Intervistato dall’Huffpost, l’ex Ministro delle finanze greco e leader del movimento politico di sinistraDiEM25 Yanis Varoufakis dice la sua sull’arresto di Julian Assange, leader di WikiLeaks. Varoufakis è legato da una lunga amicizia con Assange: tant’è che lo stesso giornalista australiano risulta essere membro del comitato consultivo del “Movimento per la democrazia in Europa 2025” (DiEM25).
All’Huffpost l’ex ministro del governo Tsipras ed ex esponente della Coalizione della Sinistra Radicale greca (Syriza), sottolinea che “uno può pensare quello che vuole di Assange. Il punto è che l’unica ragione per cui è sotto inchiesta è che ci ha fornito le prove dei crimini contro l’umanità compiuti dai governi occidentali. Dovrebbero difenderlo i giornalisti che hanno beneficiato dei documenti pubblicati da WikiLeaks. Abbiamo tutti il dovere morale di difendere la sua causa”. Se Assange viene estradato negli Usa, aggiunge, “finisce nel buco nero del sistema, stile Guantanamo”.
Yanis Varoufakis: ecco chi ha tradito Assange
Secondo l’economista greco naturalizzato australiano, già professore presso la Lyndon B. Johnson School of Public Affairs dell’Università del Texas, a Austin, “Stati Uniti, l’Ecuador, Londra” hanno avuto un ruolo decisivo nell’arresto di Assange e lo hanno tradito. “Quello che trovo sconcertante” osserva Yanis Varoufakis, “è che i giornalisti di tutti i maggiori organi di informazione, dal Guardian al New York Times, giornali che hanno beneficiato dei documenti pubblicati da WikiLeaks, non sostengano la causa”.
“L’estradizione negli Usa con l’accusa di spionaggio” sottolinea l’ex ministro greco “significa che Assange andrà incontro ad un processo non equo, non filtreranno nemmeno informazioni così come non stanno arrivando ai suoi avvocati e noi non potremo raccontarlo. Lui scomparirà inghiottito dal sistema”.
“Dove sono i cosiddetti liberali?” incalza Varoufakis. “Si sono dimenticati la loro dottrina e cioè che non ti deve piacere per forza qualcuno per difendere i suoi diritti, che poi sono quelli di tutti noi perché riguardano la libertà di espressione, di informazione, stampa?”.
“Assange mi raccontò di essere vicino all’arresto”
Nel corso dell’intervista, il leader di DiEM25 spiega di aver sentito l’ultima volta Julian Assange a dicembre. “Mi ha raccontato che ormai si sentiva chiuso in una doppia prigione” poiché “una volta arrivato al potere a maggio 2017, il presidente Lenin Moreno ha cambiato l’ambasciatore e tutto lo staff dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra”. Il nuovo ambasciatore, racconta Varoufakis, “trattava Assange come un nemico. Lui si sentiva spiato. Aveva capito che tutto questo era un preludio alla fine della protezione da parte del governo ecuadoriano e all’arresto”.
Secondo l’economista greco, infatti, il destino del fondatore di WikiLeaks è stato segnato dal passaggio di potere da Rafael Correa e Lenin Moreno. “Sebbene supportato dallo stesso partito di Correa – sottolinea – Moreno era di diverso avviso. E infatti per ingraziarsi l’oligarchia locale ha subito stretto accordi con Washington, ha concordato un prestito con il Fondo monetario internazionale per giustificare nuove misure di austerity, ha permesso agli Stati Uniti di tornare in Ecuador”. E questo, afferma, “ha comportato che cedesse su Assange e sugli stessi diritti della popolazione dell’Ecuador”.
Il fondatore di WikiLeaks è stato arrestato giovedì 11 aprile dalla polizia britannica e portato fuori dall’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove aveva ricevuto asilo politico per quasi sette anni al fine. Contro la sua estradizione negli Usa si è schierato il leader del partito laburista Jeremy Corbyn: “L’estradizione di Julian Assange agli Stati Uniti per aver rivelato prove di atrocità in Iraq e in Afghanistan deve avere l’opposizione del governo britannico” ha scritto in un tweet.
Secondo l’avvocato di Donald Trump ed ex sindaco di New York, Rudolph Giuliani, “Assange potrebbe fare luce sulle false accuse di collusione tra Trump e la Russia” che coinvolgerebbero l’Ucraina.
Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.



