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	<title>Stephen Biddle Archives - InsideOver</title>
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	<title>Stephen Biddle Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gaza come laboratorio della guerra urbana moderna</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-come-laboratorio-della-guerra-urbana-moderna.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Vivaldelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 09:57:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
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<p>Il conflitto nella Striscia di Gaza ci consente di capire gli scenari conflittuali futuri dell'urban warfare.</p>
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<p>In questi giorni si è tornato a parlare di <strong>Israele</strong> e <strong>Gaza</strong> a seguito del recente passaggio alla fase due del piano di pace proposto dal presidente americano Trump, che <a href="https://it.insideover.com/guerra/lo-stralunato-tragico-board-of-peace-di-gaza.html">prevede la creazione del Board of Peace</a> che dovrebbe non solo supervisionare la pace in Medio Oriente ma addirittura superare l’ONU. Tuttavia il cessate il fuoco a Gaza, concordato a ottobre, è in stallo da mesi, con Israele e Hamas che si scambiano reciproche accuse per le ripetute esplosioni di violenza in cui sono stati uccisi diversi soldati israeliani e centinaia di palestinesi (le violazioni di Israele sono decine anche sul confine Nord in Libano). Ciò testimonia come già la prima fase della tregua arranchi e quindi <strong>si fatica a capire come quella successiva possa affrontare questioni a lungo termine molto più complesse </strong>tra cui il disarmo di Hamas, il controllo della sicurezza a Gaza e l’eventuale ritiro israeliano. </p>



<p>Questo aspetto però consente di valutare con più attenzione il conflitto nella Striscia di Gaza per capire cosa ci possa insegnare riguardo gli scenari conflittuali futuri. Infatti, un elemento particolarmente rilevante, e istruttivo, delle operazioni contro Hamas <strong>è lo specifico campo di battaglia in cui si sono svolte, ovvero quello urbano</strong>. Quest’ultimo è un tipolo di scenario che si presenta particolarmente complesso per varie ragioni e che oggi è uno dei più frequenti e probabili. Infatti, ormai da diverso tempo vari <a href="https://www.amazon.it/Out-Mountains-Coming-Urban-Guerrilla/dp/0190230967">esperti</a> e analisti concordano sul fatto che sia in atto un’urbanizzazione dei conflitti che deriva da vari elementi. Primo fra tutti una <a href="https://desapublications.un.org/publications/world-urbanization-prospects-2025-summary-results">tendenza</a> ormai consolidata che vede <strong>la popolazione mondiale spostarsi progressivamente all’interno di città.</strong> Secondariamente, da un punto di vista militare combattere oggi in città ha un’utilità intrinseca. Se è vero che combattimenti urbani esistono da sempre, è altrettanto vero che la loro incidenza e frequenza è aumentata sensibilmente negli ultimi decenni e una ragione potrebbe essere legata allo sviluppo militare.</p>



<p>Infatti, come individuato dall’esperto americano <a href="https://www.amazon.it/Military-Power-Explaining-Victory-Defeat/dp/0691128022">Stephen Biddle</a>, il moderno modo di combattere nasce con la Prima guerra mondiale e si caratterizza, tra le altre cose, per un <strong>incremento costante della potenza di fuoco in termini di volume</strong>, di precisione e di gittata (da questo punto di vista i moderni missili supersonici sono solo l’ultima evoluzione in tal senso). Ciò ha avuto come conseguenza diretta la necessità per i soldati sul campo (che siano di eserciti avanzati o milizie come Hamas) di disperdersi per evitare di essere facili obiettivi e al contempo creare o sfruttare strutture in grado di proteggerli dagli occhi (ovvero l’intelligence e gli strumenti di puntamento) e dal fuoco del nemico. <strong>In questo senso lo spazio urbano offre uno scenario più che ottimale</strong>, poiché con gli edifici e le strutture sotterranee è un ambiente ricco di possibili strutture di difesa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Difesa e attacco nel contesto urbano</h2>



<p>Questo aspetto porta a un’ulteriore riflessione che può essere inserita in un insieme di <a href="https://mwi.westpoint.edu/the-eight-rules-of-urban-warfare-and-why-we-must-work-to-change-them/">caratteristiche tipiche</a> dei combattimenti urbani, indipendentemente da periodo storico, tecnologia impiegata e attori coinvolti (eserciti statuali o milizie di vario tipo). Infatti, il campo di battaglia urbano presenta elementi comuni che si ripetono costantemente (senza scavare troppo nella storia possiamo riferirci agli esempi più recenti di Gaza e ai numerosissimi scontri urbani che costellano la guerra in Ucraina). <strong>Lo scenario urbano facilita il difensore</strong> (il che non significa che egli vinca sempre, anzi, ma che il costo dell’operazione per l’attaccante aumenta significativamente) per via dei limiti nell’intelligence e della possibilità di trasformare ogni edificio in un bunker prima menzionati.</p>



<p>L’attaccante, per sorprendere il difensore, usa esplosivi per aprire nuove vie di accesso agli edifici (<a href="https://cmea-agmc.ca/en/mouse-holing-ortona">mouse holing</a>) e <strong>colpisce i punti più elevati per eliminare la capacità del nemico di osservare il campo di battaglia</strong>. Malgrado il combattimento sia relativamente statico, l’impiego del sottosuolo permette di creare le condizioni di una sorta di guerra di manovra come Hamas ha realizzato con la creazione della propria rete di tunnel. In ambiente urbano per entrambi i contendenti è impossibile concentrare le proprie forze perché la presenza stessa degli edifici, e degli spazi a loro interni, costringe a frazionarsi.</p>



<p>Ulteriore elemento comune <strong>è il ruolo centrale giocato dalla fanteria supportata da un’ampia potenza di fuoco (carri, artiglieria e asset aerei)</strong>. Il soldato sul campo è in questo genere di operazioni fondamentale e ciò spiega bene sia ciò che vediamo in Ucraina sia l’esperienza israeliana. Non è infatti un caso che un report della <a href="https://main.knesset.gov.il/EN/activity/mmm/soldier%20suicides%20and%20suicide%20attempts%20(Introduction%20and%20Abstract).pdf">Knesset</a> di ottobre mostrasse come un significativo numero di soldati israeliani, 12.300, fosse stato inserito nel programma di riabilitazione psicologica a seguito della diagnosi di <em>post traumatic stress disorder</em> (PTSD) che li aveva individuati. Al contempo il report ha contato 54 suicidi di militari dall’inizio dell’offensiva, ottobre 2023, di cui ben 21 avvenuti nell’anno solare 2025.</p>



<p>La ragione di tale situazione potrebbe essere cercata, almeno in parte, proprio nel tipo di campo di battaglia. Infatti, come ricordato prima, <strong>l’impiego di truppe a terra in numero sostenuto è cruciale se si opera in città</strong>, inoltre il soldato impiegato in uno spazio urbano può trovarsi spesso isolato,&nbsp; combatte a stretto contatto con il nemico con campi di tiro, e quindi tempi di reazione, brevi, vede in ogni angolo, finestra, porta, tombino una possibile minaccia che nasconde un nemico o un cecchino o una trappola esplosiva. Tutti questi elementi non fanno quindi che aumentare lo stress del soldato impiegato sul campo spiegando, almeno in parte, i dati prima menzionati.</p>



<p>Il <strong>campo di battaglia urbano rappresenta quindi uno scenario particolarmente complesso</strong>, con caratteristiche uniche ma uguali nei vari esempi storici e quello che in futuro potrebbe diventare lo scenario principale dei conflitti.</p>
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		<title>Zelensky chiede missili per colpire la Russia profonda, gli alleati nicchiano. Ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-chiede-missili-per-colpire-la-russia-profonda-gli-alleati-nicchiano-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2024 03:40:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="720" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-06-at-19.22.04.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-06-at-19.22.04.jpeg 1280w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-06-at-19.22.04-600x338.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-06-at-19.22.04-300x169.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-06-at-19.22.04-1024x576.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-06-at-19.22.04-768x432.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/09/WhatsApp-Image-2024-09-06-at-19.22.04-334x188.jpeg 334w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p> Il presidente ucraino vorrebbe missili più potenti per colpire la Russia in profondità. Ma ecco le ragioni per cui gli Usa esitano.</p>
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<p>Alla riunione del Gruppo di contatto per la difesa dell&#8217;Ucraina (detto anche Gruppo Ramstein), che raduna i 54 Paesi che forniscono aiuti militari a Kiev, il presidente <a href="https://t.me/letteradamosca/22504">Zelensky ha esortato gli alleati</a> a “ignorare le linee rosse” di Mosca e a consentire alle forze ucraine di ricevere nuove armi a lungo raggio e a usarle per colpire il territorio russo, &#8220;per spingere la Russia alla pace&#8221;. È più che logico e comprensibile che Zelensky chieda ai partner occidentali tutte le armi che, secondo il suo giudizio, possono servire al suo esercito per vincere la guerra. O anche solo per difendersi meglio. Diverso però è pensare che colpire in profondità il territorio russo serva a cambiare l&#8217;andamento del conflitto fino a spingere la Russia non solo a cercare un accordo di pace (cosa al momento da escludere) ma anche ad accettarne uno, si presume, a condizioni tali da soddisfare l&#8217;Ucraina.</p>



<p>L&#8217;appello di Zelensky è rivolto non tanto ai Paesi che, dal punto di vista dell&#8217;aiuto militare sono &#8220;minori&#8221; come l&#8217;Italia (che peraltro ha da poco ribadito il suo no all&#8217;impiego delle armi italiane sul suolo russo) ma soprattutto agli Stati Uniti, che dispongono degli arsenali più forniti quanto a missili capaci di colpire lontano. <strong>Stati Uniti che, peraltro, esitano nell&#8217;accontentare il presidente ucraino</strong>. E ci si potrebbe chiedere perché lo facciano, visto che ogni giorno ribadiscono di voler essere accanto a Kiev fino alla vittoria finale. Forse che armi più potenti non avvicinano la vittoria?</p>



<p>Una delle ragioni per queste esitazioni sta forse nel fatto che molti analisti militari, governativi e indipendenti, soprattutto negli Usa, non sono affatto convinti che quei missili potrebbero, come si diceva, riorientare l&#8217;andamento della guerra. Molti al contrario pensano che potrebbero portare a un&#8217;ulteriore escalation del conflitto e, alla fin fine, a maggiori difficoltà per l&#8217;Ucraina stessa.</p>



<p>La prima considerazione è che nessuna guerra è mai stata vinta senza che i bombardamenti, anche a lunga distanza, fossero accompagnati da significative conquiste territoriali. Non è questo il caso di Russia e Ucraina. La prima, dopo quasi un anno di offensive, ha riportato la prima linea nel Donbass là dove questa correva nel 2014, all&#8217;inizio del conflitto. E l&#8217;Ucraina, impiegando le sue truppe migliori in una brillante operazione a sorpresa, è riuscita a occupare un trentesimo della regione russa di Kursk (un milione e 100 mila abitanti in totale), senza peraltro indebolire la posizione politica di Vladimir Putin in patria o costringerlo a rallentare o fermare le operazioni nel Donbass. </p>



<p>Quella in corso è sostanzialmente una guerra di posizione, di logoramento. E non solo per le difese e le trincee a terra. Entrambe le parti sono riuscite, nel corso del conflitto, ad adattarsi alle nuove strategie scelte dal nemico con efficaci contromisure tattiche o tecnologiche. Gli HIMARS e gli Excalibur forniti all&#8217;Ucraina dall&#8217;Occidente sono stati particolarmente efficaci nelle prime settimane, poi i russi sono riusciti ad adottare efficaci contromisure per ridurre i danni. Che cosa ci fa pensare che non accadrebbe la stessa cosa anche con strumenti più moderni e potenti, <a href="https://it.insideover.com/guerra/cose-il-jassm-il-missile-usa-quasi-invisibile-che-servirebbe-agli-ucraini.html">come per esempio i missili americani JASSM</a> (450 chili di esplosivo portati fino a 500 chilometri di distanza) di cui ha in modo esauriente parlato <strong>Davide Bartoccini</strong> in queste pagine negli scorsi giorni?</p>



<p>E questo vale sia nel caso che i missili provino a colpire  le installazioni militari e i quartieri delle truppe, sia che l&#8217;obiettivo siano gli stabilimenti dell&#8217;industria militare, allo scopo di diminuire la capacità di fuoco o la resistenza dei russi. D&#8217;altra parte, l&#8217;esempio più calzante lo fornisce l&#8217;Ucraina stessa. Dall&#8217;inverno del 2022-2023 la Russia prosegue una campagna strategica di bombardamenti sulle infrastrutture energetiche ucraine, senza per questo aver fiaccato l&#8217;operatività e la combattività delle truppe ucraine.</p>



<p>D&#8217;altra parte <strong>Stephen Biddle</strong>, docente di Affari internazionali alla Columbia University, <a href="https://www.foreignaffairs.com/print/node/1132131">ha di recente ricordato su Foreign Affairs</a> che durante la Seconda Guerra Mondiale, per tre anni e mezzo, <strong>gli Alleati impiegarono 710.000 aeroplani per sganciare più di 2 milioni di tonnellate di bombe sulla Germania</strong>, dove però la produzione di armamenti continuò a crescere fino al luglio del 1944. Solo quando la flotta aerea nazista fu decimata i bombardamenti sulle fabbriche cominciarono a fare effetto sulle forze armate tedesche. Nulla di simile è all&#8217;orizzonte per l&#8217;Ucraina. E in più, ricorda Biddle, la Russia confinerebbe comunque a ricevere armi (o loro componenti) da Cina, Iran e Corea del Nord.</p>



<p>Ecco perché molti alleati occidentali dell&#8217;Ucraina esitano nel fornire <strong>i missili che Zelensky</strong> non si stanca di chiedere. In queste condizioni, il timore di un&#8217;escalation del conflitto ha ancora un peso, di fronte a una &#8220;soluzione&#8221; che potrebbe non risolvere nulla.</p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-chiede-missili-per-colpire-la-russia-profonda-gli-alleati-nicchiano-ecco-perche.html">Zelensky chiede missili per colpire la Russia profonda, gli alleati nicchiano. Ecco perché</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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