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	<title>Volodymyr zelensky Archives - InsideOver</title>
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	<title>Volodymyr zelensky Archives - InsideOver</title>
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		<title>Perché l&#8217;attacco di Israele all&#8217;Iran somiglia tanto (troppo?) a quello dell&#8217;Ucraina alle basi russe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jun 2025 09:01:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Non ne sapevamo niente, non eravamo stati avvertiti, non siamo coinvolti. Indovinello: chi e quando ha pronunciato questa frase prima dell&#8217;attacco israeliano contro l&#8217;Iran? Sì, risposta esatta: i portavoce del Governo Usa subito dopo l&#8217;attacco ucraino contro le basi aeree russe. Uguale uguale. E molto simile, guarda caso, è stata anche una certa dinamica dell&#8217;azione &#8230; <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-lattacco-di-israele-alliran-somiglia-tanto-troppo-a-quello-dellucraina-alle-basi-russe.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/perche-lattacco-di-israele-alliran-somiglia-tanto-troppo-a-quello-dellucraina-alle-basi-russe.html">Perché l&#8217;attacco di Israele all&#8217;Iran somiglia tanto (troppo?) a quello dell&#8217;Ucraina alle basi russe</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/06/iran-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Non ne sapevamo niente, non eravamo stati avvertiti, non siamo coinvolti. Indovinello: chi e quando ha pronunciato questa frase prima dell&#8217;attacco israeliano contro l&#8217;Iran? Sì, risposta esatta: i portavoce del Governo Usa subito dopo l&#8217;attacco ucraino contro le basi aeree russe. Uguale uguale. E molto simile, guarda caso, è stata anche <strong>una certa dinamica dell&#8217;azione militare di Israele contro le basi militari</strong> e gli impianti nucleari della Repubblica islamica.</p>



<p>In Russia, come sappiamo, <strong>cinque basi aeree sono state colpite da droni</strong> (117, ha poi dichiarato il presidente Zelensky) che gli ucraini avevano fatto entrare di nascosto nel Paese e poi trasportato nelle vicinanze delle basi su camion del tutto ordinari, facendoli poi decollare a distanza. Il tutto per opera di alcuni commando di sabotatori che, stando sempre alle fonti ufficiali ucraine, sono stati evacuati prima dell&#8217;inizio dell&#8217;operazione militare.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The Israel Defense Force has announced the completion of a large-scale strike against air-defense systems and radars in Western Iran. Over the past few hours, Air Force fighter jets, under precise intelligence guidance from the Intelligence Branch, completed an extensive attack… <a href="https://t.co/EUq4mGHHX1">pic.twitter.com/EUq4mGHHX1</a></p>&mdash; OSINTdefender (@sentdefender) <a href="https://twitter.com/sentdefender/status/1933428895199396084?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Troppe somiglianze</h2>



<p>Possiamo immaginare che ci siano pagine di questa storia di cui non siamo a conoscenza, che vengono tenute segrete, e che forse non conosceremo mai. Ma la sostanza è questa. Ebbene, <strong>l&#8217;operazione di Israele contro l&#8217;Iran mostra notevoli sovrapposizioni con quella degli ucraini in Russia.</strong> Prima dei bombardamenti dall&#8217;aria, una serie di squadre del Mossad, infiltratesi in Iran, hanno installato nei pressi delle basi iraniane dei missili SAM (Surface-to-Air Missile) sistemi di jamming del volo dei missili o armi per colpirli consentendo così ai caccia dello Stato ebraico di agire il più indisturbati possibile. Sistemi e armi che sono stati assemblati all&#8217;interno dell&#8217;Iran e poi distribuiti nei pressi delle basi iraniane da anonimi camion, proprio com&#8217;era successo in Ucraina.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Israel claims this footage shows Mossad agents on the ground in Iran, launching an attack  <a href="https://t.co/2WD91AeG5F">pic.twitter.com/2WD91AeG5F</a></p>&mdash; Ragıp Soylu (@ragipsoylu) <a href="https://twitter.com/ragipsoylu/status/1933451551290376476?ref_src=twsrc%5Etfw">June 13, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Non solo. <strong>Una serie di droni kamikaze è stata attivata e lanciata</strong> contro gli arsenali dei missili SGM (Small Glide Munition) della base di Asfaqabad, nei pressi di Teheran, anche in questo caso con lo scopo di inibire le capacità di difesa e reazione delle forze armate iraniane. </p>



<p>Le somiglianze tra le due operazioni, quella ucraina e quella israeliana, sono troppo nette e importanti per non far sorgere una domanda: <strong>davvero gli Usa e i loro imponenti apparati d&#8217;intelligence non sapevano</strong>, non erano stati avvertiti, non erano coinvolti? O non si tratta, invece, del vecchio gioco di mandare messaggi agli avversari usando i Paesi-avamposto, Israele e Ucraina appunto, in modo da poter lanciare il sasso nascondendo la mano, proteggendo così il tanto esaltato ruolo di mediatore? In Medio Oriente l&#8217;amministrazione Trump sta facendo proprio questo: parla di tregua a Gaza ma fornisce le bombe a Israele, accoglie l&#8217;ex-terrorista Al-Jolani come legittimo presidente della Siria ma copre politicamente l&#8217;aggressione israeliana, bombarda lo Yemen e tace su quanto accade in Libano. Perché dovrebbe regolarsi diversamente con l&#8217;Iran?</p>



<p></p>
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		<title>Russia e Ucraina si scambiano mille prigionieri e centinaia di missili e droni. Il negoziato che non c&#8217;è</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/russia-e-ucraina-si-scambiano-mille-prigionieri-e-centinaia-di-missili-e-droni-il-negoziato-che-non-ce.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 May 2025 12:05:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>La guerra tra Russia e Ucraina vive una fase di recrudescenza a dispetto del massiccio scambio di prigionieri. Esiste un negoziato?  </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/russia-e-ucraina-si-scambiano-mille-prigionieri-e-centinaia-di-missili-e-droni-il-negoziato-che-non-ce.html">Russia e Ucraina si scambiano mille prigionieri e centinaia di missili e droni. Il negoziato che non c&#8217;è</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="516" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ucraina" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3.jpg 774w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/ucraina-3-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Oggi si completa con gli ultimi 307 soldati lo scambio &#8220;mille per mille&#8221; dei prigionieri di guerra tra Russia e Ucraina, quello concordato a Istanbul, il più massiccio scambio di prigionieri nella storia di questa guerra. Era la buona notizia delle trattative subito abortite, l&#8217;unica buona notizia. Perché per il resto è guerra come sempre, anzi: più di prima. Solo ieri notte i russi hanno attaccato dal cielo con ogni mezzo: centinaia di droni (250 solo su Kiev e regione) e decine di missili balistici lanciati dai bombardieri Tupolev e dalle navi sul Mar Nero. Nella capitale ucraina la gente è tornata a rifugiarsi nella metropolitana e la gran parte degli ordigni è stata intercettata dalla contraerea, ma il bilancio generale è stato ugualmente pesante: almeno 12 morti e una sessantina di feriti. I giorni precedenti, peraltro, non erano stati meno violenti. <strong>Le fonti ucraine segnalano (da tempo) un accumulo di truppe russe nelle zone di confine delle regioni di Kursk e Belgorod</strong> e lo interpretano come il segnale di una possibile offensiva estiva russa contro Kar&#8217;kiv e Sumy. Altri centri abitati, più a Sud, sono stati occupati dalle truppe russe, che stanno arrivando a circondare la roccaforte ucraina di Pokrovsk da un lato, e dall&#8217;altro sono ormai a pochissimi chilometri dal confine amministrativo della regione di Dnipro. La stessa Kiev era stata investita, due giorni fa, da tre ondate di droni.</p>



<p>Gli ucraini hanno cercato di reagire, anche loro con ondate successiva di droni, lanciati anche contro Mosca. Un attacco di un certo rilievo, che i russi hanno contrastato ma non senza difficoltà e preoccupazione. Lo testimoniano due episodi.<strong> Il primo è la partenza da Mosca, nelle ore dell&#8217;attacco ucraino, di una dozzina di aerei governativi</strong>, quasi tutti atterrati poi a Samara e a Kazan: quasi tutti gli osservatori hanno interpretato la cosa come un&#8217;evacuazione, il modo per portare &#8220;fuori tiro&#8221; personaggi importanti del gotha politico russo. E poi, nei cieli della regione di Tver&#8217;, un <strong>velivolo passeggeri russo, un Il-62, è stato bersagliato (per fortuna senza conseguenze) dalla contraerea russa</strong>, che incredibilmente l&#8217;ha scambiato per uno dei droni ucraini che in quelle ore stavano attaccando la base aerea di Migalovo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le condizioni inaccettabili</h2>



<p>C&#8217;è quindi una contraddizione tra lo scambio dei prigionieri e la recrudescenza delle azioni belliche? No, per diverse ragioni. Intanto lo scambio dei prigionieri, di per sé, non è una novità. In questi tre anni di guerra ce ne sono stati decine. Quello che colpiva, in questo caso, era il &#8220;mille per mille&#8221;, il numero, certo assai più importante di quelli di altri scambi analoghi. Seconda ragione: i recenti e difficoltosi incontri di Istanbul <strong>non potevano che concludersi con un nulla di fatto</strong> perché non rappresentavano un &#8220;nuovo&#8221; inizio, un &#8220;nuovo&#8221; negoziato ma solo la presunta prosecuzione di quello che si era avviato già nel 2022, prima in Bielorussia e poi nella stessa Istanbul. </p>



<p>Nell&#8217;ultimo incontro la Russia ha ripresentato pari pari le richieste che aveva già presentato tre anni fa: in sostanza, Ucraina fuori dalla Nato e neutrale, esercito ucraino depotenziato, conservazione della Crimea e dei territori occupati. <strong>Richieste che l&#8217;Ucraina aveva respinto allora e ha respinto anche adesso</strong>, nonostante che nel frattempo, per cause di forza maggiore, abbia dovuto rinunciare ad alcune pregiudiziali (mai una trattativa con la Russia di Putin, ritorno ai confini del 1991, prima la tregua e poi la trattativa) che aveva per lungo tempi difeso. Volodymyr Zelensky per ora si fa forte dell&#8217;accordo sulle cosiddette &#8220;terre rare&#8221; siglato con Donald Trump e dell&#8217;appoggio dell&#8217;Europa per respingere quelle condizioni, troppo sfavorevoli, e per evitare di definire quale sarebbe il punto di caduta ucraino per arrivare almeno a una tregua nei combattimenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ragioni di Putin e di Zelensky</h2>



<p>Ma la ragione più vera, più profonda per cui non c&#8217;è contraddizione tra il negoziato e la guerra è un&#8217;altra ed è questa: <strong>al momento non c&#8217;è alcun negoziato tra Russia e Ucraina.</strong> In corso, in questa fase, ci sono altri due negoziati. Separati e diversi e, in certo senso, completamente slegati tra loro. Uno è il negoziato tra Russia e Usa che, in estrema sintesi, possiamo riassumere così: per gli Usa l&#8217;Ucraina non è più strategica, vogliono che questa guerra finisca per impegnarsi altrove e hanno bisogno che la Russia, in vantaggio sul campo, la smetta. Quindi le offrono un (parziale) alleviamento delle sanzioni e un (parziale) reintegro nei circuiti economici occidentali. Lo ha detto l&#8217;inviato speciale Witkoff, lo ha ripetuto il segretario di Stato Rubio, ed è chiarissimo. <strong>A Putin questo interessa assai più che un altro 3 o 5% di territorio ucraino occupato.</strong> Ma le sue &#8220;linee rosse&#8221; dicono: niente Nato e niente anti-russi a Sud (Georgia) e a Ovest (Ucraina). Quindi deve ottenere qualcosa anche sul fronte di Kiev, prima di chiudere l&#8217;accordo.</p>



<p>Anche tra Usa e Ucraina è in corso un patteggiamento che finora Zelensky ha gestito piuttosto bene, tenendo Trump sulla corda prima di firmare un accordo (terre rare) che consente a Trump di mettere un piedone nell&#8217;Ucraina di domani senza impegnarsi troppo ma che intanto offre una certa sicurezza a Zelensky: le parti devono mettere 50 miliardi a testa, soldi che l&#8217;Ucraina non ha e comincerà a versare (forse) quando i minerali cominceranno a generare guadagni (secondo gli esperti, tra almeno dieci anni); <strong>intanto gli Usa mettono i loro 50 miliardi, sotto forma di denaro o di armi. Tradotto: denaro e armi Usa garantiti per un decennio.</strong> Ma a Zelensky serve di più: chiudere con il solo accordo con gli Usa non può bastare per soddisfare gli ucraini dopo tante sofferenze e sacrifici, e quindi per garantire il futuro politico suo e dei suoi. Ci vuol altro. Occorre dimostrare in qualche modo che le pretese dei russi sono state rintuzzate, che l&#8217;Ucraia in qualche modo ha vinto.</p>



<p><strong>Finché questi due negoziati paralleli non saranno risolti in qualche modo, non ci sarà alcun negoziato tra Russia e Ucraina.</strong> E la guerra continuerà implacabile, con i russi convinti di vincerla prima che il loro sistema economico vada i tilt e gli ucraini di poter resistere senza che il loro sistema sociale tracolli, mentre gli Usa fondamentalmente pensano agli affari propri e gli europei si baloccano con le conseguenze della scelta fatta tre anni fa, cioè lavorare per incentivare la guerra, nell&#8217;illusione di sconfiggere la Russia sul campo, invece di impegnarsi per fermarla.  </p>



<p><strong><em>InsideOver segue gli sviluppi della situazione ucraina sin dal 2014, cioè dagli eventi dell&#8217;Euromaidan. In tutti questi anni i nostri giornalisti non hanno smesso di indagare e approfondire, al di là del luoghi comuni e della propaganda delle parti in lotta. Se questo stile ti convince seguici, sostieni il nostro lavoro: <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati </a>e fai crescere il nostro progetto.</em></strong></p>
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