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	<title>Rustam Rakhimdzhanovich Muminov Archives - InsideOver</title>
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	<title>Rustam Rakhimdzhanovich Muminov Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il re del cotone tra Tashkent e Mosca: Muminov, le sanzioni europee e le crepe del fronte occidentale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Riccardo Renzi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Feb 2026 10:17:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economy]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Politics]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cotone" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L'industriale uzbeko, con la sua posizione dominante nelle imprese del cotone, ha un ruolo importante per le fabbriche d'armi russe. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-re-del-cotone-tra-tashkent-e-mosca-muminov-le-sanzioni-europee-e-le-crepe-del-fronte-occidentale.html">Il re del cotone tra Tashkent e Mosca: Muminov, le sanzioni europee e le crepe del fronte occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="cotone" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/02/cotone-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nel cuore d<a href="https://www.ilmessaggero.it/mondo/russia_cotone_uzbeko_materiale_missili-9357400.html">ell’Asia Centrale il <strong>cotone uzbeko</strong> non è soltanto una commodity agricola.</a> È una materia prima strategica che, trasformata in <strong>nitrato di cellulosa</strong>, entra nella produzione di <strong>propellenti ed esplosivi</strong>. In questa zona grigia tra economia civile e industria bellica si muove <strong>Rustam Rakhimdzhanovich Muminov</strong>, imprenditore nato a Tashkent nel 1965, con tripla cittadinanza uzbeka, russa e britannica.</p>



<p>Il suo nome è emerso con forza dopo l’inserimento nelle liste sanzionatorie dell’Unione Europea (19° pacchetto), del Regno Unito e dell’Ucraina. L’accusa: aver sostenuto il <strong>complesso militare-industriale russo</strong> fornendo derivati della cellulosa alle fabbriche di polvere da sparo di Perm e Kazan, snodi centrali della produzione di munizionamento destinato al fronte ucraino.</p>



<p><strong>Privatizzazioni e ascesa di un magnate</strong></p>



<p>L’ascesa di Muminov si intreccia con la stagione riformista inaugurata dal presidente uzbeko <strong>Shavkat Mirziyoyev</strong> dopo il 2016. La fine del monopolio statale sul cotone e l’introduzione del sistema dei <strong>cluster</strong> hanno aperto spazi enormi a capitali privati e reti imprenditoriali ben connesse. Attraverso la holding <strong>Mercury Renaissance</strong> e il controllo del <strong>Fergana Chemical Plant</strong>, Muminov ha consolidato una posizione dominante nella lavorazione della polpa di cotone. Formalmente attive nella produzione di cellulosa, le sue società operano in un segmento a doppio uso: civile nelle dichiarazioni doganali, potenzialmente militare nella destinazione finale. Secondo diverse fonti regionali, una quota significativa delle importazioni russe di derivati del cotone proverrebbe da questo circuito industriale.</p>



<p><strong>Sanzioni europee, resilienza eurasiatica</strong></p>



<p>L’inclusione nelle <em>black list </em>europee e britanniche comporta <strong>congelamento dei beni</strong>, divieti di ingresso e restrizioni finanziarie. Tuttavia, l’impatto reale appare limitato. Il business di Muminov è orientato quasi esclusivamente verso mercati <strong>eurasiatici</strong>, dove il perimetro sanzionatorio occidentale incide poco. Non risultano legami strutturali con banche o imprese dell’UE. Inoltre, l’assenza di misure restrittive da parte degli Stati Uniti riduce l’effetto deterrente globale. Washington, impegnata a coltivare relazioni con le repubbliche centroasiatiche anche in funzione anticinese, evita al momento un confronto diretto con Tashkent su questo dossier. Il risultato è una <strong>asimmetria sanzionatoria</strong> che rischia di indebolire la credibilità del fronte occidentale.</p>



<p><strong>Elusione doganale e ambiguità regolatoria</strong></p>



<p>Uno degli aspetti più controversi riguarda la classificazione merceologica. Alcune spedizioni sarebbero state registrate sotto codici doganali riferibili a <strong>fibre di cotone</strong>, anziché a nitrato o pasta di cellulosa. Se confermata, la pratica configurerebbe una forma sofisticata di <strong>elusione tecnica</strong>, più che una violazione esplicita. Il problema è strutturale: molte materie prime chimiche hanno natura “dual use”. Senza un controllo stringente sulla destinazione finale, la linea tra commercio legittimo e supporto militare resta sfumata.</p>



<p><strong>Bruxelles tra principi e realpolitik</strong></p>



<p>La posizione europea è particolarmente delicata. L’Uzbekistan è partner chiave nel corridoio energetico e logistico centroasiatico, oltre a essere coinvolto nei progetti infrastrutturali del <strong>Global Gateway</strong>. Premere eccessivamente su Tashkent potrebbe compromettere una cooperazione considerata strategica per diversificare rotte e forniture. Così, mentre Bruxelles sanziona l’imprenditore, mantiene aperto il dialogo politico con il governo uzbeko. Una scelta che riflette la tensione tra <strong>coerenza normativa</strong> e <strong>interesse geopolitico</strong>.</p>



<p><strong>Best e worst case: il futuro di Muminov</strong></p>



<p>Nel breve periodo, <strong>Muminov appare protetto dalla solidità dei suoi legami regionali e dalla domanda russa di materiali strategici. </strong>Se la guerra in Ucraina proseguirà ad alta intensità, la richiesta di propellenti e derivati della cellulosa resterà elevata. Lo scenario peggiore per lui si materializzerebbe solo in caso di pressione occidentale coordinata su Tashkent, con minaccia di restrizioni secondarie o blocco di investimenti europei. In quel caso, il presidente Mirziyoyev potrebbe scegliere la strada della <strong>nazionalizzazione</strong> o di una presa di distanza formale.</p>



<p><strong>Una cartina di tornasole del regime sanzionatorio</strong></p>



<p>La parabola di <a href="https://www.opensanctions.org/entities/NK-dvHkMtTLE4jZfoNfsaevYW/">Rustam Muminov</a> non riguarda soltanto un imprenditore. È un test sulla capacità dell’Occidente di chiudere le falle nella rete sanzionatoria e di gestire le ambiguità del commercio dual use. Finché le rotte eurasiatiche resteranno aperte e la cooperazione economica con l’Asia Centrale sarà prioritaria, il “re del cotone” continuerà a muoversi in uno spazio di manovra che supera i confini uzbeki. E dimostra come, nella guerra contemporanea, <strong>anche una fibra vegetale possa diventare un asset strategico globale.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/il-re-del-cotone-tra-tashkent-e-mosca-muminov-le-sanzioni-europee-e-le-crepe-del-fronte-occidentale.html">Il re del cotone tra Tashkent e Mosca: Muminov, le sanzioni europee e le crepe del fronte occidentale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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