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	<title>Saadi Gheddafi Archives - InsideOver</title>
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	<title>Saadi Gheddafi Archives - InsideOver</title>
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		<title>I Gheddafi e il calcio, storia di un regime attraverso il pallone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2026 09:10:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media e Potere]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[guerra in Libia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 600w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>La scomparsa di Saif Gheddafi fa rievocare nella mente i tentativi della sua famiglia di pulire l'immagine tramite il calcio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-gheddafi-e-il-calcio-storia-di-un-regime-attraverso-il-pallone.html">I Gheddafi e il calcio, storia di un regime attraverso il pallone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1120" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 2048w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209133950932_30d7d46e58a502d1ce18fc47113292d3-e1770973808805.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>C&#8217;è uno scatto, risalente al 25 agosto 2002, che ritrae in primo piano <strong>Adriano Galliani </strong>e <strong>Saadi Gheddafi</strong>. Alle loro spalle, compare invece <strong>Luciano Moggi</strong>. Sullo sfondo, ci sono le tribune gremite dello <strong>stadio 11 giugno di Tripoli</strong>. Galliani all&#8217;epoca era amministratore delegato del Milan, e anche presidente della Lega Calcio. Moggi, dal canto suo, era alla testa della dirigenza della Juventus.<strong> Saadi Gheddafi è invece il terzogenito di Muammar Gheddafi</strong>, in quel momento rais incontrastato della Libia. La foto rappresenta uno degli esempi principali di come proprio il rais abbia <strong>sfruttato il calcio come elemento di soft power</strong>. Il rapporto tra i Gheddafi e il mondo del pallone è stato molto stretto e intenso. <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-caduta-dell-ultimo-dei-gheddafi.html">La recente morte di Saif Al Islam Gheddafi</a>, secondogenito di Muammar, ha richiamato alla memoria il gheddafismo. E, con esso, le strategie del rais per provare a legittimarsi tramite lo sport più popolare.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="696" height="444" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/gheddafi-moggi-galliani.webp" alt="" class="wp-image-504877" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/gheddafi-moggi-galliani.webp 696w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/gheddafi-moggi-galliani-300x191.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/gheddafi-moggi-galliani-600x383.webp 600w" sizes="(max-width: 696px) 100vw, 696px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Adriano Galliani, Saadi Gheddafi e Luciano Moggi all&#8217;interno dello stadio di Tripoli il 25 agosto 2002</em></figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il calcio secondo Muammar</h2>



<p>Eppure, all&#8217;inizio della sua avventura come leader libico, il capostipite dei Gheddafi sembrava disprezzare il calcio. Nel &#8220;<strong>libro verde</strong>&#8220;, il testo con cui il rais ha esposto la sua visione politica, ha dedicato agli sport di massa un intero paragrafo. E ha profondamente condannato l&#8217;immagine degli spalti assiepati da tifosi,<strong> vista come simbolo di alienazione</strong>: <em>&#8220;Le migliaia di spettatori che riempiono le gradinate degli stadi per applaudire e ridere </em>&#8211; si legge in un passaggio &#8211; <em>sono migliaia di stolti incapaci di praticare lo sport di persona&#8221;</em>. Essere spettatore, secondo questa prospettiva, rende i soggetti passivi e, per l&#8217;appunto, alienati dalle proprie abilità sportive. </p>



<p>Le cose sono però in breve tempo cambiate. <strong>Nel 1982 la Libia ha ospitato per la prima volta la Coppa d&#8217;Africa</strong> e l&#8217;approdo della nazionale in finale, con un seguito molto ampio di tifosi con le bandiere verdi negli stadi, ha convinto Gheddafi dell&#8217;importanza dello sport e del calcio in particolar modo. Da allora, gli investimenti nel mondo del pallone da parte del rais hanno rappresentato una costante.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Atalanta e poi Juventus, così Tripoli entrò in Serie A</h2>



<p>Nel 1990 sono passati solo quattro anni dall&#8217;operazione condotta dagli Usa di Reagan contro l&#8217;abitazione di Gheddafi. E solo due dalla strage di Lockerbie, attribuita ai servizi segreti libici. Ecco però che sulle maglie nerazzurre dell&#8217;Atalanta ha fatto la sua comparsa lo sponsor <strong>Tamoil</strong>, l&#8217;azienda petrolifera di Tripoli. Sponsor che dieci anni dopo ha fatto capolino anche sulle maglie della <strong>Juventus</strong>. Ma in quel frangente non si trattava più solo di pubblicità. Nel 2001 infatti, tramite la finanziaria Lafico, <strong>Gheddafi è entrato tra i soci del club con il 7.5% di azioni. </strong></p>



<p>Investimenti importanti che seguivano quelli già attuati in patria. La famiglia Gheddafi è stata per lungo tempo infatti proprietaria dell&#8217;<strong>Al Ittihad </strong>di Tripoli, compagine biancorossa rivale dei biancoverdi dell&#8217;Al Ahly. In questo club ha militato all&#8217;inizio della sua carriera anche Saadi Gheddafi. Con questa maglia nella primavera del 2000 ha giocato a Bengasi contro la locale Al Ahly, i cui tifosi hanno denunciato arbitraggi irregolari e per protesta hanno vestito un asino con la maglia di Saadi. Uno sgarbo punito da Muammar Gheddafi <a href="https://www.theguardian.com/world/2011/may/25/libya-gaddafi-al-ahly-football-benghazi">con l&#8217;invio di ruspe nella sede dell&#8217;Al Ahly di Bengasi e la distruzione del centro sportivo</a>. Per molti, questo episodio ha rappresentato <strong>l&#8217;inizio del dualismo tra Tripoli e Bengasi anche a livello politico. </strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Nel segno di Saadi Gheddafi</h2>



<p>Saadi poi è diventato presidente, giocatore e capitano dell&#8217;Al Ittihad. Ma le sue doti non hanno mai convinto il commissario tecnico chiamato a guidare la nazionale libica, l&#8217;italiano <strong>Franco Scoglio</strong>. Quest&#8217;ultimo, una volta lasciato a casa Saadi, è stato ovviamente allontanato. Si è comunque così arrivati alla foto iniziale del 2002. Il rampollo dei Gheddafi è allo stadio di Tripoli con Galliani e Moggi perché è riuscito, su input del padre e seguendo il filo del miglioramento dei rapporti politici tra la Libia e l&#8217;Italia,<strong> a organizzare proprio nella capitale libica la finale di supercoppa italiana</strong>. La sfida, vinta dalla Juventus di Lippi contro il Parma, ha rappresentato un &#8220;antipasto&#8221; della strategia di <strong>sportwashing</strong> fatta propria poi dai Paesi del Golfo. Strategia che prevedeva, tra le altre cose, <strong>la candidatura poi non andata in porto per ospitare i mondiali del 2010. </strong></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="700" height="649" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209135026490_8514c08ddd9167ef5ed5594109202a89-1.jpg" alt="" class="wp-image-504879" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209135026490_8514c08ddd9167ef5ed5594109202a89-1.jpg 700w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209135026490_8514c08ddd9167ef5ed5594109202a89-1-300x278.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/OVERCOME_20260209135026490_8514c08ddd9167ef5ed5594109202a89-1-600x556.jpg 600w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Saadi Gheddafi con la maglia del Perugia in occasione della sfida contro la Juventus il 2 maggio 2004</em></figcaption></figure>



<p>Saadi negli anni è stato anche presidente della federcalcio libica. Due anni dopo invece è atterrato in Italia con addosso la maglia di una squadra della Serie A, quella del <strong>Perugia di Luciano Gaucci</strong>. Un altro tassello quindi dello sportwashing in salsa gheddafiana. Tuttavia, il Saadi atleta non ha certo lasciato grandi ricordi. Una sola presenza con il Perugia, una con l&#8217;Udinese e zero con la Sampdoria. In mezzo una squalifica per doping e<strong> un caso diplomatico </strong>scoppiato quando, all&#8217;improvviso, il figlio del rais ha deciso di rimanere in Italia per assecondare un suo flirt amoroso. Per tutta risposta, il padre ha convocato l&#8217;ambasciatore italiano e ha minacciato ritorsioni economiche. </p>



<p>Le fortune di Saadi sono ovviamente finite con la caduta del regime nel 2011. Anni dopo è apparso in un video in cui veniva bastonato da alcuni carcerieri. Oggi vivrebbe in Turchia, da cui nei giorni scorsi ha postato una foto artefatta del funerale del fratello.<strong> Adesso il suo posto è idealmente occupato da Belgacem Haftar, figlio del generale Khalifa Haftar</strong> che controlla buona parte della Cirenaica. Belgacem sembra aver ereditato le strategie di sportwashing dei Gheddafi, come dimostrato dal suo ruolo nella milionaria ristrutturazione dello stadio di Bengasi. Proprio la città che più ha odiato e il regime e in cui gli Haftar hanno più interessi a ramificarsi. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/media-e-potere/i-gheddafi-e-il-calcio-storia-di-un-regime-attraverso-il-pallone.html">I Gheddafi e il calcio, storia di un regime attraverso il pallone</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La diplomazia del pallone nei controversi rapporti tra Italia e Libia</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-del-pallone-nei-controversi-rapporti-tra-italia-e-libia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valerio Moggia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 16:46:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1420" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-600x444.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-1024x757.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-1536x1136.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Dalle sponsorizzazioni di Gheddafi negli anni Ottanta al caso Saad Gheddafi fino ad Alamsri: la diplomazia del pallone tra Italia e Libia. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-del-pallone-nei-controversi-rapporti-tra-italia-e-libia.html">La diplomazia del pallone nei controversi rapporti tra Italia e Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1420" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Libia" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-600x444.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-300x222.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-1024x757.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-768x568.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Gheddafi-1536x1136.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L&#8217;affaire Almasri tiene ancora banco nella politica italiana, e non potrebbe essere altrimenti. Il governo di Giorgia Meloni è accusato per aver liberato e riaccompagnato in Libia un criminale di guerra condannato dalla Corte Penale Internazionale, responsabile di numerose torture e omicidi. <strong>Alle spalle di questa vicenda ci sono i ben noti rapporti tra Roma e Tripoli</strong>, dove è insediato il Governo di unità nazionale di Abdul Hamid Dbeibeh, che gode del riconoscimento dell&#8217;ONU ma che controlla solo il nord-ovest del paese. Il resto è in mano alle forze che fanno capo ufficialmente a Fathi Bashagha, anche se in verità la regione orientale <a href="https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/libia-un-governo-bicefalo-un-paese-diviso-37050" target="_blank" rel="noreferrer noopener">è governata</a> dal generale<strong> </strong>Khalifa Haftar.</p>



<p>Gli accordi con il Governo di Tripoli, però, sono molto importanti per l&#8217;Italia, poiché è da questa regione che partono la maggior parte delle imbarcazioni di migranti dirette nel nostro Paese. In più, la Libia ospita diverse strutture dell&#8217;Eni, che hanno un rilevante valore strategico per la politica energetica italiana. Particolari sono le circostanze che hanno portato all&#8217;arresto di Almasri: il capo della polizia giudiziaria libica è stato arrestato la mattina del 19 gennaio scorso in un hotel di Torino, dove si trovava tranquillamente in visita. Nonostante il mandato di cattura che pendeva sul suo conto, si era recato in Italia il giorno precedente <a href="https://www.adnkronos.com/internazionale/esteri/almasri-caso-biglietti-juventus-milan-dove-ha-acquistato-arresto_3cdsRYP3jpGYKqhiWS5FUq" target="_blank" rel="noreferrer noopener">per assistere</a> a Juventus-Milan di Serie A, essendo un grande tifoso bianconero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia nel pallone</h2>



<p>Il calcio è uno dei principali collegamenti tra Italia e Libia, e non certo da ora. Questo solido legame risale alla fine degli anni Ottanta, ed è stato costruito innanzitutto sul settore petrolifero, dopo che il governo di Gheddafi nazionalizzò la Tamoil: nel 1989, l&#8217;azienda libica entrava nel calcio italiano sottoscrivendo <strong>un accordo di sponsorizzazione con l&#8217;Atalanta</strong>, destinato a durare per ben sei anni. Fu un&#8217;epoca abbastanza positiva per il club bergamasco, che nelle prime due stagioni di Tamoil prese parte alla Coppa UEFA, raggiungendo anche un quarto di finale nel 1990/91.</p>



<p>Durante i governi di Berlusconi, il legame con Tripoli si consolidò ulteriormente, e uno dei simboli più evidenti di ciò è stato il clamoroso approdo della Supercoppa italiana a Tripoli, <strong>con la partita tra Juventus e Parma tenutasi il 25 agosto 2002. La decisione di giocare il torneo in Libia </strong>era stata presa dalla Lega Calcio presieduta all&#8217;epoca dal braccio destro di Berlusconi <strong>Adriano Galliani.</strong> Negli stessi anni <strong>Saadi Gheddafi</strong>, figlio del dittatore libico, attraverso Tamoil investiva in vari club italiani, come Juventus, Roma e Triestina (che nel 2002 acquistava il libico Jehad Muntasser). Lo stesso Gheddafi Jr. arrivò a farsi ingaggiare da vari club di Serie A, giocando con il Perugia, l&#8217;Udinese e la Sampdoria (all&#8217;epoca di proprietà dell&#8217;azienda energetica ERG).</p>



<h2 class="wp-block-heading">La caduta di Gheddafi</h2>



<p>La caduta di Gheddafi e il declino di Berlusconi hanno segnato l&#8217;allentamento di questo legame calcio-politico, che ha finito però per risorgere negli ultimi anni, in particolare proprio con il governo Meloni. Nel giugno 2024 Francesco Caremani <a href="https://www.editorialedomani.it/fatti/ce-pure-il-calcio-nel-soft-power-con-la-libia-lo-scudetto-di-tripoli-si-assegna-in-toscana-xyvyj0vj" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha rivelato su <em>Domani</em></a> un accordo tra i rispetti Governi nazionali per ospitare in Toscana, tra giugno e luglio, le finali del campionato di calcio libico. Una decisione che aveva coinvolto solo marginalmente la FIGC, ed <strong>era invece stata presa direttamente a livello politico</strong>, nell&#8217;ambito di un viaggio a Tripoli della Presidente del Consiglio assieme al Ministro dello Sport Abodi, il 7 maggio.</p>



<p>Il progetto è stato dunque incluso nel cosiddetto Piano Mattei, con la sottoscrizione dei nuovi accordi bilaterali tra Italia e Libia. Abodi aveva spiegato all&#8217;epoca che, oltre a ospitare i playoff per il titolo nazionale, l&#8217;Italia si impegnava attraverso la FIGC a ospitare gli allenatori libici al Centro tecnico federale di Coverciano per degli stage formativi, ed erano previste anche delle amichevoli tra le rispettive selezioni nazionali. <strong>Dal punto di vista libico, il calcio è un fondamentale strumento di consenso politico</strong>, e poter giocare le finali del campionato in strutture di primo piano ha un valore non secondario. Anche perché negli ultimi anni i disordini interni del Paese nordafricano hanno spesso costretto a interrompere il torneo e a spostarne le finali all&#8217;estero (nei due anni precedenti si erano tenute in Tunisia).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le squadre e le milizie</h2>



<p>C&#8217;è anche un altro fattore da non sottovalutare: molti dei più importanti club del Paese sono controllati più o meno direttamente dai capi delle milizie affiliate al governo di unità nazionale o all&#8217;esercito di Haftar. E qui arriviamo alla più recente novità in questa storia, <a href="https://www.repubblica.it/cronaca/2025/02/07/news/torturatore_ospite_torneo_calcio_meloni_roma-423988338/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">denunciata da <em>La Repubblica</em></a> pochi giorni fa: la scorsa estate, l&#8217;Italia ha ospitato Abdel Ghani al-Kikli, capo della milizia SSA e già al comando della prigione di Abu Salim. Al-Kikli è attualmente indagato dalla Cpi (ma, a differenza di Almasri, non ancora condannato) per torture, omicidi, stupri e altre violenze commesse nei confrinti dei migranti, oltre che per aver aperto il fuoco su imbarcazioni delle ong.</p>



<p>Il criminale libico è stato accolto con tutti gli onori in Italia, in occasione del torneo che si è svolto infine tra Avellino, Teramo e L&#8217;Aquila (e non in Toscana, come inizialmente previsto). Diverse fotografie lo raffigurano in campo o sugli spalti: Al-Kikli, infatti, dirige ufficiosamente l&#8217;Al-Ahly di Tripoli, squadra classificatasi seconda nell&#8217;ultimo campionato. A vincere il torneo è stato invece <strong>l&#8217;Al-Nasr di Bengasi</strong>, principale club dei territori controllati dal generale Haftar, che <a href="https://libyareview.com/46703/haftar-congratulates-al-nasr-club-on-libyan-premier-league-victory/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ha poi incontrato</a> i giocatori per congratularsi con loro per la vittoria.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/la-diplomazia-del-pallone-nei-controversi-rapporti-tra-italia-e-libia.html">La diplomazia del pallone nei controversi rapporti tra Italia e Libia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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