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	<title>canada Archives - InsideOver</title>
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	<title>canada Archives - InsideOver</title>
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		<title>Febbraio 1950, un B-36 Usa in avaria sgancia un&#8217;atomica disarmata: è il primo Broken Arrow</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/febbraio-1950-un-b-36-usa-in-avaria-sgancia-unatomica-disarmata-e-il-primo-broken-arrow.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Bartoccini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 04:16:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Armi nucleari]]></category>
		<category><![CDATA[Bombardiere]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra fredda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="607" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg-600x405.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg-300x202.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg-768x518.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Un B-36 americano in avaria fu costretto a sganciare in mare un'atomica disarmata. Cinque membri dell'equipaggio scomparvero e le ricerche... </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/febbraio-1950-un-b-36-usa-in-avaria-sgancia-unatomica-disarmata-e-il-primo-broken-arrow.html">Febbraio 1950, un B-36 Usa in avaria sgancia un&#8217;atomica disarmata: è il primo Broken Arrow</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="900" height="607" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg.webp 900w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg-600x405.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg-300x202.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/usaf-convair-b-36d-090821-f-1234s-101.jpg-768x518.webp 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Settantacinque anni fa, il primo incidente che provocò un codice &#8220;Broken Arrow&#8221; e la perdita di un&#8217;arma nucleare vide come protagonista un B-36<em> Peacemaker</em>, possente <strong>bombardiere strategico</strong> dalla livrea argentea che fu costretto a sganciare una <strong>bomba nucleare</strong> disarmata mentre si trovava al largo della costa canadese. Si trattò del primo incidente del genere, e per molto tempo rimase oggetto di s<strong>peculazione e congetture,</strong> dato che cinque membri dell&#8217;equipaggio non vennero mai ritrovati, e l&#8217;aereo e le tecnologie che trasportava, di cui non si trovò traccia per molti anni, avrebbero potuto rappresentare una seria minaccia se fossero caduti in mano ai sovietici, con cui gli americani combattevano già da diversi anni una guerra<em> fredda</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un incidente delicato in piena Guerra fredda</h2>



<p>Era una notte del febbraio 1950 quando il B-36 appartenente alla 7th Stormo bombardieri dello Strategic Air Command dovette spalancare i portelli del vano armamenti mentre era al largo della costa settentrionale della <strong>Columbia Britannica</strong>, e sganciare una bomba nucleare Mk. 4 che precipitò nell&#8217;Oceano Pacifico, provocando, al suo impatto con l&#8217;acqua, un fulmineo<strong> lampo luminoso</strong> seguito dall&#8217;onda d&#8217;urto. Poco dopo il bombardiere, che aveva riscontrato problemi tecnici ai motori e per questo aveva avviato questa <strong>delicata procedura</strong>, si schiantò su coordinate inizialmente sconosciute.</p>



<p>A quel tempo, le bombe a caduta libera statunitensi erano progettate per avere i loro nuclei fissili inseriti durante il volo, una salvaguardia che era ritenuta necessaria per queste armi strategiche di prima generazione. Solo con una decisione presidenziale un bombardiere sarebbe decollato con il nucleo fissile a bordo. Gli Stati Uniti avevano &#8220;<em>perso la loro prima arma nucleare</em>&#8220;, e quello fu solo il primo di almeno<strong> 32 incidenti nucleari </strong>noti come &#8220;<strong><a href="https://www.atomicarchive.com/almanac/broken-arrows/index.html">Broken Arrow</a></strong>&#8220;, ossia incidenti che comportano il lancio accidentale, l&#8217;accensione, la detonazione, il furto o la perdita di un&#8217;arma nucleare.</p>



<p>In quell&#8217;occasione, la detonazione fu causata dal materiale altamente esplosivo della bomba, con il nucleo fissile rimosso e sostituito con un nucleo di esercitazione in piombo dello stesso peso. Altrimenti, la bomba Mk.4 trasportata dal bombardiere dell&#8217;Usaf avrebbe sprigionato la potenza distruttiva di 31 kilotoni, circa il <strong>doppio</strong> della <strong>bomba sganciata su Hiroshima</strong>.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="564" height="859" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/feb-14-1950-map-from-the-vancouver-sun-speculating-on-the.jpg" alt="" class="wp-image-464263" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/feb-14-1950-map-from-the-vancouver-sun-speculating-on-the.jpg 564w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/feb-14-1950-map-from-the-vancouver-sun-speculating-on-the-197x300.jpg 197w" sizes="(max-width: 564px) 100vw, 564px" /></figure>
</div>


<p>La decisione di <strong>sganciare la bomba</strong> disarmata dopo aver incontrato gravi problemi meccanici nel corso di una missione di addestramento, venne presa dal capitano H. Barry, comandante dell&#8217;equipaggio del B-36 che ricevette l&#8217;ordine di abbandonare l&#8217;aereo, all&#8217;epoca il &#8220;<em>primo vero bombardiere intercontinentale degli Stati Uniti</em>&#8220;, che in quell&#8217;occasione stava <strong>simulando una missione </strong>di bombardamento su un bersaglio comparabile a un grande &#8220;centro abitato&#8221; dell&#8217;<strong>Unione Sovietica</strong> o della <strong>Repubblica Popolare Cinese</strong>. All&#8217;epoca la capacità nucleare degli Stati Uniti contava circa<strong> 235 bombe atomiche</strong>, mentre l&#8217;Unione Sovietica aveva sviluppato forse due sole <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-bomba-nucleare-sovietica-la-storia-adesso-si-ripete.html">armi nucleari</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il lancio e l&#8217;abbandono dell&#8217;aereo: le congetture</h2>



<p>I 13 uomini dell&#8217;equipaggio che era a bordo del bombardiere si lanciarono con il paracadute prima che fosse perduto il controllo, mentre volavano sopra Princess Royal Island. Di loro, cinque non verranno mai ritrovati, compreso l&#8217;ufficiale addetto agli armamenti nucleari. Senza alcuna conferma che tutti i membri si fossero lanciati con il paracadute, dal momento che era notte e il tempo cattivo impediva una buona visibilità, si diffusero<strong> alcune speculazioni</strong> secondo cui l&#8217;aereo e il suo carico fossero scomparsi, e nella peggiore delle ipotesi condotto in un luogo desolato dell&#8217;Alaska. Tuttavia, tutte le prove indicarono che l&#8217;equipaggio aveva portato a termine correttamente la procedura d&#8217;emergenza, innescando con successo la bomba per farla esplodere una volta <a href="https://www.twz.com/air/americas-first-broken-arrow-incident-happed-75-years-ago">sganciata</a>.  </p>



<p>Ci furono enormi sforzi delle squadre di salvataggio per <strong>recuperare l&#8217;equipaggio</strong> e le apparecchiature sensibili dell&#8217;aereo, che erano ovviamente protette dal segreto militare. Più di 40 aerei statunitensi e canadesi condussero le ricerche, ma non si trovò nessuna traccia del bombardiere, che si pensava fosse precipitato in mare. Mentre i <strong>cinque dispersi</strong>, forse ammarati nelle acque gelide tra le isole Gil e Princess Royal, sarebbero rimasti vittime delle condizioni atmosferiche estreme, in assenza di equipaggiamento adeguato: alcuni non erano dotati di tute e salvagente.</p>



<p>Il <strong>relitto </strong>del B-36 fu infine<strong> trovato nel 1953</strong> sul fianco del monte Kologet, a circa 250 chilometri a Nord del punto in cui l&#8217;equipaggio si era lanciato con il paracadute. Venne scoperto durante una ricerca di salvataggio della Royal Canadian Air Force che non aveva niente a che fare con l&#8217;incidente. Temendo che parte delle informazioni sensibili ancora contenute dal bombardiere potessero <strong>finire nelle mani dei sovietici</strong>, l&#8217;aeronautica militare statunitense inviò una squadra di recupero che inizialmente non riuscì a raggiungere il luogo dell&#8217;incidente. Furono inviate altre due missioni di <em>follow-up</em> e, infine, nel 1954, una piccola squadra di demolizione riuscì ad arrivare sul luogo dell&#8217;incidente per <strong>mettere in sicurezza </strong>e <strong>distruggere le parti classificate del bombardiere</strong>.</p>



<p>Sempre in Canada <strong>un&#8217;altra bomba nucleare</strong> americana Mk 4 fu sganciata nel 1950, dopo che un B-50 dello Strategic Air Command ebbe problemi al motore nei cieli del Quebec. In quel caso circa 100 libbre di uranio, utilizzato per il tamper della bomba, furono sparse nell&#8217;area circostante. Nessuno incidente di questo tipo si è più verificato dopo la fine della Guerra Fredda.</p>
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		<title>Perché è scoppiata una crisi diplomatica tra India e Canada</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/perche-e-scoppiata-una-crisi-diplomatica-tra-india-e-canada.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Chiapparino]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2023 12:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[canada]]></category>
		<category><![CDATA[India]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1531" height="862" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230921153824799_3c4c3ab5e82d3d4119b79b214abbf924.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230921153824799_3c4c3ab5e82d3d4119b79b214abbf924.jpg 1531w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230921153824799_3c4c3ab5e82d3d4119b79b214abbf924-600x338.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230921153824799_3c4c3ab5e82d3d4119b79b214abbf924-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230921153824799_3c4c3ab5e82d3d4119b79b214abbf924-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230921153824799_3c4c3ab5e82d3d4119b79b214abbf924-768x432.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2023/09/ilgiornale2_20230921153824799_3c4c3ab5e82d3d4119b79b214abbf924-334x188.jpg 334w" sizes="auto, (max-width: 1531px) 100vw, 1531px" /></p>
<p>La crisi in corso tra India e Canada rappresenta una sfida per il presidente Biden e l'alleanza occidentale</p>
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<p>Come prevedibile, la crisi nelle relazioni tra Canada ed India ha compiuto un salto di livello con la reciproca espulsione di diplomatici dalle rispettive ambasciate. Il gelo tra le due nazioni è calato quando a inizio settimana il premier canadese<strong> Justin Trudeau</strong> ha annunciato in parlamento che sono in corso delle indagini per chiarire se ci siano agenti di New Delhi dietro all’omicidio di Hardeep Singh Nijjar, un attivista di spicco della <strong>comunità Sikh</strong>, avvenuto a giugno a Vancouver.&nbsp;</p>



<p>Le accuse lanciate dal premier canadese sono state respinte con forza dal suo omologo indiano <strong>Narendra Modi </strong>e definite come “assurde”. Per gli analisti si tratta di una questione che covava sotto cenere da tempo e che affonda le sue origini nel trattamento della comunità separatista dei Sikh. Tale popolazione è in parte favorevole della creazione del Khalistan, uno Stato indipendente nel nord del Paese.  </p>



<p>I rapporti di questa comunità con il governo indiano si sono incrinati in maniera irreparabile a seguito dell’irruzione nel <strong>Tempio d’Oro ad Amritsar</strong>, il loro luogo più sacro, ordinata nel 1984 dall’allora primo ministro Indira Gandhi. Una decisione che segna la sua condanna a morte. L’omicidio politico viene eseguito da due guardie del corpo Sikh e&nbsp;provoca ritorsioni e violenze in tutto il Paese nelle quali muoiono migliaia di persone appartenenti alla minoranza. &nbsp;</p>



<p>La violenta risposta dello Stato, il&nbsp;sottosviluppo economico e il disagio sociale causato anche da un alto consumo di droga affligge quindi il <strong>Punjab</strong> dagli anni Ottanta e ha determinato un’emigrazione di massa in particolare verso il Regno Unito e il Canada. Prima dell’omicidio di Vancouver si erano già registrate, a Lahore in Pakistan e a Birmingham in Inghilterra, un altro paio di morti sospette di attivisti. Per questi episodi alcuni commentatori indiani hanno evocato la responsabilità di gang criminali interne alla diaspora.&nbsp;</p>



<p>La crisi tra i due Paesi membri del <em><strong>Commonwealth </strong></em>non è un fulmine a ciel sereno e si inserisce in un contesto di relazioni piuttosto tese. Nel 2020 Trudeau aveva criticato la repressione da parte del premier indiano delle proteste dei contadini innescate dalla proposta di riforma agricola. Durante il G20 svoltosi quest’anno a New Delhi Modi ha&nbsp;espresso preoccupazione per&nbsp;le “attività contro l’India di elementi estremisti in Canada”. Inoltre, di recente sono stati sospesi anche i negoziati per un accordo sul libero commercio.&nbsp;</p>



<p>La tensione in corso tra India e Canada ha delle rilevanti <strong>ripercussioni geopolitiche</strong>. Essa rappresenta infatti una sfida rischiosa per<strong> Joe Biden</strong> chiamato a muoversi su un terreno impervio in un momento in cui non può permettersi di creare frizioni con un alleato importante come Modi. In passato omicidi compiuti da Paesi come la Russia e l’Arabia Saudita sul territorio di un’altra nazione avevano raccolto la condanna unanime&nbsp;delle capitali occidentali. Nel caso Nijjar Washington sembra invece aver adottato una linea d’azione differente e in ogni caso è improbabile che prenda una posizione prima della fine delle indagini. &nbsp;</p>



<p>Il <strong>silenzio di Biden</strong> sulle scelte illiberali e sul trattamento riservato alle minoranze religiose da parte del <em>Bharatiya Janata Party</em>, il partito di Modi, oltre al suo invito alla cena di stato alla Casa Bianca, sono segnali di un fitto “<a href="https://www.washingtonpost.com/politics/2023/09/19/biden-india-killing-sikh-alliances/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corteggiamento</a>” degli Stati Uniti nei confronti dell’India. Il presidente americano ha costruito negli scorsi mesi una delicata <strong>alleanza con l’India</strong> con l&#8217;obiettivo di limitare l&#8217;influenza della <strong>Cina </strong>nel continente asiatico. Una strategia che ha la priorità sui diritti umani.</p>



<p>Nel frattempo, a beneficiare della tensione indo-canadese è proprio la Cina di <strong>Xi Jinping</strong> che spera di sfruttare qualsiasi debolezza non solo della comunità occidentale ma anche del grande rivale e vicino asiatico. &nbsp;</p>
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