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	<title>Dmytro Kuleba Archives - InsideOver</title>
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	<title>Dmytro Kuleba Archives - InsideOver</title>
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		<title>Romania e Ungheria, esplosioni nelle raffinerie del petrolio russo. Come il Nord Stream, attentati contro l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 12:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="697" height="355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg 697w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-600x306.jpg 600w" sizes="(max-width: 697px) 100vw, 697px" /></p>
<p>Se fossero attentati, le esplosioni a Ploietsi e Szazhalombatta somiglierebbero molto agli attentati anti-europei al gasdotto Nord Stream.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html">Romania e Ungheria, esplosioni nelle raffinerie del petrolio russo. Come il Nord Stream, attentati contro l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="697" height="355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg 697w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-600x306.jpg 600w" sizes="(max-width: 697px) 100vw, 697px" /></p>
<p>Non molte ore fa due esplosioni parallele hanno scosso due raffinerie di Paesi dell&#8217;Unione Europea ma in qualche modo legate alla Russia: quella di <strong>Ploiesti, in Romania</strong>, e in quella di <strong>Szazhalombatta, in Ungheria</strong>. La prima di proprietà di Lukoil Europe, filiale della società russa Lukoil, la più grande azienda petrolifera privata russa; la seconda alimentata da petrolio russo attraverso l&#8217;oleodotto Druzhba.</p>



<p>Signorilmente ignorate dalla &#8220;stampa di qualità&#8221;, impegnata a prevedere per la centesima volta il crollo del rublo o la morte per fame dei soldati russi, le esplosioni ci mettono di fronte a un&#8217;ardua scelta: fare gli scemi o fare i complottisti? Ma sembrerebbe da scemi <strong>pensare che sia fortuito il fatto che vengano danneggiate due raffinerie legate alla Russia</strong> proprio mentre l&#8217;Ucraina sviluppa con missili e droni l&#8217;assalto al sistema petrolifero russo, la Ue decreta l&#8217;interruzione totale dell&#8217;acquisto di prodotti energetici russi, diversi Paesi europei (Francia, Danimarca, Svezia) danno la caccia alle petroliere della flotta-ombra russa, i contatti tra Usa e Russia riprendono, l&#8217;Ungheria si dice disposta a ospitare un eventuale summit Trump-Putin e annuncia che comunque non eseguirà il mandato d&#8217;arresto spiccato dalla Corte penale internazionale contro il leader russo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-europeo-in-12-punti-per-la-pace-in-ucraina-cessate-il-fuoco-sulla-linea-del-fronte-e-kiev-nellue.html">l&#8217;Unione Europea e l&#8217;Ucraina presentano un piano di pace alternativo</a> e via via tanti altri indizi. Segno dei tempi. Una volta si diceva &#8220;meglio rossi che morti&#8221;. Adesso siamo ridotti a &#8220;meglio complottisti che scemi&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lukoil e Druzhba, i precedenti</h2>



<p>Sia il caso rumeno sia quello ungherese meritano un brevissimo riassunto delle puntate precedenti. La raffineria di Ploiesti fu riattivata nel 2014 e nel 2015 il Governo rumeno aveva ordinato il sequestro di 2 miliardi di depositi Lukoil in banche olandesi e inglesi, oltre all&#8217;arresto di diversi dirigenti della compagnia, accusati di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Da allora le autorità rumene hanno tenuto d&#8217;occhio Lukoil che infatti, nel 2022, all&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, attraverso il Consiglio di amministrazione il Consiglio di amministrazione aveva espresso &#8220;solidarietà per tutte le vittime colpite da questa tragedia&#8221; e chiesto &#8220;un cessate il fuoco durevole&#8221;. Subito dopo <strong>Vagit Alekperov</strong>, proprietario della compagnia e uno dei massimi oligarchi russi, sanzionato dalla Ue, si era dimesso dalla carica di presidente.</p>



<p>Per quanto invece riguarda l&#8217;Ungheria e la raffineria di <strong>Szazhalombatta</strong>, occorre ricordare che per tre volte i droni ucraini hanno colpito l&#8217;oleodotto Druzhba, quello che appunto rifornisce la raffineria, provocando una durissima polemica tra i ministeri degli Esteri di Ungheria e Ucraina. La ragione è questa: il Druzhba a un certo punto si divide in due rami. Uno va verso la Bielorussia e poi la Polonia, e guarda caso non è mai stato toccato. Quello attaccato è il ramo che va verso l&#8217;Ungheria e la Slovacchia, Paesi notoriamente dissidenti (per necessità e per volontà politica) rispetto alle politiche europee di confronto duro con la Russia. Il ministro degli Esteri ungherese <strong>Péter Szijjártó</strong> rimproverò all&#8217;Ucraina di sapere che quegli attacchi danneggiavano più l&#8217;Ungheria e la Slovacchia della Russia e chiese (ovviamente senza alcun risultato) alle autorità Ue di intervenire. Il suo collega ucraino <strong>Andrij Sybiha </strong>rispose: noi colpiamo la Russia, se poi voi continuate a comprare il suo petrolio sono affari vostri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attacchi all&#8217;Europa, non alla Russia</h2>



<p>Ed è proprio qui il punto. La strategia Ue di tagliare i ponti con le forniture energetiche russe ha certamente ridotto la capacità economica russa ma non sarà decisiva finché grandi clienti come Cina e India continueranno ad approvvigionarsi alle risorse di Mosca. E quella ucraina di colpire l&#8217;infrastruttura gasiera e petrolifera russa, che ha di certo ottenuto buoni risultati (secondo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-tanto-petrolio-e-niente-benzina.html">il quotidiano economico russo Kommersant</a> la produzione di carburanti si è ridotta del 20%), non è tale da fermare o rallentare nel breve periodo le operazioni militari. <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">Come si vede da ciò che avviene al fronte. </a></p>



<p>Ma se le esplosioni in Romania e Ungheria non sono state accidentali ma frutto di sabotaggio, vuol dire che <strong>vanno annoverate nella stessa categoria degli attentati ai gasdotti Nord Stream</strong> (di cui ormai conosciamo bene i responsabili) e peraltro anche dei bombardamenti sul ramo dell&#8217;oleodotto Druzhba che porta verso Ungheria e Slovacchia (e non quello che sbocca in Polonia). In altre parole, non sono attentati contro la Russia (che ne soffre ma in misura non decisiva) ma contro l&#8217;Europa. Tentativi di riorientare gli equilibri politici continentali attraverso un riorientamento delle politiche energetiche, <strong>ridimensionando così nella Ue il peso dei Paesi fondatori (a cominciare dalla Germania</strong>, che con il gas russo aveva un collegamento diretto appunto attraverso il Nord Stream) e aumentando invece quello dei Paesi di più recente adesione, quelli con il più stretto legame con gli Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;anti-Ue dentro la Ue</h2>



<p>Davvero qualcuno ha creduto che gli Usa spingessero così tanto contro il Nord Stream per &#8220;liberare&#8221; l&#8217;Europa dal ricatto energetico russo? Che finanziassero i gasdotti e gli oleodotti polacchi (<a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-nord-stream-lipocrisia-di-varsavia-che-ha-finanziato-lo-sviluppo-con-i-soldi-ue-e-il-gas-russo-1.html">ne abbiamo già parlato</a> e ne parleremo ancora) per fare un favore a noi poveri consumatori? Guarda caso tutta la storia è finita con noi europei che <strong>abbiamo costi per l&#8217;energia di 3,5 volte superiori a quelli Usa</strong>, con uno svantaggio competitivo a livello di produzione industriale e di export che non è difficile immaginare.</p>



<p>Subito dopo le esplosioni in Romania e Ungheria, <strong>gli ambienti dei servizi segreti russi hanno messo sotto accusa l&#8217;Ucraina e il Regno Unito</strong>. Tutti danno per scontato che tutto ciò che arriva da Mosca sia una colossale bugia, un inganno, comunque qualcosa cui non prestare attenzione. È in generale un errore. E in questo caso una logica c&#8217;è. Non bisogna dimenticare, infatti, che nel febbraio del 2022, prima dell&#8217;invasione russa, <strong>Regno Unito, Ucraina e Polonia sottoscrissero a Kiev una formale alleanza</strong> che Dmytro Kuleba, allora ministro degli Esteri ucraino, così descrisse: “Varsavia, Kiev e Londra non hanno solo una realistica consapevolezza della sicurezza e una strategia per contrastare le sfide della Federazione Russa, ma anche il grande potenziale della cooperazione trilaterale nei settori del commercio, degli investimenti, dell’energia, comprese le energie rinnovabili”. L&#8217;alleanza non aveva, ovviamente, ragioni geografiche ma molte evidenti ragioni politiche. In primo luogo<strong> creare una sorta di anti-Ue dentro la Ue, una Ue alternativa</strong> tenuta insieme dalla postura filo-americana, capace di legare a sé, proprio attraverso un reticolo di oleodotti e gasdotti, i già tradizionalmente atlantisti Paese del Nord Europa (ne parleremo prossimamente) e del Baltico. Allora il premier del Regno Unito era Boris Johnson che, come sappiamo, si batte molto, pochi mesi più tardi, contro ogni ipotesi di trattativa tra Russia e Ucraina. </p>



<p>E quindi non ci sarebbe da stupirsi se, ormai realizzata la torsione politica che <strong>nella Ue ha portato alla ribalta i &#8220;nuovi&#8221; Paesi che aderirono a metà degli anni Duemila</strong>, si passi a consolidarne i risultati provando a chiudere le residue &#8220;sacche&#8221; di resistenza. Come diceva Giulio Andreotti: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html">Romania e Ungheria, esplosioni nelle raffinerie del petrolio russo. Come il Nord Stream, attentati contro l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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		<title>Zelensky, da un rimpasto all&#8217;altro l&#8217;arte di cambiare tutto per cambiare il meno possibile</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/zelensky-da-un-rimpasto-allaltro-larte-di-cambiare-tutto-per-cambiare-il-meno-possibile.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jul 2025 13:12:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-600x312.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-1536x798.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Cambiando di continuo ministri e collaboratori, Zelensky si assicura di restare sempre al centro della scena. Senza responsabilità. </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="998" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-600x312.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-300x156.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-1024x532.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-768x399.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/OVERCOME_20250717152049701_b4375981078e5c19c62780a1a85b8417-e1752758519798-1536x798.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Annunciato per settimane nei bisbigli kieviani e finalmente realizzato, è infine arrivato l&#8217;ennesimo rimpasto di Governo del presidente Zelensky. I passi principali di quest&#8217;ultima decisione sono i seguenti: il premier <strong>Denis Shmyhal</strong>, vero veterano del Governo essendo entrato in carica il 4 marzo del 2020 (dopo essere stato brevemente ministro dello Sviluppo regionale), passa al ruolo di ministro della Difesa; al suo posto, nella carica di Primo ministro, arriva <strong>Yulija Svyrydenko</strong> (già vice-premier e ministro dell&#8217;Economia). Da non trascurare la nomina della fedelissima <strong>Olha Stefanishyna</strong>, attuale vice primo ministro responsabile per l&#8217;Integrazione euro-atlantica, al ruolo di ambasciatrice negli Usa, al posto di Oksana Markarova, la diplomatica che uscì affranta dal famoso scontro tra Zelensky e Donald Trump alla Casa Bianca ma che, soprattutto, aveva puntato sulla vittoria dei democratici e di Kamala Harris. Questi i pezzi da novanta, quelli che più contano. Ma è logico prevedere che altri alfieri e pedoni si muoveranno presto sulla scacchiera degli incarichi.</p>



<p>Le interpretazioni politiche, anche logiche, già si sprecano. E sono perlopiù superflue, perché la sostanza è chiara. La Svyrydenko, un&#8217;economista di 39 anni, diventa premier perché ha due qualità in questo momento fondamentali: è persona di fiducia di <strong>Andrij Yermak</strong>, capo dell&#8217;amministrazione presidenziale e vero uomo forte del potere in Ucraina; e conosce bene gli uomini dell&#8217;entourage trumpiano, avendo guidato le trattative (di fronte a lei <strong>Scott Bessent</strong>, ministro del Tesoro Usa, uno di quelli che hanno contribuito a liquidare Elon Musk) per il famoso accordo sulle terre rare. D&#8217;altra parte è proprio Yermak il titolare dei contatti con l&#8217;amministrazione Usa, non certo lo sbiadito ministro degli Esteri <strong>Andrij Sybiha</strong>, e infatti è stato Yermak ad accogliere l&#8217;inviato speciale di Trump, Keith Kellogg, attualmente a Kiev. Quindi la quadratura del cerchio è perfetta. Shmyhal va al ministero della Difesa perché è fidato e sa far di conto, mentre la Stepanishina va all&#8217;ambasciata di Washington per riannodare il filo del rapporto con la Casa Bianca, nel primo semestre di Trump piuttosto sfilacciato. Tutto questo a dimostrazione di un semplice fatto: Zelensky e i suoi danno per scontato l&#8217;aiuto europeo, di cui però ben conoscono i limiti (si vedano, per esempio, le dichiarazioni del ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, che per la milionesima volta ha negato all&#8217;Ucraina i missili Taurus), mentre pensano che l&#8217;aiuto americano sia da un lato più decisivo ma dall&#8217;altro anche legato a dinamiche di potenza in cui l&#8217;Ucraina è un tassello. Importante ma non esclusivo.</p>



<p>L&#8217;attuale rimpasto, poi, ha anche una valenza di politica interna e illustra molto bene il metodo di governo di Zelensky, che troppi hanno ritenuto, e magari ancora ritengono, un comico prestato alla politica, quando sarebbe ora di considerarlo un politico prestato al cinema. In ogni caso, una personalità di forte carattere e molta astuzia. Dal momento in cui è diventato presidente, il 20 maggio del 2019, <strong>il presidente è sempre riuscito a galleggiare sugli insuccessi proprio avvicendando i collaboratori</strong> e, di fatto, scaricando su di loro le responsabilità del momento e le attese dei cittadini.</p>



<p>Si comincia il 16 marzo del 2020, quando viene liquidato il primo Governo zelenskiano, una compagine di giovani tecnocrati insediata pochi mesi prima. Se ne vanno il premier <strong>Oleksiy Honcharuk</strong> <strong>e 11 dei 17 ministri.</strong> Compaiono qui due figure diventate poi note: il già citato Shmyhal, che diventa premier, e Dmytro Kuleba, che diventa ministro degli Esteri. Per settimane restano vacanti i ministeri dell&#8217;Energia e dell&#8217;Economia, a conferma della fretta con cui il rimpasto viene varato. Tutto ciò avviene, significativamente, in un momento importante per Zelensky. L&#8217;indice di gradimento del presidente e della sua azione è in ribasso (cosa che sarà certificata alle elezioni amministrative dell&#8217;ottobre successivo) e l&#8217;ombra dell&#8217;oligarca <strong>Ihor Kolomoi&#8217;skij</strong>, con il quale Zelensky aveva molto collaborato, diventa sempre più ingombrante. Così viene promosso Shmyhal, che era stato un manager delle aziende dell&#8217;altro oligarca <strong>Rinat Akhmetov</strong>, rivale di Kolomoi&#8217;skij. E se gli elettori non sono soddisfatti dell&#8217;andamento dell&#8217;economia e del fatto che la guerra nel Donbass continua, gli si dà in pasto il governo Honcharuk.</p>



<p>Come un abile pianista, Zelensky da sempre utilizza tutta la tastiera degli incarichi, trovando il modo di restare sempre al centro dello spartito. Appena diventato presidente, nomina capo dell&#8217;amministrazione presidenziale (il vero centro del potere operativo) <strong>Andrij Bohdan</strong>, che era l&#8217;avvocato personale dell&#8217;oligarca Kolomoi&#8217;skij. Lo liquida appena prima del ribaltone del Governo Honcharuk, quello che segna anche il passaggio all&#8217;alleanza con Akhmetov. Allo stesso modo, il primo Zelensky si tiene stretto il ministro degli Interni <strong>Arsen Avakov</strong>, che aveva ricoperto la stessa carica anche con il predecessore Petro Poroshenko, per poi liquidarlo a metà del 2021, dopo le elezioni amministrative che sono state un disastro per Servo del popolo e quando l&#8217;indice di gradimento dello stesso Zelensky è ai minimi storici.</p>



<p>Cambiare tutto, o quasi, per non cambiare l&#8217;unica cosa che davvero conta: il potere presidenziale. È una tecnica che Zelensky padroneggia perfettamente, agevolato prima dalle leggi di emergenza varate per la guerra in Donbass e poi dalla legge marziale istituita al momento dell&#8217;invasione russa. non si creda, però, che tutto dipenda dalla guerra del Cremlino. <strong>Nel periodo del Covid</strong>, di fronte alle oggettive difficoltà e a una certa confusione nell&#8217;azione di governo, <strong>Zelensky cambia cinque ministri della Sanità.</strong> Figure mediocri, in un paio di casi finite poi in tribunale per malaffare. In ogni caso, l&#8217;Ucraina esce dalla pandemia con la più bassa percentuale in Europa di persone vaccinate (35%), cosa che nessuna ha mai rinfacciato al Presidente. Allo stesso modo Zelensky ha cambiato quattro ministri della Difesa prima dell&#8217;invasione russa e, più comprensibilmente, tre dal 2022 a oggi. Per non parlare del generale Valerij Zaluzhny, comandante in capo delle truppe ucraine, prima eroe nazionale e, al primo cenno di dissenso sulla strategia generale, spedito a fare il finto ambasciatore a Londra.</p>



<p>I casi sono infiniti e l&#8217;elenco degli ex amici spediti nel dimenticatoio sarebbe assai lungo. Come <strong>Ivan Bakanov</strong>, l&#8217;amico d&#8217;infanzia diventato prima amministratore di Kvartal 95, lo studio di produzione di Zelensky, e poi, dopo il trionfo presidenziale, nominato capo dei servizi segreti. dura fino al luglio del 2022 quando, passato il grande spavento per l&#8217;invasione russa, Zelensky comincia a regolare i conti con chi non ha saputo prevedere e organizzare. Anche se era stato lui stesso a escludere fino all&#8217;ultimo la possibilità di un attacco del Cremlino. Allo stesso modo, e nello stesso periodo, salta la testa di un&#8217;altra vecchia amica, <strong>Iryna Venediktova</strong>, già responsabile legale della sua campagna elettorale, dopo la vittoria nominata capo della procura generale di Ucraina, considerata non abbastanza ferma nel perseguire traditori e collaborazionisti filo-russi.</p>



<p><strong>Novello gattopardo, Zelensky</strong> ha trovato il sistema per cambiare tutto affinché non cambi quasi nulla. E lo ha trovato verso la fine del 2021, quando ha scoperto il chiavistello del vero potere. In epoca di guerra (allora il Donbass, poco dopo la Russia), tutte le questioni, inevitabilmente, diventano o questioni di sicurezza nazionale. Quindi devono essere esaminate e risolte dal Consiglio di sicurezza nazionale. Consiglio che, guarda caso, ha membri di esclusiva nomina presidenziale. Per questo, anche se non si espongono, molti in Ucraina (fuori meno, perché in realtà degli ucraini se ne fregano un po&#8217; tutti) temono che, una volta arrivata la pace (o qualunque cosa fermi la guerra), <strong>non sarà così facile tornare alle normali regole della democrazia.</strong> O che, viceversa, trovare un accordo con la Russia sia così difficile anche perché la verticale del potere zelenskiano tira in lungo per garantirsi u &#8220;dopo&#8221;, magari con l&#8217;appoggio di Donald Trump. Una dei tanti, vedi rissa alla Casa Bianca, che ha scoperto a proprie spese che incastrare Zelensky è molto, molto più complicato di quanto si possa pensare. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/zelensky-da-un-rimpasto-allaltro-larte-di-cambiare-tutto-per-cambiare-il-meno-possibile.html">Zelensky, da un rimpasto all&#8217;altro l&#8217;arte di cambiare tutto per cambiare il meno possibile</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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