<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>David Ben Gurion Archives - InsideOver</title>
	<atom:link href="https://it.insideover.com/persone/david-ben-gurion-2/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://it.insideover.com/persone/david-ben-gurion-2</link>
	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 05:53:35 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2019/04/cropped-logo-favicon-150x150.png</url>
	<title>David Ben Gurion Archives - InsideOver</title>
	<link>https://it.insideover.com/persone/david-ben-gurion-2</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Nakba, il giorno in cui 770 mila palestinesi persero la patria</title>
		<link>https://it.insideover.com/storia/nakba.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simona Losito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 05:53:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=421605</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-1536x1013.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il 15 maggio, il popolo palestinese ricorda la Nakba, il giorno in cui 700mila palestinesi furono cacciati dal nuovo Stato di Israele.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/nakba.html">Nakba, il giorno in cui 770 mila palestinesi persero la patria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1266" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-600x396.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-1024x675.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-768x506.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/05/OVERCOME_20240515145954147_091a0a29db9429a209c57f888403652f-1536x1013.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ogni anno, il <strong>15 maggio</strong>, il popolo palestinese ricorda la <strong>Nakba</strong>, letteralmente &#8220;disastro&#8221; o &#8220;catastrofe&#8221;. Settantasei anni fa, 700mila palestinesi vennero cacciati dalle proprie case dal nuovo Stato di Israele. Era il 1948, l’anno in cui la Palestina perse la guerra contro Israele. Il 15 maggio è il ricordo di una sconfitta, ma anche l&#8217;inizio delle violenze e delle persecuzioni che giungono fino ai giorni nostri. La data è simbolica, poiché si tratta del giorno seguente alla nascita dello Stato di Israele, ovvero il 14 maggio 1948. Ogni anno il popolo palestinese commemora questo giorno, esponendo alcuni simboli durante le manifestazioni e le parate. Tra questi simboli sono note le <strong>chiavi</strong>, con cui rivendicano il ritorno alle case da cui vennero cacciati con violenza. Il gesto ricorda anche una delle tradizioni dei profughi palestinesi legate a questi eventi, che consiste nel conservare la chiave della vecchia abitazione, passandola di padre in figlio.</p>



<p>L’<strong>Onu</strong>, alla fine della guerra del 1948, aveva garantito ai palestinesi il diritto di ritorno alle proprie case, ma Israele non ha mai acconsentito e quel diritto, oggi, non è mai stato rivendicato.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Prima di Israele</strong></h2>



<p>Il territorio palestinese divenne luogo di interesse a partire dall’Ottocento, caratterizzato da un lento ma costante flusso migratorio dall’Europa. Veniva descritto come un territorio <strong>primitivo ma ricco di risorse</strong>, nonché una perfetta preda della colonizzazione.</p>



<p>La Palestina divenne meta di viaggiatori in cerca di nuove terre, ma anche dei missionari cristiani che desideravano visitare la Terra promessa, e in particolar modo divenne l&#8217;obiettivo dei nuovi programmi del movimento sionista. Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento aumentò il flusso degli ebrei che si recavano in Palestina, dando il via ad un insediamento radicale che non teneva alcun conto della cultura e delle tradizioni locali della popolazione araba.</p>



<p>Conclusa la prima guerra mondiale, a causa della confitta dell&#8217;Impero ottomano, la Gran Bretagna divenne sovrana <em>de facto</em> della Palestina e, per ragioni diplomatiche, espresse la sua approvazione alla creazione di uno Stato ebreo in quei territori. Il mandato britannico durò dal 1920 al 1948, anni in cui ci fu una crescente immigrazione di ebrei. Trattandosi di due nazionalismi inconciliabili, in quegli anni la popolazione autoctona e i coloni sionisti vissero in una<strong> convivenza forzata</strong> e non mancarono momenti di tensione. In Occidente, invece, si discuteva sulla possibilità di una soluzione a due Stati o se creare un unico Stato arabo-israeliano.</p>



<p>Tra il <strong>1936 al 1939</strong> ci fu la Grande Rivolta, condotta dai nazionalisti palestinesi in opposizione al Sionismo e alla presenza britannica. La repressione britannica e la reazione delle organizzazioni sioniste fu violenta. Alla fine, però, i nazionalisti arabi ottennero un drastico contenimento dell’immigrazione ebraica. Il prezzo pagato non fu basso: la rivolta aveva causato 5mila morti dalla parte araba e 500 dalla parte ebrea. Inoltre, le organizzazioni paramilitari sioniste ne uscirono più forti, mentre la maggior parte dei componenti dell&#8217;élite politica araba palestinese fu arrestata e costretta all’esilio. Tra questi vi era il capo del Supremo Comitato Arabo, <strong>Hājjī Amīn al-Ḥusaynī</strong>, che si rifugiò nella Germania nazista cercando appoggio alla sua causa.</p>



<p>Il massacro mirato della popolazione palestinese da parte dei Sionisti iniziò molto prima della costituzione di uno Stato. Nel 1942 l&#8217;organizzazione terrorista Sionista <strong>Irgun</strong> iniziò ad attaccare i civili palestinesi, diversi furono i<a href="https://www.instagram.com/p/C6-0vdbu-dl/?igsh=MW1vaDZ3d2ZsNTNkbg%3D%3D"> bombardamenti mirati, le espulsioni e i massacri</a>.</p>



<p>In seguito agli eventi della seconda guerra mondiale, venne data la spinta necessaria per la creazione definitiva di uno Stato ebraico. Così la terra palestinese divenne perfetta per dare rifugio agli ebrei dopo la loro persecuzione in Europa, quindi, la terra in cui creare lo Stato di Israele per dare una casa a tutti gli ebrei del mondo.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Verso l’esodo</strong></h2>



<p>Nel 1947 l’Onu formò un <strong>Comitato speciale per la Palestina</strong>, con lo scopo di studiare la questione nell’area e fornire una soluzione alla convivenza tra il popolo arabo e i coloni sionisti. Gli emissari del Comitato, sfortunatamente, non avevano esperienza del Medio Oriente e seguirono uno schema di partizione pronto all’uso fornito dagli emissari sionisti, mentre i palestinesi non riuscirono a proporre alternative.</p>



<p>Il piano di partizione definitivo arrivò il 29 novembre 1947: il popolo ebreo otteneva la fascia costiera, Galilea occidentale e deserto del Negev; al popolo arabo venne lasciata un’area minoritaria. In pratica, il <strong>56 per cento</strong> del territorio doveva essere concesso agli ebrei e il resto ai palestinesi, mentre Gerusalemme sarebbe stata governata direttamente dall’ONU e rimanere territorio neutrale. I palestinesi non accettarono il piano, rifiutando l’idea che quello che era un territorio quasi interamente abitato da popolazioni arabe dovesse accogliere lo Stato di Israele. D’altra parte, però, questo diede un pretesto ai sionisti per creare il proprio Stato con la forza e far tornare in auge un progetto già in cantiere dagli anni Trenta che prevedeva l’espulsione della popolazione locale. Il periodo tra il 1947 e il 1948 fu caratterizzato da attacchi da parte degli arabi nei confronti delle comunità ebraiche e dalla distruzione da parte dei coloni sionisti dei primi villaggi arabi. A marzo 1948 scoppiò la guerra.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il giorno della Nakba</strong></h2>



<p>Il 14 maggio il presidente dell’Organizzazione sionista mondiale, <strong>David Ben Gurion, </strong>dichiarò la fondazione dello Stato di Israele. <strong>Cinquantotto villaggi </strong>arabi erano già stati sgombrati e i soldati israeliani li circondavano armati, lasciando una via per indurre alla fuga la popolazione locale. Chi invece si rifiutava di fuggire aveva dinanzi due scenari: essere caricato sugli autocarri per le <strong>deportazioni </strong>o essere <strong>fucilato</strong>. Quando i villaggi erano svuotati, si procedeva alla loro distruzione, per costruire nuovi insediamenti e per impedire rivendicazioni future dagli arabi. I palestinesi fuggiti trovarono rifugio nelle tendopoli improvvisate dall’Onu.</p>



<p>Successivamente fu formata una coalizione tra gli<strong> Stati arabi</strong>, Egitto, Iraq, Giordania e Siria, che attaccarono Israele. Nonostante qualche successo iniziale, l’esercito israeliano fu abbastanza forte da contrattaccare e sconfiggere gli eserciti avversari, estendendo persino il suo controllo a territori non riconosciuti dal piano Onu, successivamente approvati.</p>



<p>I rifugiati palestinesi e i loro discendenti registrati dall&#8217;<strong>UNRWA</strong>, l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l&#8217;occupazione dei profughi palestinesi nel vicino oriente&nbsp;costituita nel 1949, erano 5.149.742 nel 2015, distribuiti in Giordania, Striscia di Gaza, Cisgiordania, Siria e Libano. Molti di questi risiedevano nei campi profughi palestinesi.</p>



<p>L’operazione di messa in fuga e di pulizia etnica messa in pratica da Israele nella primavera del 1948, costituisce la Nakba. Nonostante sia avvenuta nell’arco di mesi, la Nakba è ricordata dai palestinesi ogni anno il 15 maggio, proprio perché rappresenta il primo giorno di vita dello Stato di Israele, nonché uno dei giorni più difficili per la popolazione palestinese che ancora risiede nei territori israeliani. Inoltre, è considerata la data di origine dei problemi del popolo palestinese. Commemorare il Giorno della Nakba non è concesso in Israele da una legge del 2010, che vieta di celebrare la data di dichiarazione di indipendenza di Israele come un giorno di lutto. Questa restrizione riflette la necessità di promuovere l’identità e il patriottismo israeliano e cancellare il dolore della sconfitta, rappresentando anch’essa una violenza nei confronti del popolo palestinese.</p>



<p>Nel 2023, per la prima volta nella sua storia, anche l’ONU&nbsp;ha commemorato&nbsp;ufficialmente la Nakba. Il ritorno alla propria terra per i palestinesi rappresenta ormai un sogno infranto, un diritto irraggiungibile. Oggi ne rimane solo il labile, e per qualcuno vietato, ricordo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/storia/nakba.html">Nakba, il giorno in cui 770 mila palestinesi persero la patria</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gaza e Cisgiordania: la violenza &#8220;necessaria&#8221;</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-cisgiordania-la-violenza-necessaria.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Paoletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 12:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Deir Yassin]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://it.insideover.com/?p=511683</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza e Cisgiordania: la violenza &quot;necessaria&quot;" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ben-Gurion spiegò che non esiste una pulizia etnica efficace senza massacri come quello avvenuto a Deir Yassin nel 1948. Rivolgendosi ai suoi critici alla Knesset, disse che se volevano sia 'l'intera Terra d'Israele' sia 'uno Stato ebraico', erano necessari altri massacri".</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-cisgiordania-la-violenza-necessaria.html">Gaza e Cisgiordania: la violenza &#8220;necessaria&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gaza e Cisgiordania: la violenza &quot;necessaria&quot;" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/OVERCOME_20260402123552134_3ed52556ad512846f9672fab5b4734df-600x400.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>&#8220;Per dirla in breve, sotto ogni punto di vista tranne uno [&#8230;], la vittoria sionista sui palestinesi è totale. Il potere politico, militare ed economico è interamente nelle nostre mani. Così come il controllo sulla terra, sull&#8217;acqua e sulle altre risorse naturali. In tutta la Terra d&#8217;Israele, gli ebrei sono più forti e più ricchi dei palestinesi, con un ampio margine. Abbiamo vinto. C&#8217;è solo un aspetto in cui non li abbiamo sconfitti: la demografia&#8221;. Così un dolente articolo di Hagai El-Ad su <a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-04-01/ty-article-opinion/.premium/the-strategy-behind-the-west-bank-pogroms-deir-yassin/0000019d-443c-d5be-afff-e5fc4f020000" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Haaretz</a>.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.haaretz.com/opinion/2026-04-01/ty-article-opinion/.premium/the-strategy-behind-the-west-bank-pogroms-deir-yassin/0000019d-443c-d5be-afff-e5fc4f020000"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" src="https://www.piccolenote.it/wp-content/uploads/A1-H-2-copia-1024x386.jpg" alt="The Strategy Behind the West Bank Pogroms: Deir Yassin" class="wp-image-81329"/></a></figure>



<p>&#8220;[&#8230;] Metà delle persone che vivono qui, tra il Mar Mediterraneo e il fiume Giordano, sono palestinesi. Questo è l&#8217;unico parametro per cui la lotta tra noi e loro non si è conclusa con la loro sconfitta, ma con la parità: parità non nel potere politico, non nei diritti, non nella terra e non economicamente. Ma parità numerica, sì. In questo siamo bloccati&#8221;.</p>



<p>Tutto ciò che abbiamo fatto e tutto ciò che facciamo a livello politico, amministrativo, militare, &#8220;si concentra per lo più su questo divario e su cosa si può fare per colmarlo&#8221;. Il divario potrebbe essere colmato riconoscendo pari diritti e dignità ai palestinesi, ma è fuori discussione, oppure &#8220;attraverso il trasferimento della popolazione: espulsioni e pulizia etnica. Ciò permetterebbe alla demografia di allinearsi al resto degli indicatori&#8221; e &#8220;ci libererebbe anche dalla macchia dell&#8217;apartheid, che comporta un certo disagio, nonostante non ne paghiamo le conseguenze a livello internazionale&#8221;.</p>



<p>&#8220;Da anni ormai, i sionisti liberali amano presentare Israele come un paese di fronte a un dilemma, costretto a scegliere tra uno stato &#8216;ebraico e democratico&#8217; in una parte della Terra d&#8217;Israele e uno stato binazionale nella Grande Israele. Pertanto, la terza opzione – la pulizia etnica – viene negata, sia come parte della storia sionista, nella forma della Nakba del 1948, sia come opzione ancora praticabile per il presente e il futuro. In quest&#8217;ottica, vengono spesso citate le parole di David Ben-Gurion alla Knesset nell&#8217;aprile del 1949: &#8216;Quando ci siamo trovati di fronte alla scelta tra l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele senza uno Stato ebraico o uno Stato ebraico senza l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele, abbiamo scelto uno Stato ebraico senza l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele'&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma la verità è che, in un passaggio raramente citato dello stesso discorso&#8221;, Ben Gurion spiegò perfettamente il problema, toccando un diverso argomento: Deir Yassin (dove si consumò il massacro simbolo della Nakba): &#8220;&#8216;Uno Stato ebraico senza Deir Yassin in tutto il Paese non può che essere una dittatura della minoranza&#8217;. In parole povere, Ben-Gurion spiegò che non esiste una pulizia etnica efficace senza massacri come quello avvenuto a Deir Yassin nel 1948. Rivolgendosi ai suoi critici alla Knesset, disse che se volevano sia &#8216;l&#8217;intera Terra d&#8217;Israele&#8217; sia &#8216;uno Stato ebraico&#8217;, erano necessari altri massacri&#8221;.</p>



<p>Dobbiamo attuare la &#8216;Deir Yassin in tutto il paese&#8217; per espellere la popolazione palestinese da sempre più parti della Terra d&#8217;Israele: &#8216;Uno stato ebraico nella realtà attuale, anche solo nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele, senza la Deir Yassin, è impossibile se vuole essere democratico, poiché il numero degli arabi nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele è maggiore del numero degli ebrei&#8217;. Pertanto, i confini dello Stato di Israele non sono una questione puramente militare o politica, ma soprattutto demografica&#8221;.</p>



<p>&#8220;E oggi? Nonostante le distrazioni, in fondo tutti sappiamo che nessuna delle violente azioni regionali compiute da Israele negli ultimi anni&#8221;, guerra in Libano, Iran etc, &#8220;risolverà il problema fondamentale di cui parlava Ben-Gurion 77 anni fa&#8221;; né le iniziative diplomatiche in stile Accordi di Abramo &#8220;cambieranno l&#8217;equilibrio demografico nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele. Né la pace regionale né le guerre regionali indurranno un solo palestinese ad abbandonare la propria patria&#8221;.</p>



<p>&#8220;Ma le guerre possono – eccome! – essere un momento che &#8216;facilita&#8217; l&#8217;espulsione dei palestinesi, come abbiamo fatto nel 1948 e (in misura molto minore) nel 1967. E con la scusa della guerra iniziata due anni e mezzo fa, Israele sta scegliendo ancora una volta l&#8217;opzione che conosciamo [&#8230;] quella che abbiamo usato in passato e che non abbiamo mai rinnegato: Deir Yassin&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questa è la strategia che si cela dietro i pogrom e le ripetute uccisioni di palestinesi in alcune zone della Cisgiordania; come disse Ben-Gurion, la pulizia etnica reclama massacri. La stessa logica si cela dietro l&#8217;espulsione di decine di migliaia di palestinesi dalle loro case nei campi profughi in Cisgiordania, così come dietro la distruzione della Striscia di Gaza e l&#8217;espulsione della popolazione palestinese da metà del suo territorio&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Sia in Cisgiordania che a Gaza, &#8216;ciò che è stato reso possibile&#8217; in questa fase non è la riduzione del numero degli &#8216;arabi nella parte occidentale della Terra d&#8217;Israele&#8217;, bensì &#8216;solo&#8217; l&#8217;esodo dalle loro case e la loro concentrazione in aree sempre più ristrette [&#8230;]. Nel frattempo, consolidiamo il controllo su territori sempre più vasti, distruggendo intere comunità e città palestinesi. La speranza è che su una popolazione che è stata sfollata una o più volte, e a cui sono state distrutte le abitazioni e le fonti di sostentamento, sia più facile perpetrare una pulizia etnica quando le circostanze lo consentiranno&#8221;.</p>



<p>&#8220;Non si tratta del dilemma tra uno stato democratico (per gli ebrei) in una parte del territorio e uno stato binazionale nella &#8216;Grande Terra d&#8217;Israele&#8217;. E certamente non esiste nessun dilemma israeliano riguardante l&#8217;uguaglianza per tutti gli abitanti del territorio. L&#8217;unica questione è come gestire l&#8217;irrisolta questione demografica, lungo lo spettro tra apartheid e pulizia etnica: più si promuove quest&#8217;ultima, attraverso la violenza omicida, più si riduce il disagio legato alla prima&#8221;.</p>



<p>&#8220;Questa è la realtà legata a Deir Yassin: una storia negata ma onnipresente; un massacro che tutti conoscono ma i cui segreti restano sepolti negli archivi di Stato; un luogo che abbiamo cancellato ma che è comunque qui, a Gerusalemme&#8221;.</p>



<p>&#8220;[&#8230;] Ecco quel fastidioso &#8216;piccolo dettaglio&#8217; menzionato nel primo paragrafo, quell&#8217;elemento in più aggiunto alla questione demografica irrisolta: la narrazione. Il fatto che non siamo giunti in una &#8216;terra vuota&#8217;, che c&#8217;è una memoria storica di questa terra come patria di un altro popolo, il pieno riconoscimento della violenza, dello spargimento di sangue e dei massacri che i nostri antenati hanno commesso, che noi consumiamo e che imponiamo ai nostri figli affinché vivano a &#8216;Deir Yassin in tutto il paese'&#8221;.</p>



<p>_____________</p>



<p><em>Piccolenote è collegato da affinità elettive a&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/">InsideOver</a>. Invitiamo i nostri lettori a prenderne visione e, se di gradimento, a sostenerlo tramite&nbsp;<a href="https://it.insideover.com/abbonamenti-standard">abbonamento</a>.</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gaza-e-cisgiordania-la-violenza-necessaria.html">Gaza e Cisgiordania: la violenza &#8220;necessaria&#8221;</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>

<!--
Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: https://www.boldgrid.com/w3-total-cache/?utm_source=w3tc&utm_medium=footer_comment&utm_campaign=free_plugin

Object Caching 54/179 objects using Redis
Page Caching using Disk: Enhanced 
Minified using Disk

Served from: it.insideover.com @ 2026-07-18 12:48:12 by W3 Total Cache
-->