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	<title>Usha Vance Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Sun, 25 Jan 2026 07:07:50 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Usha Vance Archives - InsideOver</title>
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		<title>Thomas Dans: chi è l’uomo di Trump che vuole (davvero) la Groenlandia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/thomas-dans-chi-e-luomo-di-trump-che-vuole-davvero-la-groenlandia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 07:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="878" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Chi è Thomas Dans, l'imprenditore texano Maga "architetto" della politica Usa nell'artico e in Groenlandia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/thomas-dans-chi-e-luomo-di-trump-che-vuole-davvero-la-groenlandia.html">Thomas Dans: chi è l’uomo di Trump che vuole (davvero) la Groenlandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="878" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/GlcJIIKWMAAMJs5-e1769271622165.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Ai più il nome di <strong>Thomas Dans</strong> non dirà assolutamente nulla. Eppure, l&#8217;imprenditore e investitore, ex funzionario del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, è il <a href="https://arctic.gov/thomas-e-dans/">presidente della United States Arctic Research Commission (Usarc)</a>, la Commissione per la Ricerca Artica degli Stati Uniti ed è ritenuto, negli Stati Uniti, l&#8217;architetto della più audace ambizione territoriale di Trump: l&#8217;acquisizione della <strong>Groenlandia</strong>, rispetto alla quale Washington <a href="https://it.insideover.com/politica/lannuncio-di-trump-accordo-con-la-nato-per-negoziare-sulla-groenlandia-niente-dazi-agli-europei.html">ha trovato una piattaforma comune con gli alleati della Nato</a> per una <strong>discussione volta a trovare un accordo sullo status</strong> dell'&#8221;isola verde&#8221; ricoperta dai ghiacci.</p>



<p>Laureato con lode in Russian Studies e Storia Usa presso la Brown University, Dans ha studiato a Mosca nel 1990 ed è stato Advanced Leadership Fellow a Harvard nel 2015; è inoltre CFA Charterholder, parla russo, spagnolo, italiano e francese, e vanta una forte connessione familiare con l&#8217;Artico: il nonno partecipò alla missione di Murmansk nella Seconda Guerra Mondiale. In quell&#8217;occasione, 41 convogli alleati <a href="https://www.veterans.gc.ca/en/remembrance/classroom/fact-sheets/murmansk">salparono verso i porti sovietici di Murmansk e Archangel trasportando milioni di tonnellate di rifornimenti</a> da Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, tra cui aerei, carri armati, jeep, locomotive, carri pianali, fucili e mitragliatrici, munizioni, carburante e persino stivali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il percorso di Dans</h2>



<p><a href="https://responsiblestatecraft.org/trump-greenland-2674914000/">Come nota <em>Responsible Statecraft</em></a>, che ne traccia un interessante profilo, la strada di Dans verso il cuore della politica artica di Trump è stata accidentata. Dopo aver fallito nell&#8217;ottenere un incarico formale all&#8217;inizio del secondo mandato – un intoppo che diverse fonti collegano al suo coinvolgimento nel controverso &#8220;Project 2025&#8221; della Heritage Foundation – Dans ha dovuto tracciare la sua stessa strada. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Greenland🇬🇱 you have to see it to believe it. Soon to be an easy trip from our East Coast🇺🇸<br>Make your plans to visit soon!🛳️✈️ <a href="https://t.co/vhgDcpgSuz">pic.twitter.com/vhgDcpgSuz</a></p>&mdash; Thomas Emanuel Dans 🇺🇸 (@TomDansCFA) <a href="https://twitter.com/TomDansCFA/status/1897995809473400850?ref_src=twsrc%5Etfw">March 7, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
</div></figure>



<p>Il <strong>dossier Groenlandia</strong> si è rivelato perfetto. Con il suo background e le sue credenziali MAGA, Dans aveva sia le competenze per gestire una questione artica complessa, sia la fedeltà ideologica verso il tycoon per non tirarsi indietro di fronte alle battaglie di Trump. Una dedizione che sembra essere stata ricompensata lo scorso dicembre con la nomina a presidente della Commissione per la Ricerca Artica degli Stati Uniti.</p>



<p>Il paradosso di Dans, evidenziato dall&#8217;analisi, sta nelle sue convinzioni di politica estera. Descritto come un nemico dei neoconservatori e popolare tra i &#8220;realisti&#8221; di destra, viene considerato <strong>«un chiaro anti-interventista».</strong> Eppure, sulla Groenlandia, fa un&#8217;eccezione. «La vede semplicemente troppo importante per gli interessi americani per evitare di contemplare l&#8217;uso della forza militare», osserva <em>Responsible Statecraft</em>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;organizzazione che spinge per l&#8217;annessione</h2>



<p>Attraverso la sua organizzazione, <em>American Daybreak</em>, Dans ha costruito una relazione chiave con un support locale del presidente Usa, <strong>Jorgen Boassen</strong>, un ex muratore groenlandese che funge da suo direttore locale. «Boassen <a href="https://www.nytimes.com/2025/05/11/world/europe/greenland-trump-biggest-fan.html">ha detto al <em>New York Times</em></a> di comunicare con i funzionari Trump attraverso Dans». L&#8217;obiettivo del fervente sostenitore del tycoon è quello di consolidare una stretta alleanza di sicurezza tra una Groenlandia indipendente e Washington. </p>



<p>A marzo <em><strong>American Daybreak</strong></em> ha contribuito a promuovere la partecipazione di <strong>Usha Vance </strong>alla celebre gara nazionale di slitte trainate da cani in Groenlandia. Le proteste annunciate dagli attivisti locali hanno tuttavia indotto a ridimensionare il programma: la visita si è trasformata in una rapida sosta dei Vance in un isolato avamposto militare americano presente sull’isola.</p>



<p>Tuttavia, nonostante le sue ambizioni, il sito web di <em><strong>American Daybreak</strong></em> non è ancora attivo, mentre la sua presenza sui social media si limita a poche fotografie di Thomas Dans in Groenlandia e di Boassen insieme a figure come Nigel Farage, Conor McGregor e il senatore <strong>Ted Cruz</strong>. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Gli sforzi sul campo di Dans </h2>



<p>Secondo quanto riportato da DR, Dans avrebbe coperto le spese di viaggio di Boassen e gli avrebbe promesso un salario per aiutarlo a stabilire contatti sul territorio. Lo scorso mese, Dans ha viaggiato insieme a Boassen e al politico groenlandese <strong>Kuno Fencker</strong> (Siumut) a Washington, dove hanno incontrato funzionari e sostenitori di Trump. Fencker è stato duramente criticato dalla dirigenza del suo partito per aver deciso unilateralmente la visita.</p>



<p><a href="https://www.arctictoday.com/trumps-man-in-greenland-on-a-mission-to-establish-american-control/">Questo viaggio rappresenta un esempio concreto</a> degli sforzi attivi di Dans per coinvolgere i groenlandesi e promuovere la sua visione di legami più stretti tra Stati Uniti e Groenlandia. La proposta di Dans di integrare la nazione artica negli Stati Uniti si scontra però con la posizione del premier <strong>Múte B. Egede</strong>, che in un’intervista a <em>Fox News</em> a gennaio ha ribadito come il popolo groenlandese desideri l’indipendenza e resti groenlandese, non americano. </p>



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<p><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a><a href="https://x.com/ShawnRyan762"></a></p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/thomas-dans-chi-e-luomo-di-trump-che-vuole-davvero-la-groenlandia.html">Thomas Dans: chi è l’uomo di Trump che vuole (davvero) la Groenlandia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Groenlandia, Trump avanti tutta: così l&#8217;America ritorna impero</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/groenlandia-trump-avanti-tutta-cosi-lamerica-ritorna-impero.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Mar 2025 16:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nazionalismi]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="870" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207104112846_62282f1c2d6ce3b7dd1f229fb6840456-e1738921828726.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207104112846_62282f1c2d6ce3b7dd1f229fb6840456-e1738921828726.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207104112846_62282f1c2d6ce3b7dd1f229fb6840456-e1738921828726-600x272.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207104112846_62282f1c2d6ce3b7dd1f229fb6840456-e1738921828726-300x136.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207104112846_62282f1c2d6ce3b7dd1f229fb6840456-e1738921828726-1024x464.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207104112846_62282f1c2d6ce3b7dd1f229fb6840456-e1738921828726-768x348.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/OVERCOME_20250207104112846_62282f1c2d6ce3b7dd1f229fb6840456-e1738921828726-1536x696.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Fine della "globalizzazione cooperativa": la Groenlandia è importante per tutte le strategie sull'Artico e Trump vuol controllarla. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/groenlandia-trump-avanti-tutta-cosi-lamerica-ritorna-impero.html">Groenlandia, Trump avanti tutta: così l&#8217;America ritorna impero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Donald Trump lo aveva già detto nel 2019, tra lo stupore e le ironie dei media occidentali: gli Stati Uniti vogliono comprare la <a href="https://it.insideover.com/politica/terremoto-in-groenlandia-vince-nielsen-il-campione-di-badminton-anti-trump.html">Groenlandia</a>. <strong>Allora fu etichettata come una boutade, una delle tante uscite provocatorie dell’ex presidente</strong>. Ma oggi, con la sua amministrazione tornata alla Casa Bianca, l’idea non solo è ancora viva: è parte di una strategia. E la visita del vicepresidente J.D. Vance e della <em>second lady</em> Usha Vance, accompagnati da pezzi grossi come il segretario all’Energia e il consigliere per la sicurezza nazionale, ne è la dimostrazione più concreta.</p>



<p>Non è turismo, non è folklore. È geopolitica pura. E il fatto che il premier danese Frederiksen abbia parlato apertamente di “pressioni inaccettabili” rivela quanto le istituzioni europee siano ancora impreparate a<strong> riconoscere – e contrastare – il nuovo volto dell’imperialismo USA.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Danimarca e Groenlandia: un rapporto mai risolto</h2>



<p>Per comprendere la portata dello scontro, bisogna partire da un dato storico: <strong>la Groenlandia non è uno Stato sovrano</strong>, ma un territorio autonomo del Regno di Danimarca, che ne controlla difesa e politica estera. Una relazione coloniale non ancora superata, che si trascina dietro tensioni irrisolte e tentazioni indipendentiste.</p>



<p>La visita americana, imposta nel bel mezzo di delicati negoziati post-elettorali interni a Nuuk, è stata vissuta come un’umiliazione sia dai danesi che dai groenlandesi. Trump, con il suo stile brutale, ha sfondato la porta senza chiedere permesso, facendo esplodere le contraddizioni interne al Regno. <strong>Mentre Frederiksen</strong> invoca la sovranità danese, il leader del partito <a href="https://it.insideover.com/politica/qupanuk-olsen-linfluencer-groenlandese-fan-degli-usa-di-trump.html">Naleraq </a>accusa Copenhagen di alimentare la paura e chiede l’indipendenza. Il risultato è il caos politico. Ma un caos funzionale agli interessi americani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L’Artico nuova arena strategica</h2>



<p>Con lo scioglimento dei ghiacci e l’apertura di nuove rotte marittime, l’Artico è diventato un campo di battaglia invisibile ma cruciale, dove si incrociano logiche militari, logistiche e minerarie. La Groenlandia è al centro di tutto: possiede riserve di terre rare, fondamentali per la transizione energetica, e ospita già la <strong><a href="https://it.insideover.com/difesa/la-groenlandia-vuole-lindipendenza-usa-e-russia-laspettano-al-varco.html">base statunitense di Pituffik.</a></strong></p>



<p>Il fatto che Trump non escluda l’uso della forza per prendere possesso dell’isola non è solo una provocazione. È un messaggio: l’era del <em>soft power</em> è finita, e il controllo territoriale diretto – alla vecchia maniera – torna di moda. Altro che globalizzazione cooperativa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Europa assente e Regno Unito silenzioso</h2>



<p>La Danimarca si trova sola, stretta tra un alleato troppo ingombrante e una periferia sempre più inquieta. <strong>Nessuno a Bruxelles ha alzato la voce. E nemmeno il Regno Unito</strong>, teoricamente coinvolto negli equilibri dell’Atlantico del Nord, ha fiatato. La NATO tace, nonostante si tratti di un’iniziativa unilaterale americana su un territorio di un alleato.</p>



<p>Questo silenzio dice molto: gli USA possono agire a piacimento, anche sui territori degli alleati, senza conseguenze reali. La lezione afghana, irachena, libica non è servita.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Divide et impera: il metodo Trump funziona ancora</h2>



<p>Trump sa bene che non c’è bisogno di conquistare la Groenlandia con i carri armati. Basta far esplodere le tensioni tra Nuuk e Copenhagen, tra indipendentisti e unionisti, tra chi vede negli USA un’opportunità e chi li teme come predatori. Il principio è antico, romano: divide et impera.</p>



<p>Il dramma è che l’Europa, anche questa volta, si mostra priva di una politica estera autonoma e coerente. Incapace di proteggere i propri territori, i propri partner e – in fondo – sé stessa.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/groenlandia-trump-avanti-tutta-cosi-lamerica-ritorna-impero.html">Groenlandia, Trump avanti tutta: così l&#8217;America ritorna impero</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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