Un annuncio pubblicato sulla piattaforma X ha scatenato dure critiche e accuse di violazione delle regole della rete sociale. L’account verificato Terror Alarm ha lanciato una campagna di raccolta fondi per offrire un milione di dollari come ricompensa per la cattura “viva” del professor Seyed Mohammad Marandi, docente all’Università di Teheran e noto analista politico vicino alle posizioni della Repubblica Islamica dell’Iran. Nel messaggio, accompagnato da un video del professore, si legge che l’iniziativa è rivolta a chi è descritto come “consigliere del Leader Supremo iraniano e propagandista spesso allineato con le Guardie Rivoluzionarie”.
L’annuncio specifica chiaramente «lo vogliamo vivo» e porta l’etichetta ufficiale di «partnership a pagamento», segno che il contenuto è stato promosso in forma sponsorizzata. L’account Terror Alarm, attivo da anni con un orientamento fortemente critico verso la Repubblica Islamica e favorevole a Israele, oltre che filo-Kiev e pro-Taiwan, sponsor delle truppe americane “boots on the ground” in Iran, ha visto il post ottenere centinaia di migliaia di visualizzazioni in breve tempo. Molti utenti hanno però segnalato il messaggio alle autorità della piattaforma, sostenendo che si tratti di un vero e proprio incitamento alla violenza o al sequestro di persona.
Chi è il professor Marandi
Seyed Mohammad Marandi, nato nel 1966 negli Stati Uniti da padre iraniano, insegna Letteratura inglese e studi orientalistici all’Università di Teheran. Ha ricoperto il ruolo di consigliere nel team negoziale sul programma nucleare iraniano durante le presidenze di Hassan Rohani e Ebrahim Raisi. È una figura pubblica che interviene spesso sui media internazionali per difendere le posizioni di Teheran, soprattutto in materia di politica estera. Alcuni lo vedono come un “propagandista” della Repubblica Islamica: altri, invece, lo difendono e lo considerano un intellettuale e un critico della politica estera occidentale, soprattutto statunitense e israeliana. Una voce fuori dal coro. In ogni caso, comunque la si pensi, è a dir poco inquietante e sconvolgente il fatto che su X appaia una vera e propria taglia su una persona – che non è un ricercato internazionale – come se nulla fosse.

Le reazioni dei giornalisti indipendenti
Due firme note del giornalismo indipendente hanno espresso forte condanna per la decisione di X di lasciare online il contenuto. Glenn Greenwald ha scritto che sarebbe impossibile pubblicare un annuncio simile contro un professore israeliano o americano legato al conflitto senza che il post o addirittura l’account vengano immediatamente rimossi.
Secondo Greenwald emerge un chiaro doppio standard nella moderazione della piattaforma. Jeremy Scahill, giornalista investigativo, ha definito il messaggio «riprovevole». Ha sottolineato l’ipocrisia: se un gruppo filo-palestinese o filo-iraniano avesse messo una taglia su un israeliano o un americano, ci sarebbe stata un’ondata di indignazione e probabilmente denunce penali. Ha inoltre notato che il post è etichettato come «partnership a pagamento», cioè sponsorizzato.
Le regole di X vietano esplicitamente i contenuti che incitano alla violenza, al sequestro o alle molestie mirate contro singole persone. Offrire una ricompensa per la “cattura” di un cittadino non ricercato da alcuna autorità internazionale viene interpretato da molti come un invito a compiere atti illegali.
Al momento della pubblicazione di questo articolo il post risulta ancora visibile e continua a raccogliere interazioni. Non si hanno notizie di interventi di rimozione da parte della piattaforma.
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