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	<title>Carlo nordio Archives - InsideOver</title>
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	<title>Carlo nordio Archives - InsideOver</title>
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		<title>Almasri, il boia dei migranti, è tornato in libertà</title>
		<link>https://it.insideover.com/migrazioni/almasri-il-boia-dei-migranti-e-tornato-in-liberta.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Umbrello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 08:50:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1282" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-600x401.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-1024x684.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-768x513.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/01/OVERCOME_20250122120905448_a6902c0644426c6943a12409ec9e404d-1536x1026.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La liberazione di Almasri, tra errori procedurali e complicità politiche, rivela l'abisso morale del sistema migratorio italo-libico.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/almasri-il-boia-dei-migranti-e-tornato-in-liberta.html">Almasri, il boia dei migranti, è tornato in libertà</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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<p>La liberazione di <strong>Njeem Osama Elmasry Habish, alias “Almasri”</strong>, emblema di un sistema di oppressione disumano, sta scatenando un terremoto di polemiche internazionali. L’uomo, noto come il torturatore dei migranti e signore assoluto del famigerato <strong>carcere di Mitiga</strong>, ha costruito la sua reputazione su un regime del terrore fatto di abusi continui, stupri, omicidi e riduzione in schiavitù. Una storia che affonda le radici nell’abisso morale del post-Gheddafi, ma che risale a prima, quando, per un curriculum che farebbe impallidire anche i peggiori tiranni del XX secolo, la stessa Segreteria di Stato americana lo segnalava nei rapporti iniziali dell’ONU sui trafficanti di petrolio, armi ed esseri umani.</p>



<p><strong>Un processo ad Almasri avrebbe avuto ripercussioni a livello mondiale</strong>, mettendo in discussione la legittimità di alcuni Governi e le politiche migratorie di molti Paesi. Sarebbe stato un momento di svolta nella lotta contro l&#8217;impunità, un precedente che avrebbe potuto ispirare altri processi simili in ogni angolo della terra. Allo stesso tempo, avrebbe aperto interrogativi sulla responsabilità della comunità internazionale di fronte a crimini contro l&#8217;umanità. Sarebbe stato un dibattito complesso e sfaccettato, ma indispensabile per costruire un futuro più giusto e più sicuro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">A Tripoli su un volo di Stato italiano</h2>



<p>Domenica scorsa, Almasri era stato arrestato a Torino su mandato della Corte Penale Internazionale (<a href="https://www.icc-cpi.int/">CPI</a>). Ma in meno di quarantott’ore, è stato rimesso in libertà. Motivo? Un presunto vizio di forma: la mancata comunicazione preliminare al Ministero della Giustizia. L&#8217;Italia, che nel 1998 ospitò la conferenza istitutiva della CPI, ha clamorosamente disatteso il proprio obbligo di collaborazione. E così, Almasri è tornato a Tripoli a bordo di un volo di Stato italiano, accolto come un eroe. <strong>A determinare il crollo dell&#8217;impianto accusatorio contro Almasri è stato un errore procedurale </strong>imputabile alla gestione del fermo da parte della questura di Torino. Secondo quanto stabilito dall&#8217;ordinanza della Corte d&#8217;Appello di Roma, gli agenti che hanno eseguito l&#8217;arresto non disponevano dell&#8217;autorità per agire in autonomia.  Gli atti relativi all&#8217;arresto sono giunti al Ministero della Giustizia soltanto nella giornata di lunedì, a detenzione già avvenuta. In base alla procedura corretta, il ministro Nordio avrebbe dovuto trasmettere una richiesta formale alla Procura Generale presso la Corte d&#8217;Appello di Roma, la quale avrebbe avuto il compito di convalidare il fermo. Tuttavia, <strong>il passaggio non è stato effettuato</strong>. L&#8217;assenza di questa formalità ha reso illegittimo il fermo, inducendo la Corte d&#8217;Appello a disporre l&#8217;immediato rilascio.</p>



<p>Prima della scarcerazione, lo stesso ministro della Giustizia aveva annunciato di stare esaminando la documentazione relativa alla richiesta di arresto internazionale, ma il tempo per agire è ormai scaduto. Le opposizioni politiche hanno sollecitato chiarimenti pressanti, con Alleanza Verdi e Sinistra che non ha esitato a definire “sconcertante” l&#8217;immobilismo governativo, mentre <strong>Amnesty International ha denunciato uno scandalo internazionale</strong>. Il portavoce Riccardo Noury ha ricordato con forza che l&#8217;Italia, fondatrice della Corte Penale Internazionale, aveva un preciso dovere morale e legale di collaborare.</p>



<p>Invece, Almasri è ritornato a Tripoli. Le immagini della sua liberazione, a fronte del mutismo del Governo e delle proteste tardive, delineano un paradosso sconcertante. L&#8217;intera vicenda, oltre a riguardare un singolo criminale sfuggito alla giustizia, rivela una classe politica indifferente verso tematiche così delicate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il &#8220;sistema libico&#8221;</h2>



<p>L&#8217;arresto, pur di breve durata, su mandato della Corte Penale Internazionale conferma ciò che è noto da tempo:<strong> il cosiddetto &#8216;sistema libico&#8217;, un meccanismo corrotto</strong> che prevede il versamento di ingenti somme di denaro da parte dell&#8217;Italia e dell&#8217;Europa in cambio della repressione violenta dei flussi migratori, si rivela un vero e proprio <a href="https://it.insideover.com/migrazioni/il-mercato-degli-schiavi-in-libia-e-il-prezzo-di-naima-jamal.html">mattatoio umano</a>. Il criminale in questione, che nelle ultime ore è transitato dal carcere delle Vallette e che è accusato di una lunga lista di atrocità, tra cui omicidi, stupri, riduzione in schiavitù e uccisioni di massa, è un alto funzionario dello Stato libico, e <strong>intrattiene stretti rapporti con il Ministero degli Interni italiano</strong> e con gli agenti dell&#8217;AISE. </p>



<p>L&#8217;ossessione per il controllo dei flussi migratori ha portato l&#8217;Italia a stringere alleanze pericolose con regimi autoritari e organizzazioni criminali. <strong>Dietro il mantra degli sbarchi ridotti si nasconde un orribile sistema di morte organizzato.</strong>  È quasi surreale immaginare Almasri che festeggia il suo ritorno in Libia, seduto comodamente su un volo di Stato italiano, come se fosse un diplomatico di rango e non un criminale ricercato. Questo stesso Governo, che si era vantato di combattere senza tregua i trafficanti di esseri umani, <strong>oggi è responsabile silente di una fuga che lascia più domande che certezze</strong>. Perché? Quali segreti brucianti porta con sé quest&#8217;uomo per incutere tanto timore? Meloni, Nordio e Tajani devono delle spiegazioni al Parlamento, agli italiani e al mondo intero.</p>



<p></p>
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		<title>Caso Equalize: spioni nostrani e 007 di Israele, tra favori privati e contratti pubblici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 05:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spionaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Equalize" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1536x1025.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Nella vicenda delle intercettazioni illegali spunta una Israel Connection fatta di contratti pubblici sul gas e cybersecurity.  </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1281" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Equalize" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/11/OVERCOME_20241103233720853_0ef849d738a05d72fde9435bf5cb4bb0-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>C’è una sorta di Israel Connection in questa vicenda dei dossier illegali che collega la società Equalize al cuore delle nostre istituzioni. È quasi lampante nell’immagine che coglie l’ex super poliziotto <strong>Carmine Gallo</strong> mentre maneggia con naturalezza gli scatoloni con i dati dei dossier per infilarli nel baule della sua auto, come se fosse nel parcheggio di un centro commerciale. Sereno, con un senso di invidiabile impunità.</p>



<p>Ed ecco la prima parte della Israel Connection. L’8 febbraio 2023  &#8211; le date sono importanti &#8211; i carabinieri fotografano “due israeliani non identificati” nella sede di Equalize: “Sono disposti &#8211; dice l’intercettato, l’amministratore della Equalize, Carmine Gallo, parlando di loro come di 007 &#8211; a un “do ut des” di informazioni&#8221;. Per esempio, aggiunge un altro intercettato, l’informatico di Equalize, <strong>Samuele Calamucci</strong>, “ci stanno fornendo materiale di sicuro interesse per Eni spa e per <strong>Stefano Speroni</strong>” (dal 2020 capo degli Affari legali del colosso energetico) sul “traffico illecito di gas iraniano con le aziende d’Italia”.</p>



<p>Il traffico di gas ma anche di petrolio iraniano &#8211; l’Iran è sotto sanzioni &#8211; è un dossier su cui i servizi italiani indagano da anni. Per altro questo è un po’ il segreto di Pulcinella perché il gas iraniano e quello russo arrivano anche in Paesi come l’Azerbaijan, alleato di Israele, che lo immette nella pipeline verso l’Europa. Ma facciamo finta di nulla, così come ignoriamo che l’Italia importa ancora dalla Russia, legalmente, il 14% del suo gas.</p>



<p>Del resto che gli 007 israeliani possano essere interessati a fare qualche favore all’Eni avrebbe un sua logica stringente. Il 29 ottobre scorso, già in piena guerra dopo il massacro del 7 ottobre, il ministro dell’Energia israeliano ha annunciato la firma di una convenzione con cui Eni e altre società internazionali e israeliane hanno ottenuto la licenza per sfruttare il giacimento di gas offshore di fronte a Gaza, all’interno della zona marittima G al 62% palestinese. Una vicenda imbarazzante emersa soltanto dopo che alcuni gruppi palestinesi per i diritti umani avevano dato mandato allo studio legale <strong>Foley Hoag</strong> di Boston di comunicare all’Eni e alle altre società coinvolte una diffida dall’intraprendere attività in queste acque. Evocando il rischio di complicità in crimini di guerra.</p>



<p>Per quanto riguarda il gas, Israele sfrutta i giacimenti offshore Leviathan e Tamar, il cui prodotto in parte è estratto nell’ambito di un programma con Cipro e la Grecia (ormai uno stretto alleato israeliano in funzione anti-turca): dal 2020 Tel Aviv è così diventata un esportatore di gas. <strong>Ma di lasciare ai palestinesi la loro quota legittima di gas non se ne parla neppure.</strong> Per gli agenti israeliani, quindi, fare uno scambio di dati sensibili con Equalize che possa favorire l’Eni in quel febbraio 2023 avrebbe una sua logica. Meno logico è che sia coinvolta un società privata italiana che lucra utilizzando anche dati pubblici e intercettazioni illegali.</p>



<p>Ed ecco la seconda parte della Israel Connection. Esattamente un mese dopo le intercettazioni dei carabinieri su Equalize, l’8 marzo del 2023, arriva a Roma il primo ministro israeliano <strong>Benjamin Netanyahu</strong>. Si si firmano accordi economici &#8211; gas compreso ovviamente &#8211; ma anche l’appalto di una parte della cybersecurity italiana a Israele (che nel settore ha una quota del 40% del mercato internazionale). L’accordo passerebbe totalmente sotto silenzio se non fosse per le dimissioni del capo della nostra agenzia due giorni prima dell’arrivo di Netanyahu: evidentemente l’accordo  a qualcuno non piace e lega troppo l’Italia allo Stato ebraico. Del resto ci aveva provato, fallendo, anche Renzi, quando era premier, a disegnare la stessa intesa riuscita al governo Meloni.</p>



<p>I punti chiave sono due. <strong>Perché gli agenti israeliani si servono di una società privata come Equalize</strong> quando appare evidente che possono avere rapporti diretti con le società e le istituzioni italiane? La risposta potrebbe essere che bisogna “oliare” un po’ tutti i sistemi e i personaggi nel variegato panorama dell’intelligence italiana. A ognuno la sua fetta di torta.</p>



<p>Il secondo punto riguarda la nostra Agenzia di cybersicurezza: <strong>chi la controlla davvero?</strong> Ed è in grado di proteggere gli interessi del Paese? Ci risponde il ministro della Giustizia <strong>Carlo Nordio</strong> e il suo non è un parere tranquillizzante: “Credo che non siamo al sicuro e non lo saremo finché la legge e la tecnologia a disposizione non saranno riuscite ad allinearsi con la tecnologia a disposizione della criminalità. La tecnologia avanza più in fretta rispetto alla legge e i malintenzionati sono sempre un po’ più avanti”.</p>



<p>Certo <strong>bisogna capire con un certa urgenza chi sono i “malintenzionati”</strong> e i “criminali”. Mica possono fare tutto i carabinieri. Si legge, tra l’altro, sui media che un noto imprenditore sia stato truffato da esponenti di Equalize con un falso dossier sulle frequentazioni sospette della fidanzata (poi diventata moglie): “l’intelligence del bidet” di questi spioni era un po’ fake. Poi hanno vinto comunque l’amore e la passione. Quindi dormiamo i sonni tranquilli del lieto fine?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/spionaggio/caso-equalize-spioni-nostrani-e-007-di-israele-tra-favori-privati-e-contratti-pubblici.html">Caso Equalize: spioni nostrani e 007 di Israele, tra favori privati e contratti pubblici</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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