<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Jean monnet Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/jean-monnet/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/jean-monnet</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 09 May 2026 15:32:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>Jean monnet Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/jean-monnet</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 May 2026 15:30:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[Unione europea (Ue)]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=516509</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p> La Giornata dell'Europa si celebra il 9 maggio per ricordare la Dichiarazione Schuman. Vediamo quanto siamo lontani da quegli ideali. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html">Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Europa" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/europa-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Oggi noi europeisti di vecchia data staremmo festeggiando. Perché oggi, 9 maggio, è la Giornata dell&#8217;Europa. Staremmo, condizionale, perché essere europeisti sul serio impone di riconoscere che da festeggiare purtroppo c&#8217;è poco. Lontani sono i tempi in cui bastava l&#8217;Erasmus a farci credere che la strada del futuro fosse stata ormai imboccata. Dimenticati gli entusiasmi che solo un po&#8217; di mesi fa portava, in Italia, la gente piazza per esaltare l&#8217;Europa così com&#8217;è, e non come dovrebbe essere.</p>



<p><strong>Forse non tutti sanno perché la Giornata dell&#8217;Europa si celebra proprio il 9 maggio. </strong>La decisione fu presa a Milano nel 1985  in occasione di un vertice della Comunità europea (e confermata dal Parlamento europeo nel 2008) per celebrare la <strong>Dichiarazione Schuman</strong>, il politico francese (peraltro dichiarato Venerabile da papa Francesco nel 2021) che fu anche primo ministro e che pronunciò il suo più famoso discorso in qualità di ministro degli Esteri. Schuman, che con <strong>Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Jean Monnet è considerato uno dei &#8220;padri&#8221; della comunità europea</strong>, in quell&#8217;occasione (<a href="https://european-union.europa.eu/principles-countries-history/history-eu/1945-59/schuman-declaration-may-1950_it">il testo completo qui</a>) proponeva di avviare la costruzione della casa comune europea partendo da un punto forse limitato ma preciso: &#8220;Mettere l&#8217;insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un&#8217;organizzazione alla quale possono aderire gli altri Paesi europei&#8221;. </p>



<p>Rispetto ai discorsi anche pomposi che si sono fatti da allora, quel punto di partenza può sembrare un po&#8217; prosaico. Lo sapeva anche Schuman, che però aveva un&#8217;idea precisa in testa: &#8220;La solidarietà di produzione in tal modo realizzata farà sì che una <strong>qualsiasi guerra tra la Francia e la Germania diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile&#8221;</strong>. E se altri Paesi avessero aderito, quella condizione di reciproco vantaggio si sarebbe ulteriormente allargata, facendo da premessa alla pace permanente in Europa.</p>



<p>&#8220;Materialmente impossibile&#8221;, non teoricamente. Interesse economico e pace. Interesse comune uguale pace. Pace come prodotto e garanzia dell&#8217;interesse collettivo. Sono questi i capisaldi della Dichiarazione Schuman. Piatti piatti. Banali banali. Però c&#8217;è una ragione se Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet sono passati alla storia come dei grandi uomini politici. <strong>Perché vedevano lontano e sapevano andare dritti all&#8217;essenza delle cose. </strong>Guardiamoci intorno. L&#8217;Unione Europea, che di certo Schuman e gli altri avrebbero accolto come un grande risultato, ha vissuto in questo decennio due gravi crisi. La prima è stata la pandemia del COVID (2020-2023), con preoccupanti scricchiolii iniziali quando i Paesi europei presero a contendersi mascherine e respiratori in una reazione che sapeva di panico. Poi si arrivò all&#8217;acquisto collettivo dei vaccini, con <a href="https://it.insideover.com/politica/scandalo-pfizer-il-metodo-ursula-nelleuropa-che-cancella-ogni-dibattito.html">una gestione che ha peraltro lasciato zone d&#8217;ombra mai disperse.</a>   </p>



<h2 class="wp-block-heading">Scegliere la guerra invece della pace</h2>



<p>Poi, nel 2022, è arrivata l&#8217;aggressione russa all&#8217;Ucraina e lì è saltato quasi tutto. Per cominciare, l&#8217;Unione Europea ha scelto la guerra. Di fronte all&#8217;invasione decisa dal Cremlino, Bruxelles poteva prendere due strade: <strong>gettare tutto il proprio peso politico ed economico nel tentativo di fermare il prima possibile la guerra,</strong> cercando ovviamente di salvaguardare le ragioni dell&#8217;Ucraina; <strong>oppure alimentare la guerra,</strong> con l&#8217;obiettivo di sconfiggere sul campo la Russia facendo combattere gli ucraini e fornendo loro tutte le risorse possibili per farlo. Sappiamo com&#8217;è andata: per un calcolo sbagliato, un&#8217;insipienza di fondo o un&#8217;eccesso di sudditanza nei confronti degli Usa, la Ue ha scelto la seconda strada. La prima ipotesi non è mai stata considerata. Dimenticando la semplice ma essenziale lezione dei padri fondatori, sul legame strettissimo tra l&#8217;interesse collettivo e la pace.</p>



<p>Quattro anni e un pezzo dopo, l&#8217;Ucraina non ha avuto la sua &#8220;pace giusta&#8221; (e non v&#8217;è prospettiva concreto su quando potrà averla), la Russia non è stata sconfitta sul campo (e non si sa quando potrà esserlo), la difficoltà economica morde l&#8217;intero continente (e per primo il Paese che secondo Schuman doveva beneficiare del nuovo atteggiamento, la Germania), <strong>la conflittualità interna cresce </strong>(chiedere alla Francia della Le Pen, alla Gran Bretagna di Farage, alla Germania del&#8217;AfD, alla Romania del golpe bianco per non far vincere Georgescu), non abbiamo la gratitudine degli Usa e non facciamo altro che parlare di armamenti mentre l&#8217;architettura di difesa di marca americana, la Nato, su cui abbiamo sempre contato, scricchiola e noi europei non ne abbiamo uno nostro di scorta. </p>



<p>In più, ed è forse l&#8217;aspetto più preoccupante, la solidarietà europea, tanto importante nella visione dei padri fondatori, è presto andata in pezzi su tutto ciò che non è armare l&#8217;Ucraina. Due giorni fa, a dimostrazione della grande fiducia nella costruzione europea, il ministro della Difesa polacco <strong>Władysław Kosiniak-Kamysz</strong> ha dichiarato che &#8220;l&#8217;alleanza polacco-americana è il fondamento della nostra sicurezza. La Polonia è pronta ad accogliere un maggior numero di soldati americani per rafforzare il fianco orientale della NATO e garantire una protezione ancora migliore all&#8217;Europa&#8221;. La stessa cosa ha già fatto la Finlandia. Prima ancora, e <strong>sempre proposito del binomio interesse collettivo e pace</strong>, abbiamo visto diversi Paesi della Ue collaborare alla latitanza dei terroristi ucraini che avevano fatto saltare un asset importantissimo per l&#8217;economia del continente, ovvero il gasdotto Nord Stream. Per danneggiare l&#8217;aggressore russo, si diceva, e forse è anche vero. Ma per danneggiare il Cremlino bastava non comprare più gas russo, cosa che non avviene nemmeno ora (<a href="https://it.insideover.com/energia/leuropa-predica-il-bando-ma-compra-piu-gas-russo-208-di-gnl-nel-2026.html">anzi, gli acquisti sono tornati a crescere</a>), e guarda combinazione i Paesi che a voce più alta giustificavano quegli eventi sono anche quelli che ci guadagnano di più, in termini sia di influenza politica sia di puro e semplice denaro.</p>



<p>Insomma, non ci pare che siano molte le ragioni per festeggiare. E se siamo ancora attaccati alla versione consolatoria dell&#8217;Europa &#8220;giardino circondato da giungle&#8221;, rendiamoci conto che di solito le giungle i giardini se li mangiano. Schuman, De Gasperi, Adenauer e Monnet l&#8217;Europa la volevano più forte, non più debole e vagamente disperata come oggi.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/oggi-e-la-giornata-delleuropa-perche-ci-piacerebbe-festeggiare-e-non-possiamo.html">Oggi è la Giornata dell&#8217;Europa. Perché ci piacerebbe festeggiare e non possiamo</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 54/124 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-08-29 20:53:53 by W3 Total Cache
-->