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	<title>Maurizio Pompili Archives - InsideOver</title>
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		<title>Disturbi alimentari, autolesionismo, suicidi: il dramma della generazione dei social e del Covid</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Guglielmo Calvi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2025 15:06:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1792" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp 1792w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-600x343.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-300x171.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1024x585.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-768x439.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1536x878.webp 1536w" sizes="(max-width: 1792px) 100vw, 1792px" /></p>
<p>Sempre più ragazzi affrontano un disagio esistenziale e le cause riguardano i social e le conseguenze della pandemia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">Disturbi alimentari, autolesionismo, suicidi: il dramma della generazione dei social e del Covid</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1792" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00.webp 1792w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-600x343.webp 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-300x171.webp 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1024x585.webp 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-768x439.webp 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/02/Genitori_adolescenti_00-1536x878.webp 1536w" sizes="(max-width: 1792px) 100vw, 1792px" /></p>
<p>Pensieri suicidari, autolesionismo e disordini alimentari. Sono questi i termini che i professionisti sanitari associano sempre di più a <a href="https://it.insideover.com/societa/perche-i-nostri-giovani-sembrano-poco-sani-di-mente.html">bambini, preadolescenti e adolescenti</a> che visitano quotidianamente nei reparti ospedalieri del nostro Paese. <strong>Maurizio Pompili</strong>, docente ordinario presso l’Università “La Sapienza” di Roma, spiega: “Spesso l’individuo cade in ginocchio quando più fattori si mettono insieme, esacerbati dall’esposizione a un evento avverso; ciò potrebbe rappresentare un terreno fertile per l’emergere di una crisi suicidaria; in questi casi l’individuo sperimenta ciò che chiamiamo dolore mentale, fatto di emozioni negative e di un dialogo interiore che pone sempre in risalto lo stato di sofferenza”.</p>



<p><strong>I disturbi della nutrizione e gli atti autolesionistici </strong>che possono sfociare nel gesto estremo di togliersi la vita hanno visto una vera e propria impennata negli anni più recenti a causa, secondo diversi esperti di salute mentale, di una comunità che costringe i più giovani a interagire con <strong>un’infrastruttura tecnologica che propone modelli sociali e di vita privi di imperfezioni ma fattualmente irreplicabili</strong>. Inoltre, ciò avviene mentre le ferite aperte dal dramma della pandemia non si sono ancora rimarginate del tutto e il timore di una guerra mondiale costantemente dietro l’angolo non fa che alimentare ansia e disillusione verso il futuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I dati che allarmano</h2>



<p>Secondo un rapporto pubblicato dell&#8217;ospedale pediatrico Bambino Gesù della capitale, dal 2019 si è registrato <strong>un incremento del 65% delle diagnosi da disturbi alimentari</strong> che va di pari passo con l’abbassamento delle soglia di età fino agli otto e nove anni, dal momento che casi di anoressia cominciano a manifestarsi già dalla prima età scolastica. La struttura ha specificato che nel 2024 gli accessi tra i ragazzini sotto i 13 anni sono stati del 50% in più rispetto al 2019, a fronte di un aumento complessivo del 64%, e i day hospital sono passati da 1.820 del 2020 a più di duemila l’anno scorso.&nbsp;</p>



<p>Tali dati, che fotografano una fragilità di fondo per le nuove generazioni, fanno il paio con le statistiche che riguardano i suicidi tra i giovanissimi. Il quadro offerto dall’Associazione Italiana per lo Sviluppo Sostenibile presenta elementi che fanno correre i brividi lungo la schiena: <strong>gli episodi autolesionistici sono cresciuti del 60% </strong>&nbsp;e se si prende in considerazione la fascia d’età compresa tra i 10 e i 25 anni la situazione diviene ancora più cupa poiché <strong>il suicidio è al secondo posto come causa di morte</strong>. L’Associazione Telefono Amico Italia, nel 2023, ha ricevuto circa 7 mila richieste di aiuto da gente con tendenze suicidarie o preoccupate per le sorti di una persona cara, mentre nel 2024 si è verificata una lieve flessione del 6,5% ma lo stesso i numeri restano elevati. Come spiegato dall’organizzazione, i ragazzi tra i 15 e i 25 anni preferiscono rivolgersi alla stessa mediante chat del tipo WhatsApp in quanto consente loro di esprimere meglio la propria sofferenza rispetto a mezzi più diretti come quelli telefonici.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Social e Covid-19 alla sbarra</h2>



<p>A finire sul banco degli imputati sono i <strong><a href="https://it.insideover.com/societa/leuropa-contro-meta-a-rischio-la-salute-mentale-dei-minori.html">social network</a></strong> e l’accesso a questi attraverso l’utilizzo degli smartphone che spesso avviene già tra i banchi della scuola primaria. Il possesso troppo precoce dei dispositivi tecnologici dà modo a bambini e agli adolescenti di visualizzare contenuti non idonei a un pubblico di tenera o giovane età in quanto non è del tutto sviluppata la capacità di discernimento tra ciò che è verosimile e inverosimile, realizzabile e irrealizzabile, benefico e nocivo. Questo, a cui si deve aggiungere la vasta gamma di stimoli offerta dai social al punto da rappresentare <strong>una via di fuga dalla quotidianità e dalla “banalità” del reale</strong>, può condurre a una condizione di scarsa autostima, eterna inadeguatezza, inesauribile sete di appagamento e isolamento dalle interazioni sociali che se sottovalutati possono sfociare in quei pensieri autolesionistici di cui abbiamo parlato.</p>



<p>In merito all’<strong>isolamento sociale</strong>, in diversi ritengono che i lockdown all’epoca in cui il Covid-19 dilagava in tutto il mondo abbiano avuto delle ricadute sulla psiche delle persone, specialmente degli adolescenti. La chiusura delle scuole, l’<em>home-schooling</em> forzato, la sospensione della attività ricreative e la “quarantena” dalla vita sociale non hanno fatto altro che corroborare la dipendenza dai contenuti multimediali e ha, altresì, peggiorato la qualità del sonno, la capacità di apprendimento (35% in meno dall’introduzione della didattica a distanza) e la tensione nei rapporti in contesti familiari disfunzionali. Solo il tempo dirà se l’implementazione di tutte le misure restrittive sia avvenuta in termini corretti e se vi sia sempre stato un oggettivo fondamento.</p>



<p>Per fare fronte a questa emergenza, occorre certamente investire in prevenzione e diffondere consapevolezza intorno all’importanza della salute mentale, ma occorre anche <strong>cambiare il paradigma culturale</strong> costruito in questi ultimi anni. L&#8217;aver fatto credere che i social network e le loro funzionalità fossero un trampolino di lancio per un successo immediato e senza troppe fatiche, l’aver elevato a idoli a cui ispirarsi influencer che davano in pasto al pubblico la propria vita privata e l’aver pubblicizzato corpi all’apparenza scultorei ma spesso ritoccati con <em>photoshop</em>, ha portato i ragazzi <strong>a sbattere contro il muro della realtà</strong> il cui impatto può essere particolarmente doloroso e dal quale la ripresa non è sempre facile. Una celebre frase tratta dal saggio “<em>La società dello Spettacolo</em>&#8221; di Guy Debord recita: “Lo spettatore più contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la propria esistenza e il proprio desiderio”.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/disturbi-alimentari-autolesionismo-suicidi-il-dramma-della-generazione-dei-social-e-del-covid.html">Disturbi alimentari, autolesionismo, suicidi: il dramma della generazione dei social e del Covid</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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