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	<title>George A. Romero Archives - InsideOver</title>
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		<title>Da Tony Blair a José Maria Aznar, non è politica ma la notte dei morti viventi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 15:02:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Patto atlantico (Nato)]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tony Blair" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il ritorno di certi personaggi, già responsabili di scelte politiche e militari disastrose, è un pessimo segnale, un termometro dei tempi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-tony-blair-a-jose-maria-aznar-non-e-politica-ma-la-notte-dei-morti-viventi.html">Da Tony Blair a José Maria Aznar, non è politica ma la notte dei morti viventi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Tony Blair" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/tony-blair-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Uno degli effetti collaterali di questa crisi globale è quello di darci la sensazione di vivere in una riedizione di <em>La notte dei morti viventi</em>, il film cult di <strong>George A. Romero</strong> che risale al 1968. Eh già, nell&#8217;anno in cui dovevamo chiedere l&#8217;impossibile e cambiare il mondo quel regista visionario veniva a dirci che i morti sarebbero tornati a mangiarci vivi. E infatti il titolo originale del film era <em>The Flesh Eaters</em>, i mangiatori di carne (umana s&#8217;intende, sennò che gusto c&#8217;è?).</p>



<p>Ci sono quelli che non si è mai riusciti a seppellire totalmente, c&#8217;è sempre stata una mano che sporgeva dalla tomba. Penso a <strong>John Bolton,</strong> un perfetto <em>flash eater</em>. Uno che in carriera (e di carriera ne ha fatta, passando anche per le cariche di ambasciatore Usa all&#8217;Onu e di consigliere per la Sicurezza nazionale) si è battuto, più o meno nell&#8217;ordine: <strong>per il <em>regime change</em> in Iran, Siria e Libia; per l&#8217;invasione dell&#8217;Iraq;</strong> contro l&#8217;Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche dell&#8217;Aja (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/OPAC">OPAC</a>) perché non abbastanza incline ad accettare ordini dagli Usa; contro la Costituzione della Corte penale internazionale; contro la moratoria universale della pena di morte, votata all&#8217;Onu; contrario anche all&#8217;Onu stessa dove poi andò a fare l&#8217;ambasciatore, minacciando di bloccarne il budget se non fossero state approvate certe riforme gradite agli Usa. Bolton, che porta la responsabilità politica (non diciamo morale, parola che a quei livelli è sconosciuta) <strong>di centinaia di migliaia di morti, oltre che di scelte americane disastrose</strong>, è ancora lì che cerca di spiegarla, come se avesse mai azzeccato qualcosa in vita sua, come se non fosse quello che è.</p>



<p>C&#8217;è di buono che a Bolton, a parte qualche circolo neocon dove i membri hanno rigorosamente tre narici, non dà retta nessuno. Ma pensiamo invece a <strong>Tony Blair</strong>, anzi Sir <strong>Anthony Charles Lynton Blair</strong> nonché KG (King&#8217;s Counsel), dal 1997 al 2007 primo ministro del Regno Unito, e in quella veste responsabile (insieme all&#8217;indimenticato <strong>George W. Bush</strong>, che se non altro se ne sta rintanato e va solo ai funerali) dell&#8217;invasione dell&#8217;Iraq. Sappiamo bene quale campagna di bugie fosse stata organizzata allora per poter convincere la gente (esperti e giornalisti no, quelli erano già convinti) che <strong>l&#8217;Iraq pullulava di armi di distruzioni di massa.</strong> A disastro compiuto (secondo l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità i morti civili erano già 150 mila nei primi due anni dell&#8217;invasione) e nel vuoto assoluto di armi chimiche o batteriologiche, il nostro Sir disse che era stato ingannato da servizi segreti e consiglieri. </p>



<p>Mollato il premierato, forse in base al principio che del maiale non si butta via niente, Blair diventa inviato speciale per la pace in Medio Oriente (non è uno scherzo, è proprio così) su mandato di Onu, Ue, Usa e Russia. Dal 2007 al 2015 spende qualche milionata per una suite all&#8217;Hotel American Colony di Gerusalemme, e si batte così bene per la pace che durante il suo mandato <strong>Hamas prende il controllo di Gaza, Israele lancia tre offensiva sulla Striscia </strong>(Piombo Fuso nel 2008, Pilastro di difesa nel 2012 e Margine di protezione nel 2014), per mettersi a fare il suo vero mestiere: parole (famoso il caso in cui chiese 460.000 euro per un discorso di 20 minuti all&#8217;inaugurazione della conferenza mondiale sulla Fame nel Mondo a Stoccolma, che gli furono per fortuna rifiutati) e affari. Questi attraverso il <strong>Tony Blair Institute for Global Change</strong> che, come si sa, riceve abbondanti finanziamenti da Governi e da magnati come Larry Ellison, patron di Oracle e di molte altre cose.</p>



<p>Agli americani Blair sta decisamente simpatico. E così il <em>flesh eater</em> che si era fatto notare in Iraq è <strong>ricomparso come spicciafaccende del <em>Board of Peace</em>&#8216;invenzione di Donald Trump</strong> per trasformare Gaza in una colonia a vocazione turistica, con i palestinesi a svuotare i portacenere e spazzare i pavimenti.</p>



<p>E poiché un morto vivente ne chiama un altro, ecco che riappare a spiegare il mondo nientemeno che <strong>José María Alfredo Aznar López</strong>, per gli amici José Maria Aznar, primo ministro di Spagna dal 1990 al 2004. Aznar verrà ricordato per molte pessime cose. Una è la foto che lo ritrae alle Azzorre, il 16 marzo del 2003, insieme con George W. Bush, Tony Blair e il premier portoghese José Barroso, nella riunione da cui uscirà l&#8217;ultimatum all&#8217;Iraq: <strong>via le armi di distruzione di massa (inesistenti, già detto) o sarà guerra.</strong> La tempra di Aznar, un vero <em>hombre vertical</em> (con la schiena diritta) si vede anche dal giudizio di <em>Foreign Policy</em>, prestigiosa rivista Usa che lo ha qualificato <a href="https://foreignpolicy.com/2010/10/01/bad-exes/">&#8220;uno dei cinque ex premier peggiori del mondo&#8221;</a>. Tra le perle che gli hanno meritato il titolo, anche la dichiarazione sul fatto che l&#8217;elezione di un afroamericano alla presidenza degli Usa avrebbe portato &#8220;al disastro economico&#8221;. Da notare altresì che <a href="https://web.archive.org/web/20190502223947/http://bigbrowser.blog.lemonde.fr/2015/04/21/78-de-lex-gouvernement-de-jose-maria-aznar-dans-le-viseur-de-la-justice/">11 dei 14 membri del governo di José María Aznar </a>nel periodo 2002-2003 sono poi stati incarcerati o perseguiti per atti di riciclaggio di denaro e frode fiscale.&nbsp;</p>



<p>Non male, no? Adesso José Maria, <a href="https://www.corriere.it/cronache/26_marzo_11/aznar-iran-fermarsi-ora-sarebbe-un-errore-poi-va-rinnovata-l-alleanza-atlantica-18974aaf-b166-4350-bd7c-4a1b4dffcxlk.shtml">puntualmente intervistato dai nostri giornali </a>come se fosse uno cui prestare attenzione, spiega che per l&#8217;Iran &#8220;il peggior risultato sarebbe fermarsi ora. Non ci porterebbe da nessuna parte. Bisogna finire il lavoro&#8221;. <strong>Finirlo come in Iraq, si presume. E perché? Perché &#8220;bisogna cercare di ricreare un nuovo ordine in Medio Oriente&#8221;.</strong> Ordine che presumibilmente si crea demolendo l&#8217;Iraq, la Libia, la Siria, l&#8217;Iran e la vaga idea della Palestina. Come se non fosse dal 1916, cioè dall&#8217;Accordo Sykes-Picot tra Francia e Regno Unito, che con la scusa di &#8220;mettere ordine&#8221; europei e americani fanno disastri in Medio Oriente. Incredibile.</p>



<p>Però la ricomparsa dei morti viventi, di questi <em>flesh eater</em> senza vergogna, non va presa sottogamba. Se si rifanno vivi con questa sicumera è perché sentono di avere le spalle coperte, di poter tornare sulla cresta dell&#8217;onda a dispetto dei misfatti e dei disastri compiuti. <strong>Sono un termometro dei tempi</strong>, che segnala febbre alta. Stiamoci attenti. E poiché non si sa mai, prepariamo pallottole d&#8217;argento e picchetti di frassino. Potrebbero servire. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/da-tony-blair-a-jose-maria-aznar-non-e-politica-ma-la-notte-dei-morti-viventi.html">Da Tony Blair a José Maria Aznar, non è politica ma la notte dei morti viventi</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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