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Non ne sapevamo niente, non eravamo stati avvertiti, non siamo coinvolti. Indovinello: chi e quando ha pronunciato questa frase prima dell’attacco israeliano contro l’Iran? Sì, risposta esatta: i portavoce del Governo Usa subito dopo l’attacco ucraino contro le basi aeree russe. Uguale uguale. E molto simile, guarda caso, è stata anche una certa dinamica dell’azione militare di Israele contro le basi militari e gli impianti nucleari della Repubblica islamica.

In Russia, come sappiamo, cinque basi aeree sono state colpite da droni (117, ha poi dichiarato il presidente Zelensky) che gli ucraini avevano fatto entrare di nascosto nel Paese e poi trasportato nelle vicinanze delle basi su camion del tutto ordinari, facendoli poi decollare a distanza. Il tutto per opera di alcuni commando di sabotatori che, stando sempre alle fonti ufficiali ucraine, sono stati evacuati prima dell’inizio dell’operazione militare.

Troppe somiglianze

Possiamo immaginare che ci siano pagine di questa storia di cui non siamo a conoscenza, che vengono tenute segrete, e che forse non conosceremo mai. Ma la sostanza è questa. Ebbene, l’operazione di Israele contro l’Iran mostra notevoli sovrapposizioni con quella degli ucraini in Russia. Prima dei bombardamenti dall’aria, una serie di squadre del Mossad, infiltratesi in Iran, hanno installato nei pressi delle basi iraniane dei missili SAM (Surface-to-Air Missile) sistemi di jamming del volo dei missili o armi per colpirli consentendo così ai caccia dello Stato ebraico di agire il più indisturbati possibile. Sistemi e armi che sono stati assemblati all’interno dell’Iran e poi distribuiti nei pressi delle basi iraniane da anonimi camion, proprio com’era successo in Ucraina.

Non solo. Una serie di droni kamikaze è stata attivata e lanciata contro gli arsenali dei missili SGM (Small Glide Munition) della base di Asfaqabad, nei pressi di Teheran, anche in questo caso con lo scopo di inibire le capacità di difesa e reazione delle forze armate iraniane.

Le somiglianze tra le due operazioni, quella ucraina e quella israeliana, sono troppo nette e importanti per non far sorgere una domanda: davvero gli Usa e i loro imponenti apparati d’intelligence non sapevano, non erano stati avvertiti, non erano coinvolti? O non si tratta, invece, del vecchio gioco di mandare messaggi agli avversari usando i Paesi-avamposto, Israele e Ucraina appunto, in modo da poter lanciare il sasso nascondendo la mano, proteggendo così il tanto esaltato ruolo di mediatore? In Medio Oriente l’amministrazione Trump sta facendo proprio questo: parla di tregua a Gaza ma fornisce le bombe a Israele, accoglie l’ex-terrorista Al-Jolani come legittimo presidente della Siria ma copre politicamente l’aggressione israeliana, bombarda lo Yemen e tace su quanto accade in Libano. Perché dovrebbe regolarsi diversamente con l’Iran?

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