Il numero dei casi di coronavirus in Israele non accenna a diminuire. Dopo il picco registrato il 25 settembre, il governo ha deciso di imporre nuove restrizioni pur avendo già decretato un secondo lockdown nazionale in vista anche della festività dello Yom Kippur. Fino al 10 ottobre tutte attività – a eccezione di quelle essenziali –  e le sinagoghe dovranno restare chiuse per limitare l’ulteriore diffusione del virus.

La crisi sanitaria sta avendo effetti disastrosi sulla vita sociale ed economica di Israele, ma tra le “vittime” della pandemia vi è anche il governo guidato dal premier Benjamin Netanyahu e la sua stessa carriera.

Più potere all’esercito

Il gradimento nei confronti del premier sta scendendo inesorabilmente tra la popolazione israeliana a causa della cattiva gestione della pandemia, come dimostrano anche le proteste che si tengono da mesi a Gerusalemme. Negli ultimi giorni, nonostante il nuovo lockdown, migliaia di manifestanti si sono radunati sotto la residenza del primo ministro per chiederne le dimissioni. A pesare sul futuro politico del premier è anche il processo per presunta corruzione, il cui avvio è stato più volte rimandato a causa del coronavirus e che rappresenta per i manifestanti un motivo in più per chiedere a Netanyahu di fare un passo indietro.

A dare la misura del malcontento che serpeggia tra la popolazione israeliana nei confronti del Governo in carica è anche un sondaggio realizzato da Channel 12: il 57 per cento dei intervistati si è detto favorevole ad un aumento dei poteri dell’esercito, preferendo quindi affidare ai militari la gestione della pandemia. Opinione comune è anche che il ministro della Difesa, Benny Gantz, stia facendo un ottimo lavoro, motivo in più per rafforzarne i poteri in un momento di crisi come quello attuale.

A chiedere il trasferimento delle operazioni di contrasto al coronavirus verso il ministro della Difesa e l’Home Front Command erano stati lo stesso Gantz e i suoi predecessori, ma Netanyahu non ha mai accettato di conferire maggiore potere ai suoi avversari, men che meno al premier alternativo e suo grande rivale nelle ultime tornate elettorali.

Netanyahu tuttavia non ha saputo gestire correttamente la pandemia, arrivando a dover imporre un secondo lockdown nel Paese nonostante le proteste dei commercianti e degli ultra-ortodossi, le due categorie che hanno maggiormente espresso la propria insoddisfazione nei confronti nel Governo. Sempre più israeliani però guardano con sospetto alle mosse del premier, accusato di perseguire i propri interessi personali a discapito del bene del Paese e di favorire l’ascesa politica di ministri a lui vicini, ma incapaci di gestire la crisi sanitaria.

In un simile contesto, la soluzione per molti israeliani è lasciare mano libera all’esercito, visto come un soggetto lontano dagli intrighi politici e che gode tuttora di grande sostegno grazie alle vittorie del passato. Proprio sulla base dei successi degli ultimi anni, uno degli slogan che risuonano ultimamente in Israele è “Let IDF win Covid-19” (Lasciate che l’Esercito israeliano vinca il Covid-19, ndr), un motto creato a partire dalla frase “Let IDF win” coniato negli anni Duemila dalla destra durante la Seconda intifada a sostegno dell’esercito.

Ad aumentare il divario tra la popolazione israeliana e il premier Netanyahu negli ultimi mesi sono stati anche gli accordi raggiunti con gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein, considerati dalla maggior parte dei cittadini come superflui nel contesto attuale. La normalizzazione dei rapporti con i due Paesi del Golfo è stata percepita come utile più per la carriera politica del premier che non per la generalità dei cittadini, preoccupati più per l’assenza di lavoro che dai rapporti con Abu Dhabi e Manama. Se Netanyahu vuole continuare a restare in politica dovrà trovare in breve tempo una soluzione alla diffusione del virus: solo così potrà riconquistare la fiducia degli elettori e continuare a fronteggiare Gantz, che ad ottobre del prossimo anno arriverà a ricoprire la carica di premier.

Sogni di diventare fotoreporter?
SCOPRI L'ACADEMY