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	<title>beniamino zuncheddu Archives - InsideOver</title>
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		<title>33 anni in cella, innocente: Beniamino Zuncheddu e la battaglia per la giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Paolo Arigotti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Oct 2026 09:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Giudiziaria]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="giustizia" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>​La vicenda di Beniamino Zuncheddu non è solo la cronaca di un drammatico errore giudiziario, ma un monito per la collettività. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/societa/33-anni-in-cella-innocente-beniamino-zuncheddu-e-la-battaglia-per-la-giustizia.html">33 anni in cella, innocente: Beniamino Zuncheddu e la battaglia per la giustizia</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="giustizia" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/10/beniamino-zuncheddu-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un incubo iniziato con una drammatica irruzione della polizia nel 1991 e conclusosi con un’assoluzione con formula piena in sede di revisione («per non aver commesso il fatto») dopo 33 anni di detenzione. È questa, in estrema sintesi, la storia di <strong>Beniamino Zuncheddu,</strong> protagonista di uno dei casi di errore giudiziario più eclatanti d&#8217;Italia. Ricordiamo che Beniamino fu condannato all&#8217;ergastolo, condanna oggi annullata in sede di revisione, per l&#8217;accusa di aver commesso nelle campagne del sud Sardegna un triplice omicidio nel 1991.</p>



<p>​Già narrata nel libro <a href="https://www.deagostinilibri.it/libri/io-sono-innocente">Io sono innocente</a>, scritto a quattro mani con l’avvocato <strong>Mauro Trogu,</strong> il legale che ha ottenuto la revisione del processo, pubblicato più di due anni fa, oggi la vicenda è tornata al centro dell’attenzione pubblica grazie al film <a href="https://www.youtube.com/watch?v=YCJ6g2SEVxI">Zustìssia</a>, pellicola che sta registrando un ottimo riscontro nelle sale. Ma dietro i riflettori dell’editoria e del cinema si cela una ferita aperta: quella di un uomo che, nonostante il riconoscimento totale della propria estraneità ai fatti, attende ancora una reale riparazione e un risarcimento adeguato dallo Stato. Finora è stata riconosciuta solo una <a href="https://comunicazioneitaliana.it/news/866b5aede1d146e220ab4027ee560a82">somma</a> di poco superiore ai trentamila euro, per le condizioni detentive.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Un’esistenza sospesa</strong></h2>



<p>​Nel corso dell&#8217;intervista concessa da poco <a href="https://www.youtube.com/watch?v=knS_N7ESWVM&amp;t=622s">al mio canale YouTube</a>, Beniamino Zuncheddu ripercorre la durezza della vita dietro le sbarre, trascorsa <strong>tra istituti di pena come Buoncammino e il carcere di massima sicurezza di Nuoro. </strong>Un percorso segnato da restrizioni che hanno caratterizzato anche le fasi di concessione di permessi e semilibertà, dove le possibilità di comunicare e reinserirsi socialmente erano molto contenute.</p>



<p>​«Ero fuori, ma sempre dentro una cella», ci ha raccontato Beniamino, ricordando le difficoltà di un reinserimento che di fatto negava persino il contatto con i familiari. Un sistema che, come sottolineato nel corso dell&#8217;intervista, spesso schiaccia chi si proclama innocente, rifiutando compromessi pur di non macchiarsi di colpe mai commesse.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>La solidarietà della comunità e il ruolo della difesa</strong></h2>



<p>​Nonostante il dramma giudiziario, Beniamino Zuncheddu sottolinea la forza ricevuta dalla straordinaria ondata di solidarietà popolare, arrivata non solo dai cittadini di Burcei, il suo paese, e dai compagni di detenzione, <strong>ma anche da parte della polizia penitenziaria. </strong>Un sostegno umano fondamentale, così come determinante è stato il rapporto di fiducia e amicizia instaurato con l’avvocato Mauro Trogu, capace di riaprire un fascicolo che sembrava destinato all&#8217;oblio. E non dimentichiamo l’importanza dell’attenzione mediatica suscitato attorno al suo caso, grazie all’impegno, tra i tanti, di <a href="https://www.radioradicale.it/scheda/800171/lo-stato-del-diritto-intervista-a-beniamino-zuncheddu">Irene Testa</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L’appello: «Nessuno sia un altro Beniamino»</strong></h2>



<p>​​Oggi, a circa tre anni dalla scarcerazione, la vita quotidiana di Beniamino Zuncheddu è fatta di passeggiate in campagna e dei ricordi di una giovinezza sottratta, ma soprattutto della preoccupazione per il domani. Uscito senza risorse economiche, <strong>vive attualmente coi suoi familiari, in attesa che la giustizia compia fino in fondo il proprio dovere,</strong> attraverso una <a href="https://www.cagliaritoday.it/politica/beniamino-zuncheddu-film-irene-testa-legge-errori-giudiziari.html">riparazione economica congrua e dignitosa</a>, prevista dall’articolo <a href="https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/parte-i/titolo-i/articolo-24">24 della Costituzione</a> e dall’art. <a href="https://app.toga.cloud/codici/codice-di-procedura-penale/3/28278/art-643-riparazione-dell-errore-giudiziario">643 del codice di procedura penale</a>, secondo cui: “<em>Chi è stato prosciolto in sede di revisione, se non ha dato causa per dolo o colpa grave all&#8217;errore giudiziario, ha diritto a una riparazione commisurata alla durata dell&#8217;eventuale espiazione della pena o internamento e alle conseguenze personali e familiari derivanti dalla condanna. La riparazione si attua mediante pagamento di una somma di denaro ovvero, tenuto conto delle condizioni dell&#8217;avente diritto e della natura del danno, mediante la costituzione di una rendita vitalizia. L&#8217;avente diritto, su sua domanda, può essere accolto in un istituto, a spese dello Stato.</em>”</p>



<p>​La vicenda di Beniamino Zuncheddu non è solo la cronaca di un drammatico errore giudiziario, ma un monito per la collettività. Un appello affinché episodi simili non si ripetano mai più e perché lo Stato riconosca tempestivamente i propri errori, restituendo dignità e giustizia sostanziale a chi, come i tanti &#8220;Beniamini&#8221; silenziosi, ha pagato ingiustamente con la propria libertà.</p>



<p>Perché stando a quanto ci ha raccontato lui stesso, alla luce della sua esperienza, quello di Beniamino è un caso tutt’altro che isolato, e chissà di quanti non verremo mai a conoscenza.</p>



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