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	<title>Ariel Sharon Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 23 Jun 2026 22:14:57 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Ariel Sharon Archives - InsideOver</title>
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		<title>Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Paolo Mossetti]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 04:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[israele]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Una proposta di ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla Giordania la custodia storica della spianata. </p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/gerusalemme-il-piano-segreto-per-al-aqsa-che-puo-incendiare-il-medio-oriente.html">Gerusalemme: il piano segreto per Al-Aqsa che può incendiare il Medio Oriente</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Gerusalemme" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-1536x1024.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/06/Gerusalemme-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Negli ultimi mesi, calata l&#8217;attenzione mediatica su Gaza, si sta incendiando <strong>Gerusalemme</strong>, e nello specifico il sito più politicamente sensibile del Medio Oriente: la <strong>Spianata delle Moschee</strong>, il luogo che i musulmani chiamano <strong>Al-Haram al-Sharif</strong> e gli ebrei <strong>Monte del Tempio</strong>. Succede quando una proposta sostenuta da ambienti statunitensi e israeliani si sta facendo strada per sottrarre alla <strong>Giordania</strong> la custodia storica della spianata, e trasformarla in un complesso multireligioso che viene incontro alle sole <a href="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema" type="link" id="https://it.insideover.com/video/israele-e-ben-gvir-colpire-il-singolo-per-proteggere-il-sistema">esigenze israeliane</a>. La notizia, nata come indiscrezione raccolta dal sito filopalestinese <em>Middle East Eye</em> (non sempre affidabile, va detto) e poi confermata da analisti che seguono il conflitto, è una bomba a orologeria nella diplomazia mondiale e potrebbe innescare una nuova e gravissima ondata di violenze <a href="https://it.insideover.com/tag/israele" type="link" id="https://it.insideover.com/tag/israele">in tutta la regione</a>.</p>



<p>Bisogna però fare prima un passo indietro fino al <strong>1924</strong>, ben prima della nascita dello <strong>Stato di Israele</strong>, la dinastia degli <strong>Hashemiti</strong>, ossia la famiglia reale che governa la <strong>Giordania</strong>, esercita la custodia formale dei luoghi santi islamici e cristiani di Gerusalemme. Questo ruolo fu affidato loro quando la <strong>Palestina</strong> era sotto il <strong>mandato britannico</strong>, dopo che gli Hashemiti avevano perso il controllo delle città sante della <strong>Mecca</strong> e di <strong>Medina</strong> a favore della famiglia <strong>Al Saud</strong>, gli attuali governanti dell&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>.</p>



<p>Le cose sono cambiate in parte dopo la <strong>Guerra dei Sei Giorni</strong> del 1967, quando Israele ha occupato <strong>Gerusalemme Est</strong>, l&#8217;area in cui si trova la Spianata. Da allora, le autorità israeliane gestiscono la sicurezza esterna del sito, ma la gestione quotidiana e religiosa dell&#8217;area è rimasta formalmente in mano al <strong>Waqf</strong>, un organo religioso finanziato e controllato dal governo giordano. È un accordo che fa parte del cosiddetto <em>status quo</em> di Gerusalemme, un delicato equilibrio diplomatico riconosciuto anche nel <strong>trattato di pace tra Israele e Giordania del 1994</strong>. Per la monarchia di <strong>Amman</strong>, questa custodia non è solo una questione di prestigio e identità, ma una colonna portante della propria legittimità politica.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un centro multifede per far pregare i gruppi ebrei</h2>



<p>Di cosa parla il nuovo piano? Secondo quanto riportato da <strong>Daniel Seidemann</strong>, avvocato israelo-americano considerato tra i massimi esperti della storia e delle regole non scritte di Gerusalemme, la proposta prevederebbe la <strong>fine improvvisa</strong> dell&#8217;autorità del Waqf giordano: al suo posto, verrebbe creato un nuovo organismo istituito dal governo israeliano con un blando coinvolgimento di un consorzio internazionale e interreligioso, comprendente rappresentanti ebrei e di vari Paesi arabi o musulmani, con una possibile supervisione a rotazione.</p>



<p>L&#8217;obiettivo formale sarebbe dichiarare la Spianata un <strong>centro multi-fede</strong>, garantendo parità di accesso ai fedeli delle diverse confessioni e consentendo ufficialmente la preghiera ebraica in grandi gruppi all&#8217;interno del perimetro, cosa impensabile secondo le regole attuali. Oggi gli ebrei possono entrare solo come visitatori, ma senza pregare. Il sogno realizzato di ultranazionalisti come Ariel Sharon e gli stessi ministri considerati più &#8220;estremisti&#8221; del governo Netanyahu, come quello della Sicurezza nazionale <strong>Itamar Ben-Gvir</strong>, senza che la storia abbia preso sufficiente spazio nel dibattito internazionale. Eppure l&#8217;eliminazione della custodia giordana verrebbe percepita come un affronto inaccettabile da gran parte del mondo arabo e islamico.</p>



<p>Il <strong>deus ex machina</strong> dell&#8217;operazione sarebbe <strong>Jared Kushner</strong>, genero di <strong>Donald Trump</strong> e grande affarista nella West Bank: l&#8217;amministrazione statunitense ne avrebbe già discusso con diversi Paesi del Golfo e del Nord Africa, tra cui <strong>Bahrein</strong>, <strong>Egitto</strong>, <strong>Marocco</strong> ed <strong>Emirati Arabi Uniti, al momento alle prese con l&#8217;umiliazione subita dagli Stati Uniti con l&#8217;Iran</strong>. La Casa Bianca ha definito il rapporto &#8220;totalmente falso&#8221; e il <strong>Segretario di Stato Marco Rubio</strong> ha dichiarato di non averne mai sentito parlare. Basterà a placare le acque? Negli stessi giorni, il primo ministro <strong>Benjamin Netanyahu</strong> ha respinto la richiesta della Procura Generale di limitare i poteri di <strong>Ben-Gvir</strong> sulle questioni di polizia più sensibili, comprese quelle che riguardano la Spianata delle Moschee, che Ben-Gvir vede come il più grande regalo che possa fare ai suoi sostenitori di estrema destra. Non a caso, le sue visite al sito, portatrici di gravi tensioni, sono servite come un omaggio a quella parte dell&#8217;elettorato.</p>



<p>Non parliamo di fantascienza, ma di una politica che <a href="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est" type="link" id="https://it.insideover.com/luoghi/gerusalemme-est">si sta già concretizzando</a> a <strong>Gerusalemme Est</strong>. Lo stesso <strong>Daniel Seidemann</strong>, di solito cauto con le parole, ha recentemente dichiarato che la progressiva demolizione ed espulsione di residenti palestinesi in alcuni quartieri storici e nelle aree beduine limitrofe starebbe superando la definizione di <strong>occupazione</strong>, configurandosi ormai come una vera e propria forma di <strong>ingegneria demografica</strong> ed <strong>espulsione forzata</strong>.</p>



<p>A peggiorare le cose, c&#8217;è un dibattito europeo sempre indietro sui tempi riguardo ai possibili freni da apporre all&#8217;espansionismo israeliano. Dopo che l&#8217;Uniona Europea si è incartata sulle sanzioni a Ben-Gvir rinunciando a qualsiasi misura correttiva, Israele ha dichiarato persona non grata la voce diplomatica dell&#8217;Ue, <strong>Kaja Kallas</strong>, per aver detto in un incontro a porto chiuse che quello che avviene in Cisgiordania è &#8220;apartheid&#8221;: per tutta risposta la sua collega e commissaria Ue per il Mediterraneo si è presentata a Tel Aviv per scambiare sorrisi con il ministro degli Esteri di Tel Aviv, senza alcun rimprovero. In Italia continua a imperversare in tv <strong>Emanuele Fiano</strong>, Pd, la cui funzione è quella di ostacolare, dall&#8217;opposizione di sinistra, qualsiasi riforma radicale della nostra diplomazia nei confronti di Israele. Perché, spiega, se un cambiamento ci dovrà essere, arriverà dagli israeliani. Con questi argomenti spiega alla storica Paola Caridi: «Ditemi se hanno avuto effetto le sanzioni contro l&#8217;Iran. O le sanzioni contro la Russia». Insomma, campa cavallo.</p>



<p></p>
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		<title>Masafer Yatta, il villaggio dove Israele applica la direttiva finale per la pulizia etnica</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/masafer-yatta-il-villaggio-dove-israele-applica-la-direttiva-finale-per-la-pulizia-etnica.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rebecca Passeri]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Jul 2025 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1280" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016172211473_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1535909.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016172211473_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1535909.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016172211473_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1535909-600x400.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016172211473_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1535909-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016172211473_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1535909-1024x683.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016172211473_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1535909-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2024/10/OVERCOME_20241016172211473_TECNAVIA_PHOTO_GENERALE_1535909-1536x1024.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>A partire dagli anni Settanta, Israele ha destinato il 18% della Cisgiordania occupata a "zone di tiro". E a Masafer Yatta... </p>
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<p class="has-text-align-left">Masafer Yatta si trova nel Sud della Cisgiordania, nella regione collinare a Sud di Hebron, ed è interamente sotto controllo israeliano sia dal punto di vista militare che civile. L’area rientra nella cosiddetta “Area C”, <strong>secondo quanto stabilito dagli Accordi di Oslo</strong>, e ospita circa venti villaggi palestinesi. Villaggi e comunità che, a causa di una recente direttiva dell’Amministrazione Civile israeliana, perderanno definitivamente le loro terre e le loro abitazioni.</p>



<p class="has-text-align-left">A partire dagli anni Settanta, Israele ha destinato il 18% della Cisgiordania occupata, comprese la Valle del Giordano e le colline a Sud di Hebron, a &#8220;zone di tiro&#8221; per l’addestramento militare. Questa decisione ha incluso anche Masafer Yatta e circa altre quaranta comunità palestinesi, coinvolgendo oltre 6.000 persone. In seguito, politici israeliani e inchieste giornalistiche hanno rivelato che <strong>l’obiettivo reale di queste zone militari era quello di sottrarre le terre ai palestinesi</strong> per consegnarle ai coloni, tracciando così un confine etnico tra popolazione palestinese e israeliana.</p>



<p class="has-text-align-left">Nel corso degli anni, le autorità israeliane e i coloni hanno minacciato costantemente le comunità locali, demolendo abitazioni e distruggendo attività agricole con il pretesto della mancanza di permessi edilizi, permessi che, nella pratica, sono impossibili da ottenere. Il risultato è che <strong>molte famiglie palestinesi si sono ritrovate senza casa,</strong> costrette a spostarsi mentre sul luogo delle loro abitazioni i coloni si appropriavano dei loro territori.</p>



<p class="has-text-align-left">Secondo un report di <strong>Kerem Navot</strong>, organizzazione israeliana che mappa l’espropriazione di terre in Cisgiordania, i coloni hanno occupato circa il 7% dell’Area C attraverso <strong>settantasette avamposti agricoli</strong>. Nonostante le “firing zones” dovrebbero essere off-limits sia per palestinesi che per israeliani, i soldati israeliani hanno espulso i pastori palestinesi e hanno permesso ai coloni di rimanere e costruirci abitazioni, come è emerso da risposte che i soldati dell’IDF hanno dato su richiesta di attivisti. Nonostante<strong> le colonie israeliane siano illegali secondo il diritto internazionale e violino la IV Convezione di Ginevra</strong>, che vieta a una potenza occupante di trasferire la propria popolazione nel territorio occupato, oggi il 10% della popolazione israeliana vive nelle colonie costruite illegalmente all’interno del versante palestinese della Green Line.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-style-full-content"><img onerror="this.onerror=null;this.srcset='';this.src='https://it.insideover.com/wp-content/themes/insideover/public/build/assets/image-placeholder-7fpGG3E3.svg';" loading="lazy" decoding="async" width="977" height="1024" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-06-27-alle-13.13.53-1-977x1024.jpg" alt="" class="wp-image-476378" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-06-27-alle-13.13.53-1-977x1024.jpg 977w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-06-27-alle-13.13.53-1-600x629.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-06-27-alle-13.13.53-1-286x300.jpg 286w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-06-27-alle-13.13.53-1-768x805.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/07/Schermata-2025-06-27-alle-13.13.53-1.jpg 1354w" sizes="auto, (max-width: 977px) 100vw, 977px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto di Aljazeera </figcaption></figure>



<p>Dall’inizio del genocidio a Gaza, la violenza dei coloni è solo aumentata. Secondo l’OCHA, da quando la stessa Organizzazione ha iniziato a tracciare la violenza dei coloni venti anni fa, <strong>il 2024 è stato l’anno peggiore con 1,860 attacchi da parte dei coloni israeliani contro le comunità palestinesi </strong>in Cisgiordania, circa quattro attacchi al giorno, lasciando senza terra e senza casa 6,463 palestinesi. Tra questi non si contano i 40.000 palestinesi sfollati da tre campi profughi a Jenin e Tulkarem a seguito delle intense operazioni israeliane nel Nord della Cisgiordania da gennaio.</p>



<p>Tutto questo però, non ha mai fermato la resistenza palestinese, specialmente a Masafer Yatta, che, come è stato mostrato nel documentario vincitore agli Oscar “No Other Land”, è sempre stata portata avanti dagli attivisti palestinesi delle comunità locali per anni, fronteggiando la violenza quotidiana dei coloni e le minacce dei soldati.</p>



<p>Una violenza, quella dei coloni, dirompente e senza limiti. Infatti, come si può vedere sia nel documentario sia nelle varie pagine degli attivisti palestinesi, sia di giorno che di notte i coloni arrivano a gruppi con spranghe di ferro e fucili, entrano nei villaggi e nelle case, distruggendo gli averi delle famiglie palestinesi residenti, uccidendo le loro pecore al pascolo e ferendo, a volte a morte, i residenti dei villaggi.</p>



<p>Negli anni Ottanta, l’allora ministro dell’Agricoltura <strong>Ariel Sharon</strong> ha ufficialmente designato l’area di Masafer Yatta come &#8220;Zona di Tiro 918&#8221;, un’area militare di circa 3.000 ettari che comprende dodici villaggi palestinesi. Nel 1999 più di settecento residenti sono stati espulsi e le loro case sono state distrutte perché vivevano illegalmente nelle “firing zones”, <strong>da allora i residenti di Masafer Yatta hanno vissuto in un limbo legale</strong> sotto la minaccia persistente di perdere le proprie terre e le proprie case.</p>



<p>Tuttavia, negli ultimi mesi, sia i soldati che i coloni hanno intensificato gli attacchi e la violenza, minacciando di espellere le 2.500 persone che vivono nei villaggi di Masafer Yatta. A maggio di questo anno, per esempio, <strong>a Khilet Al-Dabe gli israeliani hanno effettuato la demolizione più grande mai registrata nell’area.</strong></p>



<p>Oggi, una nuova direttiva militare pone le basi per la pulizia etnica della regione: secondo una recente decisione dell’Amministrazione Civile israeliana, <strong>tutte le domande di costruzione presentate dai palestinesi a Masafer Yatta saranno automaticamente respinte.</strong> La misura, formalizzata dall’Ufficio Centrale di Pianificazione — l’organo militare responsabile dei permessi edilizi nei territori occupati — si basa su presunte necessità militari e si concentra in particolare sulla cosiddetta “Zona di Tiro 918”. L’obbiettivo del Comando Centrale dell’esercito è dunque <strong>allontanare gli abitanti palestinesi con ogni mezzo disponibile, sia militare che civile,</strong> per consentire all’esercito di utilizzare i terreni per esercitazioni militari con fuoco vivo. La direttiva è giustificata come preparazione a scenari di guerra multipli, una condizione che è ormai divenuta abituale e che <a href="https://it.insideover.com/difesa/thaad-la-guerra-israele-iran-ha-bruciato-le-riserve-dei-sistemi-antimissile-usa.html">avrebbe raggiunto il suo apice con l’operazione “Rising Lions” in Iran.</a> Tuttavia, la storia del popolo palestinese insegna che queste sono solamente scuse presentate alla comunità internazionale per legittimare le violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale da parte di Israele.</p>



<p>La conseguenza principale che seguirà questa direttiva è dunque la probabile demolizione di ogni casa e l’espulsione totale delle comunità palestinesi della zona, che ancora una volta si troveranno senza territori e senza case in cui alloggiare.&nbsp;Già nella giornata di ieri, nel villaggio di Al Mirkiz, situato a Masafer Yatta, <strong>le forze di occupazione israeliane hanno effettuato una serie di arresti,</strong> fermando quattordici palestinesi, tra cui donne e bambini.</p>



<p>Anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani si è espresso a riguardo di questa nuova direttiva affermando che: «La recente direttiva dell&#8217;Amministrazione Civile israeliana <strong>apre di fatto la strada all&#8217;esercito israeliano per demolire le strutture esistenti nell&#8217;area</strong> ed espellere circa 1.200 palestinesi che vi risiedono da decenni. Ciò costituirebbe un trasferimento forzato, che rappresenta un crimine di guerra. Potrebbe inoltre configurarsi come crimine contro l’umanità se attuato nell’ambito di un attacco esteso o sistematico diretto contro una popolazione civile, con la consapevolezza dell’attacco”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/masafer-yatta-il-villaggio-dove-israele-applica-la-direttiva-finale-per-la-pulizia-etnica.html">Masafer Yatta, il villaggio dove Israele applica la direttiva finale per la pulizia etnica</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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