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	<title>José Miguel Vivanco Archives - InsideOver</title>
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	<title>José Miguel Vivanco Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>I migranti venezuelani cadono nel conflitto armato colombiano</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/i-migranti-venezuelani-cadono-nel-conflitto-armato-colombiano.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Bertelli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Sep 2019 06:50:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cocaina]]></category>
		<category><![CDATA[Farc]]></category>
		<category><![CDATA[Migranti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I migranti venezuelani si dirigono verso la Colombia (LaPresse)" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>I fori dei proiettili ricoprono ancora le pareti della casa in cui Dalila (pseudonimo) viveva con i suoi due figli di 17 e 14 anni. La famiglia non voleva lasciare la regione di Catatumbo, nordest della Colombia, nonostante la zona fosse teatro di scontri continui tra fazioni rivali di gruppi armati insorgenti e l’esercito nazionale. Almeno &#8230; <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-migranti-venezuelani-cadono-nel-conflitto-armato-colombiano.html">[...]</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-migranti-venezuelani-cadono-nel-conflitto-armato-colombiano.html">I migranti venezuelani cadono nel conflitto armato colombiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1278" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="I migranti venezuelani si dirigono verso la Colombia (LaPresse)" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/09/Migranti-venezuelani-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><span style="font-weight: 400;">I fori dei proiettili ricoprono ancora le pareti della casa in cui Dalila (pseudonimo) viveva con i suoi due figli di 17 e 14 anni. </span><span style="font-weight: 400;">La famiglia non voleva lasciare la regione di Catatumbo, nordest della <strong>Colombia</strong>, nonostante la zona fosse teatro di scontri continui tra fazioni rivali di gruppi armati insorgenti e l’esercito nazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Almeno fino al giorno in cui tre uomini armati e in uniforme non si sono presentati alla porta di Dalila per reclutare i suoi figli.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">La donna ha risposto che prima avrebbero dovuto ammazzarla. E allora le hanno dato qualche ora per fare i bagagli e sparire per sempre. </span><span style="font-weight: 400;">&#8220;Omicidi, sparizioni, violenze sessuali, reclutamento forzato di minori come soldati, mine antiuomo vengono utilizzati come strumenti per il controllo del territorio da tre diversi gruppi armati&#8221;, spiega a </span><i><span style="font-weight: 400;">Inside Over</span></i> <a href="https://twitter.com/intent/follow?screen_name=JMVivancoHRW"><span style="font-weight: 400;">José Miguel Vivanco</span></a><span style="font-weight: 400;">, direttore della divisione delle Americhe di Human Rights Watch (Hrw), organizzazione non governativa </span><a href="https://www.hrw.org/news/2019/08/08/colombia/venezuela-attacks-civilians-border-area"><span style="font-weight: 400;">che ha raccolto </span><span style="font-weight: 400;">80 testimonianze dirette dalla regione</span></a><span style="font-weight: 400;">. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Dal 2017, il Catatumbo conta più di 40mila sfollati, costretti a lasciare la propria casa. &#8220;</span><span style="font-weight: 400;">Qui ogni giorno ci sono due o tre morti, uccidono i responsabili delle comunità&#8221;, ha dichiarato un leader comunitario ai ricercatori. I dati ufficiali sono inferiori, ma comunque preoccupanti: nel 2018 si sono verificati 231 omicidi, un numero doppio rispetto al 2015.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo il Procuratore generale colombiano, nove delle vittime nel 2017 erano attivisti per i diritti umani e leader comunitari. </span><span style="font-weight: 400;">Una violenza così diffusa che, nemmeno 48 ore dopo la presentazione del rapporto, gli abitanti del municipio di Teorama rimanevano bloccati per una sparatoria tra <strong>l’Esercito di liberazione nazionale (Eln)</strong> e presunti dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), secondo quanto riportato dal quotidiano locale </span><a href="https://www.eltiempo.com/colombia/otras-ciudades/respuesta-de-alcaldes-en-catatumbo-sobre-informe-de-human-rights-watch-398584"><i><span style="font-weight: 400;">El Tiempo</span></i></a><span style="font-weight: 400;">.</span></p>
<h2>Il vuoto lasciato dalle Farc</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">La sotto regione di Catatumbo si trova al confine con il Venezuela, e questo la rende un passaggio chiave per il <strong>traffico di droga</strong>. Secondo la giornalista de </span><a href="https://elpais.com/internacional/2019/08/08/colombia/1565239072_387149.html"><i><span style="font-weight: 400;">El País</span></i></a> <a href="https://twitter.com/cataoquendo?lang=en"><span style="font-weight: 400;">Catalina Oquendo</span></a><span style="font-weight: 400;">, la zona è un concentrato dei problemi che affliggono la Colombia da mezzo secolo: povertà radicata, coltivazioni illegali e presenza di gruppi armati.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Il </span><a href="https://www.unodc.org/colombia/es/simci/simci.html"><span style="font-weight: 400;">Sistema integrato di Monitoraggio delle Nazioni Unite (Simci)</span></a><span style="font-weight: 400;"> ha rilevato come il Nord di Santander sia il secondo dipartimento con maggiore estensione di coltivazioni illegali, circa il 20% del totale nazionale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“I gruppi armati sono in lotta tra di loro per riempire il vuoto lasciato dalle Farc nella regione di Catatumbo,” spiega Vivanco. </span><span style="font-weight: 400;">Le <strong>Farc</strong>, la più potente organizzazione guerrigliera del paese, hanno infatti smobilitato dalla regione nel 2017 a seguito degli </span><a href="https://it.insideover.com/politica/colombia-la-lunga-marcia-delle-farc-2.html"><span style="font-weight: 400;">accordi di pace</span></a><span style="font-weight: 400;"> siglati con il governo colombiano dell’allora presidente Juan Manuel Santos.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">A contendere il controllo del territorio sono l’</span><a href="https://www.theguardian.com/world/gallery/2019/jun/21/colombias-last-rebel-army-in-pictures?CMP=share_btn_tw"><span style="font-weight: 400;">Esercito di Liberazione Nazionale</span></a><span style="font-weight: 400;"> (Eln), una formazione guerrigliera di estrazione marxista attiva dal 1964, l’Esercito Popolare di Liberazione </span><span style="font-weight: 400;">(Epl), formata nel 1967 e conosciuto anche con il soprannome Los Pelusos, e quei dissidenti delle Farc che non hanno accettato gli accordi di pace e la trasformazione in un partito legale.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Secondo il </span><a href="http://www.camara.gov.co/sites/default/files/2018-12/RESPUESTA%20MIN%20DEFENSA%20PROPO%2016.pdf"><span style="font-weight: 400;">Ministero della Difesa Colombiano</span></a><span style="font-weight: 400;">, l’Eln si sarebbe stabilito nella zona negli anni settanta, e avrebbe oggi circa 400 uomini operativi. L’Epl arrivò invece una ventina di anni più tardi, e oggi conterebbe con circa 200 effettivi nel territorio.</span></p>
<h2>I venezuelani reclutati nelle coltivazioni di coca</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">A finire in mezzo al fuoco incrociato non sono però solo i contadini colombiani e i leader sociali, ma anche i venezuelani in fuga dal loro Paese.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell’Onu (Ocha) stima infatti che nel Catatumbo vivano almeno circa <strong>25mila venezuelani</strong>, molto spesso senza documenti e in condizione di forte povertà. </span><span style="font-weight: 400;">Come dimostrano le testimonianze contenute nel rapporto, per guadagnare qualcosa i migranti lavorano nelle coltivazioni illegali di coca. “Io mi occupo di raccoglierla, ma insieme a me ci sono anche bambini di 8 anni,” rivela un quattordicenne intervistato da Hrw.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">L’organizzazione riporta che, dal 2017 a oggi, sono 47 le inchieste aperte per omicidi di venezuelani nella regione. La situazione potrebbe però essere peggiore, dato che i migranti evitano di sporgere denuncia per timore di essere rimpatriati. </span></p>
<h2>Gli sforzi non sufficienti a tutelare i diritti umani</h2>
<p><span style="font-weight: 400;">Human Rights Watch imputa però al governo colombiano di <strong>Iván Duque</strong> di non stare facendo sufficienti sforzi per tutelare i diritti umani e per garantire compensazione alle vittime.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“La strategia non può essere unicamente militare:</span><span style="font-weight: 400;"> bisogna migliorare e aumentare l’assistenza umanitaria per le persone sfollate, regolarizzare i venezuelani, dare risorse alle procure locali e occuparsi della protezione preventiva delle comunità” sostiene Vivanco.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">Lo scorso ottobre, il governo ha aumentato la presenza dell’esercito nella zona a <strong>5600 soldati</strong>. </span><span style="font-weight: 400;">Ma il report di Hrw denuncia come questa scelta abbia esacerbato alcuni problemi: residenti e lavoratori delle organizzazioni per la tutela dei diritti umani hanno infatti riportato atteggiamenti dei militari sprezzanti nei confronti dei civili, spesso accusati di essere complici della guerriglia. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400;">“Il presidente Duque ha riconosciuto i problemi della regione e sostiene che affronterà queste esigenze in modo integrale,” conclude Vivanco, “ora, speriamo che le dichiarazioni si traducano presto in un piano di azione.”</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/i-migranti-venezuelani-cadono-nel-conflitto-armato-colombiano.html">I migranti venezuelani cadono nel conflitto armato colombiano</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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