a reddito alto, come Francia o Germania, i governi hanno potuto attivare piani nazionali contro il caldo con linee telefoniche di emergenza, stanze refrigerate pubbliche e campagne mirate agli anziani. Nei paesi a reddito medio-basso, come molte nazioni africane o asiatiche già colpite da <em>chikungunya</em> e dengue, la capacità di risposta resta limitata, aumentando il rischio che nuove epidemie si diffondano senza controllo. Non a caso, a maggio 2025 l’Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato il <em><strong>Pandemic Agreement</strong></em>, un trattato che mira a garantire accesso equo a vaccini, terapie e diagnostici nelle crisi future. È un passo importante, ma non risolutivo: la memoria del “<em>vaccine nationalism</em>” durante il Covid-19, quando i paesi ricchi accumulavano dosi mentre altri restavano senza, è ancora viva. Studi pubblicati nel <em>Journal of Global Health</em> hanno mostrato come quella strategia abbia ritardato di mesi la copertura vaccinale nei paesi a basso reddito, con costi economici e sanitari enormi.</p>



<p>In risposta a questa nuova fase, le soluzioni in discussione sono multilivello. I piani nazionali contro il caldo devono integrare soglie locali di allerta, protocolli rapidi per i pronto soccorso e misure di protezione specifica per i lavoratori esposti, come pause obbligatorie e orari flessibili. Le città sono chiamate a investire in <strong>adattamento urbano</strong>: tetti bianchi, alberature stradali, verde pensile e superfici riflettenti hanno dimostrato di ridurre le temperature e la domanda energetica, creando al contempo spazi vivibili. Sul fronte epidemiologico, servono reti transnazionali di sorveglianza che integrino monitoraggi di zanzare, metagenomica e dati clinici condivisi tra OMS ed ECDC. Gli ospedali devono essere ripensati come infrastrutture resilienti: capaci di resistere a ondate di calore, allagamenti e interruzioni energetiche, ma anche di ridurre la propria impronta carbonica per non contribuire al problema che li mette sotto pressione.</p>



<p>L’estate del 2025, con i suoi record di caldo, le sue vittime, le epidemie emergenti e i disastri naturali, ha offerto un’anteprima di quello che potrebbe diventare la norma in un mondo che si riscalda. È stata una dimostrazione plastica del fatto che la crisi climatica è anche una crisi di salute pubblica e che senza cooperazione globale i rischi tenderanno a moltiplicarsi, trascinando con sé disuguaglianze, chiusure nazionalistiche e tensioni geopolitiche. L’unica via per trasformare questa esperienza in una lezione e non in un preludio a crisi più gravi è investire oggi in <strong>sistemi sanitari resilienti</strong>, infrastrutture urbane adattate e governance internazionale capace di anticipare e non solo rincorrere le emergenze.</p>
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		<title>Come affrontare i virus trasmessi dalle zanzare: ecco il modello cinese</title>
		<link>https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/come-affrontare-i-virus-trasmessi-dalle-zanzare-ecco-il-modello-cinese.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2025 14:15:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Geopolitica della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Chikungunya]]></category>
		<category><![CDATA[virus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La risposta sanitaria — tecnologica, ambientale e sociale — messa in atto dalla Cina dà una lezione su come affrontare i virus.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/04/MNB_SRequestManager-6-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>La provincia cinese del <strong>Guangdong</strong> si trova ad affrontare una delle più estese epidemie di <strong><a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/zanzare-ma-anche-pesci-e-droni-contro-zanzare-la-cina-contro-lepidemia-di-febbre-chikungunya.html">febbre Chikungunya</a></strong> mai registrate nel Paese. Foshan e Guangzhou sono le città più colpite, ma la risposta sanitaria — tecnologica, ambientale e sociale — offre una lezione globale su come affrontare la diffusione di virus trasmessi da zanzare senza ricorrere solo ai pesticidi.</p>



<p>La febbre Chikungunya, trasmessa principalmente dalle zanzare Aedes, ha colpito nel 2025 oltre settemila persone nella provincia del Guangdong. Foshan ha segnalato 2.882 casi, mentre Guangzhou ne ha registrati 2.940. Tutti i casi confermati sono risultati lievi, senza complicazioni gravi né decessi. Un dato rassicurante, ma che non riduce l’urgenza di contenere il vettore.</p>



<p>In risposta all’emergenza, le autorità sanitarie hanno allestito <strong>53 centri medici specializzati e oltre 7.200 posti letto protetti da zanzariere</strong>, per isolare i pazienti e ridurre le occasioni di trasmissione. Allo stesso tempo, la popolazione è stata invitata a eliminare i ristagni d’acqua, utilizzare repellenti e indossare abiti protettivi. Le campagne informative hanno sottolineato un aspetto chiave: il virus non si trasmette da persona a persona, ma solo tramite puntura di zanzare infette.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il modello cinese</strong></h2>



<p>Uno degli approcci più interessanti adottati a Foshan è l’introduzione di <strong>oltre 5mila esemplari di Gambusia affinis, noti come “pesci mangialarve”</strong>. In grado di nutrirsi di centinaia di larve di zanzara al giorno, questi piccoli predatori stanno contribuendo a ridurre sensibilmente la densità delle popolazioni di vettori in aree di acqua stagnante.</p>



<p>Secondo le stime, l’effetto combinato dei pesci potrebbe abbattere fino al 60% delle larve in appena tre mesi, offrendo un’alternativa ecologica ed efficace all’uso di insetticidi, spesso nocivi per l’ecosistema urbano.</p>



<p>Foshan ha integrato anche <strong>strumenti high-tech</strong> nella sua strategia antizanzara.</p>



<p><strong>I droni vengono utilizzati per ispezionare tetti, cortili e aree difficilmente accessibili</strong>, dove possono formarsi piccole raccolte d’acqua, spesso invisibili da terra ma ideali per la deposizione delle uova. Questa mappatura aerea consente interventi di bonifica mirati e tempestivi, oltre a fornire dati utili per guidare le campagne di sensibilizzazione.</p>



<p>A Guangzhou, la sperimentazione ha raggiunto livelli da laboratorio all’aperto. Gli scienziati hanno rilasciato <strong>milioni di zanzare maschio sterilizzate con radiazioni e infettate con il batterio Wolbachia</strong>, che impedisce alle femmine di generare prole vitale. Il risultato è stato sorprendente: su due isole nel delta di Guangzhou, la popolazione di Aedes albopictus è crollata dell’83–94%, con settimane intere senza segnalazioni di zanzare.</p>



<p>Il metodo è efficace, sicuro per l’ambiente, e — secondo i ricercatori — economicamente sostenibile: il costo stimato è di circa 108 dollari per ettaro all’anno. Un impianto di produzione può generare fino a dieci milioni di esemplari a settimana, aprendo la strada a una diffusione su scala urbana.</p>



<p>In parallelo, la Cina sta portando avanti una politica di educazione civica e coinvolgimento della popolazione, rendendo i cittadini protagonisti della lotta alla zanzara.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Altrove le cose vanno peggio</h2>



<p>Mentre la Cina riesce a contenere l’impatto dell’epidemia, <strong>in altri Paesi — soprattutto nelle Americhe — la situazione è più grave</strong>, con casi fatali segnalati nel 2025. Per questo, l’OMS e i CDC americani raccomandano la vaccinazione contro la Chikungunya ai viaggiatori diretti nelle aree colpite. Le raccomandazioni sono particolarmente stringenti per donne in gravidanza e neonati, considerati a maggiore rischio di complicanze.</p>



<p>L’esperienza di Foshan e Guangzhou dimostra che la lotta contro le malattie trasmesse da zanzare non può più essere affidata solo agli insetticidi. Servono scienza, innovazione, cooperazione e una forte comunicazione con la cittadinanza. La Cina, spesso al centro dell’attenzione per ragioni sanitarie, questa volta si propone come esempio positivo: un laboratorio a cielo aperto su come affrontare — e possibilmente prevenire — le epidemie del nostro tempo.</p>
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