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	<title>Reza Palhavi Archives - InsideOver</title>
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		<title>La misteriosa epurazione digitale degli iraniani contro la guerra</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/la-misteriosa-epurazione-digitale-degli-iraniani-contro-la-guerra.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2026 06:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> Secondo il politologo Vali Nasr, "esiste una parte della diaspora iraniana che vuole appartenere al mainstream della società Usa ed europea".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-misteriosa-epurazione-digitale-degli-iraniani-contro-la-guerra.html">La misteriosa epurazione digitale degli iraniani contro la guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="iran" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/iran-4-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Non è facile essere un iraniano contrario alla guerra di <strong>Trump e Netanyahu</strong>. Specialmente sulle bacheche di X, quel posto che una volta chiamavamo Twitter e che oggi sembra il laboratorio della censura algoritmica. Il fenomeno riguarda la diaspora iraniana, o meglio, quella parte della diaspora che non ha alcuna intenzione di farsi arruolare nella tifoseria del<em> regime change</em> e dell&#8217;escalation militare. Il caso centrale è quello di <strong>Atieh Bakhtiar</strong> (@UnboundedVoice), <a href="https://x.com/i/status/2032996049347031192">un&#8217;attivista</a> nota per le sue posizioni contrarie al conflitto, sospesa per qualche giorno con l&#8217;accusa di &#8220;account inautentico&#8221;. Una violazione arrivata senza violazioni effettive dei termini di servizio, nonostante colleghi e testimoni (tra cui l&#8217;account History Speaks) abbiano confermato l&#8217;identità reale della donna.</p>



<p>Anche <strong>Tara Riva</strong>, giornalista e studiosa italo-iraniana e voce tra le più originali tra quelle non appiattite sull&#8217;intervento armato, <a href="https://x.com/tara_riva/status/2032541816466092323">ha denunciato</a> una drastica limitazione della visibilità (<em>shadow-ban)</em> proprio in concomitanza con analisi sociologiche delicate sulla diaspora e riferimenti al dissenso all&#8217;interno della stessa. Insieme a loro, altri profili come <em>@ayatr0llah</em>, <em>@Godsbrfloor</em> e <em>@bob_esfanji1</em> sono stati oscurati contemporaneamente. Ora sembra essere tutto risolto. Se si tratta di un glitch, non sembra aver colpito quelli del fronte filoamericano.</p>



<p>La questione in realtà va ben oltre la tecnologia. Come <a href="https://it.euronews.com/my-europe/2026/03/19/italia-le-anime-della-diaspora-come-gli-iraniani-vedono-il-conflitto">spiega</a> su <em>EuNews </em><strong>Maria Luisa Fantappiè</strong>, esperta di Medio Oriente dell&#8217;<strong>Istituto Affari Internazionali</strong>, esiste una frattura profonda all&#8217;interno della comunità iraniana in Europa. &#8220;Si tratta in larga parte di una diaspora di classe media, composta da persone istruite e altamente qualificate&#8221;, dice la studiosa. &#8220;Molti di loro non hanno potuto trovare in Iran le opportunità adeguate al proprio talento e alle proprie capacità, a causa non solo della natura repressiva del sistema politico, ma anche di fattori come <strong>l’impatto delle sanzioni internazionali</strong>”.</p>



<p>Da una parte c&#8217;è una fazione monarchica molto rumorosa, capace di occupare lo spazio digitale con una forza d&#8217;urto sproporzionata rispetto ai numeri reali. Dall&#8217;altra, c&#8217;è una galassia di intellettuali, artisti e attivisti che si trova tra due fuochi: l&#8217;opposizione al regime di Teheran e il rifiuto netto della guerra. Questa &#8220;anima civica&#8221; è oggi l&#8217;obiettivo di una campagna di intimidazione che usa lo<em> shadow ban </em>e le segnalazioni di massa come manganelli digitali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La diaspora che vuole esser &#8220;bianca&#8221;</h2>



<p><strong>Vali Nasr</strong>, politologo della John Hopkins, ha provato a mappare durante la puntata di un <a href="https://www.youtube.com/watch?v=Ezq-fVXM0uI">podcast</a> il motore culturale di questo scontro: &#8220;Esiste una parte della diaspora iraniana che, per dirla in modo semplice, vuole davvero essere considerata &#8216;bianca&#8217;. Non vuole identificarsi con il Sud globale. Vuole appartenere al mainstream della società americana ed europea&#8221;.</p>



<p>Per questo motivo, spiega l&#8217;ex consigliere di Obama, niente affatto un estremista di sinistra, &#8220;l’adesione a Israele, l’abbraccio del sionismo, <strong>l’opposizione alle proteste contro la guerra a Gaza e il sostegno al movimento MAGA</strong> sono, in sostanza, il loro modo di integrarsi&#8230; un’immaginazione dell’identità iraniana che, di fatto, sostiene che la storia dell’Iran si sia fermata nel VII secolo, quando arrivarono gli arabi&#8230; Poiché gli americani e gli europei del <em>mainstream</em> sono pro-Israele e contrari a Gaza, allora anche noi siamo come loro&#8221;. Questo fenomeno esiste davvero ed è molto presente, ed è sfruttato in particolare dal movimento monarchico iraniano&#8221;.</p>



<p>È una spinta identitaria potente, dove una fetta della diaspora cerca legittimazione abbracciando feticci quasi <em>neocon</em>. Da qui, come ricordano spesso studiose come <strong>Farian Sabahi</strong>, dell&#8217;Università dell&#8217;Insubria, o <strong>Marina Misaghi Nejad</strong><em> </em>attivista italo-iraniana e antropologa, spuntano degli sciami di troll che squalificano come traditore chiunque scriva che sanzioni e i bombardamenti potrebbero fare cilecca.</p>



<p>In poche parole, se non sei con i monarchici, se non invochi l&#8217;intervento straniero, allora sei un agente del regime. Peccato che <strong>Reza Palhavi Jr</strong>., figlio maggiore dell&#8217;ultimo Shah di Persia, dipinto da molti commentatori occidentali come potenziale leader per un governo fantoccio dopo l&#8217;inizio delle operazioni il 28 febbraio, potrebbe aver già perso il suo treno. Nonostante l&#8217;attacco israeliano porti il nome di Operazione Leone Ruggente, un chiaro omaggio alla monarchia dei Palhavi deposta nel 1979, l&#8217;intelligence Usa sembra aver concluso che l&#8217;erede presunto non disponte di una rete sufficiente all&#8217;interno del Paese per guidare un rovesciamento del regime. </p>



<p>&#8220;Non lo hanno mai preso così sul serio&#8221;, ha <a href="https://newyorkermag.visitlink.me/aS_7h7">detto</a> Nasr al <em>New Yorker</em>. &#8220;C&#8217;è differenza tra l&#8217;avere un&#8217;organizzazione sul campo e l&#8217;avere semplicemente persone a cui piaci. Se hai intenzione di aiutare a cambiare un regime, devi avere una strategia operativa sul territori&#8221;. <strong>Trump e i suoi collaboratori, secondo la prestigiosa rivista, chiamerebbe Palhavi il &#8220;principe perdente</strong>&#8220;.</p>



<p>Ma sarebbe un errore liquidare tutto come una rissa tra esuli benestanti. Quello che accade su X o alle voci dissidenti rispetto all&#8217;andazzo dominante è la naturale conseguenza di un processo di selezione distorto: quello di &#8220;voci&#8221; da Paesi lontani filtrate troppo a lungo in base a ciò che faceva piacere sentire ai gruppi dominanti, e ai decisori politici.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/la-misteriosa-epurazione-digitale-degli-iraniani-contro-la-guerra.html">La misteriosa epurazione digitale degli iraniani contro la guerra</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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