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	<title>Banca Etica Archives - InsideOver</title>
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	<title>Banca Etica Archives - InsideOver</title>
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		<title>La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 09:11:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Francesca Albanese ha dichiarato che a suo avviso neanche la “finanza etica” è tale fino in fondo per la questione sanzioni.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html">La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/ALBANESE-BANCA-ETICA-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p><strong>A un recente convegno organizzato dai dipendenti della Banca d’Italia </strong>la relatrice speciale Onu per i Territori Palestinesi <strong>Francesca Albanese </strong>ha dichiarato che a suo avviso neanche la “finanza etica” è tale fino in fondo, perché costretta dalle prescrizioni delle principali centrali operative politiche del pianeta a definire i propri perimetri sui diversi fronti. Tra questi, la giurista italiana ha citato l’impossibilità per <strong>istituzioni come Banca Etica </strong>di aprire un conto corrente a suo nome, pena la violazione delle sanzioni imposte <strong>dall’Ufficio per il controllo dei beni esteri (Ofac)</strong> <strong>del Tesoro statunitense contro la stessa Albanese</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il peso geopolitico dell&#8217;Ofac</h2>



<p>L’Ofac è la più potente centrale sanzionatoria al mondo. Controllata dal governo statunitense, di cui è un braccio operativo, decide chi è titolato a utilizzare dollari e a operare nel sistema finanziario che scambia attraverso le istituzioni Usa. <strong>Essere colpiti dalle sanzioni Ofac significa essere sostanzialmente esclusi da una vasta fetta del sistema internazionale di scambi</strong>, e ben lo sanno ad esempio <strong>Russia e Iran che di recente hanno visto un allentamento </strong>delle sanzioni verso il petrolio da loro esportato, comminate proprio dall’Ofac, mentre infuria la guerra in Medio Oriente e i prezzi energetici sono saliti alle stelle per effetto dell’assalto israelo-americano…<a href="https://it.insideover.com/energia/petrolio-il-cortocircuito-usa-sulla-guerra-trump-allangolo-toglie-le-sanzioni-al-greggio-iraniano.html">allo stesso Iran! </a></p>



<p>Situazione paradossale ma che dà l’idea della pervasività e della discrezionalità con cui si muove un apparato che fa del <strong>ruolo geopolitico del dollaro una leva di straordinaria rilevanza</strong>: gli Usa avocano a sé il diritto di colpire con le sanzioni Ofac e potenzialmente con le inchieste del <strong>Dipartimento della Giustizia </strong>tutti quei soggetti che usano o cercano di usare il sistema di scambi che passa per le banche e gli apparati Usa. Dunque questo impone alle istituzioni di finanza etica dei doverosi compromessi.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il sentiero stretto della finanza etica</h2>



<p>Per istituzioni come Banca Etica questo non vuol dire certamente sminuire il caso Albanese: le prese di posizione pubbliche della banca guidata dal direttore <strong>Nazzareno Gabrielli sul caso sono state molteplici e più volte Banca Etica </strong>ha espresso il suo sdegno per il modo illegale in cui le liste anti-terrorismo sono state usate dall’amministrazione Trump per sanzionare la relatrice ONU e i giudici della Corte Penale Internazionale. Ciononostante, il mondo è fatto di scelte e responsabilità e, in quest’ottica, rompere con le “regole del gioco”, discutibili ma non ignorabili, avrebbe voluto dire mancare a una chiara <strong>scelta di responsabilità </strong>verso <strong>le 120mila persone e organizzazioni proprie clienti, tra cui 50mila soci portatori di 100 milioni di euro di capitale sociale.</strong> Persone la cui operatività bancaria rischierebbe di essere messa a repentaglio per compiere un’azione simbolica che non gioverebbe, in fin dei conti, a molti: non alla stessa Albanese, non a Banca Etica, non al sistema di economia sociale che la principale istituzione di finanzia etica italiana rappresenta.</p>



<p>Del resto, il tecnicismo imposto dalle sanzioni Ofac non è meramente legato al dato prescrittivo e se Banca Etica forzasse i blocchi automatici del sistema operativo che impediscono l’apertura di un conto corrente a chi è inserito nelle liste del Tesoro Usa, la rete sanzionatoria non sarebbe unicamente smantellata. Se anche Albanese avesse accesso a un conto, come persona sanzionata non potrebbe comunque avere accesso a servizi essenziali quali la carta di pagamento e la carta di debito. Nel quadro del <strong>panorama europeo</strong> i sistemi di pagamento attualmente utilizzati (Visa, Mastercard, Paypal) sono tutti di proprietà di società statunitensi ,che hanno il divieto di erogare servizi a chi è inserito in quelle liste. Visa e Mastercard coprono la totalità dei pagamenti transfrontalieri e il 61% delle transazioni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La sfida della sovranità digitale sui pagamenti</h2>



<p><strong>Figure come il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta spingono da tempo per una piattaforma sovrana europea, </strong>spesso definita con il termine colloquiale di “Euro digitale”, e molti osservatori ritengono sia doveroso procedere a <strong>un disaccoppiamento da uno status quo che impone sostanzialmente un rapporto di dipendenza. E seppur basato in Belgio, </strong>anche il sistema di interscambio <strong>Swift su cui passa la stragrande maggioranza delle transazioni </strong>dipende dalle stesse logiche. </p>



<p>I conglomerati tecno-finanziari americani<a href="https://www.lesechos.fr/monde/europe/jai-un-peu-limpression-de-vivre-dans-les-annees-90-lalarme-de-ce-juge-de-la-cour-penale-internationale-qui-ne-peut-plus-utiliser-visa-ou-mastercard-2216520">, ha ricordato Les Echos</a> sottolineando la storia di <strong>Francois Guillou,</strong> giudice della Corte Penale Internazionale colpito dalle <strong>stesse sanzioni di Albanese, </strong>si muovono all’unisono in casi del genere: “Le principali piattaforme americane, come Amazon, Netflix e Airbnb, chiudono gli account degli utenti soggetti a sanzioni. Le prenotazioni alberghiere effettuate su una piattaforma che ha accettato la transazione possono essere annullate nel giro di poche ore. Un pacco ordinato con successo potrebbe non essere consegnato se il fornitore di servizi logistici è americano”.</p>



<p>Per istituzioni come Banca Etica resterebbe, inoltre, il rischio di <strong>sanzioni secondarie da parte del </strong><a href="https://www.corporatecomplianceinsights.com/state-ofac-sanctions-enforcement-2026/"><strong>Tesoro Usa: nel Trump 2.0 l’Ofac sta lavorando a pieno ritmo</strong></a><strong> </strong>e aprire un conto a Albanese potrebbe portare a una dura multa negli Usa o a limitazioni dell’operatività verso la clientela. <strong>Per le istituzioni della finanza etica, in tal senso, un passaggio obbligato di libertà </strong>non potrà che essere il consolidamento, su tutta la filiera del mercato, di progettualità per un <strong>mercato comunitario dei capitali e dei sistemi di pagamenti resiliente, sovrano e disaccoppiato dal dominio di oltre Atlantico</strong>. Un sistema finanziario capace al tempo stesso di portare capitali per la prosperità e la crescita dell’Europa e di alimentare l’attività di istituzioni come Banca Etica per uno sviluppo sostenibile e al servizio delle comunità dovrà evitare di dipendere dalle discrezionalità dei giganti di oltre Atlantico e dal potere geo-finanziario di Washington, oggi utilizzato in modo discrezionale dagli Usa contro chi è ritenuto d’ostacolo alle loro politiche. Incluse figure come Francesca Albanese, che sono messe in difficoltà da un gioco più grande di loro in un meccanismo dai rapporti di forza a dir poco sproporzionati.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/la-minaccia-delle-sanzioni-usa-sulla-finanza-etica-europea-il-caso-di-francesca-albanese.html">La minaccia delle sanzioni Usa sulla finanza etica europea: il caso di Francesca Albanese</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Restituire senso alla finanza: la sfida di Banca Etica. Parla il direttore generale Nazzareno Gabrielli</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/restituire-senso-alla-finanza-la-sfida-di-banca-etica-parla-il-direttore-generale-nazzareno-gabrielli.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 13:57:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Banca Etica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra di Gaza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1667" height="940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337.jpg 1667w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-600x338.jpg 600w" sizes="(max-width: 1667px) 100vw, 1667px" /></p>
<p>Abbiamo raggiunto il direttore generale Nazzareno Gabrielli per parlare dei progetti e delle sfide di Banca Etica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/restituire-senso-alla-finanza-la-sfida-di-banca-etica-parla-il-direttore-generale-nazzareno-gabrielli.html">Restituire senso alla finanza: la sfida di Banca Etica. Parla il direttore generale Nazzareno Gabrielli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1667" height="940" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337.jpg 1667w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-300x169.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-1024x577.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-768x433.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-1536x866.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-334x188.jpg 334w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/banca-etica-e1700054007337-600x338.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1667px) 100vw, 1667px" /></p>
<p>Negli ultimi anni spesso le istituzioni finanziarie sono state chiamate in causa per la co-responsabilità tra gli investitori e i perpetratori di politiche ritenute contrarie allo sviluppo di pacifiche relazioni tra i popoli o alla pace globale. Il <strong>dibattito, in Italia, è stato particolarmente forte</strong> per quanto riguarda la<a href="https://it.insideover.com/politica/anche-lonu-accusa-israele-a-gaza-e-genocidio.html"> guerra di Gaza,</a> con diverse banche criticate per aver mantenuto i legami con Israele e le industrie che producono armamenti. In questo campo, una banca in Italia ha preso posizione esplicitamente contraria a questi trend: <strong>Banca Etica,</strong> istituto di credito costituito come cooperativa che opera con sede a Padova, con quasi 50mila soci e 100 milioni di euro di capitale sociale, con obiettivi che ritiene funzionali allo sviluppo sostenibile e inclusivo. <strong>Abbiamo raggiunto il direttore generale Nazzareno Gabrielli </strong>per parlare delle strategie di Banca Etica e del suo impegno per la pace a Gaza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="963" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nazzareno-Gabrielli-Direttore-Generale-Banca-Etica-ph-Luca-Gallo-1444x1536-1-963x1024.jpeg" alt="" class="wp-image-493129" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nazzareno-Gabrielli-Direttore-Generale-Banca-Etica-ph-Luca-Gallo-1444x1536-1-963x1024.jpeg 963w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nazzareno-Gabrielli-Direttore-Generale-Banca-Etica-ph-Luca-Gallo-1444x1536-1-282x300.jpeg 282w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nazzareno-Gabrielli-Direttore-Generale-Banca-Etica-ph-Luca-Gallo-1444x1536-1-768x817.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nazzareno-Gabrielli-Direttore-Generale-Banca-Etica-ph-Luca-Gallo-1444x1536-1-600x638.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/Nazzareno-Gabrielli-Direttore-Generale-Banca-Etica-ph-Luca-Gallo-1444x1536-1.jpeg 1444w" sizes="auto, (max-width: 963px) 100vw, 963px" /><figcaption class="wp-element-caption">Nazzareno Gabrielli è direttore generale di Banca Etica dal 2021. Dal 2014 al 2021 ha ricoperto l’incarico di vicedirettore generale di Banca Etica. Nato a Rimini nel 1963, sposato, ha due figlie e un figlio, e vanta una lunga carriera nel settore bancario e finanziario, con esperienza diversificata di ruoli e funzioni in numerosi istituti, dal Banco Ambrosiano Veneto a Banca Intesa a Eticredito. Lavora in Banca Etica dal 2009.</figcaption></figure>



<p><strong>Banca Etica ha mostrato una grande attenzione ai diritti del popolo palestinese dopo l’inizio della guerra di Gaza. Come si inserisce questa vostra attenzione nell’approccio che avete al sistema finanziario?</strong></p>



<p>“<a href="https://www.bancaetica.it/giustizia-per-il-popolo-palestinese-il-nostro-impegno-continua/">L’attenzione per il popolo palestinese</a> si inserisce nel più ampio impegno di Banca Etica per mettere la finanza al servizio di un sistema finanziario più equo che incoraggi relazioni internazionali cooperative e non predatorie. La filosofia della finanza etica si basa sull’attenzione alle conseguenze sociali di ogni scelta finanziaria. Da questa filosofia è nata Banca Etica 26 anni fa per volontà di una rete di organizzazioni del Terzo Settore che a metà anni Novanta volevano usare la finanza per la crescita di un nuovo modello di sviluppo. La traduzione&nbsp; concreta di questo obiettivo, ad esempio, è che i fondi comuni di investimento della società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica, ovvero Etica Sgr, non investono in titoli di Stato emessi da Israele né in aziende israeliane o imprese impegnate in attività di insediamento israeliano nei territori palestinesi occupati secondo l’elenco predisposto dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR). Si è infatti deciso di inserire questa lista dell’ONU tra i criteri di esclusione vincolanti. Allo stesso tempo la banca garantisce sostegno finanziario alle ONG che operano in Palestina e alle istituzioni di microfinanza; e gli stipendi trattenuti alle numerose persone lavoratrici del Gruppo che lo scorso 3 ottobre hanno scioperato per Gaza sono stati trasformati in donazioni per associazioni attive su quel territorio. Secondo il medesimo approccio, <a href="https://www.bancaetica.it/finanza-etica-per-la-pace-in-tempi-di-guerra/">sosteniamo ONG umanitarie attive sul territorio ucraino e non investiamo in titoli russi</a>.”</p>



<p><strong>Oltre il mito del “fare i soldi con i soldi”…</strong></p>



<p>Esatto, immaginiamo il sistema economico come una pianta in grado di sviluppare frutti: la finanza è la linfa e le esternalità delle azioni sono i frutti. Se si avranno frutti velenosi è responsabilità della pianta, ma anche della linfa che l’ha alimentata. L’esempio più classico sono gli investimenti delle banche in aziende che producono armi. Quello degli armamenti è un mercato che &#8211; ben lungi dall’aumentare la sicurezza come ci ripetono da tante parti &#8211; , alimenta i conflitti come quelli oggi in corso in Palestina, nell’Ucraina aggredita dalla Russia, in Sudan e in tanti altri luoghi nel mondo. Se la finanza contribuisce a produrre morte e distruzione non genera valore sociale e sviluppo integrale. Le stesse risorse finanziarie possono invece produrre un impatto sociale e ambientale opposto se concesse a ONG per la cooperazione sociale, per l’assistenza ai Paesi svantaggiati, per la lotta alla povertà, per l’inclusione delle disabilità e dei fragili, per l’efficienza energetica e per altri progetti con ricadute positive sulle persone e sull’ambiente”</p>



<p><strong>La finanza come leva, dunque, e non come fine in sé: come vi muovete per concretizzare ciò?</strong></p>



<p>Coniughiamo i criteri economici con quelli di giustizia sociale e ambientale. Gli investimenti mirano a garantire un ritorno economico, ma non ad ogni costo. Uno degli strumenti cardine della finanza etica sono i criteri di esclusione: non finanziamo nessuna attività che abbia a che fare con le armi, le fonti fossili, gli allevamenti intensivi, la speculazione edilizia, etc. Per valutare quali progetti finanziare utilizziamo un duplice processo di valutazione: accanto a quello tecnico finanziario ce n’è uno &#8211; altrettanto importante e decisivo &#8211; che analizza gli impatti socio-ambientali generati da ogni finanziamento. Se un progetto &#8211; pur solido sul piano economico &#8211; presenta impatti negativi rilevanti per l’ambiente o diritti delle persone, non può accedere ai nostri finanziamenti. Il tutto avviene inoltre in piena trasparenza perché pubblichiamo sul sito internet tutti i finanziamenti che concediamo alle organizzazioni e alle imprese e ognuno può verificare come impieghiamo il denaro che i clienti ci affidano.</p>



<p><strong>Quali realtà operano in maniera simile alla vostra sulla scena internazionale?</strong></p>



<p>Non siamo un caso unico di banca che opera con queste modalità. Esiste da decenni la Global Alliance for banking on values (GABV), di cui Banca Etica è fondatrice e a cui aderisce, ovvero una alleanza globale di oltre 80 banche nel mondo che si riconoscono nella finanza valoriale e mettono al centro della propria attività questa attenzione  alle conseguenze, anche non economiche, dell&#8217;azione finanziaria (nel 2024 si è tenuta in Italia l’assemblea generale in cui è stata sottoscritta la <a href="https://www.bancaetica.it/app/uploads/2024/03/Dichiarazione-di-Milano-Manifesto-per-una-finanza-di-pace_IT-GABV-Annual-Meeting-28-2-2024.pdf"><em>Dichiarazione di Milano: manifesto per una finanza di pace</em></a>). Secondo uno studio che sarà presentato il 1 dicembre a Bruxelles dalla Federazione Europea delle Banche Etiche, le banche etiche superano gli istituti tradizionali per qualità del credito e impatto sociale. Oltre il 70% dei prestiti è destinato all&#8217;economia sociale. Le banche etiche mostrano di essere solide e redditizie quanto quelle too big to fail.</p>



<p><strong>Come concretamente lavorate per raggiungere i vostri obiettivi?</strong></p>



<p>Innanzitutto lavoriamo in “alleanza” con i nostri clienti e con le reti di riferimento che da sempre ci accompagnano (molte organizzazioni dell’economia sociale sono direttamente partecipi della governance della banca): noi svolgiamo la parte finanziaria, eroghiamo prestiti ed affidamenti, gestiamo i patrimoni e forniamo tutti i servizi finanziari necessari alle persona, alle organizzazioni o alle istituzioni. I nostri clienti, le loro iniziative, generano quel valore economico ma anche sociale ed ambientale che consente di produrre tangibili risultati di impatto positivo sul territorio e sulle persone. Le declinazioni sono le più diverse e non c’è autoreferenzialità: Banca Etica raggiunge obiettivi tramite i suoi partner, organizzazioni e persone socie e clienti. Anche in Spagna, dove abbiamo tre filiali e sosteniamo, ad esempio, progetti di abitare sociale, co-housing, e sviluppo di cooperative che hanno consentito di accedere a soluzioni abitative  per centinaia di famiglie fragili. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Come misurate i risultati delle vostre progettualità?</h2>



<p>Tutto questo  lo misuriamo rigorosamente e lo rendicontiamo ogni anno attraverso la pubblicazione di un documento: il <a href="https://www.bancaetica.it/report-impatto/"><em>Report di Impatto</em></a> che si può scaricare dal sito e che misura gli effetti concreti sulla società e sul pianeta dell’attività della banca nell’anno. Sono 26 anni che Banca Etica lavora in questo modo, restando autonoma sul mercato, con indicatori patrimoniali solidi e producendo utili che &#8211; per statuto &#8211; non distribuisce ma reinveste sempre sulle proprie attività. Oggi abbiamo quasi 200 milioni di patrimonio e 50 mila persone socie, che hanno visto il valore delle proprie quote crescere nel tempo.</p>



<p><strong>Come vi ponete di fronte al clima di “restaurazione” in materia di Esg e normative sostenibili della finanza tradizionale?</strong></p>



<p>Ci poniamo in direzione ostinata e contraria a questa frenata del percorso che faticosamente era stato indicato. Ci pare inaccettabile che mentre alla Cop30 di Belem si certifica che l’umanità ha fallito l’obiettivo di contenere il surriscaldamento globale entro 1,5 gradi il potentissimo fondo norvegese ha deciso di sospendere la propria clausola etica per venire incontro alle pressioni americane su oil&amp;gas e Big Tech.</p>



<p><a href="https://www.bancaetica.it/area-stampa/da-banca-etica-50-milioni-di-euro-per-la-transizione-energetica/">Banca Etica sceglie di promuovere la transizione ecologica</a>, e il movimento della finanza etica ritiene che ci siano delle situazioni non negoziabili: sono miopi e non accettabili le crescite del PIL e di posti di lavoro ottenute costruendo strumenti di morte o danneggiando la qualità della vita delle persone e gli ecosistemi. Di fronte a questo indirizzo della finanza <em>mainstream</em>, noi continuiamo a ribadire il nostro obiettivo, lo sviluppo di una finanza che genera valore per tutti e tutte, non per pochi privilegiati, una finanza che incrementa il valore sociale nel pieno rispetto della sostenibilità economica e ambientale. Mentre Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo, ha preteso e ottenuto di ricevere dagli azionisti di Tesla un bonus da 1.000 miliardi di dollari, in Banca Etica lo stipendio più alto non può superare più di 6 volte quello più basso, perché lo sviluppo deve essere equo e collettivo, oppure non è.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/restituire-senso-alla-finanza-la-sfida-di-banca-etica-parla-il-direttore-generale-nazzareno-gabrielli.html">Restituire senso alla finanza: la sfida di Banca Etica. Parla il direttore generale Nazzareno Gabrielli</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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