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	<title>Maroš Sefčovič Archives - InsideOver</title>
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		<title>La corsa globale  ai rottami di alluminio: Ue, Usa e Cina puntano ad una risorsa strategica</title>
		<link>https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/ue-usa-cina-corsa-rottami-alluminio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Jan 2026 05:47:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia circolare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rottami di alluminio (freepik)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ue, Usa e Cina si contendono i rottami di alluminio, diventati una risorsa strategica per decarbonizzazione e sicurezza industriale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/ue-usa-cina-corsa-rottami-alluminio.html">La corsa globale  ai rottami di alluminio: Ue, Usa e Cina puntano ad una risorsa strategica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Rottami di alluminio (freepik)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/01/alumium-scrap-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Per anni <strong>i rottami di alluminio</strong> sono stati considerati un semplice sottoprodotto industriale, materia prima di seconda fascia in un mercato dominato dalla produzione primaria; <a href="https://www.reuters.com/markets/europe/aluminium-scrap-is-new-battle-front-critical-minerals-war-2025-11-21/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">oggi, invece, si trovano al centro della guerra globale per i minerali critici.</a> La svolta arriva <strong>dall’Unione Europea</strong>, che ha individuato negli scarti <strong>una risorsa strategica</strong> per raggiungere gli obiettivi di autonomia industriale e di riduzione delle emissioni. Secondo il Commissario per il Commercio e la sicurezza economica<em> </em><strong>Maroš Sefčovič</strong>, oltre <strong>un milione di tonnellate di rottami lasciano ogni anno il blocco sotto forma di esportazioni</strong>, erodendo un patrimonio industriale che servirebbe alla transizione verde europea.</p>



<p>Bruxelles sta quindi preparando <a href="https://x.com/ftcommodities/status/1990717234629485012" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una “misura equilibrata” <strong>per trattenere i materiali più preziosi nel mercato interno</strong></a>, un passo reso necessario dalla crescente dipendenza del settore europeo dell’alluminio dal riciclo. La produzione primaria del continente, infatti, è scesa di un quarto dal 2011, schiacciata dai costi energetici e l’alluminio riciclato &#8211; che richiede solo il <strong>5% dell’energia</strong> necessaria a produrre metallo vergine &#8211; è diventato una colonna portante della decarbonizzazione. L’Ue punta a coprire con il riciclo il <strong>25% del fabbisogno di minerali critici</strong> <strong>entro il 2030</strong>, e proprio l’alluminio è già uno dei settori più maturi per raggiungere questo risultato.</p>



<p><strong>Ma il flusso in aumento di rottami in uscita minaccia questa strategia</strong>: l’associazione European Aluminium avverte che il 15% della capacità dei forni di riciclo europei è già fermo per mancanza di materiale, un segnale che l’equilibrio tra domanda e offerta si sta rapidamente deteriorando.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">EU announces plans to restrict aluminium scrap exports <a href="https://t.co/9h8u1VHHSy">https://t.co/9h8u1VHHSy</a></p>&mdash; FT Commodities (@ftcommodities) <a href="https://twitter.com/ftcommodities/status/1990717234629485012?ref_src=twsrc%5Etfw">November 18, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Tariffe, distorsioni e capacità a rischio</h2>



<p>Il nervo scoperto della contesa è soprattutto commerciale: secondo l’industria europea, la responsabilità della fuga di rottami verso gli Stati Uniti è legata alle tariffe americane sulle importazioni di metallo primario e prodotti semifiniti. I rottami, invece, sono esclusi dai dazi e questo ha creato un differenziale di prezzo <strong>che rende il mercato statunitense più attraente per i riciclatori europei.</strong></p>



<p>I dati disponibili mostrano che le spedizioni dall’Ue verso gli Usa sono cresciute &#8211; in particolare da Germania e Spagna &#8211; seppur partendo da livelli bassi. I principali fornitori restano Messico e Canada, ma la tendenza è chiara: <strong>più rottami europei stanno attraversando l’Atlantico.</strong> Anche negli Stati Uniti, però, cresce la preoccupazione: <a href="https://it.insideover.com/economia-circolare/usa-stop-export-lattine-alluminio-cina-sicurezza-nazionale.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">l’Aluminum Association teme di perdere rottami di alto valore verso la Cina</a> e chiede nuove forme di controllo sulle esportazioni. Questo clima di tensione evidenzia come la competizione non riguardi più soltanto gli input primari, ma <strong>anche il materiale riciclato che sostiene le filiere domestiche.</strong></p>



<p>Nel frattempo, <strong>la capacità europea di riciclo si indebolisce</strong>: i forni fermi, la scarsità di materia prima e il calo della produzione primaria spingono l’industria in un equilibrio sempre più fragile. </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
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<h2 class="wp-block-heading">Tipologie di rottami e nuove tensioni geopolitiche</h2>



<p>Dietro la definizione generica di “rottami di alluminio” si nasconde un mondo eterogeneo: <strong>non tutti i materiali hanno lo stesso valore industriale</strong> e le dinamiche di commercio internazionale variano a seconda del grado di purezza. Quelli di basso livello, come “Zorba” o “Twitch” &#8211; provenienti in gran parte <a href="https://it.insideover.com/economia-circolare/rifiuti-auto-ue-accordo-regolamento-economia-circolare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">da automobili fuori uso</a> &#8211; sono difficili e costosi da trattare. Per questo, sia Stati Uniti che Unione Europea li hanno esportati per anni verso paesi come <strong>Cina, India, Malesia e Thailandia</strong>, dove il costo della lavorazione è inferiore.</p>



<p>La Cina ha limitato nel 2020 l’ingresso di rottami di bassa qualità, ma questo ha generato un flusso indiretto: <strong>molti materiali vengono prima trattati nel Sud-Est asiatico e poi spediti ai riciclatori cinesi</strong>. </p>



<p>Diverso è il caso dei rottami di alta purezza, come le lattine per bevande: gli Usa ne importano grandi quantità, ma allo stesso tempo ne esportano altrettante: nel 2024 hanno registrato un <strong>deficit commerciale di un milione di tonnellate</strong> di rottami, con India, Thailandia e Malesia tra le principali destinazioni. È questo materiale di qualità elevata a essere al centro delle richieste di restrizioni e nuovi controlli da parte dell’industria occidentale.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">Aluminium scrap is the new battle front in critical minerals war &#8211; column by <a href="https://twitter.com/AndyHomeMetals?ref_src=twsrc%5Etfw">@AndyHomeMetals</a>  <a href="https://t.co/rp11bLxHce">https://t.co/rp11bLxHce</a></p>&mdash; Reuters Energy and Commodities (@ReutersCommods) <a href="https://twitter.com/ReutersCommods/status/1991793384495911187?ref_src=twsrc%5Etfw">November 21, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La Cina punta al dominio del riciclo</h2>



<p>Dietro l’attuale escalation commerciale c’è soprattutto la proiezione industriale <a href="https://it.insideover.com/economia-circolare/europa-la-scossa-di-bruxelles-sulle-materie-prime-il-nemico-e-la-cina.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">della Cina</a>, già leader globale nella produzione primaria di alluminio e ora sempre più determinata a dominare anche il mercato secondario: Pechino ha incrementato rapidamente le importazioni di rottami riciclabili e punta a portare la capacità annuale di riciclo a <strong>15 milioni di tonnellate entro il 2027</strong>, una crescita che potrebbe assorbire una quota enorme del materiale disponibile sui mercati occidentali.</p>



<p>Dal canto suo, l’Ue prepara misure <strong>per trattenere almeno parte dei rottami nel mercato interno</strong>, l’industria statunitense chiede restrizioni ad hoc, mentre la Cina amplia la sua capacità in modo aggressivo. Nel mezzo, un dato emblematico: gli Usa hanno riciclato solo <strong>il 43%</strong> <strong>delle lattine in alluminio nel 2023</strong>, contro una media globale del<strong> 75%</strong>. Una quota importante di materiale ad alta qualità viene letteralmente sprecata, aggravando la dipendenza da importazioni.</p>



<p>Se la disponibilità di rottami diventa una questione strategica, è anche perché <strong>gran parte della soluzione si trova all’interno dei confini nazionali</strong>: incrementare il riciclo domestico, migliorare la raccolta e trattenere i rottami più preziosi potrebbe determinare il vantaggio competitivo del prossimo decennio, perché la guerra dei minerali critici, oggi, passa anche dai cassonetti.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/economia/economia-circolare/ue-usa-cina-corsa-rottami-alluminio.html">La corsa globale  ai rottami di alluminio: Ue, Usa e Cina puntano ad una risorsa strategica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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