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	<title>Joseph Nye Archives - InsideOver</title>
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		<title>Presentato alla Camera il rapporto per una strategia di sicurezza nazionale</title>
		<link>https://it.insideover.com/difesa/presentato-alla-camera-il-rapporto-per-una-strategia-di-sicurezza-nazionale.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2025 04:59:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Difesa]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza nazionale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/IMG_0922-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Presentato alla Camera il rapporto per una strategia di sicurezza nazionale. Cosa c'è di buono e cosa invece manca? </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/difesa/presentato-alla-camera-il-rapporto-per-una-strategia-di-sicurezza-nazionale.html">Presentato alla Camera il rapporto per una strategia di sicurezza nazionale</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>Lunedì 16 giugno <a href="https://comunicazione.camera.it/archivio-prima-pagina/19-50550">è stato presentato</a>, alla <strong>Camera dei Deputati</strong>, il “Rapporto per una strategia di sicurezza nazionale”. Il documento è stato redatto da una squadra di esperti individuati da “<a href="https://www.futuriprobabili.it/progetti/2030-2040-futuri-probabili">2030-2040 Futuri probabili</a>”, un progetto di ricerca che si occupa di ricerca transdisciplinare nato nel 2024, per “proporre all’attenzione dei decisori politici le aree che potrebbero prioritariamente rientrare nella nostra strategia”. </p>



<p>Si afferma, nell&#8217;<em>incipit</em>, che la selezione delle tematiche non è stata esaustiva, ma operata sulla base del contesto internazionale, delle priorità, del cambiamento d’epoca, dei bisogni interni, delle minacce e delle opportunità, degli obbiettivi sociali ed economici. Il Rapporto individua le <strong>aree di maggiore rilevanza strategica</strong>, ma non propone soluzioni, se non quando richiama soluzioni già in corso. Si tratta quindi di un documento di orientamento che analizza le principali minacce e criticità riguardanti la sicurezza nazionale, che prende le mosse dall&#8217;assunto che “la sicurezza,non consiste solo nella difesa militare […] ma comprende anche la libertà dei cittadini di effettuare le proprie scelte nella vita quotidiana, la certezza di una formazione adeguata alle necessità del lavoro e della vita, la possibilità di disporre dei beni e dei servizi essenziali, di energia, di alimenti, di un ambiente sicuro senza costrizioni politiche e senza condizionamenti economici o sociali” per cercare di essere una linea guida per la definizione governativa di una strategia di sicurezza nazionale. </p>



<p>Il documento si articola su <strong>diverse aree tematiche</strong>, ma è particolarmente <strong>centrato sulla dimensione marittima</strong> del nostro Paese, con un&#8217;ampia sezione dedicata al Mediterraneo e all&#8217;ambiente subacqueo. Si trovano pertanto considerazioni già individuate dagli esperti della <strong>Marina Militare</strong> e ribadite da tempo dallo Stato Maggiore Marina: il Mediterraneo è attraversato da oltre il 20% del traffico marittimo mondiale; inoltre, più del 16% del traffico digitale globale transita lungo le sue dorsali sottomarine. Il Mare Nostrum è contornato da e sede di instabilità diffusa, che può mettere seriamente a rischio il benessere e la sicurezza dei nostri concittadini.</p>



<p>Si ritrova anche il concetto di <strong>Mediterraneo Allargato</strong>, visto come spazio in cui “occorre coordinare l’uso degli strumenti nazionali diplomatici, economici, securitari, culturali, informativi e di cooperazione, con il fine di assumere e mantenere un ruolo centrale e di rilievo in questo importante spazio geopolitico”. Viene ribadita la <strong>proiezione euro-atlantica</strong> ed euro-mediterranea del nostro Paese (del resto individuate in ogni DPP Difesa), e benché venga citata la partecipazione italiana all’India-Middle East-Europe Economic Corridor e venga individuato il “<em><strong>pivot to Asia</strong></em>” degli interessi globali, con lo spostamento del baricentro geopolitico dall&#8217;Atlantico al Pacifico, la zona geografica compresa nella dottrina del Mediterraneo Allargato viene vista ancora come un recinto d&#8217;azione per garantire gli interessi nazionali, dimenticando il concetto di <strong>interdipendenza</strong>, valido globalmente come riferiva <strong>Joseph Nye</strong>, che lega strettamente le sorti del Mediterraneo Allargato a quelle dell&#8217;<strong>Indo-Pacifico</strong>, essendo sede ed origine di linee di comunicazione marittima fondamentali per il nostro sistema Paese che, negli ultimi lustri, sono minacciate dal nazionalismo espansionista della Repubblica Popolare Cinese (Taiwan – Mar Cinese Meridionale).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Focus sul trasporto marittimo</h2>



<p>Siamo d&#8217;accordo sulla conclusione di questa analisi marittima, ovvero che una strategia di sicurezza nazionale deve considerare la dimensione marittima come uno dei temi portanti, fondamentale per la competitività economica e la stabilità geopolitica dell&#8217;Italia e che proteggere le rotte marittime e l’industria della navigazione italiana significa tutelare gli interessi nazionali, anche ai fini dell’incremento dell&#8217;autonomia energetica. </p>



<p>Considerata anche <strong>l&#8217;importanza del Piano Mattei</strong> voluto dall&#8217;attuale Governo, definito come “un modello di cooperazione paritaria tra Italia e Africa”, e sottolineando la sua attenzione particolare dedicata alla formazione delle giovani generazioni africane, essenziale per lo sviluppo civile ed economico. Molto interessante il capitolo sul <strong>trasporto marittimo nazionale</strong>, una criticità ben nota da decenni e che <a href="https://it.insideover.com/difesa/litalia-alla-frontiera-del-mediterraneo-allargato-nuovi-indirizzi-pratici-di-strategia-marittima.html">abbiamo recentemente ricordato</a>. Si afferma infatti che il trasporto marittimo pesa per il 60% dell&#8217;interscambio internazionale italiano, e si definisce la flotta mercantile italiana, diversificata in tutti i settori di maggior rilievo per l’industria nazionale, un asset strategico fondamentale.</p>



<p>Individuati anche i <strong>problemi ambientali</strong> nell&#8217;area mediterranea, che possono mettere a rischio la <strong>sicurezza alimentare</strong> nazionale, pertanto si è considerato anche l&#8217;approvvigionamento degli alimenti senza dimenticare la sicurezza energetica e tecnologica, data appunto anche, ma non solo dall&#8217;inclusione dell&#8217;ambiente (ma meglio definirlo dominio) subacqueo per via delle risorse minerarie ivi presenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Dalle tecnologie digitali allo spazio</h2>



<p>Il capitolo sulle <strong>priorità italiane</strong> per la sicurezza nazionale identifica aree strategiche fondamentali per garantire la stabilità del Paese e affrontare le sfide globali. Nel rapporto si individua la necessità di rafforzare la rapidità decisionale delle <strong>istituzioni democratiche</strong>, contrastare l&#8217;autoritarismo digitale e promuovere i valori democratici. Il contrasto al <strong>crimine organizzato</strong>, la cui pericolosità è amplificata dalle nuove tecnologie. Le <strong>tecnologie digitali</strong> viste non solo come <em>enabler</em> ma come possibile minaccia per quanto riguarda il rapporto con le le Big Tech e per quanto riguarda la sicurezza informatica. Interessante, in questo paragrafo, l&#8217;individuazione delle <strong>neurotecnologie</strong> come potenzialmente pericolose se mal utilizzate e non regolamentate, da cui deriva la necessità di garantire la libertà cognitiva. Ancora l&#8217;energia, con l&#8217;obiettivo di diversificare le fonti e ridurre la dipendenza estera, infine lo <strong>spazio</strong>, visto come un settore strategico per la sicurezza e lo sviluppo tecnologico.</p>



<p>Il rapporto individua anche altre <strong>criticità</strong> come l&#8217;approvvigionamento di materie prime critiche, il dissesto idrogeologico e l&#8217;agricoltura, nonché la formazione del “capitale umano”, ma secondo chi scrive manca di una parte fondamentale che si lega strettamente alla capacità cognitiva, alla difesa dei principi democratici, alla sicurezza tecnologica e perfino energetica, ovvero la necessità di individuare strumenti statali e collettivi per la difesa dalla <strong>multiformità della guerra ibrida moderna</strong>, che spazia dalla disinformazione alle azioni cinetiche sulle linee sottomarine passando per le tecniche di guerra cognitiva. Tutti fenomeni che incidono pesantemente, ad esempio, sulla capacità decisionale della popolazione e quindi, di riflesso, sull&#8217;efficacia della liberaldemocrazia.</p>
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