Negli Stati Uniti esistono diverse posizioni relative al da farsi con la Cina. Il duo costituito da Anthony Ruggero e Matthew Pottinger sembra avere le idee piuttosto chiare. Il primo si occupa d’intelligence, il secondo è un giornalista. Ora Ruggero e Pottinger sono accomunati dal far parte del Consiglio di sicurezza nazionale, un organo che non sembra tanto incline ad assecondare il laissez faire nei confronti della Cina.

La pandemia da Sars-Cov2 non possiede solo un risvolto medico-sanitario. Il nuovo coronavirus ha interferito con l’andazzo dell’economia interna delle nazioni. Dunque il contesto cui bisogna guardare è anche quello geopolitico. Nel momento in cui scriviamo, non è facile comprendere quale colosso internazionale possa dire di aver gestito meglio il “cigno nero”. Gli ultimi dati sull’occupazione che riguardano gli Stati Uniti sono incoraggianti, ma la Cina può dire di essere ripartita per prima. E questo è un fattore che sul lungo termine può fare la differenza.

In un’ottica di seconda “guerra fredda”, Stati Uniti e Cina sono chiamati a reinterpretare le logiche che regolano i rapporti tra una “potenza dominante” ed una “potenza emergente”. La strada che porta dalla guerra dei dazi al confronto sulla linee epidemiologiche è risultata breve. Le due voci che sussurrano a Donald Trump pensano che l’origine, il principio della pandemia, sia da ricercare senza appello. Se non altro perché circoscrivere le responsabilità consente di poter chiedere un conto.  Nella Repubblica popolare cinese dicono che tutto sia partita dal wet-market di Wuhan, quello in cui animali molto diversi tra loro condividono un habitat che altrimenti non avrebbero condiviso. Ma è una giustificazione che a quanto pare non soddisfa il duo a stelle e strisce.

Anthony Ruggero e Matthew Pottinger sono due figure centrali di questa fase, anche se i loro nomi non balzano troppo spesso agli onori delle cronache. Come avevamo già notato, il duo ha iniziato a collaborare in tempi non sospetti, ossia quando ancora non fosse chiaro che dalla Cina sarebbero potute provenire “cattive notizie avvolte in proteina”. Ora che il virus ha toccato ogni angolo del mondo, la domanda che Ruggero e Pottinger si sono posti all’inizio di questa storia è divenuta d’uso comune: siamo sicuri che il Sars-Cov2 si sia diffuso secondo i meccanismi della tesi cinese?

Donald Trump e Mike Pompeo hanno parlato apertamente di prove che collegherebbero il Sars-Cov2 al laboratorio di Wuhan. Le dichiarazioni sono passate un po’ in sordina ma, dal punto di vista politologico, non possono essere prese alla leggera. Quando abbiamo intervistato il dottor Marco Cannavicci, abbiamo avuto modo di approfondire come l’Intelligence abbia previsto la possibilità di un evento ROTA, cioè di un evento accidentale, procurato per mezzo di un incidente, che può avvenire all’interno di un laboratorio e che comprende il fatto che un patogeno possa sfuggire al controllo umano. Non è detto che le cose in Cina siano andate così, ma Ruggero e Pottinger, che peraltro ha lavorato al Wall Street Journal, sono tra coloro che non hanno intenzione di smettere d’indagare.

Per sir Richard Dearlove, ex vertice dell’intelligence britannica, il virus è comparso sul globo terrestre per via di un incidente da laboratorio. Solo solo congetture finché le prove non emergono con dovizia certosina. Su questo dubbi non ce ne sono. Le interpretazioni possono variare, ma Anthony Ruggero, che coordina il settore che si occupa pure di armi e guerre batteriologiche, non vuole, così come Matthew Pottinger, che gli Stati Uniti si disimpegnino sul fronte della ricerca della verità. E la volontà di due singole persone, nel caso venisse fuori qualcosa di cristallino ed accertato, potrebbe cambiare di netto la storia recente della geopolitica.

Donald Trump, dal canto suo, sembra tergiversare. Il presidente degli Stati Uniti alterna gli attacchi contro il “dragone” ad una linea più tiepida. Le esigenze da tenere in considerazione sono molte. Ma la campagna elettorale per le presidenziali sta entrando nel vivo. Anche la narrativa di The Donald potrebbe essere influenzata dalla linea del duo.

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