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	<title>Catherine Vautrin Archives - InsideOver</title>
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	<title>Catherine Vautrin Archives - InsideOver</title>
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		<title>Hormuz e Bab el Mandeb: la teoria dell&#8217;inaccettabilità del rischio</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/hormuz-e-bab-el-mandeb-la-teoria-dellinaccettabilita-del-rischio.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mauri]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Mar 2026 05:43:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Bab el-Mandeb]]></category>
		<category><![CDATA[Sea denial]]></category>
		<category><![CDATA[Stretto di Hormuz]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-300x152.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1024x518.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-768x388.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1536x777.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-600x303.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La situazione lungo lo Stretto di Bab el-Mandeb ci suggerisce l'inaccettabilità del rischio per il passaggio da Hormuz anche sotto scorta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-e-bab-el-mandeb-la-teoria-dellinaccettabilita-del-rischio.html">Hormuz e Bab el Mandeb: la teoria dell&#8217;inaccettabilità del rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="971" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz.jpeg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-300x152.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1024x518.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-768x388.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-1536x777.jpeg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/hormuz-600x303.jpeg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Lo scoppio dell&#8217;attuale conflitto nel Golfo Persico ha provocato quasi istantaneamente la sospensione delle spedizioni di idrocarburi attraverso lo <strong>Stretto di Hormuz</strong>, ancora prima che il Corpo delle Guardie delle Rivoluzione Islamica (IRGC – <em>Islamic Revolutionary Guard Corps</em>) effettuasse attacchi contro il traffico delle petroliere nelle vicinanze di quel collo di bottiglia marittimo.</p>



<p>Alcune compagnie petrolifere operanti nella regione da cui transita circa il 31% del greggio mondiale (<a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/2/22/iran-us-tensions-what-would-blocking-strait-of-hormuz-mean-for-oil-lng">diretto verso i mercati asiatici per l&#8217;84%</a>) hanno deciso, nelle prime ore dell&#8217;attacco israelo-statunitense, di <a href="https://report.az/en/region/several-companies-suspend-fuel-shipments-through-strait-of-hormuz-amid-regional-tensions">sospendere volontariamente le spedizioni di petrolio</a>. Gli sporadici attacchi dell&#8217;IRGC (meglio noti come pasdaran) ad <a href="https://www.nytimes.com/2026/03/11/world/middleeast/ships-attack-strait-hormuz-iran.html">alcune navi in transito</a>, non hanno fatto altro che prolungare questa decisione e inasprire i timori di produttori e compagnie di navigazione che operano nel settore oil&amp;gas. Come risultato, <strong>lo Stretto di Hormuz è sostanzialmente chiuso </strong>al passaggio delle maggior parte delle petroliere, sebbene nelle ultime 24 ore almeno una di esse – la “Karachi” di classe Aframax da circa 100mila tonnellate di carico – operante per conto degli Emirati Arabi Uniti, sia riuscita a doppiarlo e a procedere verso l&#8217;Oceano Indiano.</p>



<p>Lo stop al traffico di greggio attraverso Hormuz ha determinato <strong>l&#8217;immediato rialzo dei prezzi del barile</strong>, col WTI arrivato al picco di 98 dollari il 13 marzo e il BRENT che nella giornata del 16 ha toccato i 102 dollari. Ovviamente, ci sono state le solite ripercussioni speculatorie con gli aumenti dei prezzi della benzina, anch&#8217;essi pressoché immediati. </p>



<p>Guardando a un altro mare che è attraversato da fondamentali linee di navigazione e al centro di una crisi che si protrae ormai dal 2023, il volume del traffico navale commerciale attraverso lo <strong>Stretto di Bab el-Mandeb</strong> è ancora dimezzato nonostante gli Houthi – ribelli yemeniti sostenuti militarmente dall&#8217;Iran – stiano rispettando la tregua autoimposta a ottobre 2025, che ha fatto cessare ogni tipo di attacco al naviglio in transito, ancora attualmente sotto scorta. <strong>La missione di protezione al traffico mercantile nel Mar Rosso dell&#8217;Unione Europea (Aspides) </strong>ancora in esercizio, dopo che quella a guida statunitense (<em>Prosperity Guardian</em>), a connotazione offensiva, è terminata a maggio 2025, non ha sortito l&#8217;effetto di riportare i flussi commerciali passanti per Bab el-Mandeb ai livelli pre-crisi: sino a dicembre 2023 lo Stretto era attraversato da circa 3,5 milioni di tonnellate di merce alla settimana, mentre ora, nonostante la cessazione degli attacchi, questo valore è pari a <strong>1,2 milioni di tonnellate</strong>. Sostanzialmente, il traffico navale è ancora dimezzato.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/chart-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-509421" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/chart-1024x683.jpeg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/chart-300x200.jpeg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/chart-768x512.jpeg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/chart-600x400.jpeg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/03/chart.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tonnellate di merci passanti per Bab el-Mandeb ogni settimana</figcaption></figure>
</div>


<p>Dall&#8217;inizio degli attacchi degli Houthi, <a href="https://www.graphicnews.com/en/pages/45336/conflict-red-sea-attacks-costs">nel giro di tre mesi</a> le <strong>tariffe di trasporto merci</strong> da Shanghai a Rotterdam per un singolo container da 40 piedi erano aumentate del 383,5%, passando da 1.024 a 4.951 dollari. Analogamente, le tariffe da Shanghai a Genova erano lievitate del 358,5%, da 1.370 a 6.282 dollari. <strong>Ancora oggi, i costi non sono scesi</strong>, con la tariffa per un singolo container sulla rotta Shangai-Rotterdam che parte dai 2mila dollari, mentre per quella Shanghai-Genova il prezzo è ancora pari a 3.120 dollari. I costi di spedizione, comprensivi di assicurazione, sono ancora doppi per via del maggiore passaggio lungo la rotta che passa per il Capo di Buona Speranza.</p>



<p>Tornando allo Stretto di Hormuz e all&#8217;attuale conflitto, gli Stati Uniti hanno più volte ventilato l&#8217;ipotesi di effettuare un <strong>servizio di scorta al naviglio</strong> in transito per riaprire stabilmente quella via d&#8217;acqua, chiedendo – anche perentoriamente – l&#8217;aiuto degli alleati della NATO per questo scopo. Attualmente, nessuno dei Paesi europei prevede di pianificare una missione in tal senso, e la stessa U.S. Navy ha riferito di <strong><a href="https://www.reuters.com/world/middle-east/us-navy-tells-shipping-industry-hormuz-escorts-not-possible-now-2026-03-10/">non essere pronta</a></strong> per un&#8217;eventualità del genere. La <strong>Francia</strong>, per voce del ministro della Difesa <strong>Catherine Vautrin</strong>, <a href="https://www.theguardian.com/world/2026/mar/15/uk-china-japan-countries-debating-strait-of-hormuz-ships-iran-you-now">ha riferito</a> che non intende inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz finché il conflitto continua a intensificarsi, aprendo però alla possibilità che nasca una missione congiunta europea “puramente difensiva” quando la guerra entrerà in una fase di minore intensità. Giappone e Australia hanno invece <a href="https://www.business-standard.com/world-news/trump-hormuz-escort-call-uk-japan-australia-refuse-naval-ships-126031600329_1.html">nettamente rifiutato</a> per motivazioni diverse e riconducibili alla scarsità di risorse militari da impiegare. Il Regno Unito <a href="https://www.independent.co.uk/news/uk/politics/starmer-strait-hormuz-iran-trump-press-conference-b2939338.html">ha riferito</a> di stare lavorando con gli alleati in tal senso, ma che una decisione non è ancora in vista.</p>



<p><strong>La scorta al naviglio sarebbe sufficiente per ristabilire la calma nell&#8217;economia mondiale? Crediamo di no.</strong></p>



<p>Anche qualora le compagnie petrolifere e di navigazione decidessero di riprendere la spedizione del greggio attraverso lo Stretto, in uno scenario simile a quanto osservato negli anni Ottanta durante il conflitto Iran-Iraq, <strong>il rischio sarebbe comunque inaccettabile</strong>, indipendentemente dalla minaccia portata e dal meccanismo di difesa. Quanto osservato nel Mar Rosso, coi transiti per lo Stretto di Bab el-Mandeb ancora dimezzati nonostante i mesi di tregua, dimostra come <strong>sia sufficiente il sospetto di una possibile azione offensiva per sconsigliare di assumersi il rischio del passaggio</strong>, anche sotto scorta. L&#8217;Iran e i pasdaran, in queste settimane di guerra, hanno dimostrato la volontà di colpire il naviglio in avvicinamento a Hormuz, e sebbene i danni siano stati piuttosto limitati, e gli eventi tutto considerato sporadici, quanto accaduto è stato sufficiente per fermare il traffico navale.</p>



<p>Teheran ha <strong><a href="https://it.insideover.com/guerra/mine-minisottomarini-e-missili-cosi-liran-puo-bloccare-lo-stretto-di-hormuz-2.html">paventato anche la posa di mine</a></strong> nelle acque dello Stretto, e ancora una volta è sufficiente la possibilità che possa accadere per imporre un rischio inaccettabile stante lo status quo di un conflitto in corso. L&#8217;Iran, da questo punto di vista, non deve per forza disporre un campo minato esteso per bloccare quella via d&#8217;acqua: <strong>ancora una volta basta il sospetto che ci sia una manciata di mine</strong>. Di più. Basta il sospetto che possa farlo, soprattutto se rapidamente.</p>



<p>L&#8217;Iran di oggi non è più l&#8217;Iran degli anni Ottanta male armato e poco equipaggiato: da allora i pasdaran hanno <strong>investito tempo e risorse per avere capacità di <em>sea denial</em></strong> nel Golfo Persico e lungo lo Stretto di Hormuz, quindi una missione di scorta ai convogli, come ha riferito anche la stessa marina statunitense, è prematura stante l&#8217;attuale punto del conflitto, e <strong>se messa in atto ora potrebbe rivelarsi disastrosa.</strong> Pertanto è plausibile che gli Stati Uniti cerchino di chiudere questa guerra nel più breve tempo possibile per contenere quanto più possibile lo shock dell&#8217;economia globale, per poi disimpegnare le loro forze (c&#8217;è sempre l&#8217;Indo-Pacifico a cui pensare) e affidare la sicurezza del passaggio attraverso Hormuz a una missione Europea che potrebbe essere un&#8217;estensione di Aspides/Atalanta qualora dovesse essere presa in carico dall&#8217;UE, ma Bruxelles rimane scettica riguardo questa possibilità, con <a href="https://www.worldports.org/eu-shows-no-appetite-to-expand-naval-mission-in-strait-of-hormuz/">Berlino</a> a capeggiare il fronte del no insieme a <a href="https://news.am/eng/news/936753.html">Roma</a>, Parigi ed Atene.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/hormuz-e-bab-el-mandeb-la-teoria-dellinaccettabilita-del-rischio.html">Hormuz e Bab el Mandeb: la teoria dell&#8217;inaccettabilità del rischio</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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