Perché la Cina è preoccupata per la rivolta della Wagner in Russia

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Politica /

Alle 21:29:59 del 25 giugno, l’agenzia di Stato cinese Xinhua ha dedicato un lungo approfondimento sulla ribellione del gruppo Wagner. L’escalation verbale tra Yevgeny Prigozhin e la leadership militare di Mosca stava tenendo banco a livello internazionale ormai da almeno due giorni ma, al netto di qualche breve riferimento, i media del Dragone hanno dato risalto alla vicenda soltanto dopo la sua conclusione. Ovviamente, dopo la neutralizzazione del rischio di una guerra civile in seno alla Russia e il ritorno di una sostanziale tranquillità all’ombra del Cremlino.

L’articolo citato ha un titolo che può così essere tradotto in italiano: “Come le tensioni sull’incidente di Wagner sono state rapidamente disinnescate”. Nelle ore più calde del braccio di ferro tra Prigozhin e il Cremlino, la notizia della ribellione era sì riportata dai media cinesi, ma non in primo piano, come ci si sarebbe potuti aspettare. Altro aspetto ancor più rilevante, Pechino si è ufficialmente espressa su quanto accaduto soltanto il 25 giugno, affermando di sostenere la Federazione russa “nel mantenimento della stabilità nazionale“.

Da quanto si apprende, non ci sarebbe stata alcuna telefonata diretta o scambio di messaggi tra Vladimir Putin e Xi Jinping. Al contrario, il turco Recep Tayyip Erdogan e il nordcoreano Kim Jong Un hanno subito espresso la loro vicinanza al leader russo, garantendogli “appoggio” e “pieno supporto”. Il silenzio del partner e amico Xi ai più è apparso a dir poco sospetto. E non può certo essere una giustificazione il fatto che in Cina tutti si stessero godendo la lunga festività del Dragon Boat.

L’incontro tra Qin Gang e Rudenko

Evaporata l’ombra della ribellione, realizzata la mediazione di Aleksandr Lukashenko, il 25 giugno ecco il primo sussulto della Cina. Il ministro degli Esteri cinese, Qin Gang, ha incontrato a Pechino il vice ministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko.

Nella nota diffusa dal ministero cinese si sottolinea che Qin e Rudenko hanno avuto “uno scambio di opinioni sulle relazioni sino-russe e sulle questioni internazionali e regionali di interesse comune”, senza scendere ulteriormente nel dettaglio. “In qualità di vicino amichevole e partner cooperativo strategico globale della nuova era, la Cina sostiene la Russia nella protezione della stabilità nazionale e nel raggiungimento di sviluppo e prosperità”, ha affermato lo stesso dicastero.

La Cina, inoltre, ha fatto sapere di sostenere la Russia nella “protezione della stabilità nazionale“, in riferimento alla rivolta armata guidata da Prigozhin, aggiungendo tuttavia che la questione è un “affare interno” della Russia. “La parte cinese ha espresso sostegno agli sforzi della leadership della Federazione Russa per stabilizzare la situazione nel Paese in relazione agli eventi del 24 giugno e ha ribadito il proprio interesse a rafforzare la coesione e la prosperità della Russia”, si legge invece nella nota del ministero degli Esteri russo.

I pensieri di Xi

È difficile sapere cosa sia passato per la testa di Xi quando il mondo intero parlava di “golpe in corso in Russia”. Si presuppone che alla Zhongnanhai, la roccaforte della leadership comunista di Pechino, l’allerta sia salita alle stelle.

Il sostegno della Cina alla Federazione russa si basa su due pilastri: pragmatismo e ideologia. È il primo ad essere stato maggiormente danneggiato dai drammatici eventi del fine settimana, che il Dragone ha cercato di minimizzare.

In ogni caso, Xinhua ha pubblicato l’articolo citato suggerendo che Prigozhin avesse fatto marcia indietro perché l’opinione pubblica russa era in modo schiacciante contro di lui. Il China Daily, invece, ha pubblicato un reportage dalla Piazza Rossa di Mosca in cui affermava che “la vita quotidiana dei residenti di Mosca non è stata interrotta e rimane calma e ordinata”.

La situazione interna alla Cina potrebbe essere però diversa. Shen Dingli, uno studioso di relazioni internazionali con sede a Shanghai, ha affermato che l’incidente di Wagner porterebbe ad una maggiore dipendenza della Russia dalla Cina, mentre Pechino adotterebbe “una posizione più cauta nei confronti della Russia”. “Dal punto di vista diplomatico, la Cina deve stare attenta con le sue parole e le sue azioni”, ha ribadito Shen. Xi, intanto, osserva in silenzio eventuali ripercussioni in Russia.