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	<title>ali al zaidi Archives - InsideOver</title>
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	<description>Inside the news Over the world</description>
	<lastBuildDate>Sat, 08 Aug 2026 12:59:17 +0000</lastBuildDate>
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	<title>ali al zaidi Archives - InsideOver</title>
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	<item>
		<title>Yemen, il risveglio degli Houthi e i dilemmi dell&#8217;Arabia Saudita</title>
		<link>https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-risveglio-degli-houthi-e-i-dilemmi-dellarabia-saudita.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Andrea Muratore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Aug 2026 10:04:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra in Yemen]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1536x1019.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Quanto l'attuale fase di tensione può anticipare una ripresa del conflitto civile yemenita? Le crisi di Hormuz e dello Yemen si salderanno?</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-risveglio-degli-houthi-e-i-dilemmi-dellarabia-saudita.html">Yemen, il risveglio degli Houthi e i dilemmi dell&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1274" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-600x398.jpg 600w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-300x199.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1024x679.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-768x510.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2025/04/OVERCOME_202504302037380_a0bc9f4f099bfc93d9cc3c9a37370f6b-1536x1019.jpg 1536w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Gli Houthi alzano l&#8217;asticella degli attacchi in Yemen e iniziano a mettere sempre più in discussione la tregua che dal 2022 ha cristallizzato una delle più gravi e neglette crisi geopolitiche dello scorso decennio, una guerra civile con annessa crisi umanitaria che ha sconvolto un Paese strategico ma estremamente martoriato, chiave di volta della connettività tra Penisola Arabica, Mar Rosso e Golfo di Aden. Il conflitto rischia di riaccendersi nel quadro di tensioni regionali che vedono un&#8217;accumularsi di <strong>conflittualità striscianti attorno all&#8217;ancora irrisolto confronto tra Iran e Stati Uniti</strong> e nel quadro di un sistema regionale in evoluzione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Lo scenario in Yemen</h2>



<p>La guerra in Yemen ha sostanzialmente riproposto, fino alla tregua del 2022, uno schema chiaro: il confronto tra i ribelli Houthi, che controllano la capitale Sana&#8217;a e sono vicini al fronte sciita guidato da Teheran, e il governo internazionalmente riconosciuto basato ad Aden e sostenuto principalmente dall&#8217;<strong>Arabia Saudita</strong>. All&#8217;ombra della distensione iraniano-saudita, il conflitto si è cristallizzato a lungo e, prima delle ultime settimane, a animare lo Yemen è stata soprattutto la fallita <strong>ricerca di autonomia dell&#8217;ormai scomparso Southern Transition Council</strong> filo-emiratino a fine dicembre 2025, <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-stc-al-capolinea-finisce-lavventura-dei-filo-emiratini-trionfa-riad.html" type="post" id="501089">la cui offensiva è stata ribaltata dalla netta risposta dei sauditi e dei governativi.</a></p>



<p>Nell&#8217;ultimo mese, invece, sono successi molti avvenimenti rilevanti: il 13 luglio è andato in scena l&#8217;attacco del governo yemenita all&#8217;aeroporto di Sana&#8217;a, volto a prevenire l&#8217;atterraggio di un aereo iraniano che riportava dalla Repubblica Islamica una delegazione di leader Houthi e il cui accesso allo spazio aereo yemenita <a href="https://english.news.cn/20260713/8a58a8e07db54c64b69f296824dd39cb/c.html">non era stato approvato dalle autorità governative</a>, e un lancio di missili balistici da parte dei ribelli, seguito nei giorni successivi dalla <a href="https://www.internazionale.it/ultime-notizie-reuters/2026/07/21/saudi-condemns-houthi-maritime-blockade-threat-group-warns-of-escalation">minaccia dell&#8217;embargo marittimo contro l&#8217;Arabia Saudita</a> da parte degli Houthi e, nei giorni scorsi, dalla ripresa dei raid dei ribelli sciiti culminati negli attacchi balistici di giovedì nello Yemen controllato dal governo internazionalmente riconosciuto, causa della morte di decine, si dice almeno 30, dei suoi soldati.</p>



<p>Gli attacchi hanno <strong>coinvolto le province di <a href="https://www.facebook.com/americangeo/posts/yemen-houthi-attacks-on-yemeni-militaryhouthi-missiles-and-drones-struck-militar/1491316789698496/">Hadrmouth e Manib</a>,</strong> una cerniera strategica vitale per lo Yemen ma ritenuta critica per la propria sicurezza nazionale anche dall&#8217;Arabia Saudita, che si trova in bilico nei suoi rapporti con le milizie regionali da un lato e l&#8217;Iran dall&#8217;altro. Il Paese centrale nella Penisola Arabica ha colpito nel <a href="https://www.aljazeera.com/news/2026/7/24/saudis-strike-yemens-houthi-held-hodeida-rebel-media">porto di Hodeidah nella giornata del 24 luglio i</a> ribelli che aveva contribuito a combattere dal 2015 sostenendo un costoso intervento militare nel Paese limitrofo e più di recente ha subito un nuovo raid Houthi giovedì in cui 11 persone sono rimaste ferite.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le mosse Houthi, i grattacapi sauditi</h2>



<p><strong>Va capito in che misura il &#8220;risveglio&#8221; degli Houthi</strong> sia coordinato e concordato con un Iran che alterna risposte militari e avanzamenti diplomatici in questa fase del suo confronto nel Golfo con gli Stati Uniti. Se da un lato è vero che gli Houthi sono vicini all&#8217;Iran e identificabili come parte importante della <strong>galassia di forze sciite</strong> che guardano alla Repubblica Islamica, dall&#8217;altro la prassi delle azioni dei ribelli dello Yemen e del loro Stato nello Stato si è spesso <strong>conformata a linee d&#8217;azione autonome</strong>. E anche in quest&#8217;ottica, ad oggi, l&#8217;attuale crisi è sicuramente influenzata dall&#8217;onda lunga della guerra nel Golfo ma presenta anche caratteristiche connesse all&#8217;insoluta situazione interna di un Paese spaccato da oltre un dicennio.</p>



<p>Gli Houthi potrebbero aver scelto volutamente di alzare l&#8217;asticella degli attacchi proprio ora per <strong>rivendicare un ruolo nel futuro Yemen</strong> e consolidare le proprie posizioni, mostrare la propria capacità combattente e spuntare concessioni potenziali a un Paese, l&#8217;Arabia Saudita, che esercita un peso decisivo nello Stato limitrofo e nonostante la sua potenza economico-finanziaria ed energetica si trova indecisa su come muoversi di fronte al risveglio della crisi regionale. </p>



<p>Per Riad, quello yemenita non è l&#8217;unico fronte che nell&#8217;ambito di un Medio Oriente reso caotico dalla Terza Guerra del Golfo sta creando grattacapi: a fine luglio, lo ricordiamo, le milizie filo-iraniane dell&#8217;Iraq hanno condotto attacchi sul suolo saudita a cui il <a href="https://www.washingtoninstitute.org/policy-analysis/how-prevent-militias-disrupting-iraqi-saudi-relations">Paese ha reagito unendosi agli Stati Uniti</a> colpendo le Forze di Mobilitazione Popolare (Pmf) e venerdì il capo dell&#8217;intelligence di Riad, Khalid al-Hamaidan<a href="https://thearabweekly.com/saudi-arabia-iraq-seek-shield-strategic-ties-militia-tensions">, ha incontrato il premier iracheno Ali al-Zaidi </a>per coordinare una relazione capace di evitare il ripetersi di episodi simili in futuro. Del resto, dall&#8217;Arabia Saudita sono arrivate diverse voci favorevoli a una de-escalation tra Washington e Teheran che lasciano pensare alla volontà di Riad di prevenire un fronte più ampio esteso anche allo Yemen (o a altri teatri).</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un quadro teso</h2>



<p><a href="https://edition.cnn.com/2026/08/07/middleeast/yemen-iran-war-explainer-intl">La Cnn nota che all&#8217;Arabia Saudita preoccupa principalmente</a> il fatto &#8220;la rinnovata minaccia degli Houthi sta sabotando i suoi tentativi di reindirizzare milioni di barili di petrolio dal Golfo Persico al Mar Rosso per l&#8217;esportazione, poiché lo Stretto di Hormuz rimane di fatto chiuso&#8221; e un<a href="https://ecfr.eu/article/the-saudi-dilemma-how-yemen-could-shape-the-next-phase-of-the-iran-war/"> approfondimento dell&#8217;<strong>European Council of Foreign Relations</strong></a> indica come infrastrutture da analizzare con attenzione, per capire se gli Houthi li prenderanno di mira, nell&#8217;hub portuale di Yanbu e nell&#8217;oleodotto Est-Ovest che attraversa trasversalmente il Paese. <a href="https://arabcenterdc.org/resource/saudi-arabias-yemen-dilemma/"><strong>L&#8217;Arab Center di Washington D.C.</strong> sottolineava</a> il 5 agosto che i sauditi sembrano attenti a non voler inserire nel quadro di un&#8217;escalation più ampia il rinnovato intervento scrivendo che &#8220;Riad ha esplicitamente&nbsp;<a href="https://saudigazette.com.sa/article/663235/saudi-arabia/coalition-says-it-carried-out-proportionate-strikes-on-houthi-military-targets-in-hodeidah">definito</a>&nbsp;i suoi attacchi a Hodeidah come proporzionati e limitati a obiettivi militari; il regno ha insistito affinché Hodeidah, Ras Isa e Salif rimanessero aperte al traffico commerciale e umanitario&#8221;.</p>



<p>A livello complessivo, dunque, i dilemmi da chiarire restano legati alla comprensione di quanto <strong>l&#8217;attuale fase di tensione sia prodromica a una ripresa su larga scala del conflitto civile</strong> di fatto congelato nel 2022 e quanto, al contrario, sia una <strong>scossa connessa al generale movimento tellurico del Medio Oriente</strong>; andrà capito in che misura la relazione tra Iran e Arabia Saudita sarà inficiata dal rinnovato confronto tra gli Houthi e lo Yemen internazionalmente riconosciuto sostenuto da Riad e in che prospettiva le crisi di Hormuz e dello Yemen si salderanno; bisognerà comprendere se davvero l&#8217;Iran riterrà politicamente sostenibile negoziare da un lato un accordo su Hormuz con l&#8217;Oman e assistere dall&#8217;altro a un&#8217;escalation nel Mar Rosso condotta da un gruppo che resta suo alleato; e, infine, andrà compreso come impatteranno le <strong>nuove dinamiche securitarie del Medio Oriente</strong> su queste crisi. In tal senso, la firma dell&#8217;accordo <a href="https://it.insideover.com/difesa/turchia-pakistan-arabia-saudita-nasce-la-nato-islamica.html" type="post" id="525777">di La Mecca tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia arriva in un momento</a> decisivo per capire dove porteranno questi venti di tensione e crisi. C&#8217;è una certezza: un risveglio a tutto campo della conflittualità in Yemen porrebbe degli interrogativi di natura regionale e sarebbe un&#8217;escalation di difficile gestione per un Medio Oriente sempre più privo di un baricentro di sicurezza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/guerra/yemen-il-risveglio-degli-houthi-e-i-dilemmi-dellarabia-saudita.html">Yemen, il risveglio degli Houthi e i dilemmi dell&#8217;Arabia Saudita</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Tv, supermercati, immobiliare: viene dal business Al Zaidi, il premier scelto per dare un nuovo corso all&#8217;Iraq</title>
		<link>https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-corso-delliraq-con-al-zaidi.html</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Indelicato]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 15:07:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-1024x550.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-768x412.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-1536x825.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-600x322.jpg 600w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Piace a Washington, non dispiace a Teheran e nemmeno agli sciiti moderati: il neo premier Al Zaidi scelto come garante del sistema iracheno</p>
<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-corso-delliraq-con-al-zaidi.html">Tv, supermercati, immobiliare: viene dal business Al Zaidi, il premier scelto per dare un nuovo corso all&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1031" src="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a.jpg 1920w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-300x161.jpg 300w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-1024x550.jpg 1024w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-768x412.jpg 768w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-1536x825.jpg 1536w, https://media.insideover.com/wp-content/uploads/2026/05/OVERCOME_20260514145800576_a7eed7416344c2c0cc7340b00b30141a-600x322.jpg 600w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Così come spesso accaduto negli ultimi anni, la principale preoccupazione dei legislatori iracheni dopo il voto è stata quella di trovare una <strong>figura di mediazione</strong>. Costituzione e consuetudini consolidatesi nel dopo Saddam parlano del resto chiaro: il presidente della Repubblica deve essere curdo, il presidente del Parlamento invece sunnita, infine <strong>la principale carica esecutiva rappresentata dalla figura del primo ministro deve appartenere alla maggioranza sciita</strong>. Così, risolte le prime due pratiche, nei giorni scorsi il Parlamento è riuscito a trovare la quadra sul nuovo capo dell&#8217;esecutivo: si tratta di<strong>Ali Al Zaidi</strong>, nome uscito a sorpresa e non poteva essere altrimenti. </p>



<p>Come sottolineato in precedenza, la priorità è stata data alla ricerca figure di mediazione. La rosa dei papabili primi ministri quindi, difficilmente in tal senso può comprendere figure politiche già consolidate e alla guida di movimenti e partiti. Al Zaidi ha 48 anni, è uno dei premier più giovani quindi nell&#8217;Iraq moderno, <strong>è un imprenditore e un uomo d&#8217;affari</strong>. Con la politica ha avuto poco a che fare fino a pochi anni fa e questo, per i motivi prima sottolineati, ha forse costituito un altro punto a suo favore. A lui il compito, entro fine maggio, di formare un governo e di prendere <strong>le redini di un Paese su cui gravano come macigni la crisi in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La mediazione interna</h2>



<p>La necessità di trovare una figura di mediazione è duplice in quel di Baghdad. <strong>Occorre infatti preservare due ordini di equilibrio: uno interno e uno esterno.</strong> Sotto il profilo interno, il punto di partenza è rappresentato dalla frammentazione del parlamento iracheno. <a href="https://it.insideover.com/politica/l-iraq-al-voto-in-cerca-di-identita.html">Sono 20 le liste che hanno ottenuto almeno un seggio nel voto di novembre</a>, nessuna di loro ha i numeri per imporre il proprio peso e la propria linea. C&#8217;è poi la questione legata al dualismo emerso all&#8217;interno del mondo politico sciita.<strong> Da un lato c&#8217;è il premier uscente Al Sudani</strong>, capace con il suo partito &#8220;Ricostruzione e Sviluppo&#8221; di guadagnare 46 seggi e dunque la maggioranza relativa. <strong>Dall&#8217;altro c&#8217;è un altro ex premier, Nuri Al Maliki</strong>, sostenuto soprattutto dalle liste sciite più vicine a Teheran e comprese all&#8217;interno della &#8220;Coalizione per lo Stato di diritto&#8221;. </p>



<p>Entrambi per mesi hanno coltivato velleità di nomina a primo ministro. Al Sudani ha rivendicato il successo della propria formazione, nonché un certo sostegno elettorale ricevuto a Baghdad e in buona parte delle regioni meridionali del Paese. Quelle cioè a maggioranza sciita, lì dove soltanto a Bassora non è riuscito a imporsi quale principale partito. Dal canto suo però, <strong>Al Maliki ha goduto per diverse settimane dell&#8217;appoggio di una larga fetta del panorama politico sciita.</strong> Nei vari incontri parlamentari, si è presentato come volto di esperienza e come unico rappresentante politico capace di gestire l&#8217;Iraq in questa fare di grave crisi regionale in medio oriente. L&#8217;impossibilità di entrambi di raggiungere la maggioranza tra le forze sciite, ha fatto quindi virare verso una figura di mediazione. Il 27 aprile scorso, sia Al Sudani che Al Maliki<a href="https://www.agenzianova.com/news/iraq-il-presidente-amidi-incarica-ilmprenditore-al-zaidi-di-formare-nuovo-governo/"> hanno annunciato l&#8217;intenzione di sostenere la candidatura di Al Zaidi come premier</a>. Aprendo così la strada al 48enne imprenditore. </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-twitter wp-block-embed-twitter"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The KDP’s Farhad Atrushi, second deputy speaker of the Iraqi parliament, oversees preparations ahead of a crucial Iraqi parliament session to elect the cabinet of Prime Minister-designate Ali al-Zaidi<br><br>📸: Atrushi&#39;s office <a href="https://t.co/1ZBhhD8DSe">pic.twitter.com/1ZBhhD8DSe</a></p>&mdash; The New Region (@thenewregion) <a href="https://twitter.com/thenewregion/status/2054901934683738457?ref_src=twsrc%5Etfw">May 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<h2 class="wp-block-heading">La mediazione esterna</h2>



<p>C&#8217;è un motivo ben preciso per cui Al Sudani e Al Maliki non hanno ottenuto il consenso necessario per diventare nuovamente premier. Questa volta la rivalità in questione ha origine al di fuori dei confini iracheni e riguarda da vicino il conflitto, prima solo politico ora anche militare, <strong>tra Stati Uniti e Iran</strong>. Al Maliki, una volta designato da un&#8217;ampia fetta del quadro di coordinamento sciita, <strong>ha ricevuto un vero e proprio veto da parte degli Stati Uniti</strong>. La Casa Bianca, per bocca dello stesso presidente Donald Trump, ha esplicitamente considerato l&#8217;eventuale nomina di Al Maliki come motivo di rottura diplomatica tra Washington e Baghdad. I motivi di una così forte presa di decisione sono essenzialmente riconducibili alla <strong>vicinanza dell&#8217;ex premier alle forze filo iraniane</strong>. Vicinanza resa palese secondo gli Stati Uniti durante gli otto anni di suo mandato, svolto tra il 2006 e il 2014. Anni cioè dove i rapporti tra l&#8217;Iraq e la Repubblica Islamica iraniana sono diventati molto più fitti.</p>



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<blockquote class="twitter-tweet" data-width="500" data-dnt="true"><p lang="en" dir="ltr">The decision by United States President Donald Trump to back Ali al-Zaidi as Iraq’s next prime minister may have surprised some quarters. But when one looks into whom Trump was trying to keep out, his motivation becomes clear.<br><br>Iraq’s dominant parliamentary bloc, the Coordination… <a href="https://t.co/Rv4Wowv0LJ">pic.twitter.com/Rv4Wowv0LJ</a></p>&mdash; Middle East Monitor (@MiddleEastMnt) <a href="https://twitter.com/MiddleEastMnt/status/2054877806501466601?ref_src=twsrc%5Etfw">May 14, 2026</a></blockquote><script async src="https://platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
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<p><strong>Il &#8220;no&#8221; degli Usa alla nomina di Al Maliki, ha automaticamente messo fuori gioco anche Al Sudani</strong>. Quest&#8217;ultimo infatti dall&#8217;altra parte della barricata, quella iraniana, ha iniziato a essere visto come potenzialmente filo-statunitense. Anche Teheran quindi ha emesso il suo veto e ha imposto ai partiti più vicini alle proprie posizioni, soprattutto quelli espressione delle <strong>Forze di Mobilitazione Popolari (Pmf)</strong> costituitesi durante la lotta all&#8217;Isis, di non sostenere in alcun modo Al Sudani. Anche in questo caso, l&#8217;unica soluzione possibile è stata quella di trovare una figura di mediazione. Al Zaidi, in tal senso, ha accontentato tutti: piace agli Stati Uniti perché non è Al Maliki, piace all&#8217;Iran perché non è Al Sudani.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Ma chi è Al Zaidi? </h2>



<p>Si è parlato principalmente dei due ex premier iracheni, solo un cenno è stato fatto al vero protagonista attuale della politica irachena. Non è certo un caso: la figura di Al Zaidi, con i suoi trascorsi e i suoi percorsi economici e politici, è secondaria nonostante il suo nuovo ruolo. Tuttavia, il neo primo ministro presenta alcune caratteristiche interessanti. Ha iniziato la sua scalata economica nello scorso decennio, quando ha accumulato una serie di incarichi in svariate società irachene. Tra tutte, spicca la presidenza della holding <strong>Al Watania</strong>, impegnata in svariati settori commerciali. C&#8217;è poi la sua nomina a capo dell&#8217;Università Al Shaab, all&#8217;istituto medico Ishtar, ma soprattutto all&#8217;<strong>Al-Janoob Islamic Bank</strong>: quest&#8217;ultima è una banca raggiunta nel 2024 da sospetti statunitensi circa un possibile riciclaggio di denaro a favore delle milizie sciite filo iraniane. Occorre però specificare che dall&#8217;incarico di presidente dell&#8217;istituto bancario, Al Zaidi si è dimesso nel 2019 e quindi ben prima delle indagini di Washington. </p>



<p>Le più importanti fortune imprenditoriali del neo premier sono comunque legate all&#8217;<strong>Al-Oways Group</strong>, holding di cui è proprietario e con il quale è impegnato in diversi settori. Dall&#8217;immobiliare fino a quello agricolo, passando per quello commerciale e della grande distribuzione grazie al controllo della <strong>catena di ipermercati Taawon</strong>. Con il suo gruppo inoltre, Al Zaidi gestisce la tv satellitare <strong>Dijlah Tv</strong> e altre iniziative editoriali. In poche parole, Al Zaidi è arrivato al vertice del governo senza un proprio peso specifico politico ma non si tratta comunque di una figura debole o destinata ad accontentarsi di un mero ruolo di transizione. Proverà, al contrario, a costruire un proprio spazio politico e ad evitare eccessive fratture nel delicato equilibrio istituzionale iracheno. Senza creare dissapori a Washington e a Teheran. </p>



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<p>L'articolo <a href="https://it.insideover.com/politica/il-nuovo-corso-delliraq-con-al-zaidi.html">Tv, supermercati, immobiliare: viene dal business Al Zaidi, il premier scelto per dare un nuovo corso all&#8217;Iraq</a> proviene da <a href="https://it.insideover.com">InsideOver</a>.</p>
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