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	<title>Benoit Hamon Archives - InsideOver</title>
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		<title>Il crollo del Partito Socialista</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Apr 2017 20:56:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Le elezioni del 2017 saranno ricordate in Francia come la fine del Partito Socialista. Un crollo vertiginoso, una disfatta annunciata, con il candidato Benoit Hamon che si ferma a una percentuale intorno al 6%. Mai un candidato socialista era andato così male in un’elezione presidenziale. Il Partito Socialista francese, il partito che esprimeva il Presidente &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/crollo-del-partito-socialista.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="999" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603-768x511.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/04/LAPRESSE_20170420121614_22855603-1024x682.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p>Le elezioni del 2017 saranno ricordate in Francia come la fine del Partito Socialista. Un crollo vertiginoso, una disfatta annunciata, con il candidato Benoit Hamon che si ferma a una percentuale intorno al 6%. Mai un candidato socialista era andato così male in un’elezione presidenziale. Il Partito Socialista francese, il partito che esprimeva il Presidente uscente Hollande, è diventato nel giro di qualche ano il sesto partito di Francia ed ha consegnato alla storia il suo ruolo di guida per la socialdemocrazia francese.È un dato storico, clamoroso, perché la Francia e il Partito Socialista vivono ormai da più di un secolo un binomio indissolubile fatto di lotte, di resistenza, di presidenze e di tutta una rete territoriale dove ancora ci sono molti comuni e dipartimenti in mano loro. Eppure, anche questa, come tante storie, ha avuto il suo epilogo. Con Benoit Hamon al 6-7%, la Francia ha deciso di escludere dal sistema politico, almeno per ora, i socialisti.Non è una novità nel panorama politico europeo. In molti Paesi i partiti socialisti e socialdemocratici hanno ricevuto sonore sconfitte nelle ultime elezioni, diventando partiti minori dopo essere stati al governo. È stato così in Grecia con il Pasok, e in Spagna con il PSE. Anche il partito laburista è crollato nelle ultime elezioni parlamentari inglesi. Ora, anche la Francia è teatro della stessa crisi della socialdemocrazia.In molti si sono arrovellati per comprenderne le cause. Molto probabilmente, in questo tracollo elettorale hanno influito però diverse situazioni e diversi fattori, sia sociali che prettamente politici. In primo luogo, il Partito Socialista francese ha avuto il suo primo nemico in François Hollande. Il presidente uscente meno tollerato della storia francese non ha di certo fatto un ottimo spot per il suo partito, e anzi, ha innescato una serie di reazioni di ripudio verso il partito socialista da parte del suo elettorato. In questo hanno contribuito anche gli ultimi due primi ministri: Valls e Cazeneuve, autori di politiche che hanno smantellato lo stato sociale francese e che hanno smentito la stessa ragione d’esistere del Partito Socialista. Politiche cui ha partecipato attivamente anche Emmanuel Macron, che adesso sfiderà Marine Le Pen al ballottaggio.A contribuire a questa sconfitta senza mezze misure è stato poi anche il personaggio di Hamon. Un politico che non ha mai attratto gli elettori socialisti, e che è sempre stato parte della minoranza del P.S. Odiato da Hollande e Valls, e nemico delle politiche di Macron quando era ministro socialista, Hamon ha subito il fuoco incrociato dei detrattori interni al partito e di quelli esterni che non vedevano l’ora di disfarsi dei socialisti. Inoltre, va sottolineato che i leader del partito non hanno mai nascosto il loro appoggio a Macron, di fatto rinnegando l’appartenenza di Hamon al loro stesso movimento.Ma è una sconfitta che manifesta anche tutta l’incapacità della socialdemocrazia europea a rispondere alle esigenze degli elettori europei, e francesi in questo caso, rispetto ai grandi temi del nostro tempo. Di fronte all’immigrazione incontrollata, al terrorismo, alla globalizzazione e all’Europa, il Partito Socialista non si è mai schierato in nessun senso, lasciando quindi se stesso in un limbo ideologico che col tempo ha avuto il sapore dell’ignavia. E per questo ha perso i suoi elettori. Una parte del suo elettorato operaio e dei piccoli imprenditori si è spostata con Marine Le Pen e con le sue ricette antiglobalizzazione e protezionistiche. Una parte si è spostata su Mélenchon, perché ha saputo ergersi come vero leader di sinistra e ha ricordato a molti socialisti delusi il loro retaggio culturale. Un’altra parte invece ha votato Macron, che rappresenta le ricette europeiste e liberiste che ormai il Partito Socialista aveva intrapreso da anni, e quindi tanto valeva scegliere la novità.Ora che Benoit Hamon ha chiesto ai suoi sostenitori di votare per Macron al ballottaggio, sarà interessante vedere come sarà il futuro del Partito Socialista. Le legislative di giugno saranno un banco di prova importante. Se crollerà anche sul territorio, allora sarà davvero la fine per un Partito che ha rappresento per anni e anni la storia politica francese.&nbsp;</p>
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		<title>Hamon vince le primarie</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/hamon-vince-le-primarie-ma-per-il-ps-e-crisi-nera.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2017 09:44:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1500" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221-1024x677.jpg 1024w" sizes="(max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p>
<p>Benoit Hamon ha vinto il secondo turno delle primarie socialiste. Un grosso problema, questo, in termini di strategie elettorali future per il Partito socialista, visto che buona parte dell&#8217;apparato legato a Manuel Valls pare essere intenzionato a fare armi e bagagli per traghettare i propri consensi sulla candidatura di Emmanuel Macron, il massimalista leader di &#8230; <a href="https://it.insideover.com/politica/hamon-vince-le-primarie-ma-per-il-ps-e-crisi-nera.html">[...]</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1500" height="992" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221.jpg 1500w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221-300x198.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221-768x508.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2017/01/LAPRESSE_20170130061105_22013221-1024x677.jpg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1500px) 100vw, 1500px" /></p><p><strong>Benoit Hamon</strong> ha vinto il secondo turno delle primarie socialiste. Un grosso problema, questo, in termini di strategie elettorali future per il Partito socialista, visto che buona parte dell&#8217;apparato legato a <strong>Manuel Valls</strong> pare essere intenzionato a fare armi e bagagli per traghettare i propri consensi sulla candidatura di<strong> Emmanuel Macron</strong>, il massimalista leader di &#8221; En Marche!&#8221;che ha bypassato le primarie decidendo di scendere in campo autonomamente. <strong>François Hollande</strong> stesso, del resto, avrebbe scelto l&#8217;ex ministro dell&#8217;Istruzione quale suo candidato di riferimento. Se questo non bastasse, poi, c&#8217;è l&#8217;ingombrante presenza di <strong>Jean Luche Mélenchon</strong>, altro esponente della sinistra purista, ecologista, di stampo neogiacobino, dato dai sondaggi al 10%: potenzialmente una bella fetta di voti tolti ai socialisti. Macron, dal canto suo, sfrutta il momento di confusione e continua nella sua ascesa nei sondaggi, tentando di sfruttare la tesi per cui rappresenterebbe l&#8217;unica proposta solidamente sganciata dalle beghe di partito. Mélenchon, infatti, potrebbe presto accordarsi con Hamon o almeno quest&#8217;ultimo farà di tutto affinché accada. Un tentativo di semplificazione disperato senza il quale il campo progressista si presenterebbe in modo troppo frastagliato per sperare di passare il primo turno delle presidenziali. Se la confusione interna al quadro della sinistra francese è massima, però, un altro grande elemento di preoccupazione è dato dalla bassa partecipazione a questa competizione primaria. Se al primo turno, infatti, si era verificato un clamoroso calo nel numero degli elettori recatisi alle urne, in quest&#8217;ultima tornata, sarebbero andati ai seggi tra gli 1,7 e i due milioni di votanti, 1 milione e 600mila persone in più rispetto al primo turno, ma complessivamente un milione in meno rispetto all&#8217;equivalente primaria tenutasi nel 2012. Un segnale che desta molta preoccupazione nell&#8217;establishment del Ps francese, specialmente in virtù del fatto che coloro che hanno deciso di votare, hanno scelto una candidatura fondata sul reddito universale e sulla riduzione delle ore lavorative (32 e non più 35), in totale discontinuità, quindi, con quanto promosso dall&#8217;azione politica dal duo Hollande-Valls nell&#8217;ultimo mandato. Il partito, in fin dei conti, esiste solo come viatico mediatico: a trionfare sono le posizioni che si pongono al di fuori della linea adottata tradizionalmente. E se Macron starebbe esultando per i risultati della scorsa notte, con l&#8217;impianto organizzativo della campagna elettorale di Valls pronto a cambiare bandiera, Benoit Hamon è chiamato ad un vero e proprio miracolo per far sì che il Ps resti tra le prime tre forze politiche francesi. Se le attuali proiezioni elettorali venissero confermate, infatti, Hamon arriverebbe quarto, dietro alla Le Pen (25%), a Fillon (22%) ed a Macron (21%), restando ovviamente fuori dal ballottaggio, ma registrando, soprattutto, una storica sconfitta del Ps, persino più grave della debacle di Jospin nel 2002. Il Ps francese, in definitiva, vive una fase drammatica, tra le più angoscianti dalla sua fondazione, vedendo schizzare ai suoi lati candidati estranei alla classe dirigente neoliberista che ha imperato ultimamente. Il ceto medio, vero arbitro delle elezioni del 21 aprile, sta a guardare, ma se il prevalere di candidati che pongono l&#8217;accento sul tema del lavoro potrebbe far pensare ad una rinascita della sinistra antimondialista, la bassa quantità del corpo elettorale delle primarie e l&#8217;ormai consolidato primo posto del Front National come primo partito di Francia, lasciano intendere che l&#8217;arbitro guardi sì, ma guardi da tutt&#8217;altra parte rispetto alle beghe del socialismo francese. L&#8217;unica speranza rimasta è che le notizie sulla moglie di Fillon emerse in questi giorni, continuino a destrutturare l&#8217;espressione dell&#8217;Ump per l&#8217;Eliseo. In quel caso, se parte del centrodestra vedrà in Macron un interlocutore credibile, potrebbe avvenire il miracolo per la sinistra francese, ma in ogni caso fuori dal Ps.</p>
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