<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>matteo piantedosi Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/matteo-piantedosi-2/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/matteo-piantedosi-2</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Mon, 15 Jun 2026 03:46:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>matteo piantedosi Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/matteo-piantedosi-2</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Dati biometrici per la polizia e Palantir italiane: la strategia IA del governo Meloni</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/dati-biometrici-per-la-polizia-e-palantir-italiane-la-strategia-ia-del-governo-meloni.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessio Mannino]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 03:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=520114</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="intelligenza artificiale" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Con questi chiari di luna, di un’azienda di Stato che sviluppi un'intelligenza artificiale pubblica non si concepisce neppure l’idea. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dati-biometrici-per-la-polizia-e-palantir-italiane-la-strategia-ia-del-governo-meloni.html">Dati biometrici per la polizia e Palantir italiane: la strategia IA del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="intelligenza artificiale" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/giorgia-meloni-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>L’uso dell’intelligenza artificiale sarà sotto il <strong>diretto controllo di Palazzo Chigi</strong>, tramite quattro diversi soggetti di nomina governativa che da adesso cominceranno a passare alla fase operativa. La legge 132 del 2025 è il vanto “europeista” di Giorgia Meloni e in particolare di <strong>Alessio Butti, </strong>sottosegretario all’Innovazione Digitale e meloniano di ferro: è la prima normativa di un Paese europeo che implementa l’<strong>AI Act di Bruxelles.</strong> Adesso, con una serie di decreti, inizia a delinearsi cosa intende il centrodestra per “strategia” sulla tecnologia più potente in circolazione. Prima di tutto, nel nuovo Comitato di Coordinamento sull’Intelligenza Artificiale alle dipendenze di Butti, oltre a un funzionario della Presidenza del Consiglio entreranno rappresentanti del ministero del Made in Italy, dell’Università e soprattutto della <strong>Difesa,</strong> il cui interesse per i sistemi di raccolta e calcolo dati a scopo militare è ovviamente primario.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quattro organi governativi</h2>



<p>A guidarlo sarà ancora il professor <strong>Gianluigi Greco,</strong> presidente dell’Associazione Italiana per l’IA, assieme a Andrea Lenzi del Centro Nazionale Ricerche. Confermato anche frate <strong>Paolo Benanti</strong>, docente alla Gregoriana e consulente di papa Leone XIV, che contemporaneamente è a capo della Commissione AI per l’Informazione, sotto giurisdizione di un altro sottosegretario, quello all’editoria <strong>Alberto Barachini </strong>(Forza Italia). La legge individua i supporti diretti alle politiche algoritmiche in due agenzie: <strong>l’Agenzia per l’Italia Digitale e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.</strong> La prima, creata dal governo Monti, ha come direttore generale Mario Nobile, che dirigeva le infrastrutture informatiche e statistiche del ministero dei Trasporti. La seconda, istituita nel 2021, è diretta da Andrea Quacivi, fino al 2023 amministratore di Sogei, società informatica del ministero dell’Economia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Sovraffollamento di agenzie</h2>



<p>Insomma, come è consuetudine in Italia, c’è un certo sovraffollamento di autorità preposte a regolamentare e governare il prodotto principe del «tecno-capitalismo», giusto per citare il ceo di OpenAI, <strong>Sam Altman</strong>. Non tutte a spese del contribuente (la Commissione Benanti lavora a titolo gratuito), ma comunque obbedienti a una logica di spacchettamento di competenze che non si vede perché non <strong>riunire in un’unica realtà. </strong>Magari, come l’anno scorso suggeriva fra le righe la <strong>Rete per i Diritti Umani Digitali </strong>(Amnesty International Italia, The Good Lobby, Period Think Tank, Hermes Center, Privacy Network ecc), non affiliandola al governo di turno in carica, ma dando vita a un’<strong>authority terza,</strong> sottratta ai cambi di colore a Palazzo Chigi con <em>spoil system </em>annesso. Ma evidentemente la Meloni ha preferito lasciare intatto l’attuale quadro, venutosi a determinare negli anni per accumulo. La ragione è scontata: più istituzioni, più posti da distribuire. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Screening biometrico</h2>



<p>Il ministro della Giustizia, <strong>Carlo Nordio, </strong>si compiace intanto di un reato nuovo di zecca contro chi progetta algoritmi che possano mettere in pericolo l’incolumità personale o la sicurezza dello Stato. Intento encomiabile, dati i possibilissimi <strong>abusi nell’eventuale impiego di modelli matematici</strong> da parte di forze di polizia e intelligence. Rischio avvertibile anche nell’altra novità di segno giudiziario: per la prima volta si stabilisce che la magistratura potrà ricorrere allo screening dei dati biometrici. Ma solo «in casi eccezionali e minacce gravi» e con il sì del gip, si è affrettato a dire il collega dell’Interno, <strong>Matteo Piantedosi.</strong> Senza specificare quali, però. Presumibilmente, reati di anti-terrorismo o indagini su latitanti. È una delle applicazioni più delicate dell’impostazione, detta «antropocentrica», richiamata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,<strong> Alfredo Mantovano,</strong> che ha evocato la «sintonia con l’<strong>ultima enciclica</strong>» del pontefice. «Al centro non c’è la macchina ma la persona», ha sottolineato, aggiungendo che «le decisioni finali rimangono sempre dell&#8217;essere umano» e «non è previsto alcun sistema di sorveglianza di massa o di <strong>“grande fratello” generalizzat</strong>o», e sono vietate altresì «grande banche dati biometriche». Resta che bisognerà vedere che fine faranno, comunque, i dati raccolti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">E gli accordi con Israele?</h2>



<p>I buoni propositi, com’è noto, hanno il difetto di scontrarsi con la realtà. All’articolo 23 della legge si autorizzano investimenti, tramite il Fondo di Sostegno al Venture Capital e la Cassa Depositi e Prestiti Capital, a «<strong>PMI innovative e startup</strong> nelle fasi seed, early stage e scale-up, attive nei settori AI, cybersicurezza e tecnologie abilitanti come quantum, telecomunicazioni, 5G, edge computing, web3 e architetture open», si legge sul sito del Dipartimento Innovazione Digitale. «Una parte» delle risorse, continua la nota, «potrà sostenere anche <strong>imprese di dimensioni maggiori,</strong> considerate potenziali “campioni nazionali” tecnologici». Quali saranno questi «campioni», e se saranno in tutto o in parte «nazionali», lo si vedrà. Uno dei colossi con forte presenza nella penisola, per esempio, è STMicroelectronics, che è italo-francese. Senza contare gli accordi del 2023 proprio sulla <em>cybersecurity</em> fra la semi-partecipata statale<strong> Leonardo e l’Autorità per l’innovazione israeliana</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Budget limitato</h2>



<p>Chi teme una gestione opaca o premiante per “manine” poco raccomandabili può consolarsi, per ora, con l’ammontare, non esattamente esorbitante, del budget messo a disposizione: <strong>1 miliardo di euro</strong>. Decisamente poco se paragonato, giusto per fare due confronti, con i 22 miliardi della Gran Bretagna e i 10 miliardi della Francia. Naturalmente, con questi chiari di luna, di un’azienda di Stato che sviluppi una modellistica di intelligenza artificial<strong>e pubblica</strong> non si concepisce neppure l’idea. In questo, del resto, in buona &#8211; o meglio: cattiva &#8211; compagnia con il capofila tecnologico del blocco occidentale: quegli <strong>Stati Uniti</strong> che, non c’è neanche bisogno di dirlo, a internalizzare non ci pensano proprio, preferendo come d’abitudine <strong>foraggiare i privati</strong>. Un nome su tutti: <strong>Palantir. </strong>Ecco, quali saranno le nostre Palantir, ammesso e assolutamente non concesso che il paragone regga? Ai chatbot dei prossimi anni l’ardua risposta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/dati-biometrici-per-la-polizia-e-palantir-italiane-la-strategia-ia-del-governo-meloni.html">Dati biometrici per la polizia e Palantir italiane: la strategia IA del governo Meloni</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rimesse all&#8217;estero dei lavoratori stranieri: 8,3 miliardi di euro che aiutano &#8216;Italia</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/rimesse-allestero-dei-lavoratori-stranieri-83-miliardi-di-euro-che-aiutano-italia.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 May 2025 12:14:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia e Finanza]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=470735</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07-768x512.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Rimesse all'estero dei lavoratori stranieri, tra dati reali e semplificazionismo. Le critiche mal poste di Cisint (Lega).</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/rimesse-allestero-dei-lavoratori-stranieri-83-miliardi-di-euro-che-aiutano-italia.html">Rimesse all&#8217;estero dei lavoratori stranieri: 8,3 miliardi di euro che aiutano &#8216;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07.jpg 1200w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/05/Election_of_Bangladesh_Association_Italy-2017.07-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Le <strong>rimesse inviate all&#8217;estero dai lavoratori stranieri </strong>residenti in Italia sono in aumento e hanno sfiorato gli<strong> 8,3 miliardi di euro (+1,3% sul 2023) nel 2024</strong>. Parliamo di risorse a disposizione del reddito privato dei cittadini di altri Paesi che risiedono e lavorano in Italia e che vengono utilizzati per sostenere le famiglie rimaste in patria. <a href="https://www.bancaditalia.it/statistiche/tematiche/rapporti-estero/rimesse-immigrati/index.html?com.dotmarketing.htmlpage.language=1">A riportarlo è l&#8217;Ufficio studi della Banca d&#8217;Italia </a>che ha analizzato quante risorse vengano inviate dagli stranieri verso i Paesi d&#8217;origine per rafforzare i redditi famigliari.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le rimesse dei lavoratori stranieri residenti in Italia</h2>



<p>I dati della Banca d&#8217;Italia segnalano che &#8220;quasi la metà delle rimesse inviate all&#8217;estero è arrivata dalle tre regioni più importanti in termini di flussi: Lombardia (21,9% del totale), Lazio (15,3%) ed Emilia-Romagna (10%)&#8221;, mentre sono le province di Napoli e Roma ad aver conosciuto gli incrementi maggiori anno su anno. Inoltre, Via Nazionale riporta che &#8220;nel 2024, i tre principali Paesi destinatari delle rimesse dall’Italia sono stati il <strong>​​Bangladesh, che ha ulteriormente aumentato la sua quota sul flusso totale al 16,9%</strong>, il<strong> Pakistan (7,2%) e il Marocco, </strong>che ha confermato la sua quota del 6,9%, superando di poco quella delle Filippine&#8221;. </p>



<p>Eccezion fatta per il Marocco, Paese che dopo la Romania è il secondo Paese per provenienza di immigrati in Italia (7,9% del totale, dietro alla Romania prima col 20,4% e davanti all&#8217;Albania terza col 7,8%), il peso dei Paesi alle prime posizioni si spiega soprattutto col contributo fondamentale dato dagli espatriati all&#8217;economia del Paese d&#8217;origine con le riserve. Peraltro, i <strong><a href="https://www.fondazioneleonemoressa.org/2025/05/13/imprenditori-immigrati-in-italia-dettaglio-provinciale-2/">dati</a></strong> potrebbero essere ancora più elevati dato che gli studi della Banca d&#8217;Italia ed elaborazioni come quella della Fondazione Leone Moressa hanno segnalato che, tramite canali informali di vario tipo, la quota totale possa <strong>aumentare di un valore compreso tra gli 1,2 e i 3,7 miliardi di euro</strong>.</p>



<p>Il totale fa 9,5-12 miliardi di euro presunti, una quota di denaro importante che per molti famigliari dei cittadini stranieri residenti in Italia può voler dire una differenza importante nelle condizioni di vita e dunque una garanzia potenziale contro la necessità di lasciare la propria casa. </p>



<h2 class="wp-block-heading">Le conseguenze economico-sociali delle rimesse</h2>



<p><strong>Insomma, una garanzia per tutelare il &#8220;<a href="https://it.insideover.com/religioni/i-cristiani-perseguitati-e-la-tutela-del-diritto-a-non-emigrare.html">diritto a non emigrare</a>&#8220;,</strong> per usare la formulazione introdotta da papa Benedetto XVI e ripresa da papa Francesco, di coloro che vogliono restare nel proprio Paese d&#8217;origine e con le rimesse dall&#8217;estero hanno la possibilità di ottenere questo obiettivo <strong>grazie ai sacrifici di chi in Paesi come l&#8217;Italia ha cercato fortuna</strong>. Per gli abitanti di Stati in via di sviluppo come il Bangladesh, il Pakistan e il Marocco oggi, così come la Romania, l&#8217;Albania e l&#8217;Ucraina ieri, <strong>un lavoro in Italia</strong> può creare un vincolo interfamigliare che si trasmette anche al rafforzamento dei rapporti tra il nostro Paese e quelli di origine degli stranieri.</p>



<p>Le rimesse degli immigrati, dunque, rappresentano sia uno strumento di creazione di legami economici virtuosi tra Roma e diversi Paesi strategici sia una soluzione in profondità alla questione migratoria, dato che ne permettono una razionalizzazione consentendo al Paese di gestire le emergenze e di potersi permettere di pensare a politiche più mirate, come l&#8217;attrattività di<strong> professionisti e figure qualificate per rafforzare il capitale umano</strong> dell&#8217;Italia coi flussi in entrata. </p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;attacco di Cisint (Lega)</h2>



<p>Stupisce, dunque, che <strong>a criticare questa misura sia stata un&#8217;eurodeputata della Lega, Anna Maria Cisint,</strong> ex sindaca di Monfalcone, città del Friuli Venezia-Giulia nota per i cantieri navali in cui risiedono poco meno di 30mila persone, un terzo circa delle quali di origine straniera e 4.700, <a href="https://www.neodemos.info/2024/04/12/linsostenibile-attrazione-di-monfalcone/">secondo i dati di Neodemos, del Bangladesh, primo per la ricezione di rimesse all&#8217;estero</a>. Cisint, commentando i dati, ha in maniera fuorviante dato per buono non il dato della Banca d&#8217;Italia, 8,3 miliardi di euro, ma quello più elevato delle stime sulla somma tra le rimesse ufficiali e quelle informali, 12 miliardi di euro, commentando che questo rappresenta &#8220;una vera e propria emorragia economica che drena ricchezza dal nostro sistema e la riversa all’estero, mentre nelle nostre città i Comuni si fanno carico dei servizi, dei sussidi e delle spese legate a queste stesse famiglie&#8221;.</p>



<p>Per l&#8217;eurodeputata del Carroccio, sostenitrice della lotta dura all&#8217;Islam radicale e della <a href="https://x.com/annacisint/status/1923718718120403158">&#8220;remigrazione&#8221;</a>, un livello così alto di rimesse all&#8217;estero “erode le finanze degli enti locali e lascia il territorio senza reale ricaduta economica” e renderebbe necessario un <strong>piano nazionale per il controllo delle rimesse</strong> e un monitoraggio del Welfare dato a chi non restituirebbe nulla al territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Una critica mal posta</h2>



<p>La lettura della politica friulana è fuorviante: lo è per il fatto che <strong>il collegamento tra rimesse e servizi erogati agli stranieri</strong> è strumentale. Le rimesse sono inviate dagli stranieri <strong>facendo leva sul reddito disponibile</strong> dopo il pagamento delle imposte che finanziano i servizi, dunque con il denaro di cui ogni cittadino può fare libero uso. <strong>Nessun servizio di Welfare o assistenza erogato a cittadini stranieri</strong> è condizionato, nella decisione se concederlo o meno, dal fatto che questi inviino o meno risorse economiche all&#8217;estero, ma dal tenore di vita che il lavoro che alimenta le rimesse stesse consente di avere e dal rischio di esclusione sociale.</p>



<p><em>En passant</em>, appare strano che un membro della Lega, partito a favore della libertà d&#8217;impresa e ostile a molte forme di controllo sull&#8217;uso del denaro (come la lotta al contante), intenda <strong>farsi promotore di un controllo sul movimento di cifre singolarmente ridotte mosse da cittadini a reddito generalmente medio-basso</strong>. Detto in un concetto, non è forse caro alla Lega di cui Cisint è membro di spicco il principio secondo cui, pagate le imposte, ognuno del proprio denaro dovrebbe fare ciò che gliene pare? E non sarebbe problematico condizionare in questa scelta i lavoratori stranieri, penalizzando la possibilità di inviare riserve? L&#8217;idea dello Stato che mette le mani nel portafoglio dei cittadini si riproporrebbe, creando un precedente certamente poco gradito agli elettori del Carroccio.</p>



<p>Inoltre, <strong>proprio di recente il ministro dell&#8217;Interno del governo Meloni di cui la Lega fa parte, Matteo Piantedosi</strong>, si è recato in visita in Bangladesh per incontrare a Dacca&nbsp;il ministro degli Espatriati Asif Nazrul e completare la firma di un protocollo d&#8217;intesa, il Memorandum interministeriale Migrazione e Mobilità, volto a favorire l&#8217;ingresso in Italia di lavoratori regolari e contrastare il traffico d&#8217;esseri umani e chi sfrutta l&#8217;immigrazione clandestina. Segno che il dialogo tra Stati va oltre ogni semplificazionismo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rischi del nativismo</h2>



<p>Incentivare una retorica nativista o nazionalista su un dato che riguarda la sfera privata dell&#8217;economia famigliare e domestica, i rapporti tra expat e residenti dei Paesi d&#8217;origine che sperano nelle risorse provenienti dall&#8217;Occidente e potenzialmente il soft power italiano in Stati dalla crescente rilevanza economica e geopolitica, rischia di remare contro l&#8217;interesse dell&#8217;Italia. E danneggiare quel &#8220;<strong>diritto a non emigrare</strong>&#8221; che renda la decisione di lasciare il proprio Paese non tanto una necessità dettata da disperazione o ricerca di prospettive di vita migliori di fronte a problematiche insostenibili in patria quanto piuttosto una libera, consapevole scelta non forzata. Qualche centinaio di euro al mese mandato da stranieri (del Bangladesh o altri Stati) residenti in Italia nei Paesi d&#8217;origine può aiutare più di molta retorica fine a sé stessa.</p>



<p><strong><em>Su InsideOver parliamo di fatti, dati e concretezza prima che di logiche preconcette. Giudichiamo con alla mano informazioni verificabili e realistiche. Se credi in questo modo di fare informazione, sostienici, <a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonati e contribuisci a far crescere questo ambizioso progetto!</a></em></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/rimesse-allestero-dei-lavoratori-stranieri-83-miliardi-di-euro-che-aiutano-italia.html">Rimesse all&#8217;estero dei lavoratori stranieri: 8,3 miliardi di euro che aiutano &#8216;Italia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 55/199 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-09-22 23:01:13 by W3 Total Cache
-->