Un’epurazione d’altri tempi per eliminare una figura politica ormai diventata scomoda oppure una delicata sostituzione di cariche dettata da comprovate esigenze fattuali, come il deterioramento della salute del diretto interessato? L’unica certezza, ad oggi, è che Qin Gang è stato rimosso dalla carica di ministro degli Esteri della Cina.
La decisione è stata presa dagli alti dirigenti dell’organo legislativo nazionale cinese, il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo (Npcsc), nel corso di una sessione d’emergenza. Il voto è stato poi approvato da Xi Jinping in persona con la firma di un apposito decreto presidenziale.
Il posto dell’ex ministro, scomparso dai riflettori pubblici dallo scorso 25 giugno, sarà occupato, almeno per il momento, dal suo predecessore Wang Yi, titolare del dicastero degli Esteri di Pechino per due mandati, dal 2012 al 2022, e attualmente capo principale aiutante in materia di politica estera di Xi nel ruolo di direttore dell’Ufficio della Commissione Centrale per gli Affari Esteri del Partito comunista cinese (Pcc). Wang, che dunque ricopriva già la massima carica diplomatica prevista dal sistema politico cinese, farà dunque anche le veci di ministro degli Esteri.
Motivi di salute o decisione politica?
Ci sono tuttavia alcuni particolari che vale la pena evidenziare. Intanto, attenzione alle parole presenti nei comunicati ufficiali del governo cinese. Qin, si legge, è stato infatti rimosso dal suo 兼任 come ministro degli Esteri, ovvero dal “ruolo concorrente” di ministro degli Esteri, ma non dalla sua posizione più alta di consigliere di Stato. Dopo di che, è stata impiegata la parola 免去, “esente da“, e non 撤职, “licenziato“.
Per quanto riguarda il primo punto, non è da escludere che le autorità attendano gli esiti di un processo di ispezione disciplinare in corso, solitamente piuttosto lento, anche se è vero che Qin sarebbe potuto essere privato subito di tutti gli incarichi.
Per quale motivo è ancora consigliere di Stato? Arriviamo al secondo punto sottolineato: nessuno ha parlato di esplicito licenziamento, e questo potrebbe indicare la presenza di un reale problema di salute patito dal ministro alla base della decisione dell’Npcsc di sostituirlo. C’è chi fa notare come alcune foto, diffuse prima della sua scomparsa durante incontri e riunioni, lo ritraessero in una condizione di apparente disagio fisico.
Le conseguenze per Xi
Una teoria diffusa è che i problemi di Qin Gang possano essere legati ad alcune trasgressioni personali, compresa una fantomatica relazione sentimentale con una famosa giornalista cinese intrattenuta, Fu Xiaotian, conduttrice televisiva di Phoenix Tv, mentre l’ex ministro ricopriva la carica di ambasciatore di Pechino negli Stati Uniti.
Qualunque sia la reale motivazione della rimozione di Qin, la sua eventuale caduta non può che arrecare alcuni imbarazzi a Xi. Se non altro perché è stato proprio il presidente cinese a catapultare il 57enne nel prestigioso ruolo di ministro, preferendolo ad altri personaggi più anziani ed esperti (forse, come si dice, per via di legami strettissimi tra i due). Qin era infatti stato nominato ambasciatore della Cina a Washington nel luglio 2021, ma dopo appena 17 mesi era stato promosso ministro degli Esteri. In precedenza, aveva servito come portavoce del ministero degli Esteri, nei panni di diplomatico a Londra e come ufficiale di protocollo, un lavoro che gli ha consentito di coordinare i viaggi all’estero di Xi.
Il fatto che lo stesso Xi abbia puntato su un personaggio poi sparito dai radar in circostanze misteriose, con tanto di molteplici indiscrezioni al seguito, si infrange così sull’immagine costruita dal capo di Stato cinese. Un’immagine comunque talmente solida da non poter essere scalfita dalla vicenda, se non superficialmente.
Al contrario, i critici di Xi, e cioè i funzionari che in gran silenzio sposano altre correnti del Partito, sentiranno correre un brivido lungo la schiena, consapevoli del fatto di poter essere i prossimi ad essere estromessi dal motore politico del Paese. La morale è infatti semplice: sull’eco del presunto flirt di Qin, la vita privata di ciascun dirigente è soggetta a regolamentazione tanto quanto quella pubblica. Detto altrimenti, ogni condotta contraria alla linea potrebbe avere implicazioni per la sicurezza nazionale della Cina. Un rischio che nessuno, a Pechino, intende correre.
Come cambia la diplomazia cinese
Alla fine del 2022, Qin era in prima linea sia per far uscire la Cina dall’isolamento diplomatico dell’era Covid, che per cercare di allentare le tensioni con gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali. Allo stesso tempo, l’ex ministro dava l’impressione di essere un fidato megafono della visione di Xi, al punto da aver scritto, nel dicembre 2022, un articolo intitolato How China Sees the World sulla rivista statunitense The National Interest proprio per spiegarne i punti salienti.
I teorici dell’epurazione ipotizzano una lotta intestina al Pcc tra la fazione “anti occidentale” di Wang Yi e quella più propensa all’appeasement capitanata da Qin Gang. La prima, secondo tale lettura, avrebbe estromesso la seconda, riportando la Cina sull’attenti. La società di consulenza Eurasia Group, ad esempio, ha spiegato che Qin aveva molti rivali e detrattori tra i corridoi del ministero che presiedeva: “Qin non era d’accordo con Wang Yi sulla politica. Wang preferiva che gli succedesse come ministro degli Esteri qualcuno più strettamente allineato con la sua visione del mondo, in particolare sulla Russia”.
Parlare di un ritorno di Wang nello scacchiere diplomatico cinese sarebbe però errato, visto che l’ufficio da lui governato gli consentiva già di ricoprire la carica principale del Paese in materia di politica estera. È inoltre probabile che l’accentramento delle cariche nella figura del citato Wang sia temporanea, in attesa dell’emersione di un nuovo profilo. Da questo punto di vista, tra le figure più interessanti c’è quella di Ma Zhaoxu, vice ministro degli Esteri, profilo dotato di grande esperienza in seno alle Nazioni Unite avendo svolto un ruolo significativo nel plasmare l’impegno della Cina al suo interno.
In ogni caso, attenzione: Qin potrebbe, come detto, non essere stato epurato ma soltanto accantonato. Se così fosse, non sarebbe da escludere un suo ritorno in campo, anche se è impossibile avere certezze assolute. Nel frattempo, la questione più rilevante resta sempre la stessa: dov’è Qin Gang e cosa gli è successo?