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	<title>Kgosientsho Ramokgopa Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
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	<title>Kgosientsho Ramokgopa Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il Sudafrica riaccende il nucleare: caccia agli scienziati, nuovi laboratori e tante ambizioni strategiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Claudia Maria Iannello]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 05:47:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Koeberg nuclear power facility in South Africa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Sudafrica riattiva i laboratori nucleari, rilancia il PBMR e punta ai mercati globali di combustibili e piccoli reattori modulari.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Koeberg nuclear power facility in South Africa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-1536x1025.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/11/OVERCOME_20251125093957664_f4c5e96f6f2c80a748e59fcfc21b2a48-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Sudafrica ha deciso di rimettere mano a un capitolo rimasto troppo a lungo sospeso: il governo di Pretoria ha infatti annunciato <a href="https://www.aa.com.tr/en/africa/south-africa-moves-to-revive-nuclear-power-projects-ramp-up-research/3745440" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il rilancio completo del proprio programma nucleare</a>, segnando un cambio di passo che potrebbe influenzare non solo il Paese ma l’intero continente. A spiegare la nuova direzione è stato il ministro dell’Energia, <strong>Kgosientsho Ramokgopa</strong>, durante un incontro con la stampa nella capitale. Il messaggio è stato diretto: <strong>il Sudafrica non intende restare indietro nella corsa globale alla tecnologia atomica</strong>, soprattutto nel segmento emergente dei reattori di nuova generazione.</p>



<p>Negli ultimi anni il Paese ha dovuto affrontare <strong>una profonda crisi energetica</strong>, con blackout ricorrenti e una rete elettrica incapace di sostenere la crescita economica. L’affidabilità delle centrali a carbone è crollata, mentre le fonti rinnovabili non sono ancora in grado di garantire la continuità necessaria a un sistema industriale complesso. È in questo scenario che Pretoria ha scelto di guardare nuovamente al nucleare come opzione strategica per garantire stabilità, autonomia e un punto di partenza per lo sviluppo di tecnologie altamente specializzate.</p>



<p>Ramokgopa ha parlato esplicitamente di un <strong>“programma nazionale da ricostruire”</strong>, sottolineando come la dispersione degli ingegneri e la chiusura dei laboratori abbiano lasciato il Paese indietro di almeno una generazione rispetto alle principali potenze nucleari. Il nuovo indirizzo del governo, però, punta a invertire la tendenza attraverso investimenti ad hoc e partnership con università e istituti di ricerca.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">South Africa will revive stalled nuclear projects and reopen key research sites to rebuild expertise and enter emerging reactor fuel markets, Energy Minister Kgosientsho Ramokgopa said <a href="https://t.co/5xkysHPRhk">https://t.co/5xkysHPRhk</a></p>&mdash; Anadolu English (@anadoluagency) <a href="https://twitter.com/anadoluagency/status/1990223372454625608?ref_src=twsrc%5Etfw">November 17, 2025</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">Laboratori riattivati e formazione di nuovi scienziati</h2>



<p>Uno degli elementi più rilevanti della nuova strategia è <strong>la riapertura delle infrastrutture di ricerca</strong> rimaste inattive per oltre un decennio: il ministero ha confermato la riattivazione dei laboratori dedicati allo sviluppo del combustibile nucleare, dei siti di test all’elio e del centro per la quantificazione dei materiali destinati ai reattori ad alta temperatura. Tutto sarà coordinato dalla <strong>South African Nuclear Energy Corporation (NECSA)</strong>, che torna a essere il perno del sistema scientifico nazionale.</p>



<p>Il governo ha già avviato collaborazioni con le principali università per sviluppare percorsi di specializzazione dedicati alla fisica dei reattori, all’ingegneria dei materiali e alle tecnologie del ciclo del combustibile.</p>



<p>Ramokgopa ha parlato apertamente della volontà di diventare <strong>“un attore imprescindibile”</strong> nella fornitura di combustibile per i reattori di nuova generazione, una dichiarazione che riflette l’ambizione di rientrare nei circuiti globali più strategici del settore. A sostegno di questa visione, il governo ha previsto nuovi finanziamenti e l’avvio di <strong>un programma nazionale di reclutamento</strong> volto a riportare nel Paese gli specialisti che avevano lasciato <a href="https://it.insideover.com/geopolitica-della-salute/il-paradosso-sanitario-del-sudafrica-strutture-deccellenza-e-sistema-al-collasso.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">il Sudafrica</a> negli anni di stallo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">PBMR e piccoli reattori modulari</h2>



<p>Una parte importante del rilancio passa dal riavvio del programma del <a href="https://www.neimagazine.com/news/south-africa-declares-new-era-for-nuclear-power/?cf-view" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Pebble Bed Modular Reactor (PBMR)</a>, una delle iniziative tecnologiche più promettenti del continente, poi bloccata per mancanza di fondi e difficoltà operative. Il Sudafrica &#8211; ha ricordato Ramokgopa &#8211; ha perso sedici anni nello sviluppo di questa tecnologia, un intervallo che ha lasciato spazio alla concorrenza internazionale e ha disperso molte delle competenze accumulate. Colmare questo divario richiede uno sforzo coordinato, che comprende accordi con i partner tecnologici ancora attivi e la ripresa dei progetti di ricerca interrotti.</p>



<p>Il PBMR riveste un ruolo strategico in quanto si inserisce nel mercato emergente <strong>dei piccoli reattori modulari (SMR)</strong>, considerati da molti come una delle principali tecnologie energetiche del prossimo trentennio. <a href="https://it.insideover.com/energia/polonia-in-arrivo-i-primi-reattori-modulari-deuropa-cosi-varsavia-inaugura-la-nuova-era-del-nucleare.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gli SMR</a> promettono maggiore sicurezza, costi operativi più contenuti e un livello di flessibilità ideale per i Paesi che necessitano di integrare energia stabile senza investire in impianti di grandi dimensioni. Il Sudafrica, che già in passato era stato tra i pionieri del settore, punta ora a rientrare in questo mercato con un’offerta competitiva.</p>



<p>Il governo ha inoltre confermato che NECSA sta proseguendo nello sviluppo di <strong>un nuovo reattore di ricerca polivalente</strong>, un progetto che deriva da una decisione del 2021 e che avrà ricadute rilevanti anche in ambito medico, in particolare nella produzione di radioisotopi per l’oncologia. La spinta economica arriva da un finanziamento di 1,2 miliardi di rand, pari a circa <strong>70 milioni di dollari</strong>, destinato a potenziare le infrastrutture della corporation statale e a sostenere un piano che prevede la costruzione di <strong>5,2 gigawatt</strong> di nuova capacità nucleare domestica.</p>



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<div class="embed-responsive embed-responsive-16by9"><iframe loading="lazy" title="BREAKING NEWS: Minister Ramokgopa Announces Major Updates in SA’s Nuclear Energy Programme" width="500" height="281" src="https://www.youtube-nocookie.com/embed/gAX0ehgbk10?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div><script>ga("set", "video_embed", "youtube_gAX0ehgbk10");</script>
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<h2 class="wp-block-heading">Il Sudafrica come polo nucleare del continente</h2>



<p>A completare il quadro c’è la situazione della centrale di <strong>Koeberg</strong>, l’unico impianto nucleare operativo del continente africano. Negli ultimi mesi l’impianto ha registrato importanti progressi: Eskom ha sostituito tutti i generatori di vapore delle unità 1 e 3, mentre il National Nuclear Regulator ha concesso un’estensione di vent’anni alla vita operativa dell’unità 2, garantendo elettricità fino al 2045. Con i suoi <strong>1.860 megawatt complessivi</strong>, Koeberg rimane un pilastro del sistema energetico nazionale e un punto di riferimento per l’intera regione.</p>



<p>Il suo futuro si intreccia direttamente con le ambizioni di Pretoria: la capacità di garantire energia di base stabile è fondamentale per sostenere l’espansione delle rinnovabili, che richiedono una fonte di bilanciamento affidabile per evitare ulteriori destabilizzazioni della rete. Il nucleare &#8211; secondo il governo &#8211; rappresenta <strong>l’unica opzione in grado di fornire continuità</strong>, ridurre la dipendenza dal carbone e aprire margini di industrializzazione avanzata.</p>



<p>In un continente in cui la domanda energetica cresce rapidamente, essere l’unico Paese con infrastrutture atomiche attive e in espansione offre un vantaggio competitivo significativo. Il Sudafrica punta dunque a posizionarsi come <strong>centro di competenza regionale</strong>, capace di attrarre partnership internazionali, fornire know-how e inserirsi nelle catene globali del combustibile nucleare.</p>
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		<title>Dall&#8217;Egitto al Kenya, l&#8217;Africa culla il sogno del nucleare tra ottimismo e illusione</title>
		<link>https://it.insideover.com/energia/dallegitto-al-kenya-lafrica-culla-il-sogno-del-nucleare-tra-ottimismo-e-illusione.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Gagliano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Apr 2025 14:06:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia nucleare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Koeberg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nucleare" decoding="async" /></p>
<p>L’Africa corre. La demografia galoppa, lo sviluppo economico arranca ma preme, e il consumo di l’elettricità spinge il nucleare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/energia/dallegitto-al-kenya-lafrica-culla-il-sogno-del-nucleare-tra-ottimismo-e-illusione.html">Dall&#8217;Egitto al Kenya, l&#8217;Africa culla il sogno del nucleare tra ottimismo e illusione</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/Koeberg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="nucleare" decoding="async" loading="lazy" /></p>
<p>L’Africa corre. La demografia galoppa, lo sviluppo economico arranca ma preme, e l’elettricità – quella che in Occidente diamo per scontata –<strong> diventa il nodo gordiano di un continente che nel 2050 ospiterà 2,4 miliardi di anime, contro gli 1,4 di oggi. </strong>Solo la metà di loro, al momento, accende una lampadina senza tremare per un blackout. In questo scenario, l’energia nucleare si affaccia come una sirena: potente, stabile, ma carica di promesse che puzzano di propaganda e di rischi che nessuno vuole nominare troppo forte.</p>



<p><strong><a href="https://it.insideover.com/societa/gli-zama-zama-del-sudafrica-mesi-nascosti-sotto-terra-per-unoncia-doro.html">Il Sudafrica è il pioniere,</a></strong> con la centrale di Koeberg, dal 1984 ronzante a 30 chilometri da Città del Capo. Due reattori da 900 MW ciascuno, un 5% del fabbisogno nazionale. Non basta. Il ministro <strong>Kgosientsho Ramokgopa</strong> lo dice chiaro: servono 60 miliardi di rand (circa 3 miliardi di euro) per un nuovo reattore multiuso, perché i blackout sono un lusso che Pretoria non si può più permettere. I soldi? Si cercano all’estero, tra privati con il portafoglio gonfio e poca pazienza per le lentezze africane.</p>



<p><strong>Poi c’è l’Egitto</strong>, che nel 2022 ha stretto la mano alla russa Rosatom per El Dabaa, sul Mediterraneo. Quattro reattori da 1.200 MW l’uno, un colosso da 30 miliardi di euro, di cui <strong>l’85% arriva da un prestito di Mosca lungo 22 anni</strong>. Ventimila operai al lavoro, <em>completion</em> prevista per il 2031. È il gioco delle grandi potenze: la Russia pianta bandiere energetiche, mentre l’Occidente guarda altrove, troppo preso a predicare rinnovabili che non sempre funzionano sotto il sole africano.</p>



<p>Il Ghana vuole esserci. <strong>Nuclear Power Ghana ha messo gli occhi su Nsuban</strong>, costa occidentale, con Obotan come piano B. L’AIEA ha dato l’ok, ma la gara per l’appalto è un ring geopolitico: Cina (CNNC), Francia (EDF), Stati Uniti (NuScale) e ancora Russia (Rosatom). Il 2030 era il traguardo, ma i lavori partiranno – forse – nel 2028, e ci vorranno almeno cinque anni. Problema: il Ghana produce 5,5 GW totali, e l’AIEA avverte che un reattore da 1 GW non deve pesare più del 10% della rete. Prima di sognare l’atomo, Accra deve gonfiare la sua capacità energetica. E poi c’è il Fondo Monetario Internazionale, che tiene il Paese al guinzaglio con i suoi aiuti: autonomia energetica? Un miraggio, per ora.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma le rinnovabili</h2>



<p>Altrove, <strong>la Nigeria ha firmato con Rosatom</strong> per 2.400 MW a Geregu, per illuminare Abuja senza inciampi. <strong>Il Kenya punta su Kilifi</strong>, 1.000 MW dal 2027, 5 miliardi di euro sul piatto. E poi una lista lunga come un rosario: Algeria, Burkina Faso, Etiopia, Marocco, Niger, Namibia, Rwanda, Senegal, Sudan, Tanzania, Tunisia, Uganda, Zambia, Zimbabwe. Tutti con un sogno nucleare in testa, tutti a caccia di finanziamenti che non arrivano mai in tempo. La World Nuclear Association profetizza 18mila MW installati entro il 2040. Ottimismo o illusione?</p>



<p>L’Africa ha fame di energia, e il nucleare sembra una risposta. Stabile, non intermittente come solare ed eolico, dicono i suoi apostoli. Peccato che <strong>le rinnovabili coprano già il 55% del consumo continentale</strong>, secondo l’UN Sustainable Development Group, e crescano rapide. Il nucleare, allora, sa di scommessa fuori tempo massimo, un’eco delle ambizioni europee – Italia inclusa – che oggi arrancano tra scorie radioattive senza casa e costi stellari. In Italia, per dire, il deposito nazionale per i rifiuti nucleari è un rebus irrisolto da decenni. Figurarsi in Africa, dove i Governi spesso non controllano nemmeno i confini.</p>



<p>Eppure, la strada è tracciata: un mix energetico, perché nessuno vuole mollare nulla. Solare, eolico, idroelettrico da una parte; nucleare dall’altra; fossili – oil &amp; gas – in mezzo, con i big internazionali che dettano legge. <strong>Cina e Russia si spartiscono la torta atomica</strong>, mentre l’Occidente tentenna, predicando verde ma lasciando il campo libero. L’Africa, come sempre, è il tavolo su cui si gioca una partita più grande di lei. E le scorie? Quelle, per ora, sono un problema di domani.</p>
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