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	<title>Andrij Sybiha Archives - InsideOver</title>
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	<lastBuildDate>Mon, 03 Aug 2026 12:20:49 +0000</lastBuildDate>
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	<title>Andrij Sybiha Archives - InsideOver</title>
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		<title>Wildberries Strategy: perché gli ucraini colpiscono l&#8217;Amazon russo (e che cosa sperano di ottenere)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 12:20:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wildberries" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La strategia è nota: portare la guerra nelle case dei russi e minare l'economia russa. Ma di quanto tempo ha bisogno per funzionare?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/wildberries-strategy-perche-gli-ucraini-colpiscono-lamazon-russo-e-che-cosa-sperano-di-ottenere.html">Wildberries Strategy: perché gli ucraini colpiscono l&#8217;Amazon russo (e che cosa sperano di ottenere)</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1276" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Wildberries" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1024x681.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-1536x1021.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/08/wildberries-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Wildberries, comunemente ribattezzata l&#8217;Amazon russo, è stata fondata nel 2004 in un piccolo appartamento della periferia di Mosca da <strong>Tatyana Kim</strong>, oggi la donna più ricca di Russia, quando aveva solo 28 anni ed era in congedo di maternità. Oggi l&#8217;azienda ha 50 mila dipendenti, 200 magazzini, processa circa 20 milioni di ordini al giorno e mette in contatto con i clienti circa 200 mila esercizi commerciali. Insieme con l&#8217;altra piattaforma Ozon, intermedia beni e servizi per un valore equivalente a circa l’8,5% del Prodotto interno lordo russo e danno lavoro, direttamente o indirettamente, a 4 milioni di posti di lavoro, oltre il 5% degli occupati russi.<br><br>Un&#8217;ascesa impetuosa che ha beneficiato, a suo tempo, della clausura da Covid ma ha anche fasi difficili. Tuttora presente negli Emirati Arabi Uniti e in Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Georgia, Kazakhstan, Kirgizystan, Uzbekistan e Tagikistan, ha scontato l&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina con il ritiro da Francia, Germania, Israele, Italia, Polonia, Moldavia, Slovacchia, Spagna, Turchia e Usa. <strong>Non è mancata la saga familiare,</strong> con un&#8217;aspra e a tratti violenta separazione (con causa ovviamente milionaria) della Kim dal marito, sontuosamente liquidato.</p>



<p><strong>Oggi, però, Wildberries è nota soprattutto per essere diventata uno dei bersagli preferiti dei droni ucraini.</strong> Nel giro di nemmeno tre settimane gli ordigni hanno colpito una dozzina dei magazzini e centri logistici più grandi dell&#8217;azienda: l&#8217;ultimo poche ore fa a Novosemeykino, nella regione di Samara, in linea d&#8217;aria a circa 900 chilometri dal confine ucraino. La &#8220;Wildberries strategy&#8221; degli ucraini ha provocato danni ingenti: circa 2 miliardi in perdite dirette di materiali e vendite, con il più il timore che si scateni un&#8217;ondata di chiusure e fallimenti tra i piccoli esercizi che usano Wildberries come intermediario per le vendite.</p>



<p>Tutto questo ha ovviamente destato un grande clamore. Prima di tutto in Russia, dove Wildberries è un&#8217;istituzione. Ma anche all&#8217;estero, soprattutto nelle frange più filo-ucraine, che vedono svolte decisive a ogni angolo e già parlano di &#8220;crollo&#8221; di Wildberries e possibile crisi finale dell&#8217;economia russa. La realtà, come sempre, è assai più sfumata. <strong>I colpi ucraini, per quanto importanti e ben diretti, hanno ridotto le attività di Wildberries del 10%</strong>: un po&#8217; presto per parlare di crollo, anche se ovviamente gli ucraini non smetteranno di colpire e la Kim dovrà prendere provvedimenti complicati e costosi (anche nel rapporto con i clienti) come, a quanto pare, cercare nuovi magazzini in Kazakstan o, come già annunciato, cercare di rifondere produttori e negozianti che hanno perso le loro merci.</p>



<p>I problemi del retail? Reali, e infatti gli esponenti dei piccoli negozianti chiedono a gran voce agevolazioni fiscali. Ma in media i negozianti realizzano 7.500 dollari l&#8217;anno tramite Wildberries, che non è un&#8217;enormità. Altro argomento: la <em>Vneshtorgbank</em>, una delle più grandi banche di Russia, il cui capitale è detenuto al 60,9% dal Governo russo, <strong>ha rilevato una quota del 5% di Wildberries. </strong>L&#8217;idea era di portare un&#8217;azienda tanto importante più vicina al potere, ovviamente. In cambio, la banca avrebbe messo a disposizione di Wildberries le strutture (sportelli, bancomat&#8230;) con cui interagiscono 80 milioni di clienti. Colpire Wildberries significa minacciare la Vneshtorgbank? Sì, l&#8217;investimento è stato importante ma non così tanto da incrinare la solidità della banca.</p>



<p>Come sempre, l&#8217;eccesso di tifo e l&#8217;indubbia spettacolarità delle incursioni ucraine portano a distorcere la realtà. Anche se, altrettanto naturalmente, la &#8220;Wildberries strategy&#8221; ha un suo razionale. La &#8220;scusa&#8221; ufficiale per colpire quella che i russi definiscono una struttura civile è che Wildberries contribuiva allo sforzo bellico russo con la sezione <strong>&#8220;Tutto per l&#8217;Operazione militare speciale&#8221;</strong>, circa 200 mila prodotti (dalle torce elettriche ai giubbotti antiproiettile) spesso acquistati da individui o organizzazioni per i soldati al fronte. Dopo i primi attacchi la sezione è stata chiusa ma, comunque, pensare che la Russia sostenga la sua guerra comprando su Wildberries è una stupidaggine assoluta.</p>



<p>Lo scopo degli ucraini è sempre quello indicato da <strong>Volodymyr Zelensky:</strong> portare la guerra nella case dei russi, distruggere (cosa ormai avvenuta) <strong>la finzione putiniana che si possa fare una guerra senza che la popolazione ne sia affetta.</strong> All&#8217;effetto psicologico generale si aggiunge, come nel caso dei bombardamenti su raffinerie e depositi di petrolio, la pressione esercitata sull&#8217;economia che, nel caso della Russia, in questo 2026 è sottoposta a tensioni (in estrema sintesi: calo degli introiti e aumento delle spese) che negli anni precedenti erano state assorbite dallo sviluppo dell&#8217;industria bellica, <a href="https://it.insideover.com/politica/dopo-quattro-anni-di-guerra-putin-fa-i-conti-per-cominciare-piu-censura-e-piu-tasse.html">come avevamo già raccontato qui.</a> I depositi di Wildberries, come le già citate raffinerie, sono un bersaglio ideale: sono tanti (come dicevamo, 200 in Russia), ed è quindi impossibile proteggerli tutti; sono grossi, ed è quindi impossibile mancarli; e sono immobili. </p>



<p>La strategia ucraina produce indubbi risultati. Dal punto di vista psicologico come da quello economico. Però c&#8217;è un problema: di quanto tempo ha bisogno per ottenere il proprio scopo, quello di una sollevazione dei russi contro il Cremlino o di un crollo dell&#8217;economia russa? Un mese? Un anno? Cinque anni? <strong>Poche settimane fa la grande stampa occidentale parlava di paralisi dei carburanti in Russia e di crisi irreversibile. Adesso non se ne parla più. </strong>Mentre invece è l&#8217;Ucraina, ora, a razionare il diesel. Poche settimane fa la &#8220;flotta ombra&#8221; russa sembrava allo sbando per i bombardamenti ucraini sul Mare di Azov. Ora non se ne parla più, anche perché i russi hanno cominciato a picchiare duro sulle navi diretta in Ucraina e sui porti ucraini del Mar Nero, tanto che il ministro degli Esteri ucraino <strong>Andrij Sybiha </strong>ha chiesto una riunione d&#8217;urgenza del Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu. </p>



<p>E mentre Kiev aspetta che la sua strategia produca il vero risultato sperato, ovvero portare Putin a sedere seriamente al tavolo delle trattative di pace, <strong>Mosca prosegue imperterrita nella sua strategia di occupazione territoriale,</strong> che invece i risultati li produce subito, giorno per giorno. Di questo la grande stampa occidentale non parla ma gli analisti militari più seri sì, tanto da scrivere (come fa AMK Mapping suX) che &#8220;negli ultimi giorni, la situazione per l&#8217;Ucraina al fronte si è rapidamente deteriorata in modo senza precedenti, non visto dall&#8217;inizio del 2025&#8221;. Il che, tra l&#8217;altro, contribuisce a spiegare anche i recenti e clamorosi avvicendamenti al vertice del ministero della Difesa (via il ragazzo prodigio <strong>Mychajlo Fedorov </strong>e dentro il generale <strong>Jevheni Jmara)</strong> e delle forze armate (via il comandante <strong>Oleksandr Syrsky</strong>, dentro il nuovo comandante <strong>Mychajlo Drapatyj</strong>). </p>



<p>In questa situazione servirebbe come il pane un mediatore vero e autorevole. Ma&#8230; Trump? Sarebbe il ruolo dell&#8217;Europa, che però ha deciso che la guerra deve proseguire fino alla vittoria ucraina. Auguri.</p>



<p>     </p>
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		<title>Ungheria, tutti esultano per Magyar tranne gli ucraini. Ecco perché</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/ungheria-tutti-esultano-per-magyar-tranne-gli-ucraini-ecco-perche.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 14:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Ucraina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1279" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="ungheria" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1-300x200.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1-1024x682.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1-768x512.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1-1536x1023.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/04/ungheria-1-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le posizioni di Peter Magyar non sono certo pro-ucraine. E nel popolo ungherese alberga una profonda diffidenza nei confronti dei vicini. </p>
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<p>Sembra un paradosso, ma lo è solo fino a un certo punto: il malcelato entusiasmo che la netta sconfitta elettorale di <strong>Viktor Orban</strong> ha destato a Bruxelles e in gran parte dei Governi dell&#8217;Unione Europea è condiviso solo in parte nel Paese che più ha polemizzato e, anzi, si era apertamente scontrato con lui e con il suo Governo, ovvero l&#8217;Ucraina. Il segnale più ottimistico, a ben vedere, è stato quello del ministro degli Esteri <strong>Andrij Sibiha</strong>, che all&#8217;esito del voto ungherese ha revocato la &#8220;raccomandazione&#8221; ai cittadini ungheresi di astenersi dai viaggi in Ungheria dove, diceva il ministro, una campagna elettorale molto aspra aveva preso connotazioni anti-ucraine nutrite anche di &#8220;bugie e manipolazioni&#8221;. Ma per il resto non si va oltre una grande prudenza, ben rappresentata dal discreto messaggio del presidente Zelensky, che si è congratulato con il vincitore <strong>Péter Magyar</strong> e ha espresso la disponibilità a &#8220;collaborare&#8221; con l&#8217;Ungheria. E stop. Questo nonostante che con l&#8217;Ungheria di Orban i rapporti fossero a un passo dal conflitto aperto, in particolare negli ultimi tempi quando la diatriba sull&#8217;oleodotto russo Druzhba, che gli ucraini avevano ripetutamente danneggiato in passato e che ora non volevano riparare sul tratto nel loro territorio aveva spinto Orban a bloccare (insieme con il premier slovacco <strong>Robert Fico</strong>) l&#8217;erogazione del prestito Ue da 90 miliardi e a dispiegare l&#8217;esercito per &#8220;proteggere&#8221; le infrastrutture energetiche del Paese.</p>



<p>La ragione di questa parziale ritrosia ucraina è chiara: nessuno conosce realmente chi sia, dal punto di vista politico, Péter Magyar, né che cosa sarà realmente in grado (o vorrà davvero) fare una volta salito al potere. Pare piuttosto sicuro che, come &#8220;biglietto d&#8217;ingresso&#8221; nella politica comunitaria, ritirerà il veto posto da Orban al prestito per l&#8217;Ucraina, lasciando la patata bollente di un&#8217;opposizione solitaria a Fico e alla piccola Slovacchia. Il tutto a dispetto del fatto che i 7 parlamentari europei di Tisza, tra i quali lo stesso Magyar, <a href="https://www.politico.eu/article/eu-wants-new-hungary-leader-support-ukraine-could-disappointed/">come ricorda Politico,</a> a suo tempo abbiano votato contro la concessione die 90 miliardi. E di certo avvicinerà di molto l&#8217;Ungheria al <em>sentiment </em>generale dell&#8217;Unione Europea. Ma poi?</p>



<h2 class="wp-block-heading">I rancori tra ungheresi e ucraini</h2>



<p>Durante la campagna elettorale Magyar, che non ha lesinato le critiche a Orban per il suo riavvicinamento a Mosca, si è ben guardato dall&#8217;esprimere un pensiero positivo a proposito dell&#8217;Ucraina e della sua causa. Perché sa benissimo che tra ungheresi e ucraini resiste una storica inimicizia che sarà molto difficile superare e che certamente non avrebbe giovato alla sua campagna elettorale. A complicare vecchie storie e luoghi comuni (gli ucraini violenti, corrotti e malavitosi) sono arrivate più recenti questioni, come la decisione del governo di Kiev di rendere l&#8217;ucraino lingua dell&#8217;insegnamento anche in Zakarpatia, dove vive una corposa (circa 100 mila persone) minoranza ungherese. Qualche mese fa, <a href="https://www.policysolutions.hu/userfiles/elemzes/378/policy_solutions_the_world_through_hungarian_eyes_2025.pdf">un sondaggio del think tank Policy Solutions</a> ha diffuso dati inequivocabili: il 50% degli ungheresi giudica l&#8217;Ucraina pericolosa per l&#8217;Ungheria; il 64% è contrario all&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella Ue; il 74% pensa che l&#8217;Ungheria dovrebbe smettere di aiutare l&#8217;Ucraina. E <strong>Volodymyr Zelensky </strong>è il politico straniero più detestato alla pari di <strong>Vladimir Putin.</strong></p>



<p>Lo stesso Magyar, oltre al voto al Parlamento europeo cui facevamo cenno prima, quando si è espresso ha fatto ben poco per tranquillizzare Kiev. Quando Zelensky si era scontrato con Orban, minacciando di fargli far visita dai suoi soldati, lui aveva preso le parti di Orban dicendo: &#8220;Nessun leader straniero può permettersi di minacciare un ungherese&#8221;. <strong>Alla fine di marzo, in campagna elettorale: &#8220;Nessuno vuole un Governo pro-Ucraina&#8221;. </strong>Prima ancora aveva detto chiaramente che Tisza &#8220;sostiene la posizione del Governo ungherese: non manderemo truppe né armi all&#8217;Ucraina&#8221;.&nbsp;Quanto all&#8217;ingresso dell&#8217;Ucraina nella Ue, nessuna solidarietà, anzi: un deciso no a un percorso accelerato per Kiev, e poi un referendum sulla questione generale dell&#8217;ingresso. Referendum che, visti i sentimenti generali degli ungheresi, sembrerebbe piuttosto a rischio. E sono state <strong>proprio queste posizioni a neutralizzare il tentativo di Orban di dipingerlo come un traditore della patria a favore di Kiev.</strong></p>



<p>E poi ci sono i primi pronunciamenti post-vittoria. Per esempio che l&#8217;Ungheria non metterà un euro nel pacchetto da 90 miliardi che l&#8217;Europa vuole recapitare all&#8217;Ucraina. E che l&#8217;Ungheria continuerà a comprare petrolio dalla Russia. Occorre quindi una certa prudenza nell&#8217;accogliere Magyar sulla scena europea e nelle pieghe del conflitto Russia-Ucraina-Ue. La soddisfazione per essersi liberati di Orban è chiara sia a Kiev sia a Bruxelles. Ma sarà meglio non fare troppe scommesse sul futuro. Qualche sorpresa può essere in agguato.</p>



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		<title>Romania e Ungheria, esplosioni nelle raffinerie del petrolio russo. Come il Nord Stream, attentati contro l&#8217;Europa</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fulvio Scaglione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 12:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="697" height="355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg 697w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-600x306.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 697px) 100vw, 697px" /></p>
<p>Se fossero attentati, le esplosioni a Ploietsi e Szazhalombatta somiglierebbero molto agli attentati anti-europei al gasdotto Nord Stream.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="697" height="355" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="Romania" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324.jpg 697w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-300x153.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/10/romania-e1761142358324-600x306.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 697px) 100vw, 697px" /></p>
<p>Non molte ore fa due esplosioni parallele hanno scosso due raffinerie di Paesi dell&#8217;Unione Europea ma in qualche modo legate alla Russia: quella di <strong>Ploiesti, in Romania</strong>, e in quella di <strong>Szazhalombatta, in Ungheria</strong>. La prima di proprietà di Lukoil Europe, filiale della società russa Lukoil, la più grande azienda petrolifera privata russa; la seconda alimentata da petrolio russo attraverso l&#8217;oleodotto Druzhba.</p>



<p>Signorilmente ignorate dalla &#8220;stampa di qualità&#8221;, impegnata a prevedere per la centesima volta il crollo del rublo o la morte per fame dei soldati russi, le esplosioni ci mettono di fronte a un&#8217;ardua scelta: fare gli scemi o fare i complottisti? Ma sembrerebbe da scemi <strong>pensare che sia fortuito il fatto che vengano danneggiate due raffinerie legate alla Russia</strong> proprio mentre l&#8217;Ucraina sviluppa con missili e droni l&#8217;assalto al sistema petrolifero russo, la Ue decreta l&#8217;interruzione totale dell&#8217;acquisto di prodotti energetici russi, diversi Paesi europei (Francia, Danimarca, Svezia) danno la caccia alle petroliere della flotta-ombra russa, i contatti tra Usa e Russia riprendono, l&#8217;Ungheria si dice disposta a ospitare un eventuale summit Trump-Putin e annuncia che comunque non eseguirà il mandato d&#8217;arresto spiccato dalla Corte penale internazionale contro il leader russo, <a href="https://it.insideover.com/guerra/il-piano-europeo-in-12-punti-per-la-pace-in-ucraina-cessate-il-fuoco-sulla-linea-del-fronte-e-kiev-nellue.html">l&#8217;Unione Europea e l&#8217;Ucraina presentano un piano di pace alternativo</a> e via via tanti altri indizi. Segno dei tempi. Una volta si diceva &#8220;meglio rossi che morti&#8221;. Adesso siamo ridotti a &#8220;meglio complottisti che scemi&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lukoil e Druzhba, i precedenti</h2>



<p>Sia il caso rumeno sia quello ungherese meritano un brevissimo riassunto delle puntate precedenti. La raffineria di Ploiesti fu riattivata nel 2014 e nel 2015 il Governo rumeno aveva ordinato il sequestro di 2 miliardi di depositi Lukoil in banche olandesi e inglesi, oltre all&#8217;arresto di diversi dirigenti della compagnia, accusati di bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale. Da allora le autorità rumene hanno tenuto d&#8217;occhio Lukoil che infatti, nel 2022, all&#8217;inizio dell&#8217;invasione russa dell&#8217;Ucraina, attraverso il Consiglio di amministrazione il Consiglio di amministrazione aveva espresso &#8220;solidarietà per tutte le vittime colpite da questa tragedia&#8221; e chiesto &#8220;un cessate il fuoco durevole&#8221;. Subito dopo <strong>Vagit Alekperov</strong>, proprietario della compagnia e uno dei massimi oligarchi russi, sanzionato dalla Ue, si era dimesso dalla carica di presidente.</p>



<p>Per quanto invece riguarda l&#8217;Ungheria e la raffineria di <strong>Szazhalombatta</strong>, occorre ricordare che per tre volte i droni ucraini hanno colpito l&#8217;oleodotto Druzhba, quello che appunto rifornisce la raffineria, provocando una durissima polemica tra i ministeri degli Esteri di Ungheria e Ucraina. La ragione è questa: il Druzhba a un certo punto si divide in due rami. Uno va verso la Bielorussia e poi la Polonia, e guarda caso non è mai stato toccato. Quello attaccato è il ramo che va verso l&#8217;Ungheria e la Slovacchia, Paesi notoriamente dissidenti (per necessità e per volontà politica) rispetto alle politiche europee di confronto duro con la Russia. Il ministro degli Esteri ungherese <strong>Péter Szijjártó</strong> rimproverò all&#8217;Ucraina di sapere che quegli attacchi danneggiavano più l&#8217;Ungheria e la Slovacchia della Russia e chiese (ovviamente senza alcun risultato) alle autorità Ue di intervenire. Il suo collega ucraino <strong>Andrij Sybiha </strong>rispose: noi colpiamo la Russia, se poi voi continuate a comprare il suo petrolio sono affari vostri.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Attacchi all&#8217;Europa, non alla Russia</h2>



<p>Ed è proprio qui il punto. La strategia Ue di tagliare i ponti con le forniture energetiche russe ha certamente ridotto la capacità economica russa ma non sarà decisiva finché grandi clienti come Cina e India continueranno ad approvvigionarsi alle risorse di Mosca. E quella ucraina di colpire l&#8217;infrastruttura gasiera e petrolifera russa, che ha di certo ottenuto buoni risultati (secondo <a href="https://it.insideover.com/le-newsletter-di-insideover/russia-tanto-petrolio-e-niente-benzina.html">il quotidiano economico russo Kommersant</a> la produzione di carburanti si è ridotta del 20%), non è tale da fermare o rallentare nel breve periodo le operazioni militari. <a href="https://it.insideover.com/guerra/i-russi-sono-entrati-a-pokrovsk-il-donbass-sta-per-cadere-e-ora-zelensky-vuole-andare-a-budapest.html">Come si vede da ciò che avviene al fronte. </a></p>



<p>Ma se le esplosioni in Romania e Ungheria non sono state accidentali ma frutto di sabotaggio, vuol dire che <strong>vanno annoverate nella stessa categoria degli attentati ai gasdotti Nord Stream</strong> (di cui ormai conosciamo bene i responsabili) e peraltro anche dei bombardamenti sul ramo dell&#8217;oleodotto Druzhba che porta verso Ungheria e Slovacchia (e non quello che sbocca in Polonia). In altre parole, non sono attentati contro la Russia (che ne soffre ma in misura non decisiva) ma contro l&#8217;Europa. Tentativi di riorientare gli equilibri politici continentali attraverso un riorientamento delle politiche energetiche, <strong>ridimensionando così nella Ue il peso dei Paesi fondatori (a cominciare dalla Germania</strong>, che con il gas russo aveva un collegamento diretto appunto attraverso il Nord Stream) e aumentando invece quello dei Paesi di più recente adesione, quelli con il più stretto legame con gli Usa.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;anti-Ue dentro la Ue</h2>



<p>Davvero qualcuno ha creduto che gli Usa spingessero così tanto contro il Nord Stream per &#8220;liberare&#8221; l&#8217;Europa dal ricatto energetico russo? Che finanziassero i gasdotti e gli oleodotti polacchi (<a href="https://it.insideover.com/politica/polonia-e-nord-stream-lipocrisia-di-varsavia-che-ha-finanziato-lo-sviluppo-con-i-soldi-ue-e-il-gas-russo-1.html">ne abbiamo già parlato</a> e ne parleremo ancora) per fare un favore a noi poveri consumatori? Guarda caso tutta la storia è finita con noi europei che <strong>abbiamo costi per l&#8217;energia di 3,5 volte superiori a quelli Usa</strong>, con uno svantaggio competitivo a livello di produzione industriale e di export che non è difficile immaginare.</p>



<p>Subito dopo le esplosioni in Romania e Ungheria, <strong>gli ambienti dei servizi segreti russi hanno messo sotto accusa l&#8217;Ucraina e il Regno Unito</strong>. Tutti danno per scontato che tutto ciò che arriva da Mosca sia una colossale bugia, un inganno, comunque qualcosa cui non prestare attenzione. È in generale un errore. E in questo caso una logica c&#8217;è. Non bisogna dimenticare, infatti, che nel febbraio del 2022, prima dell&#8217;invasione russa, <strong>Regno Unito, Ucraina e Polonia sottoscrissero a Kiev una formale alleanza</strong> che Dmytro Kuleba, allora ministro degli Esteri ucraino, così descrisse: “Varsavia, Kiev e Londra non hanno solo una realistica consapevolezza della sicurezza e una strategia per contrastare le sfide della Federazione Russa, ma anche il grande potenziale della cooperazione trilaterale nei settori del commercio, degli investimenti, dell’energia, comprese le energie rinnovabili”. L&#8217;alleanza non aveva, ovviamente, ragioni geografiche ma molte evidenti ragioni politiche. In primo luogo<strong> creare una sorta di anti-Ue dentro la Ue, una Ue alternativa</strong> tenuta insieme dalla postura filo-americana, capace di legare a sé, proprio attraverso un reticolo di oleodotti e gasdotti, i già tradizionalmente atlantisti Paese del Nord Europa (ne parleremo prossimamente) e del Baltico. Allora il premier del Regno Unito era Boris Johnson che, come sappiamo, si batte molto, pochi mesi più tardi, contro ogni ipotesi di trattativa tra Russia e Ucraina. </p>



<p>E quindi non ci sarebbe da stupirsi se, ormai realizzata la torsione politica che <strong>nella Ue ha portato alla ribalta i &#8220;nuovi&#8221; Paesi che aderirono a metà degli anni Duemila</strong>, si passi a consolidarne i risultati provando a chiudere le residue &#8220;sacche&#8221; di resistenza. Come diceva Giulio Andreotti: a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca.</p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/romania-e-ungheria-esplosioni-nelle-raffinerie-del-petrolio-russo-come-il-nord-stream-attentati-contro-leuropa.html">Romania e Ungheria, esplosioni nelle raffinerie del petrolio russo. Come il Nord Stream, attentati contro l&#8217;Europa</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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